da Franz Joseph von Trotta » mercoledì 23 maggio 2007, 17:10
L'ascrizione e i godimenti dei diritti di "cittadinanza" in epoca di Antico Regime era tutt'altro che dettata che da meri riconoscimenti di "residenza", il "prender (o aver) casa" all'interno delle mura cittadine, ( "abito a ... e sono cittadino di ..." concetto moderno, legato all'anagrafe); al contrario molte stirpi pur vivendo da molti decenni e, in alcune realtà, anche da più secoli, pagavano al comune la tassa del "forestatico" non essendo stati ricevuti appunto tra i "cives".
L'ascrizione alla cittadinanza comportava generalmente la possibilità di partecipare attivamente alla vita politica della comunità, tra cui, ad esempio, il ricoprire magistrature e uffici cittadini.
Certo ogni realtà geografica (e a seconda degli ambiti cronologici), aveva consuetudini e dinamiche sociali ben differenti in questa materia.
Nel nostro caso è lecito quindi chiedersi, come fa Principe Gallo, in ambito veneziano, quale valore avesse per i cronisti ricordare costantemente la "cittadinanza", segnalazione che, se ritenuta degna di menzione anche per le stirpi più illustri quali quelle dogali, probabilmente aveva un reale valore sociale per la "Casada" riconosciuta come cittadina: si potrebbe pensare che questa fosse sinonimo dell'ascrizione al Maggior Consiglio?
L'assenza di corone negli stemmi è a mio avviso poco significativa, almeno sino al 500, quando la nobiltà veneziana molto pragmatica e poco propensa alla pompa retorica, essendo un consesso di "pares inter pares" ove solo il Doge emergeva quale Principe, raramente usava cimare lo stemma da una corona nobiliare.
FJVT
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar