Libro di Camillo de' Curtis

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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » sabato 29 agosto 2009, 10:52

Gentile Pierfe,
grazie per i chiarimenti che mi hanno permesso di comprendere meglio la questione.
Anche in Biblioteca di Stato mi hanno consigliato di rivolgermi alla Segreteria Istituzionale ed all'Archivio Pubblico di Stato per avere maggiori delucidazioni sul provvedimento nobiliare a favore dei de Curtis.
Comunque continuo a non vederci chiaro.
Come mai il riconoscimento del titolo di conte fu fatto a favore della figlia e del nipote di totò e non direttamente a lui?
Quali meriti aveva maturato nei confronti della Repubblica del Titano Liliana De Curtis, che all'epoca del provvedimento (1960) aveva solo 26 anni?
Il titolo di conte era legato a Ferrazzano del Molise, che in passato, per breve tempo, fu feudo degli stessi de Curtis, poi venduto ai Vitagliano, o a Ferrazzano nella Repubblica di San marino?
Ammetterà che le mie domande e i miei dubbi siano legittimi, viste le tante perplessità che desta la "nobiltà" di Totò. Non trova?
A presto.
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda pierfe » domenica 30 agosto 2009, 0:10

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Gentile Pierfe,
grazie per i chiarimenti che mi hanno permesso di comprendere meglio la questione.
Anche in Biblioteca di Stato mi hanno consigliato di rivolgermi alla Segreteria Istituzionale ed all'Archivio Pubblico di Stato per avere maggiori delucidazioni sul provvedimento nobiliare a favore dei de Curtis.
Comunque continuo a non vederci chiaro.
Come mai il riconoscimento del titolo di conte fu fatto a favore della figlia e del nipote di totò e non direttamente a lui?
Quali meriti aveva maturato nei confronti della Repubblica del Titano Liliana De Curtis, che all'epoca del provvedimento (1960) aveva solo 26 anni?
Il titolo di conte era legato a Ferrazzano del Molise, che in passato, per breve tempo, fu feudo degli stessi de Curtis, poi venduto ai Vitagliano, o a Ferrazzano nella Repubblica di San marino?
Ammetterà che le mie domande e i miei dubbi siano legittimi, viste le tante perplessità che desta la "nobiltà" di Totò. Non trova?
A presto.


Penso che vi sia da parte sua una errata interpretazione della concessione sammarinese; la Repubblica di San Marino concesse (non riconobbe) il 16 marzo 1960 il titolo di Contessa con il predicato "di Ferrazzano" alla signora Liliana Focas Flavio Angelo Ducas Comneno de Curtis di Bisanzio e concesse al figlio Salvatore Buffardi de Curtis il titolo di Conte con il predicato "di Ferrazzano", e aggiungo che sull'Elenco Storico della Nobiltà Italiana edito nel 1961 dal SMOM anche l'indicazione di Diana con il titolo di nobile dei Conti di Ferrazzano.
Suppongo ma è solo una mia supposizione e non ho prova, la ragione per cui il signor Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno de Curtis di Bisanzio non ebbe il titolo di Conte con il predicato "di Ferrazzano" è perchè a seguito della sentenza del 1945 aveva un rango di discendente diretto di "principi sovrani" e quindi una modesta concessione di conte con un predicato, nella sua posizione era poca cosa.
Ricordo che la Repubblica concedeva titoli solo a persone che dimostravano tangibilmente grandi opere sociali ed umanitarie a favore degli enti della Repubblica, e queste opere sicuramente risultano realizzate dalla figlia.
Andrò a vedere prossimamente la concessione del titolo e predicato nel periodo che terrò il corso di genealogia e storia di famiglia a San Marino (14-17 settembre 2009) perchè voglio sapere la ragione del predicato di Ferrazzano.
In ogni modo in base a quanto afferma il signor Camillo de Curtis sulla nobiltà della famiglia de Curtis il primo avallo pubblico viene proprio dal padre dell'autore del libro che "riconosce" Totò come un suo cugino e permette di chiamare i suoi stessi figli "nipoti", uno dei quali proprio l'autore del libro, fatto che io considero molto ma molto grave!
La stretta amicizia con VIcente de Cadenas y Vicent mi ha permesso di ricevere le confidenze dell'ultimo Cronistas Rey de Armas di Spagna sul caso Totò e secondo de Cadenas il grande comico era in completa buona fede perchè venne convinto dell'ascendenza marchionale dei de Curtis prima e della pretensione imperiale poi da un famoso araldista professionista che non è quello che viene citato da autori di articoli sull'argomento.
Oggi il DNA permetterebbe di sapere se il ramo di Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno de Curtis di Bisanzio appartiene seppur lontanamente allo stesso aplogruppo del ramo marchionale rappresentato dai discendenti di Camillo, o se è da escludere totalmente un legame fra di loro.
Certamente oggi i discendenti diretti di Totò sono almeno titolati con il validissimo titolo di Conte con il predicato di Ferrazzano.
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 30 agosto 2009, 11:30

