Trasmissione titolo di Patrizio

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Re: Trasmissione titolo di Patrizio

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 8 giugno 2011, 17:51

Una domanda. I Feudatari avevano competenza in materia di nobiltà feudale(per esempio i conti di Valperga hanno potuto, a suo tempo, creare vassalli titolati). Poi non più possibile, credo a far data dall'abolizione della proprietà feudale. I Comuni, quelli nobili, avevano competenza(di cui erano, come giustamente rammentato, gelosissimi custodi) in materia di nobiltà, appunto, comunale, fino a quando presenti Consigli nobili civici. La domanda è: le rispettive competenze in materia a chi sono passate? Non era la Corona di Re d'Italia(a far data dal V secolo dopo Cristo, nascita del Titolo) l'autorità suprema, anche in materia nobiliare, nella nostra penisola? Ciao,
Ultima modifica di fabrizio guinzio il martedì 14 giugno 2011, 16:50, modificato 1 volta in totale.
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Re: Trasmissione titolo di Patrizio

Messaggioda contegufo » mercoledì 8 giugno 2011, 18:57

Salve

A Lucca la classe del Patriziato è opera del Duca Carlo Ludovico di Borbone.

. . . . . che tutte le famiglie che avevano goduto per almeno quattro generazioni continue, sino alla caduta della Repubblica (1799), del distinto onore della medesima, cioè dell'Anzianato e potevano provare altresì la continuazione della loro nobiltà per duecento anni, potevano esser iscritti fra i PATRIZI DI LUCCA.


i Mansi sono iscritti nel Libro d'Oro datato 1826 comprendente 64 famiglie patrizie.

Alla morte di Girolamo Mansi avvenuta il 18.08.1880 (Regno d'Italia) tutto il patrimonio passò al nipote Raffaello Orsetti (28.2.1866/4.4.1956) all'epoca 14enne cadetto di suddetta famiglia, con l'obbligo di assumere il cognome Mansi e di andare ad abitare nel suntuoso palazzo a S.Pellegrino in Via Galli Tassi oggi Museo Nazionale.

Oggi i Mansi viventi discendenti da Raffaello (nato Orsetti) hanno il titolo di M.se (mpr), Conte Palatino (m) e Patrizio di Lucca (mf). (Elenco Nobiliare Toscano, Delfino Ed.)

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MANSI. D'azzurro, a sei palle d'oro ordinate in cinta (oppure 1.2.2.1). (Archivio Ceramelli Papiani)

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ORSETTI. Troncato: nel 1° d'azzurro, all'aquila dal volo spiegato di nero, coronata d'oro; nel 2° di rosso, a tre steli di frumento d'oro appuntati in ventaglio, e sormontati da due stelle a otto punte dello stesso.
Note:
Il 1° punto del troncato è in realtà probabilmente un capo: fa riferimento al titolo di conte palatino concesso dall'imperatore Carlo VI nel 1715. (Archivio Ceramelli Papiani)

Nell'esempio qui riportato c'è da dire che il titolo di Conte Palatino proviene da casa Orsetti mentre quello di Patrizio di Lucca continua a vivere come conseguenza dell'istituto della surrogazione e quindi con l'avallo nelle forme previste dalla legge dal sovrano a quell'epoca Re Umberto I.

Cordialità

PS. Già alla fine dell'800 la collezione di casa Mansi veniva descritta da molti studiosi come la più importante raccolta privata di dipinti fiamminghi e olandesi esistente in Italia ed ammirata anche nell' Agosto del 1895 dal Principe di Napoli (il futuro Re Vittorio Emanuele III) che di passaggio a Lucca visitò il Palazzo Mansi avendo parole di ammirazione per la galleria.
Cfr. E.Jacobsen "Dipinti olandesi nella Galleria di Palazzo Mansi a Lucca" pag.95 ed.1896 cfr. Jacob Burckhardt, "il Cicerone, Guida all'arte italiana (Basilea 1818/1897).

La quadreria di oltre 350 pezzi che arredavano non solo il Palazzo di Lucca ma anche le varie proprietà della famiglia, purtroppo fu a più riprese dispersa degli eredi dopo la morte di Raffaello.
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Re: Trasmissione titolo di Patrizio

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 9 giugno 2011, 10:17

fabrizio guinzio ha scritto:Una domanda. I Feudatari avevano competenza in materia di nobiltà feudale(per esempio i conti di Valperga hanno potuto, a suo tempo, creare vassalli titolati). Non più possibile, credo a far data dall'abolizione della proprietà feudale. I Comuni, quelli nobili, avevano competenza(di cui erano, come giustamente rammentato, gelosissimi custodi) in materia di nobiltà, appunto, comunale, fino a quando presenti Consigli nobili civici. La domanda è: le rispettive competenze in materia a chi sono passate? Non era la Corona di Re d'Italia(a far data dal V secolo dopo Cristo, nascita del Titolo) l'autorità suprema, anche in materia nobiliare, nella nostra penisola? Ciao,



Consideriamo che il Italia, sovrani ve ne furono in abbondanza ma dovremmo parlare almeno del X secolo per prendere in considerazione la nobiltà nell’accezione comune del termine.
La “materia” nobiliare, in particolare la successione , veniva quasi sempre ratificata, in ultima analisi, dal sovrano che avocava alla propria corona i feudi rimasti vacanti.
Con la abolizione della feudalità voluta dai Savoia nel R.d.I. i titoli e successioni vennero censiti e convalidati dal re previo il “parere “ della Consulta araldica. Questo per quanto riguarda la nobiltà titolata.

