Vi ringrazierò consigli su come proseguire

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

Vi ringrazierò consigli su come proseguire

Messaggioda FerCoronato » venerdì 16 luglio 2021, 17:18

Vi saluto,
innanzitutto vi ringrazio per accettarmi in questo sito. Sono arrivato qui in cerca di consiglio. Per ciò, bisogna raccontarvi brevemente il mio approccio alla storia famigliare, di cui non sapevo niente fino a pochi anni fa.

Sapevo soltanto che mio bisnonno Geronimo Coronato -genovese- si era trasferito in Argentina verso 1865 e che aveva un gemello chi “era rimasto” in Italia. Avendo presto compiuto la ricerca delle due generazioni nati nell’enclave genovese della Bocca, a Buenos Aires, ho continuato la ricerca via l’internet, affidandomi ai siti genealogici conosciuti da tutti.

Così, poco tempo dopo scoprì che il ramo del gemello chi era rimasto nel paese, aveva infatti dei discendenti nel Cile, e che il loro cognome era Coronata, con A invece di O. Ancora, senza l’internet non avrei mai saputo che nel 1576 ci fu una congiura a Genova, uno dei cui capi era un Bartolomeo Coronat/a/o, un nobile con aspirazioni populiste. L'enciclopedia Treccani ci insegna che Bartolomeo aveva 3 fratelli, Antonio, Domenico e Nicolò. Sin da questa prima “scoperta” (per me), ho trovato abbastanza di più sui Coronat- (persino tracciando ad un Nicolo ed a Gothardo a Sampierdarena, e qualche altro 15 nomi nel Liber Nobilitatis Genuensis).

Un paio di anni fa, ho commissionato a un genealogista ligure che ho contattato tramite un sito di genealogia, che tracciasse il più possibile il ramo della famiglia Coronat- partendo da mio bisnonno, nato a Pegli nel 1839. Questo signore risali la ricerca (ne ho la documentazione) fino ad un Nicolo (oppure Nicolo Gerolamo) Coronat-, nato attorno 1570, e che avrebbe avuto due figli, Simone (n. 1589) e Oberto (n.1599 a Sampierdarena), del quale io discendo.
Tuttavia, pur essendo pressoché allo stesso posto (Sampierdarena) e tempo (Seicento) dei predetti Nicolo e Gothardo, non sono ancora riuscito a trovare un qualsiasi legame familiare tra il “mio” ramo Coronat- e i Coronat- della storia.

È per questo che vengo qui a domandare il vostro consiglio su come proseguire la ricerca, ciò che non è affatto facile quando si abita in Patagonia e che la pandemia complica il recarsi agli archivi italiani...
Per finire, devo confessare che dopo aver letto il paragrafo qui sotto, dal moderatore Alessio Bruno Bedini, ho un po’ paura che pensiate che sono un “fantagenealogisti”. Davvero, mi chiedo onestamente se non avremo affare a uno dei casi rarissimi….
“Certo, poi è anche possibile un caso di "nobiltà decaduta" fino a dimenticare le proprie origini ma in genere sono rarissimi. Ricordate, però, che la nobiltà è anzitutto quella interiore dunque non ha senso cercare ad ogni costo di ricongiungere la propria famiglia ad altre famiglie omonime ma che non siano la nostra. Diventereste in questo modo dei meri fantagenealogisti.” (A.B.B.)

Vi ringrazio in anticipo, distinti saluti,
FerCoronato
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Re: Vi ringrazierò consigli su come proseguire

Messaggioda NicoB » venerdì 16 luglio 2021, 22:21

Salve

attenzione al libro d'oro del 1528, perché le famiglie aristocratiche dovevano versare una certa cifra affinché il loro pupillo fosse inserito.
Quindi non è detto che perché non iscritti al libro d'oro, i suoi avi non fossero della stessa famiglia.
L'obbligo dell'ascrizione è più tardo e non scevro di controversie.