pierfe ha scritto:(...) Certamente oggi i discendenti diretti di Totò sono almeno titolati con il validissimo titolo di Conte con il predicato di Ferrazzano.

Senza entrare in merito alla discussione , ho una domanda da porre al dott. degli Uberti :
La Repubblica di S. Marino è, e rimane, legittima fons honorum, anche se da trent'anni non elargisce concessioni nobiliari .
Essendo arcinoto che la Repubblica Italiana non riconosce e non tutela i titoli nobiliari , quale è l'atteggiamento ha nei confronti di persone oggetto di riconoscimenti nobiliari concessi da parte di stati esteri legittimamente riconosciuti nei quali esiste una attiva fons honorum ?
Ovvero la duchessa di Cornovaglia avrebbero pari ( o assimilabile ) trattamento della contessa da Ferrazzano , se entrambi partecipassero ad una ipotetica cena di gala al Quirinale od altra manifestazion ufficiale ? Quale appellativi apparirebbero sugli inviti ?
Sono coscio che in carenza di sfera di cristallo , siamo nel campo della pura ipotesi , ma non ho le idee chiare , meglio... le ho , ma fanno a cazzotti tra di loro ( le idee ), quindi gradirei un parere autorevole .
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda pierfe » domenica 30 agosto 2009, 11:44

GENS VALERIA ha scritto:
pierfe ha scritto:(...) Certamente oggi i discendenti diretti di Totò sono almeno titolati con il validissimo titolo di Conte con il predicato di Ferrazzano.

Senza entrare in merito alla discussione , ho una domanda da porre al dott. degli Uberti :
La Repubblica di S. Marino è, e rimane, legittima fons honorum, anche se da trent'anni non elargisce concessioni nobiliari .
Essendo arcinoto che la Repubblica Italiana non riconosce e non tutela i titoli nobiliari , quale è l'atteggiamento ha nei confronti di persone oggetto di riconoscimenti nobiliari concessi da parte di stati esteri legittimamente riconosciuti nei quali esiste una attiva fons honorum ?
Ovvero la duchessa di Cornovaglia avrebbero pari ( o assimilabile ) trattamento della contessa da Ferrazzano , se entrambi partecipassero ad una ipotetica cena di gala al Quirinale od altra manifestazion ufficiale ? Quale appellativi apparirebbero sugli inviti ?
Sono coscio che in carenza di sfera di cristallo , siamo nel campo della pura ipotesi , ma non ho le idee chiare , meglio... le ho , ma fanno a cazzotti tra di loro ( le idee ), quindi gradirei un parere autorevole .


Nella Repubblica di San Marino sono proibite per legge (1980) le concessioni di nuovi titoli nobiliari, i titolo nobiliari non sono aboliti ma c'è disinteresse nella materia al punto che non sono tutelati.
La duchessa di Cornovaglia è un membro di una casa sovrana tutt'ora regnante e il trattamento è quello riservato dal protocollo diplomatico. La signora contessa di Ferrazzano se andasse a pranzo al Quirinale, come cittadina italiana avrebbe penso lo stesso trattamento di tutti i cittadini italiani (il titolo è del 1960 e quindi non ottenne per la precedente entrata in vigore della Costituzione il riconoscimento dell'Italia), ma se fosse ad una cerimonia ufficiale nella Repubblica di San Marino e nelle sedi diplomatiche della repubblica del Titano sarebbe a tutti gli effetti la contessa di Ferazzano.
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 30 agosto 2009, 12:46

Grazie per la cortese celere risposta .

Se invece di un membro di una casa sovrana tutt'ora regnante , fosse invitato al Quirinale un titolato del Regno Unito o di altro paese nel quale siano tutelati i titoli nobiliari , ad esempio Tizio, conte di Pincopallino e se il titolo Sammarinese fosse stato concesso nel 1945 o precedentemente ,le cose sarebbero cambiate in fatto trattamento ?
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda pierfe » domenica 30 agosto 2009, 13:08

GENS VALERIA ha scritto:Grazie per la cortese celere risposta .

