Ordine della Croce Greca

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Ordine della Croce Greca

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 10 giugno 2009, 22:01

Francesco Lupo ha scritto:Buonasera,

Poi, per chi ha tempo e voglia, ci sono due siti che trattano la "tradizione cavalleresca massonica", metto le virgolette per non suscitare vespai [arf2.gif] :

http://www.ordinecrocerossa.org/
http://www.ritodiyork.it/grancommenda/

e sopratutto :

http://www.ritodiyork.it/grancommenda/w ... ia-_1_.pdf

Cordialmente.



E' uno scherzo, vero ?
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Ordine della Croce Greca

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 10 giugno 2009, 22:37

Carissimo Sergio, rispondo ad una tua osservazione. Il fattore discriminante per il mio giudizio su logge massoniche del passato e su quelle del presente è appunto l'atteggiamento/comportamento verso Aris et Focis, verso l'Altare(anche dove rovesciato) e il Trono(anche dove vuoto). Tornando in topic, ripeto che trovo realtà totalmente diverse quella degli Ordini Cavallereschi e quella dei liberi muratori, qualunque denominazione(anche pittoresca) prendano i loro gradi interni e titolazioni premiali interne. Nelle realtà terrene ritengo blasfemo parlare di male assoluto(solo l'Inferno) e bene assoluto(solo il Paradiso, la Chiesa tronfante, l'attesa Gerusalemme Celeste che scenderà in terra). Ciao a te ed a tutti gli altri,
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Re: Ordine della Croce Greca

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 10 giugno 2009, 23:57

fabrizio guinzio ha scritto: Nelle realtà terrene ritengo blasfemo parlare di male assoluto(solo l'Inferno) e bene assoluto(solo il Paradiso, la Chiesa trionfante, l'attesa Gerusalemme Celeste che scenderà in terra).


Le istituzioni, caro Fabrizio, sono fatte dagli uomini : esistono cattivi Cristiani ( come me) e Massoni buoni ( ne conosco ) il giudizio sull' istituzione però deve essere oggettivo e per fortuna non sono io a darlo .

Chi ha il dono della fede , pone al centro della propria vita , antiche ma attuali parole di speranza :
" Io sono la Via , la Verità, la Vita , nessuno va al Padre se non attraverso me " ed inoltre
" Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa e le porte dell'Inferno non prevarranno su di Essa" .
Queste parole o si accettano "in blocco" senza ma e senza se o si rifiutano , non ci sono mezze misure, non ci sono limature o smussamento di angolature.

La Massoneria non è il Male Assoluto ma si configura quale centro di potere che sovrasta il Giusto il Buono ed il Vero per perseguire i suoi disegni ( di potere) , fingendosi al servizio dell'uomo e questo non è certo Bene .

Come scriveva "don" Negri " O c'è l'uomo della verità o c'è l'uomo del potere, dal punto di vista della definizione ultima "

Ciao :)
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Re: Ordine della Croce Greca

Messaggioda Mario Volpe » giovedì 11 giugno 2009, 1:11

Signori vi prego, questo topic non è stato avviato per disquisire sulla massoneria, ma per commentare una specifica iniziativa “consultiva” dell’ICOC. Altri topics si sono già sviluppati in passato nel Forum sul tema della massoneria, e chi fosse interessato può andarseli a rivedere.

Al di là del disagio filosofico/religioso provocato in alcuni dalle consulenze rilasciate dall’ICOC al “diavolo in persona”, la mia mentalità tradizionalista e “ministeriale” (certamente anche molto limitata) mi induce a ritenere che rimanga aperto anche un’altro tipo di problema [hmm.gif] .

Posso comprendere e condividere la neutrale, gratuita e incondizionata disponibilità dell’ICOC nei riguardi di qualunque genere di soggetto premiale che ad essa si rivolge per consultazioni e consulenze. Comprendo anche l’orientamento che l’Istituto stesso ha sviluppato nel corso degli anni di allargare il proprio campo di ricerca anche oltre il tradizionale ambito cavalleresco-dinastico-onorifico, studiando sempre nuove categorie di sistemi premiali e creando sempre nuovi “allegati” da aggiungere al Registro.

