Cavalieri OESSG cinquecenteschi?

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Cavalieri OESSG cinquecenteschi?

Messaggioda cassinelli » venerdì 22 giugno 2007, 22:01

Un'altra immagine da sottoporvi.

Si tratta di un dipinto di Jan van Scorel, pittore olandese del Cinquecento.

Se guardate con attenzione il medaglione del quarto personaggio da sinistra, vedrete che si tratta di una Croce di Goffredo.

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Messaggioda Tilius » venerdì 22 giugno 2007, 22:36

No.
Non si tratta di membri dell'OESSG.
Il dipinto di Jan van Scorel (olio su tavola, 115x276 cm, 1529 circa, Frans Hals Museum, Haarlem) ritrae 12 membri della locale Confraternita dei Pellegrini di Gerusalemme. Questa Confraternita venne fondata nel 1506 ed era composta dai notabili di Haarlem (Olanda, all'epoca ancora Paesi Bassi Austriaci, anche se forse la denominazione a inizio '500 non era esattamente questa...) che avessero compiuto il difficile pellegrinaggio al Santo Sepolcro di Gerusalemme (una raffigurazione del quale è nel "quadro nel quadro" raffigurato in alto a sinistra, retto dal cerimoniere). Si tratta di uno dei primi esempi di "ritratto di gruppo", un genere la cui popolarità crescerà, soprattutto nei Paesi Bassi, in tutto il '500 per arrivare ai capolavori di pieno '600 realizzati da Frans Hals e dallo stesso Rembrandt (la sua "Ronda di notte" è un ritratto di gruppo sui generis).
Tornando al nostro dipinto, Scorel raffigura i 12 gentiluomini nell'ordine cronologico del loro pellegrinaggio (le cui date sono riportate nei cartigli sottostanti), appaiati come in una processione, sormontati ciascuno dal proprio stemma con relativo motto. Nei fogli in basso (dipinti ancora con effetto trompe l'oeil) viene riportata, oltre alle generalità di ciascuno degli effigiati e all'attestazione del suo pellegrinaggio al Sepolcro di Cristo, anche la lista completa dei membri defunti della Confraternita.
:D
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 27 giugno 2007, 15:25

Un insieme bellissimo, anche a livello araldico.

Grazie di avercene portati a conoscenza.

Bene :D valete
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Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
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Messaggioda Antesterione » mercoledì 27 giugno 2007, 16:31

Apporto un piccolo contributo giusto per presentare una lettura con una puntualizzazione differente rispetto al già ottimo contributo del Gentile Tilius. Quando vidi questa discussione andai a cercarmi dove avevo letto di queste croci.

Jean Pierre de Gennes in (Insignes et Décorations de L'Ordre Equestre du Saint - Sépulcre de Gérusalem des Origines à nos Jours - Mémoire et Documents 2002) sostiene infatti che nel dipinto di Jan van Scorel coloro che sono ritratti con la croce fossero stati investiti Cavalieri del Santo Sepolcro. Il gruppo continua e vi è un prelato e altri 4 Signori con la palma, uno dei quali tiene in mano la croce con un espressione un po' compiaciuta. Non tutti i membri di questa Confraternita hanno la croce del Santo Sepolcro al collo (mentre tutti hanno la palma del pellegrino) e nell'immagine inserita da Jean Pierre de Gennes anche quello che sembra un prelato porta la stessa croce al collo (a meno che non fosse l'insegna della confraternita, tutte hanno pressocché la medesima fattura), visibile sulla cotta. Siamo dunque sicuri che invece molti di questi pellegrini, in virtù della loro posizione sociale e dell'organizzazione della confraternita, non fossero stati creati Cavalieri al Santo Sepolcro per corsie preferenziali? Infatti le condizioni per l'investitura sembrano esserci tutte.

Lo studio condotto da de Gennes sulla insegne è molto approfondito e si avvale della consultazione degli archivi del gran magistero nonché di altri insigni studiosi.