Si ricorda l'albergo in cui furono inseriti di Coronat?
Io non li ho trovati
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Re: Vi ringrazierò consigli su come proseguire

Messaggioda FerCoronato » venerdì 16 luglio 2021, 23:02

Salve NicoB.
Interessante il dato che si dovesse pagare "l'iscrizione" al Libro d'oro! Non lo sapevo, grazie!
I Coronat furono ascritti nello albergo Pallavicini, con cui c'era alcuno legame familiare (per essempio, la nonna del congiurato Bartolomeo C. era una Paola Pallavicini, moglie di Nicolo Grimaldi Cebà, genitori di Peretta Grimaldi Cebà [e del letterato Ansaldo Cebà]).

Prima al 1528 ci fu un notaio molto legato alla chiesa (canceliere del vescopo) Baldassare Coronat q. Agostino, che lo si trova tantissimo nel tardo quatrocento e primo cinquecento, ma morì nel 1520...senza chance d'essere ascritto.

Nello stemmario di Agostino Franzoni (1636) sullo stemma dei Pallavicini, in alto e a destra, si vede lo stemma dei Coronat. L'ultimo di questo cognome ascritto nel Libro d'oro fu un Bartolomeo C.q. Geronimo nel 1645, chi mi sembra fosse nipote del congiurato.

Distinti saluti
FerCoronato
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Re: Vi ringrazierò consigli su come proseguire

Messaggioda Nessuno » domenica 18 luglio 2021, 15:31

Nella mia area geografica la decadenza fino alla dimenticanza delle proprie origini nobiliari è molto frequente, in quanto ogni Comune rurale era decisamente pieno dei cosiddetti nobiles loci. Ho personalmente fatto passare gran parte delle loro suppliche ai Duchi di Milano e, infatti, molti di loro si lamentavano di essere nobili già dai tempi di Filippo Maria Visconti e di essere riconosciuti come tali da Francesco Sforza ma che i decurioni della città calpestavano i loro diritti e non li volevano riconoscere come tali. Insomma, una nobiltà reale e concreta ma non ricca, sicuramente in larga parte risalente a prima di Filippo Maria Visconti e fatta sparire criminalmente nel corso del Quattrocento. Gli stessi Veneziani, una volta presa per una decina d'anni la città e il contado, hanno riconosciuto come nobili quelle famiglie nei loro, seppur con lacune per molte località, censimenti (altro i Veneziani non hanno lasciato, purtroppo).

Conosco benissimo il caso di alcuni Comuni rurali di mio interesse, dove i nobiles loci, al contrario di ciò che accadeva nel Milanese, partecipavano alla vita comunale e, addirittura, erano in molti casi più della metà delle assemblee comunali. Molti nobiles loci che hanno saputo legarsi al patriziato civico della città sono riusciti a sopravvivere a coloro che non l'avevano fatto nei privilegi (coprivano ancora la carica di parroco in parrocchie urbane, detenevano il giuspatronato di altari nelle parrocchiali anche cittadine, avevano il diritto di fondare nuovi benefici ecclesiastici, avevano negli atti parrocchiali lo stesso trattamento dei nobili cittadini e di quelli feudali, riuscivano ancora a far sposare figli e figlie a nobili feudali, ecc...), ma solo per un misero secolo, in quanto gli Spagnoli smantellarono ciò che ne restava nel giro di 150 anni.
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Re: Vi ringrazierò consigli su come proseguire

Messaggioda NicoB » domenica 18 luglio 2021, 16:22

Nessuno ha scritto:Nella mia area geografica la decadenza fino alla dimenticanza delle proprie origini nobiliari è molto frequente, in quanto ogni Comune rurale era decisamente pieno dei cosiddetti nobiles loci. Ho personalmente fatto passare gran parte delle loro suppliche ai Duchi di Milano e, infatti, molti di loro si lamentavano di essere nobili già dai tempi di Filippo Maria Visconti e di essere riconosciuti come tali da Francesco Sforza ma che i decurioni della città calpestavano i loro diritti e non li volevano riconoscere come tali. Insomma, una nobiltà reale e concreta ma non ricca, sicuramente in larga parte risalente a prima di Filippo Maria Visconti e fatta sparire criminalmente nel corso del Quattrocento. Gli stessi Veneziani, una volta presa per una decina d'anni la città e il contado, hanno riconosciuto come nobili quelle famiglie nei loro, seppur con lacune per molte località, censimenti (altro i Veneziani non hanno lasciato, purtroppo).