E’ indubbio infatti, che al mondo esistono un’infinità di sistemi premiali assai diversi tra loro, promananti da un’insieme estremamente diversificato di soggetti conferenti, che presentano interessanti spunti di studio. Basta volgere un rapido sguardo a quello che succede in Paesi come la Francia, il Belgio gli Stati Uniti o il Brasile per rendersi conto di quanti sistemi e sottosistemi premiali (fondamentalmente di natura associativa privata) esistano nei vari settori filantropico, accademico, artistico, scientifico, delle associazioni di categoria, di corporazioni sindacali, di organizzazioni reducistiche o d’arma, di ordini professionali, di associazioni sportive e persino di benemeriti del salvataggio. In altri Paesi come la Grecia o la Russia, sono invece numerosi i sistemi premiali (più o meno “regolari”) scaturiti da congregazioni religiose delle più disparate confessioni bizantino-ortodosse. Nell’Asia centro-orientale, si registrano ordini e decorazioni create dalle più sconosciute e improbabili dinastie principesche orientali, mentre in Africa sono talvolta le discendenze tribali a produrre qualche “ultimo cavalierato dalla savana”. Non parliamo poi delle organizzazioni scoutistiche, goliardiche, enogastronomiche, bocciofile, e naturalmente, come abbiamo visto ora, anche di origine massonica 8-)

Il nostro Paese non fa certo eccezione, e anche da noi si sono sviluppate infinite categorie di sistemi premiali con croci, medaglie decorazioni e spillette distribuite a piene mani dai più disparati soggetti conferenti. Nel nostro Paese però, come noto, esistono delle limitazioni all’uso pubblico delle onorificenze e delle distinzioni cavalleresche (oltre che chiare indicazioni sui soggetti abilitati ufficialmente a conferirle) e, in linea di principio, a nessuno dovrebbe essere consentito di presentarsi in una pubblica cerimonia agghindato con le più inverosimili e scintillanti insegne cruciformi, placche metalliche stellate e fruscianti mantelli di seta variopinta di istituzioni "non autorizzabili" (diverso ovviamente il discorso nella sfera privata e circoscritta al solo contesto concedente). E ci sono diversi altri Paesi che adottano analoghe forme di controllo e limitazione sulle distinzioni che i propri cittadini possono ricevere e utilizzare.

Ma la sempre crescente e variegata “componente umana” che gravita attorno a questi sistemi premiali a livello internazionale, formata sia da quelli che ci capitano per caso che da quelli che vogliono accostarcisi di proposito, non è sempre in grado di distinguere (o non desidera farlo) “tra il grano e il loglio”. Ossia tra un “vero” ordine cavalleresco/dinastico/statuale o una sua “imitazione” creata più o meno artatamente da una qualunque associazione privata o addirittura illegittima. E in quest’ambito, come ho già avuto modo di dire in più occasioni, il “popolo degli insigniti” (che non finirà mai di stupirmi) tende a dividersi in almeno due categorie principali: quelli onesti, preparati e consapevoli, che ricevono (o si danno da fare per ricevere) soltanto le onorificenze più “legittime e regolari”, e quelli disonesti, impreparati o inconsapevoli, che finiscono per ricevere (o se le vanno a cercare) le patacche più fasulle o le decorazioni comunque non ufficiali o di natura privatistica.

E il fatto è che per una buona parte di questa componente della nostra società, sia a livello istituzionale che privato, o se volete popolare, l’ICOC costituisce ormai un importante punto di riferimento e un cardine di elevata serietà e affidabilità scientifica. E quello che l’ICOC considera e censisce tende ovviamente a rientrare automaticamente nella sfera del valido e del legittimo.
Ora, nel momento in cui l’ICOC decide di creare un allegato al suo Registro, nel quale sono elencati – per fare un esempio recente - i sistemi premiali ecclesiastici, molti dei quali impiegano la nomenclatura tipica delle istituzioni cavalleresche, con termini quali: “Cavalleresco, Ordine, Cavaliere, Commendatore, Gran Croce, Gran Maestro, ecc.”, è inevitabile che molti – consapevolmente o inconsapevolmente – siano indotti a credere:

1) che l’ICOC, visto che include in qualche modo queste istituzioni nei suoi elenchi (e gli fornisce consulenze), avalla e sostiene la loro validità e legittimità;
2) che questi “ordini” sono in qualche modo equiparabili alle istituzioni “cavalleresche”, visto che impiegano terminologie, cerimoniali e strutture gerarchiche tipiche degli ordini equestri o delle onorificenze statuali;
3) che le insegne di questi ordini possono quindi essere regolarmente indossate, naturalmente tanto sull’abito civile quanto sull’uniforme militare.