Io non scarterei del tutto questa ipotesi. ;)
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Messaggioda cassinelli » mercoledì 27 giugno 2007, 22:29

Gentile Antesterione,

come al solito, siamo in sintonia! :D

Cordialità.
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Messaggioda Tilius » giovedì 28 giugno 2007, 1:43

I canonici non portano l'insegna a forma di croce.
Degli altri personaggi in abito laico, solo alcuni indossano visibilmente la croce. Degli altri non siamo in grado di dire se la indossino o meno: infatti la croce pende sotto lo "sparato" bianco della camicia, e questa zona dell'abito è visibile solo per alcuni personaggi, e tutti questi indossano la croce. Ciascuno dei restanti personaggi ha questa zona dell'abito occultata alla nostra vista dalla spalla del personaggio che lo precede. Impossibile dire se la croce sia indossata o meno. Nulla vieta di ipotizzare ragionevolmente che lo sia.
In ogni caso, che tutti o meno i personaggi abbiano la croce non è fatto discriminante a favore o meno dell'appartenenza all'Ordine del santo Sepolcro.
L'ipotesi di un collegamento esplicito all'Ordine che vada al di là della semplice Confraternita locale è ipotizzabile e assolutamente plausibile.
Semplicemente, non è attestato né dalle tradizioni locali né dalle fonti scritte contemporanee (ivi compresa la tavola dipinta in questione, sulla quale è riportata una doviziosissima mole di informazioni scritte che però mai citano un esplicito collegamento con l'ordine cavalleresco; comunque, non possimo escludere che tale mancanza di riferimenti non sia dovuta alla riforma protestante che di lì a pochi anni porterà, fra le altre cose, al tentativo di sradicare ogni riferimento al passato catollico, Ordini cavallereschi di ascendenza crociata inclusi).
La critica tendenzialmente è concorde nell'interpretare l'insegna a forma di croce potenziata come segno distintivo della Confraternita (la cui forma è un chiaro richiamo a Gerusalemme). Però, in questo caso, resta abbastanza inspiegabile (magari il motivo esiste, ma semplicemente non lo conosciamo... :mrgreen: ) il perché i membri ecclesiastici non indossimo l'insegna.
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Messaggioda cassinelli » domenica 7 ottobre 2007, 18:17

Cari Esperti,

desidero "riprendere" l'argomento sottoponendovi questa immagine, tratta dalla copertina del libro di Arrigo Pecchioli "I Cavalieri del Santo Sepolcro".

Immagine

La didascalia è la seguente: "Il Cavaliere dell'Ordine del Santo Sepolcro (che era andato a visitare in devoto pellegrinaggio nel 1462) Ulrich Kutzel, Patrizio di Norimberga, con a fianco lo stemma della sua famiglia, sormontato dalle insegne di tutte le onorificenze di cui lui stesso o i suoi antenati erano stati decorati".

Era, quindi, possibile che al "pellegrinaggio al Santo Sepolcro" seguisse - per i Gentiluomini in possesso dei requisiti di nobiltà - "l'investitura sul Santo Sepolcro"?

E', di conseguenza, possibile che il dipinto di Van Scorel possa rappresentare - oltre a Gentiluomini che hanno compiuto un pellegrinaggio a Gerusalemme - anche dei Cavalieri investiti sul Santo Sepolcro?

Grazie.
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Messaggioda Tilius » domenica 7 ottobre 2007, 20:15

Risposta 1: esisteva un "automatismo" di questo genere? Strano. In tal caso non si spsiegherebbe come alle migliaia di pellegrini nobili che raggiunsero Gerusalemme, corrispondano pochissime investiture documentate del Santo Sepolcro. Anche perché, non dimentichiamolo, prima che l'ordine venisse rifondato da Pio IX nel 1847, durante tutto il periodo dal XV al XVIII secolo esso sopravvisse in maniera abbastanza anonima e incolore.
In un antico castello dell'Alto Adige é tutt'ora conservata la cappa di lana appartenente a uno di questi nobili pellegrini (1555), usata appunto durante il pellegrinaggio in Terra Santa, con tanto di croce potenziata ricamata in rosso sulla falda. Nessuna investitura del Santo Sepolcro è documentata in questo caso, anche se i "reguisiti" c'erano tutti (conte, con nobiltà attestata almeno a partire dal 1200).