Per la nobiltà di fatto, civica, a cui appartenevano i patriziati vediamo che essi nacquero spontaneamente con la nascita dei liberi comuni,accanto ed, in un certo senso, in contrapposizione alla nobiltà feudale ; con l’apparire delle Signorie alcuni comuni furono costretti a chiedere convalida della composizione ed approvazione delle aggregazioni al loro ceto, al Signore del luogo.
Altri comuni , città/stato esercitarono con la massima autorità tutti i poteri in modo totalmente autonomo (v. Venezia, a tratti Genova ).

Con la caduta di tali forme di governo cittadino furono i sovrani ad intentare processi di ammissione al ceto nobiliare a volte collettivi ma più spesso individuali ( singole famiglie ).
Con l’unità d’Italia la competenza in materia, sia nell’attività ricognitiva sia in quella successoria, passò alla “ solita” Consulta araldica del re.

Cordialmente :D
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Trasmissione titolo di Patrizio

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 10 giugno 2011, 18:02

Grazie! Un ottimo riepilogo storico, per il passato sia recente che remoto. Mi sembra che per il presente casi di trasmissione simili a quello segnalato da contegufo(per una qualifica di nobile e patrizio ed un titolo marchionale) non sarebbero possibili neanche con un eventuale riconoscimento dei titoli feudali/qualifiche nobiliari da parte della nostra Repubblica, che io sappia neanche in Francia(che comunque riconosce la titolatura nobiliare) ciò è fattibile, poichè quello Stato repubblicano può solo registrare l'esistente, che è nato da(ed in, per il de facto) altre realtà statuali ove vigevano sia nobiltà d'investitura che per riconoscimento(ivi inclusa l'aggregazione) di quella di fatto, in presenza di un fons honorum araldico sia nobiliare che cavalleresco a pieno titolo. Oggi assente, sia in Italia che in Francia. Ovvero un ordinamento monarchico. Ciao,
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Re: Trasmissione titolo di Patrizio

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 14 giugno 2011, 17:29

Una terza domanda: nel topic si parla anche di famiglie escluse e poi riaggregate a patriziati locali. Mi sembra una realtà presente solo in ambito territoriale pontificio. E' così?
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Re: Trasmissione titolo di Patrizio

Messaggioda contegufo » mercoledì 15 giugno 2011, 21:39

Salve

Dalle mie parti niente del genere è mai avvenuto anche perchè la classe dei Patrizi è opera del Duca Carlo Ludovico di Borbone in epoca di restaurazione in quanto fino al 1799 esisteva la Repubblica di Lucca.
Sul Patriziato toscano suggerisco il testo:

Nobiltà civile e sangue blu: il patriziato volterrano alla fine dell'età moderna
di Carlo Pazzagli
L.S. Olschki, 1996 - 264 pagine
Prezzo Bol € 20,30

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Re: Trasmissione titolo di Patrizio

Messaggioda Patricius_Cesenensis » mercoledì 24 giugno 2026, 22:57

Riapro questa discussione proponendovi questo estratto di testo tratto dal Blasone Cesenate di Gioacchino Sassi, riguardante le famiglie Zambelli e Magnani:

"Zambelli famiglia oriunda di Faenza, venuta in Cesena nell'occasione, che Zambelo Zambelli venne
destinato in pretore di questa nostra città. Di questa famiglia vi fù Andrea Zambelli cittadino
cesenate, che nel 1524. instituì, ed erresse in questa chiesa cattedrale il beneficio de' SS. Sebastiano,
e Bernardino come consta dalle antiche memorie del r(everendissi)mo Capitolo. L'ultimo di questa
famiglia fù il sig(no)r Vincenzo Zambelli quel donò la nomina di detto beneficio al sig(no)r Giulio
Cesare Magnani altro cittadino cesenate, ed alli di lui discendenti in infinito anche p(e)r linea di
femine come da rogo Gio(vanni) Antonio Pirini del 1693. ed ora passato detto diritto nella famiglia
Bezzi pure civica famiglia di questa nostra città, ed erede della Casa Magnani. La famiglia poi
Zambelli finì con la morte del sopradetto Vincenzo accaduta nel 1693. Carlo Zambelli gentiluomo
di Cesena, e notaro del S. Monte di Pietà rogava nel 1514"

Che ne pensate?
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