L'uso del Don

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Significato D.D.

Messaggioda Marco » lunedì 10 novembre 2003, 22:58

Gentili Signori,
ho casualmente trovato, spulciando l'archivio dei Conti Welsperg-Primoer, alcune lettere relative a benefici ecclesiastici o a nomine di prelati (di competenza comitale); ebbene, in tutte le missive l'unico riferimento al doppio D.D. citato nel forum è riferito alla persona del Vescovo o, in un caso, al suo vicario. Ad esempio, in una missiva, il Signor Conte è chiamato "Ill.mum D.num Marquardum Comitem a Welsperg" mentre il Vescovo "Ill.mo ac R.mo D.no D.no E.po Feltrensi" (1751). In una lettera scritta dal Vescovo è invece riportato "Rev. D.D. Can.co (canonico) Bonafide de Muphonibus Vicario Nostro" (1799).
Io penso proprio che il doppio D. sia propriamente di significato ecclesiatico, forse di tipo esclusivamente rafforzativo, come nel primo caso (D.no D.no) che ho citato. Forse però in altre zone d'Italia può avere a che fare con un altro uso (penso al Don delle regioni meridionali (se non erro) che da noi è un titolo sconosciuto o non usato).
A.E.I.O.U.
Viribus Unitis
Marco
 
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Messaggioda Grimaldi » martedì 21 dicembre 2004, 16:08

Cari signori,
vorrei aggiungere a questa discussione la considerazione (per altro già discussa altrove nel topic "Nobilis vir") che il termine Don (dominus, signore) nei secoli prese la natura di semplice titolo onorifico.
Dare del "Don" in quella epoca era come dare del Signore ad una persona di riguardo ma non necesariamente un nobile.
Altra cosa poi era il titolo spagnolo di Don, laddove era sinonimo di nobile di sangue, che si diffuse poi come semplice titolo onorifico in Italia nell'epoca della detta dominazione spagnola.....
In epoca moderna, poi, le leggi sabaude riconobbero il Don come alto titolo d'onore e lo riservarono ai titolati maggiori (Principi e Duchi)....
Ma questo non deve far credere, come per una sorta di confusione, che un Don del settecento era per certo un Principe un Duca o per lo meno di sicuro un nobile (fermo restando che poteva anche essere tale).
Grazie.
Grimaldi
 

Messaggioda MMT » martedì 21 dicembre 2004, 16:28

Caro Giovanni e cari amici,
da tempo volevo integrare il discorso sui titoli onorifici con uno scritto del padre di un mio carissimo amico (che poi ho scoperto essere anche mio cugino di 11° grado :!: ): Giuseppe Planelli pubblicato su "Studi Bitontini" n.71/2001 pp. 59-88 Cronaca di una morte annunciata. Un "giallo" di 500 anni fa.

Il titolo di "Magnifico", al momento di cui narriamo, era il massimo attributo riservato alle più insigni personalità del Regno [di Napoli ndr]ed ai principi degli stati d'Italia. In seguito, soppiantato dallo spagnolesco "Don" divenne inflazionato fino ad essere usato anche per i nullatenti. Stessa sorte seguì il Don ai tempi dei Borboni quando anche il portinaio ne veniva affettuosamente gratificato dal suo padrone. La stessa cosa, del resto, accade oggi con il titolo di Dottore.


Ciao,
Michele.
MMT
 
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Messaggioda Grimaldi » martedì 21 dicembre 2004, 16:38

Caro Michele,
era anche questa mia intenzione. Potremmo lavorare insieme su un documento comune da scrivere a quattro (o più!) mani e poi pubblicare qui sul forum.
Altro progetto al quale sto lavorando è quello sulla nobiltà generica non titolata. Chi vuole aiutarmi è ben accetto.
Grazie.
Grimaldi
 

Messaggioda FP » martedì 21 dicembre 2004, 20:51

Cari amici,
mi è gradito sapere che anche a distanza di tempo qualcuno scriva su questo topic. Giovanni, hai ragione riguardo alla non chirezza dell'uso del Don. Nel caso dei miei antenati (sopracitati), si può parlare prudentemente di vita more nobilium, trattandosi di famiglia notabile per i possedimenti che aveva e per i stretti rapporti che intercorrevano tra loro e i Duchi Caetani di Sermoneta, Marchesi di Cisterna. Donna M.Teresa Annunziata Lucia Lanciotti (mia settima-ava) sposerà Don Angelo Danesi, discendente dai patrizi Perazzotti (come ben ricordava il mio trisavolo, suo discendente), anch'essi famiglia abbiente molto legata ai Caetani. Una sorta di nobiltà non riconosciuta formalmente.

