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Maria Luisa Alasia ha scritto:Fratg ha scritto:gentili signori, scusate innanzitutto la mancata tempestività della mia risposta, ho riscontrato questa carica che possedeva un avo calabrese (località è la calabria, esattamente la zona della piana di gioia tauro), il periodo però mi è ignoto (anche se suppongo sia del 1700), credo si tratti di una carica del regno delle 2 sicilie.
A quando sono riuscito a capire fino ad ora, quindi questo avo era inscritto ad una mastra nobile o sedile??
E se così fosse come posso scoprire se in quelle zone esisteva davvero un sedile e controllare se la mia famiglia ne fa parte?
Palmi, seminara e gioia tauro: ricerche e studi storici By Antonio De Salvo
http://books.google.com/books?id=cRAyAA ... 0&as_brr=1
Maria Luisa
L.de Bellis ha scritto:Maria Luisa Alasia ha scritto:Fratg ha scritto:gentili signori, scusate innanzitutto la mancata tempestività della mia risposta, ho riscontrato questa carica che possedeva un avo calabrese (località è la calabria, esattamente la zona della piana di gioia tauro), il periodo però mi è ignoto (anche se suppongo sia del 1700), credo si tratti di una carica del regno delle 2 sicilie.
A quando sono riuscito a capire fino ad ora, quindi questo avo era inscritto ad una mastra nobile o sedile??
E se così fosse come posso scoprire se in quelle zone esisteva davvero un sedile e controllare se la mia famiglia ne fa parte?
Palmi, seminara e gioia tauro: ricerche e studi storici By Antonio De Salvo
http://books.google.com/books?id=cRAyAA ... 0&as_brr=1
Maria Luisa
Gent.ma Maria Luisa,
se possiedi degli elementi noti, una ricerca all'Archivio di Stato competente la Città in cui fu Sindaco dei Nobili il tuo avo va certamente fatta, certamente furono redatti atti notarili a nome dell'avo e non escludere la possibilità di trovare un Catasto dei Nobili o l'Elenco degli iscritti alla Piazza sempre se queste strutture esistessero a quel tempo in quella città.
Esempio in Bari nel 1536 fu redatto un Catasto dei Nobili detto Quinterno dei Nobili, nel 1702 fu costituita la Piazza e le regole da seguirsi per l'aggregazione con Regio Assenso, per non parlare poi... che nel 1282 Carlo d'Angiò fece redigere un atto ove si censivano i feudatari ed i nobili atti allle armi che vivevano nella Città.
Una ricerca che sono sicuro riserverà notevoli sorprese.
con affetto e stima
Lorenzo
L.de Bellis ha scritto:Gent.ma Maria Luisa,
per la prosecuzione delle tue ricerche c'è l'Archivio di Stato di Palmi, sono certo che c'è ...da rovistare
L.de Bellis ha scritto:Carissimo Sig. Giovannimaria,
purtroppo lei ha ragione quando non ci sono gli indici haimè...c'è da rovistare.....ma non bisogna disperare, in merito alla località bisogna certamente individuare il Paese,questo si , il periodo di riferimento dell'avo in vita ridurrà notevolmente il campo,in quel periodo e in quel Paese dove faceva il Sindaco l'avo ci saranno stati poi pochi Notai..(es. a Rutigliano o Modugno erano presenti due,tre Notai)..un po di fortuna aiuterà, l'infinito ....lo lascio alle dolci parole del Poeta.
Cordialità
Lorenzo
Giovannimaria Ammassari ha scritto:L.de Bellis ha scritto:Carissimo Sig. Giovannimaria,
purtroppo lei ha ragione quando non ci sono gli indici haimè...c'è da rovistare.....ma non bisogna disperare, in merito alla località bisogna certamente individuare il Paese,questo si , il periodo di riferimento dell'avo in vita ridurrà notevolmente il campo,in quel periodo e in quel Paese dove faceva il Sindaco l'avo ci saranno stati poi pochi Notai..(es. a Rutigliano o Modugno erano presenti due,tre Notai)..un po di fortuna aiuterà, l'infinito ....lo lascio alle dolci parole del Poeta.
