da sebpasq » mercoledì 29 dicembre 2004, 17:51
Per chiudere un pò il discorso su questo importante aspetto delle ricerche genealogiche, volevo solo testimoniare che dopo essermi rivolto alla Conferenza Episcopale Italiana, per chiedere delucidazioni circa le norme riguardanti la consultazione di fonti di archivi ecclesiastici, il Mons. Betori, Segretario dell'ente suddetto, mi ha risposto con un allegato dell'Ufficio Nazionale per i problemi giuridici del Vaticano, in cui si afferma che:
- in linea di principio, non può escludersi l'accesso per ragioni di studio e di ricerca agli archivi storici degli enti ecclesiastici (sempre che queste ricerche vertano su documenti anteriori gli ultimi 70 anni e che durante la consultazione sia sempre presente un archivista o una persona di sua fiducia);
- la consultazione di documenti relativi a situazione di persona (tipo i libri di battesimo, matrimonio e morte) richiede una previa autorizzazione da parte dell'Ordinario della Diocesi.
Ora è vero che in alcuni casi ci sono problemi di penuria di clero e difficoltà di garantire sicurezza nell'effettuazione delle ricerche, ma al contrario mi è toccato constatare che alcuni vescovi o parroci sono in mala fede e ritengono l'argomento genealogia, qualcosa di fastidioso e preferiscono dare il permesso alle ricerche solo ad amici e persone introdotte in un certo ambiente e in casi eccezionali.
Per quanto mi riguarda, vista la mole di lavoro che ho, se un prete mi nega la ricerca in un certo senso mi fa anche un piacere, ma vale anche la pena sottolineare che una ricerca genealogica, non è una semplice trascrizione e registrazione di freddi dati storici, ma contempla una ben più ampia catena di annessi e connessi; come per esempio la necessità per motivi di tipo medico, genetico, legale ed altro dell'individuazione dei propri antenati, chi erano cosa facevano e quali malattie avevano, oltre il diritto di conoscere la storia dei propri avi (dopotutto la ricerca in parrocchia non è che il primo, ma indispensabile tassello su cui costruire la propria storia di famiglia).
Senza implicare il fatto che capita spesso che, grazie ad una ricerca genealogica, gl'italoamericani decidano di instaurare un gemellaggio con il paese di origine, favorendo non solo la promozione turistico-culturale del luogo di origine all'estero, ma portando anche investimenti economici, politici e culturali sempre nel luogo di origine. E dato che la maggio parte degli emigranti sono originari di piccoli paesi arroccati sulle montagne che non hanno molte possibilità di sviluppo, capirete che importanza strategica può avere in certi casi una ricerca genealogica ben riuscita e la disponibilità del prete del paese.
A parte la figuraccia che ci fa ogni volta non solo la Chiesa Cattolica come entità, ma anche l'Italia come paese (che dal punto di vista genealogico non è attrezzato a dovere) quando un oriundo si sente dire che il prete non ha tempo o voglia di assisterlo nella legittima e sacrosanta ricerca genealogica sulla sua famiglia, ma pensiamo veramente alle altre religioni che sfruttano anche questi gap della Chiesa Cattolica per guadagnare terreno....; per cui cerchiamo di non insistere con la teoria della diplomazia, ossia che solo chi ha certi contatti o fa parte di certi ambienti si può occupare di genealogia...
Concludendo secondo me:
- i preti, ma anzitutto i vescovi dovrebbero valutare più a fondo e con meno leggerezza tutto ciò che ruota intorno al fenomeno genealogia;
- il detto chi vuole può è valido anche in questo caso e infatti molti preti che conosco pur avendo due parrocchie da gestire sono disponibili all'assistenza alle ricerche genealogiche. Lo stesso volendo potrebbero fare i vescovi, che organizzandosi potrebbero aiutare a soddisfare le richieste di ricerche genealogiche nelle loro diocesi.
Spero che questa mia modesta testimonianza abbia apportato un contributo al miglioramento del rapporto tra i genealogisti e il clero addetto agli archivi di natura religiosa
E speriamo che qualcuno prenda la palla la balzo per diffondere questo tema negli ambienti giusti, in modo che qualcosa cambi.
Mi scuso per l'intervento prolisso, ma almeno da parte mia ho messo "in piazza" ciò che penso a riguardo.
Saluti
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sebpasq il giovedì 30 dicembre 2004, 14:14, modificato 1 volta in totale.