Se invece di un membro di una casa sovrana tutt'ora regnante , fosse invitato al Quirinale un titolato del Regno Unito o di altro paese nel quale siano tutelati i titoli nobiliari , ad esempio Tizio, conte di Pincopallino e se il titolo Sammarinese fosse stato concesso nel 1945 o precedentemente ,le cose sarebbero cambiate in fatto trattamento ?


Chiaramente un titolato di un Paese dove la nobiltà è riconosciuta viene invitato con il titolo risultante dai registri ufficiali di quel governo, ma se il titolo sammarinese fosse stato concesso ante Costituzione (1948) e fosse iscritto nel Libro dei titolati stranieri (oggi all'Archivio Centrale dello Stato) dubito molto che sarebbe oggi indicato nell'invito (se così fosse accaduto si tratterebbe di un errore).
Credo che oggi sarebbe meglio invitare le persone con il loro nome e cognome, un titolo nobiliare oggi è qualcosa di vuoto perchè rappresenta un onore privo di qualunque contenuto, non concorda?
Che merito - oggi siamo nel mondo dei meriti personali - ha un discendente di una famiglia i cui antenati erano nobili?
Se poi la persona come spesso accade non è più "splendente" come gli avi dovrebbe vergognarsi di usare un titolo che ormai lo rende ridicolo e che oggi conta solo come memoria storica di un passato che non esiste più.
Pier Felice degli Uberti

PS su Nobiltà di novembre-dicembre 2009 vi sarà un articolo sullo stato attuale della nobiltà in Italia.
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 30 agosto 2009, 13:52

pierfe ha scritto:
GENS VALERIA ha scritto:Grazie per la cortese celere risposta .

Se invece di un membro di una casa sovrana tutt'ora regnante , fosse invitato al Quirinale un titolato del Regno Unito o di altro paese nel quale siano tutelati i titoli nobiliari , ad esempio Tizio, conte di Pincopallino e se il titolo Sammarinese fosse stato concesso nel 1945 o precedentemente ,le cose sarebbero cambiate in fatto trattamento ?


Chiaramente un titolato di un Paese dove la nobiltà è riconosciuta viene invitato con il titolo risultante dai registri ufficiali di quel governo, ma se il titolo sammarinese fosse stato concesso ante Costituzione (1948) e fosse iscritto nel Libro dei titolati stranieri (oggi all'Archivio Centrale dello Stato) dubito molto che sarebbe oggi indicato nell'invito (se così fosse accaduto si tratterebbe di un errore).
Credo che oggi sarebbe meglio invitare le persone con il loro nome e cognome, un titolo nobiliare oggi è qualcosa di vuoto perchè rappresenta un onore privo di qualunque contenuto, non concorda?
Che merito - oggi siamo nel mondo dei meriti personali - ha un discendente di una famiglia i cui antenati erano nobili?
Se poi la persona come spesso accade non è più "splendente" come gli avi dovrebbe vergognarsi di usare un titolo che ormai lo rende ridicolo e che oggi conta solo come memoria storica di un passato che non esiste più.
Pier Felice degli Uberti

PS su Nobiltà di novembre-dicembre 2009 vi sarà un articolo sullo stato attuale della nobiltà in Italia.

Concordo sostanzialmente con ciò che afferma, dott. degli Uberti,
ho esposto il mio modesto pensiero, recentemente , in un altro post , quindi perdoni se mi autocito :

"Noto talvolta , anche in me ,un certo disagio ed imbarazzo se non insofferenza nello scrivere di nobiltà e nobili nell’Italia del 2009.
Possiamo sostituire l’espressione “discendenti da famiglie nobili”, dando all’aggettivo nobile, preso nel suo più ampio e profondo significato, con “ appartenente a famiglia storica” , forse politicamente più corretto, ma il significato che diamo dare al sostantivo “nobile” non può essere cancellato con un trattino di penna .
Lasciamo perdere i titoli nobiliari , che attualmente in Italia hanno significato solo per chi gliene vuole dare ma oggettivamente è nullo per una quantità di motivi più volte riportati ( non solo costituzionali );
ma quell’insieme di valori storici ,culturali, morali, religiosi, sociali che appartengono ed accomunano un certo numero di discendenti (anche ex foemina) di famiglie italiane non devono e non possono essere né negati né rinnegati , pena tagliare le radici della nostra storia contribuendo alla omogeinizzazione della cultura dominante.
Se abbiamo il coraggio di eliminare la foglia di fico del “politicamente corretto” non possiamo non affermare che quello di nobile non è un titolo ( anche se in passato in certi casi , purtroppo, contrariamente ad ogni logica è stato di regia concessione ) ma un attributo , una condizione ovvero una qualità e come tale non può essere soppresso ma non può essere neppure non riconosciuto .
( ...omissis... )
Discendere da una famiglia nobile ( o storicamente notabile ) non deve essere motivo di particolare orgoglio né riprovazione , è semplicemente un dato di fatto oggettivo ( ovviamente se documentato ) .
Possiamo discutere se sia più elegante o politicamente corretta l’espressione “ discendente da famiglia nobile o notabile” o “appartenente a famiglia storica” , il cuore del discorso non cambia ."