Cordialità
Lorenzo
Gentilissimo Signor Lorenzo,
si "INFINITA" era un modo esagerato di scrivere.
Certo ci vuole pazienza, pazienza e ancora pazienza e questa almeno a me non per presunzione ma non manca, ma non dovrebbe mancare a nessun ricercatore.
Grazie della risposta Signor Lorenzo.
Saluti
Maria Luisa Alasia ha scritto:Fratg ha scritto:gentili signori, scusate innanzitutto la mancata tempestività della mia risposta, ho riscontrato questa carica che possedeva un avo calabrese (località è la calabria, esattamente la zona della piana di gioia tauro), il periodo però mi è ignoto (anche se suppongo sia del 1700), credo si tratti di una carica del regno delle 2 sicilie.
A quando sono riuscito a capire fino ad ora, quindi questo avo era inscritto ad una mastra nobile o sedile??
E se così fosse come posso scoprire se in quelle zone esisteva davvero un sedile e controllare se la mia famiglia ne fa parte?
Palmi, seminara e gioia tauro: ricerche e studi storici By Antonio De Salvo
http://books.google.com/books?id=cRAyAA ... 0&as_brr=1
Maria Luisa
Poiché é passato molto tempo da quando il topic ha avuto inizio, forse sono passati ormai inosservati alcuni particolari che vedo oggi ripresi a distanza di mesi.
Segnalo agli intervenuti che lo stesso Fratg, in un post successivo a quello citato da M.Luisa Alasia, su invito di Alessio Bedini aveva specificato che la cittadina di riferimento della carica di sindaco dei nobili in questione fosse Polistena, centro situato nella Piana di Gioia Tauro.
Il quesito iniziale di Fratg su cosa siano i Sindaci dei nobili scaturiva dal fatto di aver trovato in un documento di famiglia un suo antenato che ricopriva questa carica a Polistena.
Negli interventi successivi é stato ricordato che Polistena, marchesato dei Milano Franco d'Aragona, non aveva un Sedile dei Nobili riconosciuto sebbene vi risiedessero molte famiglie titolari di feudi in capite, come i Rodinò di Miglioni e i Riario Sforza, o di suffeudi, come gli Avati, i Valensise etc....
Nella discussione che ne é scaturita abbiamo cercato di chiarire quale fosse e perché ci fosse tale carica anche in cittadine in cui non esisteva sedile di nobiltà.
Pertanto risulta evidente come i notai da consultare per chiarire meglio la questione siano quelli di Polistena conservati nella sez. dell'Archivio di Stato di Palmi come segnalato da Giovannimaria Ammassari:Polistena: 1595-1634 voll. 25, 1608-1701 voll. 79, 1700-1845 voll. 458, 1834-1873 voll. 63.
Enotrio ha scritto:A distanza di un quinto di secolo, riesumo questa discussione per porre ai gentili forumisti il seguente caso particolare, sperando che qualcuno di voi possa aiutarmi a risolvere questo mistero. Ci troviamo a Pizzo, Città (Universitas) della Calabria Ultra, infeudata per la quasi totalità della propria storia, prima ai Sanseverino e poi, per il periodo di nostro interesse, alla famiglia spagnola dei Da Silva y Mendoza, Principi di Mileto, che proprio a Pizzo, vista la fiorente economia (che portò alla formazione di quanto più simile vi fosse al sud a una classe media composta da padroni di barche, commercianti, e proprietari di tonnare) posero la sede dell’erario dello Stato feudale. Teoricamente, e a quanto ho capito da rapide letture sul tema, in una città infeudata non dovrebbe svilupparsi nobiltà civica, e, sempre teoricamente, anche quella di origine feudale non avrebbe in un feudo altrui una “piena attuazione” eppure, la situazione sembra essere più sfumata di così:
Nel 1640 il poeta Savaro nel componimento satirico “La Nobiltà del Pizzo”, reperibile in rete, scrive:
“Viveasi già confusamente intanto
Tra nobili, plebei, e popolani,
Nè distinguean fra lor tanto, nè quanto.
