"In considerazione del fatto che la documentazione prodotta da enti ecclesiastici anteriormente agli ultimi settanta anni è da ritenersi bene culturale e pertanto integralmente sottoposta alla disciplina del d.lgs 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), si invita a consentire e favorirne l’accesso, compatibilmente con le esigenze organizzative e di servizio della Parrocchia e con modalità tali da non pregiudicare la corretta conservazione dell’archivio parrocchiale, e si chiede di conoscere le modalità di consultazione dell’archivio. Giova altresì ricordare che l’Intesa tra il Ministro per i beni e le attività culturali e il presidente della Conferenza episcopale italiana relativa alla conservazione e consultazione degli archivi d'interesse storico e delle biblioteche degli enti e istituzioni ecclesiastiche, di cui al DPR 16 maggio 2000, n. 189, prevede la consultazione degli archivi appartenenti a enti e istituzioni ecclesiastiche in cui siano conservati documenti di data anteriore agli ultimi settanta anni, e indica che l’autorità ecclesiastica competente è tenuta ad assicurarne la conservazione e a disporre l'apertura alla consultazione."
La risposta di una Soprintendenza, che ha mandato le mail sia alla parrocchia, che alla Diocesi.