Aggiugerei che siamo tutti chiamati a vivere degnamente , sostenendo l'onere piuttosto che palesare l'onore che comporta l'appartenenza alla propria famiglia ... qualunque sia.
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » giovedì 24 settembre 2009, 10:33

pierfe ha scritto: Andrò a vedere prossimamente la concessione del titolo e predicato nel periodo che terrò il corso di genealogia e storia di famiglia a San Marino (14-17 settembre 2009) perchè voglio sapere la ragione del predicato di Ferrazzano.


Gentile Pierfe,
ha avuto occasione di vedere i documenti d'archivio relativi alla concessione del titolo di Contessa di Ferrazzano alla figlia di Totò?
Grazie e a presto.

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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 29 settembre 2009, 22:13

Gentile Pierfe,
non mi lasci "sulle spine" [sweatdrop.gif], nonostante l'annuncio in altro topic, non mi ha detto ancora niente di quello che ha scoperto sulla Contessa di Ferrazzano Liliana De Curtis [crybaby.gif].
Nell'attesa, La saluto cordialmente.

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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 29 settembre 2009, 22:23

Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 29 settembre 2009, 22:30

[ops.gif] mi era sfuggito. Anche perchè mi sarei aspettato una risposta qui. [sorry.gif]
A presto.

PMMO
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 29 settembre 2009, 23:22

Per rispondere al quesito di un lettore di questo forum durante il mio recente soggiorno di San Marino ho chiesto ed ottenuto il documento con cui il Segretario di Stato l'Avv. Prof. Federico Bigi (considerato come uno dei Padri della Patria) ha comunicato il 15 marzo 1960 alla Nobil Donna Contessa Liliana Focas Flavio Angelo Ducas Comneno de Curtis di Bisanzio di Ferrazzano in Buffardi il titolo di contessa sul predicato di Ferrazzano.

Vi trascrivo la parte d'interesse del documento e dopo faccio un mio commento:

"nell'intento di offrire una solenne testimonianza di stima e di considerazione e di corrispondere con animo grato ai sentimenti nobilmente e tangibilmente manifestati verso la nostra Repubblica Le ha conferito il titolo e la dignità di Contessa sul predicato di Ferrazzano già esistente nella Sua Famiglia paterna fin dal 7 ottobre 1617, trasmissible ai suoi discendenti in line primogenitale maschile a norma delle vigenti leggi con tutti gli onori, distintivi e privilegi ad esso connessi e con la facoltà al figlio di Lei primogenito, Salvatore Buffardi de Curtis, nato omissis di usare durante la vita della madre il titolo di Conte di Ferrazzano a guisa di anticipata successione...."

Alla luce del documento la Repubblica di San Marino ha concesso il titolo di Contessa (Conte) in accordo con la legge nobiliare sammarinese su un predicato cognomizzato in Italia in accordo con la legge (ovvero in parole semplice su una parte del cognome "di Ferrazzano")
.
Quindi se ci sono delle contestazioni da fare sono da fare solo alla Repubblica Italiana che ha permesso la cognomizzazione di un predicato sulla base di un sentenza.

Per me la discussione è chiusa e non intendo replicare in alcun modo su questo argomento in quanto la Repubblica di San Marino ha applicato la legge vigente all'epoca della concessione.