Conosco benissimo il caso di alcuni Comuni rurali di mio interesse, dove i nobiles loci, al contrario di ciò che accadeva nel Milanese, partecipavano alla vita comunale e, addirittura, erano in molti casi più della metà delle assemblee comunali. Molti nobiles loci che hanno saputo legarsi al patriziato civico della città sono riusciti a sopravvivere a coloro che non l'avevano fatto nei privilegi (coprivano ancora la carica di parroco in parrocchie urbane, detenevano il giuspatronato di altari nelle parrocchiali anche cittadine, avevano il diritto di fondare nuovi benefici ecclesiastici, avevano negli atti parrocchiali lo stesso trattamento dei nobili cittadini e di quelli feudali, riuscivano ancora a far sposare figli e figlie a nobili feudali, ecc...), ma solo per un misero secolo, in quanto gli Spagnoli smantellarono ciò che ne restava nel giro di 150 anni.


Davvero molto interessante. Sa dirmi qualcosa di più in merito?
Riguarda solo l'area del milanese? Oppure è valido per il 1300-1400?
Grazie
NicoB
 
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Re: Vi ringrazierò consigli su come proseguire

Messaggioda NicoB » domenica 18 luglio 2021, 16:24

FerCoronato ha scritto:Salve NicoB.
Interessante il dato che si dovesse pagare "l'iscrizione" al Libro d'oro! Non lo sapevo, grazie!
I Coronat furono ascritti nello albergo Pallavicini, con cui c'era alcuno legame familiare (per essempio, la nonna del congiurato Bartolomeo C. era una Paola Pallavicini, moglie di Nicolo Grimaldi Cebà, genitori di Peretta Grimaldi Cebà [e del letterato Ansaldo Cebà]).

Prima al 1528 ci fu un notaio molto legato alla chiesa (canceliere del vescopo) Baldassare Coronat q. Agostino, che lo si trova tantissimo nel tardo quatrocento e primo cinquecento, ma morì nel 1520...senza chance d'essere ascritto.

Nello stemmario di Agostino Franzoni (1636) sullo stemma dei Pallavicini, in alto e a destra, si vede lo stemma dei Coronat. L'ultimo di questo cognome ascritto nel Libro d'oro fu un Bartolomeo C.q. Geronimo nel 1645, chi mi sembra fosse nipote del congiurato.

Distinti saluti
FerCoronato


Salve
dopo il 1575 ha controllato se la famiglia Coronat si toglie dell'albergo Pallavicini?
Dovrebbe sentire la Biblioteca Berio. Lì potrebbe trovare qualche informazione in più.
Io ho studiato molto il periodo, perché sono convinto che un ramo dei Bergamo di Genova sia finito in Veneto.
Cordialità
NicoB
 
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Re: Vi ringrazierò consigli su come proseguire

Messaggioda Nessuno » lunedì 19 luglio 2021, 8:37

NicoB ha scritto:
Nessuno ha scritto:Nella mia area geografica la decadenza fino alla dimenticanza delle proprie origini nobiliari è molto frequente, in quanto ogni Comune rurale era decisamente pieno dei cosiddetti nobiles loci. Ho personalmente fatto passare gran parte delle loro suppliche ai Duchi di Milano e, infatti, molti di loro si lamentavano di essere nobili già dai tempi di Filippo Maria Visconti e di essere riconosciuti come tali da Francesco Sforza ma che i decurioni della città calpestavano i loro diritti e non li volevano riconoscere come tali. Insomma, una nobiltà reale e concreta ma non ricca, sicuramente in larga parte risalente a prima di Filippo Maria Visconti e fatta sparire criminalmente nel corso del Quattrocento. Gli stessi Veneziani, una volta presa per una decina d'anni la città e il contado, hanno riconosciuto come nobili quelle famiglie nei loro, seppur con lacune per molte località, censimenti (altro i Veneziani non hanno lasciato, purtroppo).