E il fatto che l’ICOC si preoccupi di elencare queste istituzioni in una sottocategoria ben distinta da quella degli ordini cavallereschi “veri”, precisando i limiti delle loro qualità e delle loro validità (e suggerisca magari anche di cambiare le terminologie utilizzate, allontanandole quanto più possibile da quelle tipiche del mondo cavalleresco ed onorifico), non cambia purtroppo l’inevitabile risultato che puntualmente finirà per prodursi. Ossia che qualcuno vorrà interpretare a modo suo - ed a sua convenienza - queste iniziative della Commissione…
Una riprova ? subito dopo la pubblicazione del suddetto allegato (e vi dirò che me l’aspettavo), al MAE hanno iniziato ad arrivare delle richieste di autorizzazione a fregiarsi di queste distinzioni (per fortuna poche). Nel caso specifico, tanto per fare un esempio, quelle dell’Ordine di S. Ignazio di Antiochia (tra l’altro ampiamente pubblicizzato anche nel nostro stesso Forum). Richieste che, naturalmente, sono state prontamente restituite al mittente con il cortese diniego del Cerimoniale Diplomatico [nono.gif]

Ritengo quindi che una Commissione seria e super partes com’è l’ICOC non dovrebbe mai dimenticare che esistono gli opportunisti, i furbacchioni, gli ignoranti e i disonesti che, sfruttando ogni possibile occasione, cercano sempre di portare i “vantaggi della Cavalleria”, vera o falsa che sia, al proprio mulino.
E non vorrei proprio dover assistere in un prossimo futuro, all’arrivo al Cerimoniale del MAE di istanze a fregiarsi pure dell’Ordine della Croce Greca :o
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Re: Ordine della Croce Greca

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 11 giugno 2009, 10:53

Ho letto il bellissimo intervento. Ma sono sempre più stupito del fatto che nel mio amatissimo Paese due vere e proprie malattie croniche, il "nobiliarismo abusivo"(segnalato endemico in Italia da ben oltre duemila anni nel volume "L'aristocrazia augustea" di sir Ronald Syme) ed il "cavalleresco pataccaro" siano divenuti epidemici! E sono inorridito del tempo e lavoro a cui sono costretti gli uffici competenti per rintuzzare il secondo fenomeno; glielo si dovrebbe evitare. Ma come combattere l'epidemia? Sono dispiaciutissimo, ma è giusto che per evitare un ulteriore dilagare del fenomeno non si possa scrivere e parlare di sistemi premiali di per esempio antiche Chiese cristiane etc.? E per quanto concerne invece le associazioni massoniche ed i loro sistemi premiali, ne riparlo solamente perchè uno di essi è oggetto del topic, Santa Madre Chiesa lascia spazio solo per il dialogo(che è ammesso) con le medesime, null'altro(Sergio mi sono espresso malissimo, sono sostanzialmente d'accordo con te! E anche io sono un cattolico che cerca di ubbidire!). Ma cosa fa parte di questo dialogo ed è ammissibile e cosa non ne fa parte? E quì che ci perdiamo! A mio sommesso parere sia il cardinal Tonini che l'ICOC sono totalmente rimasti nel giusto, ma, sono sincero, qualche dubbio me lo avete fatto venire! Dubbio che naturalmente non concerne sia la buona fede che la giustezza dell'operato di quel Principe della Chiesa e quelle dell'ICOC, ma la mera "opportunità" sì. Ma altri criteri di valutazione non sono più importanti dell'opportuno/inopportuno? Ciao,
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Re: Ordine della Croce Greca

Messaggioda arturolorioli » giovedì 11 giugno 2009, 14:01

Mario Volpe ha scritto: ... Ritengo quindi che una Commissione seria e super partes com’è l’ICOC non dovrebbe mai dimenticare che esistono gli opportunisti, i furbacchioni, gli ignoranti e i disonesti che, sfruttando ogni possibile occasione, cercano sempre di portare i “vantaggi della Cavalleria”, vera o falsa che sia, al proprio mulino.
E non vorrei proprio dover assistere in un prossimo futuro, all’arrivo al Cerimoniale del MAE di istanze a fregiarsi pure dell’Ordine della Croce Greca :o


Plaudo all'intervento del caro Mario, che ci allontana provvidenzialmente da una discussione totalmente off-topic sulla natura morale o amorale o immorale dei Liberi Muratori da un punto di vista Cristiano (che oltretutto richiederebbe ben altri spazi ...).

