da RobertoC » mercoledì 7 settembre 2005, 17:03
Cari amici,
mi sia consentito il dissentire dalle rispettabilissime tesi che leggo in questo topic.
Si sostiene -è la tesi centrale- che Tizio per dirsi del tal luogo debba esservi nato. Si irrobustisce l'argomento significando che Tizio è considerato più convintamente del tal luogo, ove nello stesso abbiano avuto i natali un certo numero di predecessori.
Questi tesi, che è certo interessante e diffusa oltre che comprensibile, è, come scrive correttamente Giovanni Grimaldi, un escamotage che ci offre la comodità di definire meglio Tizio.
Il punto, tuttavia, è che questa tesi, al contrario di ciò che può apparire, non tiene affatto in conto (rectius: nel dovuto conto) il rapporto tra l'uomo e la terra. Mi spiego: Tizio può essere nato accidentalmente nella città A pur essendo i suoi familiari, e vivendo lui stesso, nella città B. Tizio, comunque, può non avere alcun rapporto con A, in cui è nato perché ad esempio i suoi si trovavano per tre giorni in vacanza o per un periodo lavorativo. Ancora, Tizio può nascere in provincia di B o in una frazione di B per i motivi i più varii. Sarà per questo considerato non di B? Inoltre, per "spezzare" l'ideale catena degli antenati che rendono possibile definire Tizio del tal luogo da sette o più generazioni, basta che il bisavolo sia nato in provincia (che sconsiderati quei genitori)?
L'esempio che forse mette a nudo maggiormente le lacune di questa tesi è nel caso che Tizio nasca su una nave o su un aereo: in questo caso, secondo la tesi in esame di dove dovremmo dire il nostro Tizio?
Io ritengo che sul luogo accidentale di nascita debba prevalere il luogo di radicamento dell'individuo e del ceppo. Tizio può ben essere nato sul DC9 che portava la madre a Praga, ma è e resta del tal luogo, da lui e dai suoi scelto per la propria vita ed i propri affari.
Attendo repliche se volete.
Bentornati tutti!
Roberto