Moderatori: Novelli, Lambertini, Mario Volpe, Tilius, nicolad72
Morello ha scritto:Premesso che siamo una Repubblica, dove ovviamente non sono riconosciuti i titoli nobiliari, Vi pongo un quesito relativo a quegli Ordini militanti (SMOM, SMOCSG) che conferiscono onorificenze o meglio ricevono o ammettono membri nei ceti d'onore o di grazia e devozione (SMOM) o jure sanguinis/grazia (SMOCSG) in alcuni casi anche motu proprio. Faccio alcuni esempi: un Cavaliere di Grazia e Devozione SMOM e Jure Sanguinis SMOCSG oppure, esempio più calzante (anche perchè lo conosco) un Cavaliere di Grazia Magistrale SMOM e Gran Croce Jure Sanguinis SMOCSG, possono essere intitolati e/o appellati per mero gesto di cortesia Nobili? Ovvero l'appartenenza, anche motu proprio, alle citate categorie nobilita individualmente, sempre in certi ambienti e per cortesia?
Grazie in anticipo per le Vostre opinioni e cordialità.
Morello
Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Mi trovo pienamente d'accordo con il pensiero del cortese Pierfe (come avviene quasi sempre); altrimenti non riuscirei a spiegarmi la diversità di trattamento concessa dallo SMOM e dall'Ordine Costantiniano ad alcuni dei cavalieri che fanno parte, allo stesso tempo, dei "ceti nobili" di entrambi gli Ordini.
Faccio un esempio tratto dalla realtà: un postulante che è stato ammesso come Cavaliere di Giustizia (4/4 di nobiltà duecentenaria) nell'Ordine Costantiniano (ramo napoletano), con tanto d'indicazione del titolo nobiliare nell'Almanacco Reale della Casa di Borbone due Sicilie (sempre ramo napoletano) e dopo quasi 25 anni è stato ammesso nel Sovrano Militare Ordine di Malta come Cavaliere di Grazia e Devozione (nobiltà almeno centenaria nel solo ramo paterno).
Buona giornata.
pierfe ha scritto:se si è collocati in una bassa classe sociale fa ridere la nobiltà.
La nobiltà era anche censo!
Cronista di Livonia ha scritto:Egregio Presidente,
pur apprezzando in buona parte il suo intervento devo dire che mi resta una perplessita' di fondo riguardo questa sua affermazione:pierfe ha scritto:se si è collocati in una bassa classe sociale fa ridere la nobiltà.
La nobiltà era anche censo!
vero che lei scrive anche, ma i "barnabotti" erano nobili-proletari, poveri, spiantati e senza un quattrino, pero' con pieni diritti e riconoscimento pieno da parte della Serenissima Repubblica di Venezia. E sono solo uno dei molti esempi di nobili poveri (vogliamo pensare al nobile spiantato de "I picari" tratto da una figura, se ben ricordo, classica della letteratura spagnola? oppure ai poveri nobili di campagna in Francai che se ne stavano nei loro castelli perche' troppo poveri per andare a Corte?).
Verissimo che la nobilta' poggiava fortemente sul censo, ma non esclusivamente ed il censo diviene molto piu' rilevante quando la nobilta' perde la tutela giuridica,quando la nobilta' non ha piu' il riconoscimento della legge. Giusto per completare il discorso e senza voler nulla togliere alla sua esposizione.
Cordialmente,
Il Cronista di Livonia

Tilius ha scritto:Cielo! Mi trovo d'accordo con le puntualizzazioni del Cronista !!!?! La Fine dei Tempi é vicina...
Cronista di Livonia ha scritto:Egregio Presidente,
pur apprezzando in buona parte il suo intervento devo dire che mi resta una perplessita' di fondo riguardo questa sua affermazione:pierfe ha scritto:se si è collocati in una bassa classe sociale fa ridere la nobiltà.
La nobiltà era anche censo!
vero che lei scrive anche, ma i "barnabotti" erano nobili-proletari, poveri, spiantati e senza un quattrino, pero' con pieni diritti e riconoscimento pieno da parte della Serenissima Repubblica di Venezia. E sono solo uno dei molti esempi di nobili poveri (vogliamo pensare al nobile spiantato de "I picari" tratto da una figura, se ben ricordo, classica della letteratura spagnola? oppure ai poveri nobili di campagna in Francai che se ne stavano nei loro castelli perche' troppo poveri per andare a Corte?).
Verissimo che la nobilta' poggiava fortemente sul censo, ma non esclusivamente ed il censo diviene molto piu' rilevante quando la nobilta' perde la tutela giuridica,quando la nobilta' non ha piu' il riconoscimento della legge. Giusto per completare il discorso e senza voler nulla togliere alla sua esposizione.
Cordialmente,
Il Cronista di Livonia
Torna a Ordini Cavallereschi, Onorificenze e Sistemi premiali/ Orders of Chivalry & Honours
Visitano il forum: Nessuno e 12 ospiti