Ma assaliti da pensieri insani
Scrissero a Sua Eccellenza (il duca dell’Infantado?) acciocchè fosse
La nobiltà distinta dai villani”
Stando al Savaro pare che, poco prima del 1640, la “nobiltà di fatto” napitina abbia tentato di costituirsi in un Seggio nobiliare chiuso, magari prendendo spunto dalla vicina Tropea.
Ancora, nella Regia reintegra dei beni della Casa dell’Infantado nel territorio del Pizzo, compilata nell’anno 1696, alla voce “Festa di Santo Antonio” dove si descrivono le celebrazioni da tenersi in onore del Santo, si legge “… il Sindaco de’Nobili sta in obbligo di far chiamare tutti lì cittadini…”
Parrebbe dunque da questi due documenti che negli anni intercorsi tra il poemetto del Savaro e la compilazione della Reintegra sia stato effettivamente costituito un Seggio nobiliare nella città, governato appunto da un Sindaco dei Nobili; il problema principale di questa interpretazione risiede però nella totale mancanza, almeno secondo la mia conoscenza, di menzioni storiche, bibliografiche o archivistiche di detto presunto Seggio nobiliare. Alcuni piccoli indizi indiretti potrebbero risiedere nella qualifica di Nobile ereditario riconosciuta dal Regno d’Italia al Senatore Benedetto Musolino, patriota originario di Pizzo (vedasi scheda storica del Senato a suo nome) ma anche nel fatto che le famiglie Tranquillo e Melecrinis ottennero rispettivamente nel 1725 la Baronia di Rocca Angitola e nel 1767 la Baronia di Joppolo e Coccorino, risiedendo comunque a Pizzo nei residui decenni di Ancien Regime senza per questo veder compromessa la loro nobiltà.
Una situazione dunque sfuggente e complessa; chiunque di voi volesse esporre eventuali fonti che ignoro, o anche semplicemente fornire la propria opinione, sicuramente più dotta della mia, è invitato a farlo.


Enotrio ha scritto:Gentile Alessio, ringraziando per l’interessante intervento vorrei chiedere se fosse possibile indicarmi dove trovare questi eventuali documenti probatori, oltre che nell’archivio comunale in quanto fortemente danneggiato da un incendio circa un secolo fa, forse negli archivi di stato di Vibo Valentia (anche se non saprei in quale fondo cercare)? O forse a Napoli, dove magari i regesti sono più diffusi e accessibili? Per il riconoscimento nobiliare della famiglia Musolino dovrei forse cercare a Roma?
inoltre, aggiungo qui, a seguito di una attenta rilettura della reintegra, tutte le menzioni che potrebbero esserci utili oltre a quella di ieri:
(descrizione del Palazzo e sede dell’erario): Prima d’entrare nel Palazzo seu Case di Corte si trova una piccola chiesa sotto il titolo di Santo Nicola Vescovo et hoggi mantiene una Congregatione delli Gentil’huomeni d’essa Città sotto il titolo delle Cinque Santissime Piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo… (segue a descrivere il resto del palazzo)
(processi giudiziari): In caso alcuna persona fosse accusata che habbia entrato, passato o dannificato alcuna possessione, possa essere accusata sino alla somma di carlini quattro, la qual’accusa essendo con due testimoni provata, li giudici saranno l’Erario, et il Sindaco, o alcun dell’Eletti…
( prerogative di governo): (il duca) tiene giurisdizione sopra detta Città di confermare ogni anno li Sindaci et eletti che si fanno in essa…


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