Cari Amici,
Vorrei sottoporvi una serie di quesiti, in considerazione del tipo di societa’ in cui vivremo nel corso di questo secolo e di certi cambiamenti che si preannunciano e sicuramente saranno cose normalissime nel prossimo.
A) nei prossimi decenni si vivra’ in una societa’ multietnica, multiculturale e multireligiosa.
Saremo in presenza di grosse minoranze etniche e religiose, che potrebbero anche diventare maggioritarie (penso agli islamici, anche se, con l’estensione del benessere a queste masse, tenderanno a laicizzarsi, come e’ avvenuto per gli europei). Sicuramente verranno introdotte modifiche al diritto di famiglia (penso alla regolamentazione della poligamia, fermo restando che dovra’ tener conto della disponibilita’ economica di chi vuole praticarla, mentre non vedo spazio per il concubinaggio o il matrimonio “a termine”, che sono limitati anche nei paesi arabi). Penso che la legge assegnera’ pari diritti ai nati da tutte le mogli di un singolo individuo, anche se non conosco come il diritto “mussulmano” intervenga in questo campo. Certamente se esistono usanze (piu’ che leggi) specifiche, il legislatore dovra’ tenerne conto.
Come ci si dovra’ rapportare con genealogie che presentino situazioni di questo tipo?
B) Questi altri casi credo che siano piu’ problematici. A breve termine verranno riconosciute nuove tipologie di famiglia e, ed e’ solo questione di tempo, avranno il diritto di adottare bambini. Di questo si e’ gia’ parlato diffusamente in questo forum.
Quello di cui non trovo traccia e’ relativo alle nuove forme di procreazione, alcune delle quali in Europa vengono oramai applicate: inseminazione artificiale, utero in affitto, ecc.
In tutti questi casi vi sara’ comunque un legame genetico tra almeno un componente del nucleo familiare e il nascituro. Il discorso diverra’ apparentemente piu’ complicato in caso di clonazione (sono personalmente convinto, piaccia o non piaccia, che si giungera’ anche a questo). Dico apparentemente, poiche’ (indipendentemente dal metodo usato) l’essere clonato presuppone un donatore. Assisteremo quindi all’apparire di soggetti in possesso di un solo padre o una sola madre (da uno dei quali, appunto, verrebbe prelevato quanto necessario per la clonazione). Il caso piu’ complicato (lascio perdere le implicazioni di carattere etico morale) sara’ quello in cui vedrebbe il prelievo di cellule da resti di persone scomparse secoli fa. Se qualcuno prelevasse dai resti di Carlomagno, per esempio, e facesse nascere un essere umano per clonazione, come dovra’ comportarsi il genealogista?
Tralascio altre cose di cui si parla, tipo modificazioni o innesti genetici, ecc.
So che l’argomento oltre ad essere problematico presenta anche implicazioni etico-morali, ma pregherei nelle risposte di tralasciare questi (comprensibili e giustissimi) aspetti.
Cordialmente
michele