Conosco benissimo il caso di alcuni Comuni rurali di mio interesse, dove i nobiles loci, al contrario di ciò che accadeva nel Milanese, partecipavano alla vita comunale e, addirittura, erano in molti casi più della metà delle assemblee comunali. Molti nobiles loci che hanno saputo legarsi al patriziato civico della città sono riusciti a sopravvivere a coloro che non l'avevano fatto nei privilegi (coprivano ancora la carica di parroco in parrocchie urbane, detenevano il giuspatronato di altari nelle parrocchiali anche cittadine, avevano il diritto di fondare nuovi benefici ecclesiastici, avevano negli atti parrocchiali lo stesso trattamento dei nobili cittadini e di quelli feudali, riuscivano ancora a far sposare figli e figlie a nobili feudali, ecc...), ma solo per un misero secolo, in quanto gli Spagnoli smantellarono ciò che ne restava nel giro di 150 anni.


Davvero molto interessante. Sa dirmi qualcosa di più in merito?
Riguarda solo l'area del milanese? Oppure è valido per il 1300-1400?
Grazie



Per quanto riguarda l'area milanese, in particolare l'alto milanese, consiglio di leggere l'opera eccellente di DEL TREDICI, Comunità, uomini e gentiluomini.

Il mio caso è molto simile, in quanto la dicitura è la medesima (cioè nobiles loci), ma la condotta di tali nobili del luogo è assai differente da quella degli abitanti dell'alto milanese: la mia area è la bassa lombarda e, di fatto, non esistendo il sistema giurisdizionale tipico della zona a nord di Milano, i nobili del luogo erano indaffarati nella politica locale e non erano assolutamente disinteressati alla vita comunale. Anzi, tutti coprivano le magistrature dei comuni rurali di residenza, molti addirittura erano procuratori del Comune stesso quando aveva dei contenziosi, altri ancora erano tesorieri, ecc...

Di tante famiglie ho trovato la prova documentale della nobiltà, tuttavia, essendo una nobiltà calpestata molto precocemente, i loro stemmi non sono giunti fino a noi. Avrebbero potuto raggiungere la nostra epoca se i discendenti ne avessero conservato la memoria oppure se i loro sepolcri fossero stati conservati intatti nelle chiese (purtroppo, la maggioranza delle chiese rurali hanno una nuova pavimentazione a partire da metà Ottocento).

La cosa interessante è che tanti nobiles loci, anche molto poveri, si sposavano con nobili di città e feudali. Addirittura, la figlia di uno di questi nobili, che era un artigiano esperto calzolaio, si è sposata con un patrizio cittadino che avrà come figlio il futuro feudatario della località, infeudata nel 1612 per opera degli spagnoli. Anche la situazione politica dei Comuni rurali ridotti a feudo dagli spagnoli è interessante: la loro antica indipendenza, in effetti, ha portato ad una netta separazione tra parte feudale e parte comunale. La comunità è sempre detta magnifica, così come i suoi deputati che, senza meraviglia, appartenevano sempre alle famiglie di nobiles loci del Quattrocento.

Altro non saprei dire, in quanto la documentazione è scarsa. Posso ripetere questo: anche i Veneziani, potenza straniera e conquistatrice per soli 10 anni del territorio, avevano riconosciuto come nobili quelle famiglie. Penso sia interessante per corroborare la tesi che tali famiglie siano state nobili e considerate tali senza alcun dubbio.
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Re: Vi ringrazierò consigli su come proseguire

Messaggioda NicoB » lunedì 19 luglio 2021, 9:27

Nessuno ha scritto:
NicoB ha scritto:
Nessuno ha scritto:Nella mia area geografica la decadenza fino alla dimenticanza delle proprie origini nobiliari è molto frequente, in quanto ogni Comune rurale era decisamente pieno dei cosiddetti nobiles loci. Ho personalmente fatto passare gran parte delle loro suppliche ai Duchi di Milano e, infatti, molti di loro si lamentavano di essere nobili già dai tempi di Filippo Maria Visconti e di essere riconosciuti come tali da Francesco Sforza ma che i decurioni della città calpestavano i loro diritti e non li volevano riconoscere come tali. Insomma, una nobiltà reale e concreta ma non ricca, sicuramente in larga parte risalente a prima di Filippo Maria Visconti e fatta sparire criminalmente nel corso del Quattrocento. Gli stessi Veneziani, una volta presa per una decina d'anni la città e il contado, hanno riconosciuto come nobili quelle famiglie nei loro, seppur con lacune per molte località, censimenti (altro i Veneziani non hanno lasciato, purtroppo).