Tornando on topic, non sono socio ICOC e quindi non mi sento autorizzato ad esprimere altro che un modestissimo parere personale. Ma concordo pienamente con l'invito di Mario alla cautela. Un "Ente" onesto ed in buona fede che non voglia creare confusioni ed equivoci e che abbia oltretutto avuto il buon senso e la lungimiranza di chiedere l'aiuto e la consulenza dell'ICOC per "fare le cose per bene" non dovrebbe poi aver alcun problema ad accogliere di buon grado un suggerimento dell'ICOC a chiamare il proprio sistema premiale "medaglia/croce/stella di xxx" anzichè "Ordine", l'insignito "benemerito" anzichè "Cavaliere" ecc. Se l'ipotetico Ente non volesse o -magari per qualche obiettivo motivo - non potesse rinunciare all'uso di terminologie improprie... credo che un criterio di prudenza e di coerenza dovrebbe consigliare di evitare accuratamente l' imprimatur di un consesso così autorevole come l'ICOC ai loro oggetivamente self-made "Ordini" e "Cavalieri".

Questo al di là dell'eventuale maggiore o minore prestigio e/o specchiata moralità e nobiltà dell'Ente in questione (qualunque esso sia), che sono in questo contesto del tutto irrilevanti : se non ha orgine da una legittima fons honorum , allora "Ordine" non è e non può essere, così come i suoi iscritti "Cavalieri" non sono e non possono chiamarsi. E questa credo dovrebbe essere la conditio sine qua non su cui basare l'intera questione.

Il tutto, ripeto, solo come modestissimo parere personale.
Ultima modifica di arturolorioli il giovedì 21 luglio 2011, 13:54, modificato 1 volta in totale.
Cordiali saluti

Arturo Filippo Lorioli
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Re: Ordine della Croce Greca

Messaggioda nicolad72 » giovedì 11 giugno 2009, 15:02

Penso sia importante chiarire la natura del termine "Ordine", ed il fatto che questa parola abbia in se una marcata connotazione pubblica. Da ciò consegue che non è corretto denominare "Ordine" un qualcosa che scaturisca da norme di diritto privato.

Gli "ordini" professionali sono disciplinati dalla legge, così come gli ordini di cavalleria.
Nell'ambito ecclesiastico solo la santa sede può creare un ordine (gli istitui di diritto diocesano prendono il nome di congregazione).

Oggi le regole sono queste.

In passato, magari le regole erano differenti, ma il soggetto di cui si parla non ha radici nel passato essendo di fresca istituzione.

Gli ordini goliardici, che per loro natura costituiscono l'incarnazione associativa dell'irriverenza istituzionalizzata in quest'ottica si fregiano di questo titolo...

Ho detto sin da subito che ho apprezzato il lavoro fatto dall'ICOC, perchè il sistema premiale de quo non ha nulla, nella sua struttura giuridica, che possa farlo intendere come un ordine cavalleresco, con la sola eccezione, su cui ho avanzato subito delle perplessità, della spendita del termine "Ordine" che reputo ingiustificata - per le ragioni sopra indicate - ma ancor più inopportuna, in quanto può facilmente indurre in errore l'avventore meno esperto o peggio ancora bramoso di titoli.
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Re: Ordine della Croce Greca

Messaggioda Francesco Lupo » giovedì 11 giugno 2009, 15:11

Buonasera,

Ho virgolettato il vocabolo connivenze, ed ho avuto ragione, era una provocazione.

Mi chiedo : è più grave che il Card. Tonini faccia una visita di cortesia in Loggia ( parliamo di una mente eccelsa che sicuramente non ravvisa immoralità tra i Liberi Muratori ), o che sacerdoti accettino di diventare cappellani di sedicenti "ordini templari" che da un lato strizzano l'occhio alla Massoneria scimmiottandone maldestramente, pubblicamente e DENTRO UNA CHIESA CONSACRATA il rituale, e dall'altro lato fanno pubbliche dichiarazioni di stigmatizzazione della stessa , col risultato che la Massoneria, giustamente, prendendo atto, li tiene a debita distanza, mentre qualche sacerdote connivente ( stavolta uso il vocabolo con cognizione di causa ) gli offre ospitalità nella propria Chiesa.
La cosa ancora più grave è che chi di dovere, ha saputo e non ha preso provvedimenti, non rispettando tra le altre cose una missiva del 2005, se non erro, con la quale il Vaticano vietava tassativamente l'uso delle Chiese da parte di sedicenti ordini templari.

Cordialmente.
Francesco Lupo
 

Re: Ordine della Croce Greca

Messaggioda adj » giovedì 11 giugno 2009, 19:57

Francesco Lupo ha scritto:Buonasera,

Ho virgolettato il vocabolo connivenze, ed ho avuto ragione, era una provocazione.