Pier Felice degli Uberti


Gentile Pierfe,
grazie ancora per la risposta, ma alcuni aspetti della questione mi lasciano ancora perplesso:

1) non mi risulta che il predicato "di Ferrazzano" sia stato cognomizzato in Italia a favore di Liliana de Curtis, in quanto il nome completo del padre, a seguito delle note sentenze del Tribunale di Napoli, era Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis Di Bisanzio Gagliardi e così fu rettificato sugli atti dello Stato Civile;
2) non riesco proprio a capire che "sentimenti" potesse avere nei confronti della Repubblica di San Marino una ragazza di 26 anni, quale era all'epoca Liliana de Curtis, e come riuscisse a manifestarli "nobilmente" e soprattutto "tangibilmente", al punto di meritare il titolo nobiliare di contessa utilizzabile anche dal figlio di 8 anni.
A presto.

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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda pierfe » martedì 29 settembre 2009, 23:40

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:
Per rispondere al quesito di un lettore di questo forum durante il mio recente soggiorno di San Marino ho chiesto ed ottenuto il documento con cui il Segretario di Stato l'Avv. Prof. Federico Bigi (considerato come uno dei Padri della Patria) ha comunicato il 15 marzo 1960 alla Nobil Donna Contessa Liliana Focas Flavio Angelo Ducas Comneno de Curtis di Bisanzio di Ferrazzano in Buffardi il titolo di contessa sul predicato di Ferrazzano.

Vi trascrivo la parte d'interesse del documento e dopo faccio un mio commento:

"nell'intento di offrire una solenne testimonianza di stima e di considerazione e di corrispondere con animo grato ai sentimenti nobilmente e tangibilmente manifestati verso la nostra Repubblica Le ha conferito il titolo e la dignità di Contessa sul predicato di Ferrazzano già esistente nella Sua Famiglia paterna fin dal 7 ottobre 1617, trasmissible ai suoi discendenti in line primogenitale maschile a norma delle vigenti leggi con tutti gli onori, distintivi e privilegi ad esso connessi e con la facoltà al figlio di Lei primogenito, Salvatore Buffardi de Curtis, nato omissis di usare durante la vita della madre il titolo di Conte di Ferrazzano a guisa di anticipata successione...."

Alla luce del documento la Repubblica di San Marino ha concesso il titolo di Contessa (Conte) in accordo con la legge nobiliare sammarinese su un predicato cognomizzato in Italia in accordo con la legge (ovvero in parole semplice su una parte del cognome "di Ferrazzano")
.
Quindi se ci sono delle contestazioni da fare sono da fare solo alla Repubblica Italiana che ha permesso la cognomizzazione di un predicato sulla base di un sentenza.

Per me la discussione è chiusa e non intendo replicare in alcun modo su questo argomento in quanto la Repubblica di San Marino ha applicato la legge vigente all'epoca della concessione.

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Gentile Pierfe,
grazie ancora per la risposta, ma alcuni aspetti della questione mi lasciano ancora perplesso:

1) non mi risulta che il predicato "di Ferrazzano" sia stato cognomizzato in Italia a favore di Liliana de Curtis, in quanto il nome completo del padre, a seguito delle note sentenze del Tribunale di Napoli, era Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis Di Bisanzio Gagliardi e così fu rettificato sugli atti dello Stato Civile;
2) non riesco proprio a capire che "sentimenti" potesse avere nei confronti della Repubblica di San Marino una ragazza di 26 anni, quale era all'epoca Liliana de Curtis, e come riuscisse a manifestarli "nobilmente" e soprattutto "tangibilmente", al punto di meritare il titolo nobiliare di contessa utilizzabile anche dal figlio di 8 anni.
A presto.

PMMO


Non riesco a capire come un privato cittadino come lei si permetta di discutere e giudicare le decisioni di uno Stato sovrano come è la Repubblica di San Marino qualunque esse siano, ma indiscutibilmente valide all'interno del suo territorio. In tutta questa vicenda mi pare che lei non ha dimostrato l'interesse per approfondire l'argomento valutando il "documento" ma ha esposto sempre sue considerazioni, direi per "sentito dire" e che a dire il vero in questa vicenda lasciano il tempo che trovano, e con questo chiudo il topic perchè ampiamente discusso e sviscerato.
Posso sapere cosa ha contro Totò e la sua famiglia, da cercare di sminuire i titoli nuovi? Ma se vuole dirmelo lo faccia in forma privata.
Pier Felice degli Uberti

PS. in quanto al signor Camillo de Curtis che al termine della sua vita ha voluto chiarire il suo pensiero sulla vicenda Totò, dico solo che avrebbe dovuto farlo prima, magari al tempo in cui suo padre viveva dell'aiuto di Totò. Se poi fosse vero quello che scrive il signor Camillo, sarebbero stati da portare in carcere coloro che hanno fatto consulenza nobiliare al più grande principe della risata italiana
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