cambiamenti sociali, nuove forme di procreazione.

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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cambiamenti sociali, nuove forme di procreazione.

Messaggioda michele d'arasmo » lunedì 20 dicembre 2004, 13:41

Cari Amici,

Vorrei sottoporvi una serie di quesiti, in considerazione del tipo di societa’ in cui vivremo nel corso di questo secolo e di certi cambiamenti che si preannunciano e sicuramente saranno cose normalissime nel prossimo.

A) nei prossimi decenni si vivra’ in una societa’ multietnica, multiculturale e multireligiosa.
Saremo in presenza di grosse minoranze etniche e religiose, che potrebbero anche diventare maggioritarie (penso agli islamici, anche se, con l’estensione del benessere a queste masse, tenderanno a laicizzarsi, come e’ avvenuto per gli europei). Sicuramente verranno introdotte modifiche al diritto di famiglia (penso alla regolamentazione della poligamia, fermo restando che dovra’ tener conto della disponibilita’ economica di chi vuole praticarla, mentre non vedo spazio per il concubinaggio o il matrimonio “a termine”, che sono limitati anche nei paesi arabi). Penso che la legge assegnera’ pari diritti ai nati da tutte le mogli di un singolo individuo, anche se non conosco come il diritto “mussulmano” intervenga in questo campo. Certamente se esistono usanze (piu’ che leggi) specifiche, il legislatore dovra’ tenerne conto.
Come ci si dovra’ rapportare con genealogie che presentino situazioni di questo tipo?

B) Questi altri casi credo che siano piu’ problematici. A breve termine verranno riconosciute nuove tipologie di famiglia e, ed e’ solo questione di tempo, avranno il diritto di adottare bambini. Di questo si e’ gia’ parlato diffusamente in questo forum.
Quello di cui non trovo traccia e’ relativo alle nuove forme di procreazione, alcune delle quali in Europa vengono oramai applicate: inseminazione artificiale, utero in affitto, ecc.
In tutti questi casi vi sara’ comunque un legame genetico tra almeno un componente del nucleo familiare e il nascituro. Il discorso diverra’ apparentemente piu’ complicato in caso di clonazione (sono personalmente convinto, piaccia o non piaccia, che si giungera’ anche a questo). Dico apparentemente, poiche’ (indipendentemente dal metodo usato) l’essere clonato presuppone un donatore. Assisteremo quindi all’apparire di soggetti in possesso di un solo padre o una sola madre (da uno dei quali, appunto, verrebbe prelevato quanto necessario per la clonazione). Il caso piu’ complicato (lascio perdere le implicazioni di carattere etico morale) sara’ quello in cui vedrebbe il prelievo di cellule da resti di persone scomparse secoli fa. Se qualcuno prelevasse dai resti di Carlomagno, per esempio, e facesse nascere un essere umano per clonazione, come dovra’ comportarsi il genealogista?
Tralascio altre cose di cui si parla, tipo modificazioni o innesti genetici, ecc.

So che l’argomento oltre ad essere problematico presenta anche implicazioni etico-morali, ma pregherei nelle risposte di tralasciare questi (comprensibili e giustissimi) aspetti.

Cordialmente

michele
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Messaggioda FP » martedì 21 dicembre 2004, 13:04

Caro Michele,
mi scusi se la freno un po' e la rimetto con i piedi a terra, ma francamente credo che il 90% delle proposte della genetica odierna non saranno mai applicate legalmente, ne tantomeno modificheranno la genealogia, che (almeno finchè Dio vorrà) sarà sempre composta da figlio, papà e mamma...non c'è clone che tenga. E' inutile proporre simili sperimentazioni nell'Europa cristiana e civile. L'Europeo medio (fuorchè quello non capace di intendere e volere), non accetterà mai simili soprusi.
Quanto alla poligamia, seppure sarà approvata una legge che la riconosca, questo non porterà mai alla modificazione delle tradizioni della genealogia. A parte che non credo che queste "masse" islamiche o comunque non cristiane avranno vita facile nell'UE, visto il razzismo e il diffuso malcontento che va sviluppandosi negli ultimi tempi.
Stento a credere che il benessere si diffonderà tra loro così rapidamente, soprattutto perchè deterremo il potere economico nelle nostre mani almeno fino al 2080, fino all'esaurimento del petrolio.
No, ritengo che allarmarsi troppo sia da fatalisti. Soprattutto, poi, allarmarsi in campo genealogico! Non credo ci sia da temere nulla riguardo le genealogie. Carlo Magno clonato, poi...Guardi, se lo clonassero lo andremmo a salutare tutti dicendogli "ciao nonno", visto che figura nelle genealogie del 95% delle famiglie nobili europee...
E poi, sa come si fa coi nonni, no? Bisogna preparargli il pranzo la domenica, fargli le commissioni...Con tanti nonni, pure uno del IX secolo ci doveva capitare! :lol:

Carissimi saluti e buon Natale.
F.P.
~ Tua vivimus luce ~
FP
 
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Messaggioda MMT » martedì 21 dicembre 2004, 14:03

conteschweinfurt ha scritto:soprattutto perchè deterremo il potere economico nelle nostre mani almeno fino al 2080, fino all'esaurimento del petrolio.


già... ma ci sarà anche la corsa all'Antartide, che conserva sotto il suo freddo ghiaccio moltissime risorse con cui il mondo potrebbe andare avanti per parecchio (risorse alimentari -krill- per le nanotecnologie, per le tecnologie -uranio-). Certo, una corsa che non scoppierà prima del 2039, sempre che i paesi consociati dell'organizzazione internazionale rispettino il trattato sottoscritto nel 1989 (che già rinnnovava per altri 30anni quello del '59) o che non scoppi un'altra guerra delle Falkland.

