Prima di tutto la mia stima per Romegas e Alessio Bedini
che proprio per la loro onesta' intellettuale debbono essere i primi a chiedere un consuntivo
Non bastano le parole , ma occorrono dati contabili , non cosi difficili da mettere insieme ( basta qualche indice )
Qualunque associazione istituzione che raccoglie soldi dal pubblico
deve moralmente al pubblico un bilancio (lo preveda la legge o no )
io ovviamente considero giustissimo aiutare il tuo simile in difficolta'
E quindi do un alto valore agli scopi caritatevoli dello SMOM
E non godo a vederlo in difficolta'. E considero importante l'impegno dei cavalieri versogli altri
So pero' che uno strumento , anche il piu' utile , puo' essere usato utilmente ma anche in modo non ortodosso
e che niente e piu' pericoloso di un fiume di denaro
Ed e' proprio chi e' dentro ad un'associazione o istituzione che deve vigilare per il bene e per il futuro della stessa e di chi vi appartiene con cuore genuino
Questo vale per tutti non solo per lo SMOM
C'e' da dire che da tempo guardo ( con una sorta di preoccupazione ) alla nascita e all'esistenza di moltissime associazioni che si occupano di beneficenza, infinita sfilata di ONLUS , che controllano flussi di denaro anche importanti senza la trasparenza che dovrebbe essere necessaria
Anche negli aspetti fiscali
Senza aver chiaro chi c'e' dietro e come vengono usati quei soldi
Sovente vediamo dei muri troppo spessi in molte associazioni
La beneficenza chiederebbe di vivere in un palazzo dalle pareti di vetro
La beneficenza chiederebbe trasparenza assoluta
Le voci , sono veleno e generano diffidenza
E la diffidenza provoca danni enormi nei cuori delle persone
E l'articolo pubblicato da "Il fatto quotidiano" e' corrosivo
ma , se e' quello, il comunicato di risposta , a me sembra non risolve il problema
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/1 ... a/8159242/Il fatto quotidiano Cronaca 14 Ottobre 2025
Ultimo aggiornamento: 7:30 del 15 Ottobre
Ordine di Malta, l’impero dei lasciti sprecati: affitti d’oro, terreni in rovina e carità tradita
di Thomas Mackinson
Un impero da 190 milioni di euro in immobili e terreni, nato per finanziare ospedali e soccorsi, oggi ridotto a una macchina di sprechi e privilegi. Tra affitti fantasma, aziende agricole in perdita e silenzi imbarazzati, i Cavalieri della Carità vivono di rendite e lasciano marcire la loro missione
Non solo jet privati, appartamenti in via Condotti e indennità d’oro. I vertici dell’Ordine di Malta raccolgono anche i frutti di un ingentissimo patrimonio di lasciti immobiliari e agrari che dovrebbe sostenere le attività di soccorso e di assistenza a poveri e malati, e invece fa acqua da tutte le parti. Anzi: tra affitti non riscossi, ville in abbandono, aziende agricole in fallimento e occasioni sprecate di metterli a reddito, fa proprio scandalo. L’inchiesta del Fatto Quotidiano sul Sovrano Militare Ordine di Malta ha aperto una crepa in uno dei più antichi e potenti organismi cattolici del mondo, tra lussi contrari al voto di povertà e volontari che si devono pagare da soli le ambulanze.
Le reazioni non si sono fatte attendere: il Gran Magistero ha diffuso una nota ufficiale che – non smentendo nemmeno un numero – intima ai membri di non parlare con i giornalisti senza l’assenso dell’Ufficio Comunicazione. Un bavaglio di fatto. In Vaticano l’imbarazzo è però palpabile. Contattato dal Fatto, il cardinale Gianfranco Ghirlanda, per anni referente della Santa Sede per l’Ordine, ieri ha preferito non rispondere. Si è congedato con un laconico “non ho nulla da dichiarare”.
L’impero del lusso e della rovina
In Italia l’Ordine possiede 919 immobili e quasi 5mila ettari di terreni agricoli, per un valore complessivo stimato oltre 190 milioni di euro, frutto di donazioni e lasciti di benefattori nel corso dei secoli per la nobile causa dell’aiuto ai bisognosi. Un patrimonio che dovrebbe finanziare ospedali, ambulanze e opere di misericordia, ma che oggi è un gigante inefficiente e opaco, gestito con logiche feudali più che ecclesiali.....................................................
.............Il risultato? I poveri — quelli che l’Ordine dovrebbe proteggere — vengono buttati fuori di casa se non pagano. I ricchi, invece, se la ridono: affittano palazzi e ville a canoni ridicoli o, più spesso, non pagano affatto. Un sistema dove l’inefficienza diventa complicità. E dove, come sempre, a pagare è il giusto per il peccatore.
Un meccanismo che ha prodotto decine di posizioni morose, crediti inesigibili e contenziosi civili, simbolo di un Ordine dove la carità è rimasta sulla carta e la gestione dei beni è diventata una catena di omissioni e favoritismi.........................
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Sembra che che parte delle critiche vengano dall'interno dello stesso SMOM ( malessere e critiche costruttive )
https://www.ilgiornaleditalia.it/news/c ... ivati.htmle sarebbe un segno del distacco ( invero oggi molto comune ovunque ) tra "vertici dirigenziali" e "popolo"
e di un uso incauto di risorse affidate.
Ogni tanto occorre aprire le finestre.
E gli stessi dirigenti esser chiamati a mostrare le stanze
Massima trasparenza quando si guida un impero da 190 milioni di euro in immobili e terreni, non propri ma affidati.
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