A presto.
~ Tua vivimus luce ~
FP
 
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Lanciotti Bonanni d'Ocre

Messaggioda ocre » mercoledì 3 gennaio 2007, 18:04

Salve,
mi chiamo Andrea Pacchiarotti (nel forum: ocre).
Facendo una ricerca con la keyword Lanciotti
(la Baronessa Lucia Filomusi Lanciotti è una mia ava: può visitare questa pagina http://www.bonannidocre.com/bonannidocr ... lucia.html),
ho trovato il suo post. Mi chiedevo se esiste una qualche parentela.
Saluti
NEQUE SOL PER DIEM NEQUE LUNA PER NOCTEM
Andrea Pacchiarotti
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Messaggioda Maria Luisa Alasia » mercoledì 3 gennaio 2007, 19:17

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Egregi colleghi,
vorrei far notare una differenza minima, ma fondamentale, fra le abbreviazioni contenute in due delle frasi latine proposte:

1) "EX. D.D. Monasterollij...etc."
Le due "D" sono seguite ognuna da un punto: ciò significa che rappresentano le iniziali di due parole distinte, separate e al singolare ("Dominus Decanus", "Dilectus Dominus", ecc.)

2) "DD. Francesco di Filippo et Vicenzo Carulli."
Le due "D" sono seguite da un unico punto: ciò significa che rappresentano l'iniziale di un'unica parola al plurale ("Dominibus", ecc.)

Bene :D valete


http://search.yahoo.com/search?p=Divini ... =ush1-mail
http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Doct ... y.jpg#file

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Messaggioda Gian » mercoledì 3 gennaio 2007, 23:04

credo che (a meno che lei non abbia già svolto ricerche risolutive) "EX. D.D. Monasterollij...etc." sta a significare "Già Dominus Prevosto di...Già Dominus Decano di..."..per esempio, oppure no?

credo che il sgnificato sia diverso...credo che sia qualcosa di simile a "dei signori di monasterolo, paese piemontese di cui i Solaro erano signori...
Semper ad majora - Eadem non eadem

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Messaggioda Guido5 » giovedì 4 gennaio 2007, 1:24

Cari amici,
anche se l’argomento è stato rispolverato a un anno di distanza, vorrei far notare che, per esempio, il raddoppio di “dominus” sopravvive ancora come “Signor Don” nell’indirizzo delle lettere e persino nelle parole con le quali il protodiacono annuncia l’elezione del Papa: “…Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum, Dominum Sanctæ Romanæ Ecclesiæ, Iosephum Cardinalem Ratzinger…".
Altri significati della doppia D sono “donum dedit” (diede in dono), “domini” (genitivo di “dominus”) e “domus divina” (il palazzo imperiale). Non manca neppure la tripla D “dat, donat, dedicat” (dà, dona e dedica).
E' insomma il contesto lessicale e temporale a determinarne il significato.

Ciao a tutti!
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Messaggioda Maria Luisa Alasia » giovedì 4 gennaio 2007, 4:14

La ricerca continua sempre dissero i dotti....

(Aug 1339) [13: p.44; Doc # LXXIX]

Iacobus de Sabaudia, princeps Achaye

(Mar 1348) [25: p.433]

jllustris et magnifici domini domini Jacobi de Sabaudia Principis Achaie

Allora questa e' un'altro formato....
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Messaggioda Maria Luisa Alasia » martedì 9 ottobre 2007, 4:04

Carissimi,
D.D.

Doctor of Divinity (dottore in teologia).

Penso che ci siamo...
Saluti cari Maria Luisa
Alasia Maria Luisa alasia44@yahoo.com 3 Edson Lane Old Brookville,N.Y. 11545 516-759-4392
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Messaggioda vdaurelio » martedì 9 ottobre 2007, 16:35

Cari amici,
proprio ieri stavo facendo la trascrizione di una delibera comunale del 1805 e ho ritrovato tra i vari candidati all'elezione del decurionato cittadino uno in particolare che a differenza degli altri era indicato con D.D. In questo caso si riferiva all'ex sindaco.
Saluti cari.
Vincenzo DAurelio
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