Gentili signori,
questo è il mio primo ingresso in questo forum e colgo l'occasione per ringraziare i moderatori che mi hanno consentito di intervenire.
Inizio quindi a partecipare a questa discussione con una riflessione: temo che i titoli nobiliari sono una materia sconosciuta per la maggioranza delle persone.
Specifico innanzitutto che non ho la pretesa di essere un luminare della materia (chissà quanti ne sapranno ben più di me ed attendo che me lo dimostrino per esserne poi istruito) ma credo sia doveroso affrontare la problematica sforzandosi di essere più professionali e competenti possibile.
Iniziamo dunque dal problema dei titoli nobiliari.
I titoli nobiliari italiani vanno considerati a seconda del contesto storico, del diritto vigente, degli usi e costumi delle varie società e stati che nelle varie epoche si sono succeduti in Italia.
Credere che il titolo di Conte, nel periodo X-XI sec., ad esempio nello stato bizantino, era lo stesso titolo che nella medesima epoca era usato nel Ducato longobardo di Benevento è errato così come è errato confondere lo stesso titolo con quello che fu poi introdotto con l'avvento del diritto salico o usato nell'epoca moderna.
Quindi per parlare di un dato titolo bisogna tener presente e conoscere di quale titolo, periodo storico, diritto ecc. stiamo trattando.
Perché confondersi e sbagliare è facile.
Figuriamoci allora come può essere facile sbagliare (come infatti avviene) quando si cerca di classificare i cosiddetti "titoli onorifici" che per loro stessa natura non sono classificabili.
Sbaglia il sign. Von Trotta quando afferma “Il "Nobilis vir" io l'ho riscontrato in uso anche in Alta Italia e, soprattutto nei secc. XIV, XV, e XVI, distintivo della nobiltà più titolata, quella di antica origine feudale.” Non è vero. Il titolo onorifico “Nobilis vir” non indicava un titolo feudale (il feudatario in genere era detto Dominus), ma uno status, giacché infatti, come ognuno può tradurre, il termine indicava semplicemente Nobil uomo, nobile. Anche un semplice nobile poteva essere indicato quindi, in atti pubblici o privati come “Nobilis vir”. E questo tema riporta ad un altro. Ovvero al concetto stesso di nobiltà: chi, in data epoca, in dato stato, ecc., poteva essere considerato nobile. Ma questa è un’altra discussione che allontanerebbe dal problema qui trattato.
Tornando alla questione dei titoli onorifici aggiungerei poi che tutta una serie di titoli onorifici era diffusa in generale o in particolare, per poi subire evoluzioni storiche e locali. Ad esempio il titolo onorifico di Signore (Dominus) in origine si dava a grandi feudatari, per poi scendere, man mano nei secoli, fino all’epoca moderna, dove democraticamente si usa dare del “signore” a tutti. A tal proposito cito l’articolo del prof. Arnone sul sito del Cni giovanile (
http://www.cnicg.net/pdf/sigconsig.pdf).
Per non parlare, infine, dei titoli onorifici di uso comune (cito il capitolo riguardante gli stessi nell’opera di Luca Sarzi Amadè: Come svolgere ricerche sui propri antenati - Milano - 1995) che venivano usati per cortesia (come il “don” usato ancora nel mezzogiorno d’Italia) o per vanto (quanti notai antichi indicavano ad esempio “magnifico” anche il ricco borghese loro cliente?).
Queste dunque alcune considerazioni su questo tema.
Resto in attesa di continuare a parlarne.
Grazie
Giovanni Grimaldi