Scusate la piccola digressione,
Michele T.d.S.
MMT
 
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Messaggioda michele d'arasmo » martedì 21 dicembre 2004, 18:08

Cari Amici,
vi ringrazio delle vostre risposte.
Purtroppo quando la scienza scopre qualcosa, quel qualcosa prima o poi viene utilizzato. E temo che accadra' lo stesso con la clonazione. Le masse seguono sempre le idee di chi le dirige, e - oltre a questo - non mi sembra che le masse cristiane siano cosi' attive in questo momento, basta vedere le deboli reazioni alle introduzioni di legislazioni palesemente anticristiane (matrimoni omosessuali, ecc.).
Con il tempo aumenteranno i cittadini di religione islamica: vuoi perche' ottengono la cittadinanza decorsi i tempi previsti dalla legge, vuoi perche' nascono in Italia (Francia, Germania, ecc.). Inoltre, oggi abbiamo in Europa (intesa semplicemente come continente) tre stati a maggioranza islamica: Bosnia-Erzegovina, Albania e la Turchia. Se l'Italia non ha una grossa comunità islamica, questa e' presente comunque negli altri paesi. Fuori dall'Europa comunitaria abbiamo una Bulgaria (ca. 10-13%), la Federazione Russia (dove i mussulmani sono circa il 30% con tendenza alla crescita). Accanto a questi dati, abbiamo il declino del cristianesimo (sia in termini statistici che in termini di pratica). Spesso si tratta di travaso da una comunità cristiana ad un'altra. Porto l'esempio che conosco meglio. In Russia ca. il 60% della popolazione e' ateo e non battezzato. Gli ortodossi non hanno goduto di un grande revival con la caduta del comunismo, probabilmente per le loro ambiguita' e la loro condotta. Il cattolicesimo si sforza di riaggregare i cattolici dell'ex Urss (che erano circa il 2%) e allo stesso tempo di fare proselitismo. Tanto per portarare un altro esempio, in Kazakhstan (16 m.ni di abitanti, di cui metà kazakhi e i restanti slavi e ex-tedeschi del Volga) i cattolici sono la seconda confessione (con ca. 400 mila aderenti) dopo i mussulmani, sebbene i potenziali cristiani siano 7-8 milioni. Gli ortodossi perdono sostenitori principalmente a favore dei protestanti (che stanno costituendo comunità significative) e degli islamici.
Comunque, l'emigrante nordafricano vive meglio in Europa che al suo paese, e sicuramente il vecchio continente e' in grado di offrirgli molto di piu' rispetto al Cairo, Rabat o Dar-el-Salaam. Questo e' positivo, poichè il pranzare e cenare regolarmente aiuta la gente a ragionare, e dato che tutti vogliono (giustamente) vivere bene, se il loro benessere entra in contrasto con usanze e convinzioni ci si libera delle usanze e delle convinzioni. Una volta erano condannate le trasfusioni di sangue, e nella sua ignoranza la gente concordava. Quando si sono accorti che cio' salvava loro la vita si sono ravveduti, e oggi alle trasfusioni si oppone solo una tenace (e scocciatrice) setta.
Comunque non erano questi i temi che volevo affrontare, ma semplicemente come secondo voi il genealogista del XXII o del XXIII secolo dovrebbe rapportarsi con una serie di nuove forme di procreazione che potrebbero affermarsi (questo indipendentemente dal fatto che si sia o non si sia - giustamente - d'accordo).
Grazie

michele
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Messaggioda antonio_conti » martedì 21 dicembre 2004, 19:14

Gentile Signor d'Arasmo,
nel topic relativo alla c.d. genealogia omosessuale, lei ha recentemente dato una sua risposta tecnica che condivido come principio.
Anche in questo caso, il genealogista, volentieri o meno, concorde o meno, dovrà attenersi a quanto la legge dispone per l'evento da registrare nel momento in cui l'evento si verifica, e quindi dovrà atenersi a ciò che risulta dai documenti.
Attualmente l'Italia si è dotata di una legge (n. 40/2004) estremamente rigida, quindi il problema non si pone.
La legge, come noto, è sottoposta alla procedura referendaria, quindi Corte costituzionale permettendo, saremo chiamati come cittadini elettori, ad esprimerci sull'argomento... cosa accadrà lo vedremo più in là.

Cordialmente

Antonio Conti
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