Mi chiedo : è più grave che il Card. Tonini faccia una visita di cortesia in Loggia ( parliamo di una mente eccelsa che sicuramente non ravvisa immoralità tra i Liberi Muratori ), o che sacerdoti accettino di diventare cappellani di sedicenti "ordini templari" che da un lato strizzano l'occhio alla Massoneria scimmiottandone maldestramente, pubblicamente e DENTRO UNA CHIESA CONSACRATA il rituale, e dall'altro lato fanno pubbliche dichiarazioni di stigmatizzazione della stessa , col risultato che la Massoneria, giustamente, prendendo atto, li tiene a debita distanza, mentre qualche sacerdote connivente ( stavolta uso il vocabolo con cognizione di causa ) gli offre ospitalità nella propria Chiesa.
La cosa ancora più grave è che chi di dovere, ha saputo e non ha preso provvedimenti, non rispettando tra le altre cose una missiva del 2005, se non erro, con la quale il Vaticano vietava tassativamente l'uso delle Chiese da parte di sedicenti ordini templari.

Cordialmente.


Buonasera.

Vede, nei suoi ultimi interventi non è così facile distinguere cosa fosse provocazione (e provocazione in che senso) e cosa no.

Tornando al Card. Tonini, il fatto grave è proprio che una "mente eccelsa" non ravvisi nessun problema nel fare una visita di cortesia a una Loggia. Ma, si sa, con i tempi che corrono e il buonismo imperante, oggi una visita di cortesia non si nega a nessuno, non si negherebbe nemmeno al diavolo in persona.

Sul meglio e il peggio: è meglio rubare o tradire la moglie? L'essere una cosa peggiore non giustifica l'altra. Dante ci ha dedicato tutto l'Inferno e il Purgatorio. Mi pare la giustificazione tipica di chi, colto in fallo, si difende proclamando: "Ma non ho mica ucciso nessuno!"

Sul fatto che la chiesa non prenda provvedimenti, ahimé, non posso che essere d'accordo. Volendo replicare con una battuta, potrei dire che non li ha presi neanche nei confronti di don Rosario Esposito. Ma purtroppo sovente non li prende neanche per circostanze molto più gravi, che toccano il nucleo della fede.

Cordialmente.
adj
 

Re: Ordine della Croce Greca

Messaggioda Fulvio Poli » venerdì 12 giugno 2009, 0:09

preso dal riempimento di pacchi e moduli nell'imminenza della partenza per la mia nuova destinazione, segue perplesso e, confesso, preoccupato questa discussione. L'impressione è che si facciano due pesi e due misure, confondendo le carte, quasi intorbidendo le acque.

e tutto il bel parlare di fons honorum, legittimità, diritto, ecc., dove è finito? e dove sono i censori a tempo pieno che in altre discussioni riempiono pagine e pagine?

PS
da lunedì prossimo vi potrò seguire con alcune ore di sfasamento, ma cercherò di rimanere in contatto.
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Re: Ordine della Croce Greca

Messaggioda pierfe » venerdì 12 giugno 2009, 8:34

nicolad72 ha scritto:Penso sia importante chiarire la natura del termine "Ordine", ed il fatto che questa parola abbia in se una marcata connotazione pubblica. Da ciò consegue che non è corretto denominare "Ordine" un qualcosa che scaturisca da norme di diritto privato.

Gli "ordini" professionali sono disciplinati dalla legge, così come gli ordini di cavalleria.
Nell'ambito ecclesiastico solo la santa sede può creare un ordine (gli istitui di diritto diocesano prendono il nome di congregazione).

Oggi le regole sono queste.

In passato, magari le regole erano differenti, ma il soggetto di cui si parla non ha radici nel passato essendo di fresca istituzione.

Gli ordini goliardici, che per loro natura costituiscono l'incarnazione associativa dell'irriverenza istituzionalizzata in quest'ottica si fregiano di questo titolo...

Ho detto sin da subito che ho apprezzato il lavoro fatto dall'ICOC, perchè il sistema premiale de quo non ha nulla, nella sua struttura giuridica, che possa farlo intendere come un ordine cavalleresco, con la sola eccezione, su cui ho avanzato subito delle perplessità, della spendita del termine "Ordine" che reputo ingiustificata - per le ragioni sopra indicate - ma ancor più inopportuna, in quanto può facilmente indurre in errore l'avventore meno esperto o peggio ancora bramoso di titoli.