Risposta 2: perdoni la mia franchezza, che non vorrei fosse scambiata per brutalità, ma dire che "in Germania sul finire del '400 c'era un cavaliere tedesco del Santo Sepolcro ritratto con la croce potenziata di Gerusalemme, allora questo fa sì che anche dei personaggi ritratti in Olanda all'inizio del '500 con una croce simile (oltretutto nemmeno uguale...) debbano essere dei cavalieri del Santo Sepolcro" mi sembra un ragionamento che definire "forzato" é usare un eufemismo quanto mai delicato.
Sequendo un ragionamento analogo al Suo, qualcuno potrebbe affermare che anche i personaggi ritratti da Van Scorel erano tedeschi... e anzi appartenevano tutti alla famiglia Von Kutzel! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

Poi, per carità... si tratta solo di mie opinioni personali dettate solo dal mio personale concetto di "buon senso", e quanto sostenuto da Lor Signori potrebbe corrispondere alla piena verità storica. Quello che però a me sembra, è che la documentazione disponibile non ci consenta di trarre una conclusione definitiva in merito, e che molti dei pochi indizi disponibili tendenzialmente premano in senso contrario a quello voluto.

Mi permetto di esprimere un'ultima opinione: questi tentativi di trovare "a tutti i costi" prove di una continutà storica intonsa e cristallina (continuità cristallina che di fatto il Santo Sepolcro non ha avuto), se da un lato sono umanamente comprensibili, dall'altro... bé... molti (tra cui, insignificantemente, il sottoscritto...) li definirebbero... controproducenti.
Controproducenti
perchè alla fine inevitabilmente portano a raffrontare la continuità storica del Santo Sepolcro con quella che é stata (reale, incontrovertibile, universalmente documentata e documentabile) la continuità storica dell'altro grande Ordine di ascendenza crociata: lo SMOM.
E, da un punto di vista di mera continuità storica, in una tenzone fra OESSG e SMOM, il primo ne escirebbe... bé, lascio a Lor Signori immaginare come.
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Messaggioda Antesterione » lunedì 8 ottobre 2007, 1:58

Quel che afferma il caro Cassinelli, è sostenuto da studiosi nel libro che citavo ormai un bel po' di tempo fa in questo thread, sono rappresentate anche le tavole degli antenati e dei successori del Cavaliere ritratto nel suo ultimo intervento. La costante è il cavalierato del Santo Sepolcro, variano invece gli altri sodalizi con un paio di costanti per i vari Cavalieri di questa famiglia.

Un inciso.
Mi piacerebbe che non si riproponesse sempre questa "tenzone" che non solo non sussiste ma ormai, a mio avviso, in questo tempo di falsi ordini a destra e manca, o ordini legittimi purtuttavia senza alcun legame con la cavalleria originaria, mi pare se non assolutamente superata in una fase di "tramonto andante" e soprattutto priva di senso.
Auspichiamoci piuttosto che i membri di questi veri Ordini Equestri (I soli che possono chiamarsi veramente "Ordini" ad oggi), comprendano la necessità di aderire anche "intellettualmente", lontano da rivalità che sono controproducenti per l'immagine di entrambi. In assenza di dati incerti o da approfondire, è legittimo, auspicabile ed encomiabile, soprattutto per i membri di uno dei sodalizi in questione, il profondo desiderio di conoscenza.
Promuoviamolo in ogni sua forma perché non ci si rende conto che questi due Ordini rappresentano un patrimonio in via di estinzione!!!

Non c'è infatti bisogno di fare sempre riferimento all' "altro" ordine per trovare una collocazione temporale o una propria identità. Si può sostenere un topic su questo Ordine autentico di Cavalleria militante, con spada, speroni e trofeo, (nonché Ordine Cavalleresco Vaticano a tutti gli effetti, in quanto persona giuridica vaticana al servizio del Pontefice felicemente regnante) e parlare dei "suoi" punti di intereresse senza che si inserisca qualche parentesi sullo SMOM. Anche la Cavalleria Aurata affonda le radici in un remoto passato e tale "cavalleria" sopravvisse nei secoli accumulando prerogative e spettanze in continuità, senza avere monaci cavalieri, senza avere donati o professi o "Gran Maestri" veri e propri.

Molte dunque, le "cavallerie" possibili nella storia... purché "reali" e "legittime" e in continuità "legittimata" dalle autorità aventi questo potere, nella storia e nell'essenza.

Non mi addentro nelle solite questioni.

Il sottoscritto si sente "vicino" ad entrambi gli Ordini senza contrarre alcuna "allergia"... :wink:
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