Conosco benissimo il caso di alcuni Comuni rurali di mio interesse, dove i nobiles loci, al contrario di ciò che accadeva nel Milanese, partecipavano alla vita comunale e, addirittura, erano in molti casi più della metà delle assemblee comunali. Molti nobiles loci che hanno saputo legarsi al patriziato civico della città sono riusciti a sopravvivere a coloro che non l'avevano fatto nei privilegi (coprivano ancora la carica di parroco in parrocchie urbane, detenevano il giuspatronato di altari nelle parrocchiali anche cittadine, avevano il diritto di fondare nuovi benefici ecclesiastici, avevano negli atti parrocchiali lo stesso trattamento dei nobili cittadini e di quelli feudali, riuscivano ancora a far sposare figli e figlie a nobili feudali, ecc...), ma solo per un misero secolo, in quanto gli Spagnoli smantellarono ciò che ne restava nel giro di 150 anni.


Davvero molto interessante. Sa dirmi qualcosa di più in merito?
Riguarda solo l'area del milanese? Oppure è valido per il 1300-1400?
Grazie



Per quanto riguarda l'area milanese, in particolare l'alto milanese, consiglio di leggere l'opera eccellente di DEL TREDICI, Comunità, uomini e gentiluomini.

Il mio caso è molto simile, in quanto la dicitura è la medesima (cioè nobiles loci), ma la condotta di tali nobili del luogo è assai differente da quella degli abitanti dell'alto milanese: la mia area è la bassa lombarda e, di fatto, non esistendo il sistema giurisdizionale tipico della zona a nord di Milano, i nobili del luogo erano indaffarati nella politica locale e non erano assolutamente disinteressati alla vita comunale. Anzi, tutti coprivano le magistrature dei comuni rurali di residenza, molti addirittura erano procuratori del Comune stesso quando aveva dei contenziosi, altri ancora erano tesorieri, ecc...

Di tante famiglie ho trovato la prova documentale della nobiltà, tuttavia, essendo una nobiltà calpestata molto precocemente, i loro stemmi non sono giunti fino a noi. Avrebbero potuto raggiungere la nostra epoca se i discendenti ne avessero conservato la memoria oppure se i loro sepolcri fossero stati conservati intatti nelle chiese (purtroppo, la maggioranza delle chiese rurali hanno una nuova pavimentazione a partire da metà Ottocento).

La cosa interessante è che tanti nobiles loci, anche molto poveri, si sposavano con nobili di città e feudali. Addirittura, la figlia di uno di questi nobili, che era un artigiano esperto calzolaio, si è sposata con un patrizio cittadino che avrà come figlio il futuro feudatario della località, infeudata nel 1612 per opera degli spagnoli. Anche la situazione politica dei Comuni rurali ridotti a feudo dagli spagnoli è interessante: la loro antica indipendenza, in effetti, ha portato ad una netta separazione tra parte feudale e parte comunale. La comunità è sempre detta magnifica, così come i suoi deputati che, senza meraviglia, appartenevano sempre alle famiglie di nobiles loci del Quattrocento.

Altro non saprei dire, in quanto la documentazione è scarsa. Posso ripetere questo: anche i Veneziani, potenza straniera e conquistatrice per soli 10 anni del territorio, avevano riconosciuto come nobili quelle famiglie. Penso sia interessante per corroborare la tesi che tali famiglie siano state nobili e considerate tali senza alcun dubbio.


Davvero grazie.
Io ho trovato i miei avi diretti che erano chiamati "messeri" e uno di loro ha addirittura commissionato un affresco ad un pittore lombardo molto famoso.
Questo è agli inizi del 1500, quindi già sotto il dominio veneziano. La podesteria di Treviso fu la prima ad essere annessa, già alla fine del 1300.
Negli estimi del 1518 appaiono come proprietari terrieri, così come nelle carte dei Provveditori alle Acque e ai Fiumi 10 anni prima la caduta della Repubblica.
Io ho solo un atto di matrimonio, visto che la linea del Piave è stata completamente distrutta dalla prima guerra mondiale, e su questo atto, il mio avo sposava una cittadina importante di Oderzo. Come testimone di nozze, parlo del lato maschile, vi era un nobile locale, che portava il titolo di Illustrissimo, ma questo avvenne nella seconda metà del 1600 quando ormai avevano perso tracce del loro passato.