Il mondo non ruota attorno solo agli ordini cavallereschi ma restando con i piedi ben puntati per terra per il sostantivo maschile ORDINE il dizionario della lingua italiana (anche quello su internet) scrive:
3 sm
insieme di persone o cose che, per condizione o per particolari caratteristiche, formano una categoria a sé

Appare chiaro che gli appartenenti all'Ordine della Croce Greca (in questo momento 6 persone di cui un presidente della repubblica emerito e 3 alte cariche dello stato) appartengono all'interno di questa "organizzazione" proprio per i loro merito ad una categoria a sé, non le pare?

In quanto "indurre in errore l'avventore meno esperto o peggio ancora bramoso di titoli" si potrebbe usare qualunque termine per indicare il sistema premiale e il risultato sarebbe lo stesso.
Il cacciatore di "onori" non lo ferma nulla e niente!
Grazie per il suo intervento che ho molto apprezzato.
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Re: Ordine della Croce Greca

Messaggioda pierfe » venerdì 12 giugno 2009, 9:09

Mario Volpe ha scritto:omissis
Ora, nel momento in cui l’ICOC decide di creare un allegato al suo Registro, nel quale sono elencati – per fare un esempio recente - i sistemi premiali ecclesiastici, molti dei quali impiegano la nomenclatura tipica delle istituzioni cavalleresche, con termini quali: “Cavalleresco, Ordine, Cavaliere, Commendatore, Gran Croce, Gran Maestro, ecc.”, è inevitabile che molti – consapevolmente o inconsapevolmente – siano indotti a credere:

1) che l’ICOC, visto che include in qualche modo queste istituzioni nei suoi elenchi (e gli fornisce consulenze), avalla e sostiene la loro validità e legittimità;
2) che questi “ordini” sono in qualche modo equiparabili alle istituzioni “cavalleresche”, visto che impiegano terminologie, cerimoniali e strutture gerarchiche tipiche degli ordini equestri o delle onorificenze statuali;
3) che le insegne di questi ordini possono quindi essere regolarmente indossate, naturalmente tanto sull’abito civile quanto sull’uniforme militare.

E il fatto che l’ICOC si preoccupi di elencare queste istituzioni in una sottocategoria ben distinta da quella degli ordini cavallereschi “veri”, precisando i limiti delle loro qualità e delle loro validità (e suggerisca magari anche di cambiare le terminologie utilizzate, allontanandole quanto più possibile da quelle tipiche del mondo cavalleresco ed onorifico), non cambia purtroppo l’inevitabile risultato che puntualmente finirà per prodursi. Ossia che qualcuno vorrà interpretare a modo suo - ed a sua convenienza - queste iniziative della Commissione…
Una riprova ? subito dopo la pubblicazione del suddetto allegato (e vi dirò che me l’aspettavo), al MAE hanno iniziato ad arrivare delle richieste di autorizzazione a fregiarsi di queste distinzioni (per fortuna poche). Nel caso specifico, tanto per fare un esempio, quelle dell’Ordine di S. Ignazio di Antiochia (tra l’altro ampiamente pubblicizzato anche nel nostro stesso Forum). Richieste che, naturalmente, sono state prontamente restituite al mittente con il cortese diniego del Cerimoniale Diplomatico [nono.gif]

Ritengo quindi che una Commissione seria e super partes com’è l’ICOC non dovrebbe mai dimenticare che esistono gli opportunisti, i furbacchioni, gli ignoranti e i disonesti che, sfruttando ogni possibile occasione, cercano sempre di portare i “vantaggi della Cavalleria”, vera o falsa che sia, al proprio mulino.
E non vorrei proprio dover assistere in un prossimo futuro, all’arrivo al Cerimoniale del MAE di istanze a fregiarsi pure dell’Ordine della Croce Greca :o


In questo topic voglio ben precisare che le decorazioni ecclesiastiche sono listate nel ICOC REGISTER con i termini tipici degli ordini di merito solo se nate prima dell'istituzione della categoria specifica contenuta nel Registro (prima non esisteva informazione in merito), oppure se provenienti per gli ortodossi dai tradizionali patriarcati considerati canonici.

Oggi non vengono più tenute in cosiderazione per l'inserimento nel Registro le nuove decorazioni ecclesiastiche che usano termini confondibili con gli ordini di merito, ma con un'unica eccezione : quando la Nazione che ospita l'autorità ecclesiastica riconosce queste decorazioni ecclesiastiche alla stregua degli ordini di Stato, ad esempio la Russia (dove gli ordini patriarcali hanno un valore analogo per lo Stato a quelli dello Stato proprio).

