Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini
Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Lo stemma che Giovanni ha scambiato per quello dei Savelli è invece dei Suburra.
Bravo, stavolta mihai preceduto tu... recte, dei della Suburra!
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Carlo Tibaldeschi mi fa notare che la fascia della sua arma dovrebbe essere d'oro... risiamo davanti allo stesso errore commesso per gli Annibaldi!?
A questo punto, è probabile che il disegnatore di questo stemmario avesse codesto "vizio"!![]()
"Mio carissimo Michele, ho linkato ed ho visto. La pagina dello stemmario conservato a Torino porta lo stemma Tibaldeschi. Ciò che potrebbe non tornare è la fascia in divisa d'argento, anziché d'oro, la quale qui appare attraversante su un troncato invece che a sostenere il capo (ah, i miniatori che non conoscono l'araldica!). Non c'è dubbio alcuno l'attribuzione: la tipologia grafica complessiva dello stemma (bandato + rosa nel capo) appartiene esclusivamente agli Orsini ed ai Tibaldeschi. Non ti so invece dire nulla circa il volo di rosso come cimiero [...] In Monferrato poi i T. abolirono la fascia in divisa, non so proprio perché". Questo per quanto riguarda lo stemma segue un po' di storia: "I T. avevano diverse case in Roma, concentrate nei rioni Parione, Pigna, Campitelli (l'attuale Piazza Campitelli era detta "platea Petri Ludovici" il quale era un Tibaldeschi), Monti. Il nostro Pietro (quello che venne a Casale Monferrato) vendette intorno al 1480 il suo palazzo in S. Maria sopra Minerva: ne nacque una questione ereditaria trai suoi figli di primo letto rimasti in Monferrato e il figlio di 2° letto, Ubertino, che era tornato a Roma dove aveva sposato una Cenci". Infine ritornimao al discorso di partenza: "Anni fa sulla bellissima rivista della Schweitzerische Heraldische Gesellschaft comparve un lavoro di uno studioso francese che aveva acquistato uno stemmario ove compariva, in bianco e nero ahimè, l'arma Tibaldeschi che egli attribuiva agli Annibaldeschi.... Questi erano suddivisi in diversi rami i quali certamente usavano brisure diverse (una delle più classiche è l'inversione degli smalti) riproposte nello stemmario. Ti ricordo che i leoni affrontati sono un motivo ben rappresentato nelle famiglie romane (ti ricordo i Savelli ed i Frangipane). Correttissima l'attribuzione ai Conti di Segni che con i Conti di Anagni e di Tuscolo formavano un solidissimo consortile che diede più di un Papa. Se lo ritieni, ti permetto di riportare tutte queste notizie sul Forum .... beninteso menando vanto dell'amicizia che ti lega a me e che io ti confermo con piacere. Carlo"
Michele T.d.S.
si arriva in cielo
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si arriva in cieloMichele Tuccimei di Sezze ha scritto:Bene passiamo ai blasoni, fra' Eusanio correggimi gli Orrori!![]()
Il I ("Aniballi" ms. 4006): d'argento alla gemella accompagnata in capo da due leoni controrampanti ed in punta da sei bisanti (3-2-1), il tutto di rosso. Secondo te i leoni sono "sostenuti" dalla genella?...(omissis)...
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