Il Registro specifica bene proprio nella categoria delle decorazioni ecclesiastiche che hanno valore solo all'interno della chiesa che le ha istituite, se poi i cittadini italiani chiedono l'autorizzazione al MAE significa che non sanno leggere, oppure sono in malafede almeno con il Registro.

L'ICOC non tiene conto delle autorizzazioni italiane in base alla legge 3 marzo 1951 n. 178 proprio perchè è una commissione di respiro internazionale.
Personalmente - ma non come presidente ICOC - sono contrario al mantenimento della legge 3 marzo 1951 n. 178 che si intromette nella vita privata dei cittadini.
Penso che solo le onorificenze concesse dagli Stati possono essere indossate in ambito pubblico e sempre se è presente in qualche modo l'autorità che l'ha concessa.
GLi Ordini dinastici al massimo sono parte del patrimonio virtuale privato dei discendenti delle Case già sovrane, ma oggi che hanno mutato gli scopi istituzionali, e non esistono più quegli Stati che li hanno fondati, non devono godere più da parte della Nazione successoria alcun trattamento di riguardo, meno ancora se sono anche ordini cavallereschi cattolici oggi non più tutelati dalla Chiesa.
E l'assurdo riferito alla legge è che se un cittadino italiano venisse gratificato con il Toson d'Oro austriaco non otterrebbe l'autorizzazione all'uso... e non credo ci siano dubbi sulla validità e l'importanza del Toson d'oro.
Gli ordini cavallereschi (Santo Sepolcro e SMOM) per la propria natura diversa dagli altri dovrebbero avere rilevanza pubblica solo durante le loro cerimonie ecclesiastiche o durante le funzioni della Chiesa.
Un diverso uso da quello che qui indico a titolo privato fomenta solo la vanagloria ed una falsa interpretazione della "differenza sociale" oggi non più esistente.
Lasciamo anche in Italia il diritto al privato di mettersi addosso a livello privato tutto quanto lo fa sentire meglio, come diceva giustamente anche se riferito all'ambito pubblico re Vittorio Emanuele II: "una croce di cavaliere non si nega a nessuno"...

Sono molto stupito di come si è svolta la discussione su questo topic dove è stata dimostrata superficialità e prevenzioni su argomenti che vanno trattati come sempre solo con serietà scientifica.
Voglio anche rilevare che in questo forum le formazioni culturali delle persone sono differenti e la "democrazia" di internet (ma è veramente il termine esatto...) permette di scrivere a chiunque anche se non ha quelle basi necessarie ad affrontare certe conversazioni. Questa è la ragione per cui gli scienziati di queste materie disertano i forum.
Questo è il mio ultimo intervento in questo topic.
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Re: Ordine della Croce Greca

Messaggioda nicolad72 » venerdì 12 giugno 2009, 9:37

pierfe ha scritto:Il mondo non ruota attorno solo agli ordini cavallereschi ma restando con i piedi ben puntati per terra per il sostantivo maschile ORDINE il dizionario della lingua italiana (anche quello su internet) scrive:
3 sm
insieme di persone o cose che, per condizione o per particolari caratteristiche, formano una categoria a sé

Appare chiaro che gli appartenenti all'Ordine della Croce Greca (in questo momento 6 persone di cui un presidente della repubblica emerito e 3 alte cariche dello stato) appartengono all'interno di questa "organizzazione" proprio per i loro merito ad una categoria a sé, non le pare?


Non ho avuto l'impressione che lo statuto ascriva ad una categoria... l'ho letto e mi sembra che conferisca un onore ma non vi è alcun elemento che possa indurmi a ritenere che gli insigniti di tale "segno" possano considerarsi una categoria, a meno che non si voglia dire che il fatto di essere stati insigniti di uno stesso segno voglia dire essere una categoria... anche perchè in questo caso potremmo parlare dell'Ordine dei Mori, dell'Ordine dei Biondi e del rarissimo Ordine dei Rossicci, ove l'elemento comune categorizzante è il colore (naturale) dei capelli.

La struttura di questo segno premiale è simile a quella della Decorazione al Merito della Croce Rossa, in cui al conseguimento di determinti meriti viene concesso un premio, ma gli insigniti non si fregiano del titolo di appartenenza all'Ordine al Merito della CRI.

Per avere un Ordine (e non solo sotto il profilo cavalleresco, anzi il mondo della cavalleria mutua questo istituto da quello romanistico-canonico) occorre una stabile organizzazione, gerarchicamente organizzata, munita di un Ordinamento (da notare la medesima radice che non poco influisce sulla denominazione dell'istituto) interno.... tutte cose che - giustamente - nel sistema de quo mancano...

Non ho mancato di far giungere il mio plauso per il pregevole lavoro di consulenza svolto ed i requisiti di serietà richiesti al committente per poter usufruise della consulenza della Commissione, ma ribadisco le mie perplessità - che non mi sembrano isolate tra chi questa materia studia - sull'utilizzo (improprio ma assai di più inopportuno) del nomen Ordine per questo segno.



pierfe ha scritto:In quanto "indurre in errore l'avventore meno esperto o peggio ancora bramoso di titoli" si potrebbe usare qualunque termine per indicare il sistema premiale e il risultato sarebbe lo stesso.
Il cacciatore di "onori" non lo ferma nulla e niente!


Concordo sull'inarginabilità assoluta dei cacciatori di onori... in genere noti accaparratori di patacchette farlocche, ma l'uso di un sostantivo differente potrebbe tutelare maggiormente gli avventori meno esperti, che da quell' "Ordine" potrebbero essere tratti in inganno (quantomeno dall'assonanza con altre cose) sulla reale natura del segno.

pierfe ha scritto:Grazie per il suo intervento che ho molto apprezzato.
Pier Felice degli Uberti


La ringrazio per l'apprezzamento, che le assicuro è ampiamente corrisposto, anche se su un particolare, in questa occasione, abbiamo visuali non proprio comuni.

Nicola Ditta
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Re: Ordine della Croce Greca

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 12 giugno 2009, 15:47

Concludendo il fuori topic. L'autore della percentuale obbligatoria di credenza(la dogmatica) da me precedentemente postata è Pierre Riches, prelato e teologo francese. Per quanto riguarda il comportamento di un buon cristiano l'essenziale è ubbidire alla propria coscienza. Uno scomunicato(dalla Chiesa militante) di secoli fa e condannato a morte, sentenza eseguita, il Savonarola, ricordò agli spettatori che solo Dio lo poteva escludere dalla Chiesa purgante o trionfante; da pallesco non mi sarebbe gradito, ma oggi molti vorrebbero una causa di beatificazione per quel discusso predicatore. Per papa Paolo VI nel Risorgimento avevano più ragione i regi che i papalini; e precedentemente i ghibellini piuttosto che i guelfi. Solo ex - cathedra il Papa è infallibile. Tornando in topic, per quanto concerne ordini cavallereschi, sistemi premiali e possibili confusioni dovute alla terminologia ritengo che questa confusione sia meno o più temibile in base alla buona fede(mia e di tutti i forumisti, ma come segnalatoci da Mario Volpe in giro per il vasto mondo può anche scarseggiare) e alla preparazione ed esperienza in materia(quì io sono "out"). Ma debbo segnalare che per esempio una associazione politica del secolo scorso si chiamava i Cavalieri del Nulla, un'associazione cristiana politica per la preghiera per la beneficienza et similia del 1600 inglese i Cavalieri della Quinta Monarchia senza che allora proprio nessuno la confondesse con alcun ordine o distinzione cavalleresca.Io invece nel post dove la ho già citata mi sono sentito obbligato ad aggiungere che non era un ordine cavalleresco! Ripeto il mio sommesso parere favorevole all'esame della materia tutta sia cavalleresca che premiale senza pregiudizi di parte e opportunismi limitativi, anche se ciò comporta il rischio de "l'altra faccia della medaglia".
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Re: Ordine della Croce Greca

Messaggioda Fulvio Poli » venerdì 12 giugno 2009, 17:05

sempre più perplesso

nella considerazione che nel forum si può discutere solo di quello che è inserito nell'ICOC Register e che un ordine è un "insieme di persone o cose che, per condizione o per particolari caratteristiche, formano una categoria a sé"

a questo punto sto accarezzando l'idea di costituire l'ORDINE (inteso come insieme di persone che per particolari caratteristiche, chiaramente individuate nello statuto, formano una categoria a sè) dei CAVALIERI (in quanto riservato a Ufficiali dell'Arma di Cavalleria) di san Cornelio il Centurione (che mi pare degno di avere finalmente una congrega a Lui dedicata).

Definito statuto, insegne, abito, ecc. con la collaborazione di qualche prestigioso istituto competente in materia, che cosa mi manca per l'iscrizione nell'ICOC Register, magari in una categoria apposita?

grazie

PS
domenica lascerò l'Italia per un po', arrivederci a presto
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