Grazie anche per la bibliografia
NicoB
 
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Re: Vi ringrazierò consigli su come proseguire

Messaggioda Nessuno » lunedì 19 luglio 2021, 14:36

NicoB ha scritto:
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NicoB ha scritto:
Nessuno ha scritto:Nella mia area geografica la decadenza fino alla dimenticanza delle proprie origini nobiliari è molto frequente, in quanto ogni Comune rurale era decisamente pieno dei cosiddetti nobiles loci. Ho personalmente fatto passare gran parte delle loro suppliche ai Duchi di Milano e, infatti, molti di loro si lamentavano di essere nobili già dai tempi di Filippo Maria Visconti e di essere riconosciuti come tali da Francesco Sforza ma che i decurioni della città calpestavano i loro diritti e non li volevano riconoscere come tali. Insomma, una nobiltà reale e concreta ma non ricca, sicuramente in larga parte risalente a prima di Filippo Maria Visconti e fatta sparire criminalmente nel corso del Quattrocento. Gli stessi Veneziani, una volta presa per una decina d'anni la città e il contado, hanno riconosciuto come nobili quelle famiglie nei loro, seppur con lacune per molte località, censimenti (altro i Veneziani non hanno lasciato, purtroppo).

Conosco benissimo il caso di alcuni Comuni rurali di mio interesse, dove i nobiles loci, al contrario di ciò che accadeva nel Milanese, partecipavano alla vita comunale e, addirittura, erano in molti casi più della metà delle assemblee comunali. Molti nobiles loci che hanno saputo legarsi al patriziato civico della città sono riusciti a sopravvivere a coloro che non l'avevano fatto nei privilegi (coprivano ancora la carica di parroco in parrocchie urbane, detenevano il giuspatronato di altari nelle parrocchiali anche cittadine, avevano il diritto di fondare nuovi benefici ecclesiastici, avevano negli atti parrocchiali lo stesso trattamento dei nobili cittadini e di quelli feudali, riuscivano ancora a far sposare figli e figlie a nobili feudali, ecc...), ma solo per un misero secolo, in quanto gli Spagnoli smantellarono ciò che ne restava nel giro di 150 anni.


Davvero molto interessante. Sa dirmi qualcosa di più in merito?
Riguarda solo l'area del milanese? Oppure è valido per il 1300-1400?
Grazie



Per quanto riguarda l'area milanese, in particolare l'alto milanese, consiglio di leggere l'opera eccellente di DEL TREDICI, Comunità, uomini e gentiluomini.

Il mio caso è molto simile, in quanto la dicitura è la medesima (cioè nobiles loci), ma la condotta di tali nobili del luogo è assai differente da quella degli abitanti dell'alto milanese: la mia area è la bassa lombarda e, di fatto, non esistendo il sistema giurisdizionale tipico della zona a nord di Milano, i nobili del luogo erano indaffarati nella politica locale e non erano assolutamente disinteressati alla vita comunale. Anzi, tutti coprivano le magistrature dei comuni rurali di residenza, molti addirittura erano procuratori del Comune stesso quando aveva dei contenziosi, altri ancora erano tesorieri, ecc...

Di tante famiglie ho trovato la prova documentale della nobiltà, tuttavia, essendo una nobiltà calpestata molto precocemente, i loro stemmi non sono giunti fino a noi. Avrebbero potuto raggiungere la nostra epoca se i discendenti ne avessero conservato la memoria oppure se i loro sepolcri fossero stati conservati intatti nelle chiese (purtroppo, la maggioranza delle chiese rurali hanno una nuova pavimentazione a partire da metà Ottocento).

La cosa interessante è che tanti nobiles loci, anche molto poveri, si sposavano con nobili di città e feudali. Addirittura, la figlia di uno di questi nobili, che era un artigiano esperto calzolaio, si è sposata con un patrizio cittadino che avrà come figlio il futuro feudatario della località, infeudata nel 1612 per opera degli spagnoli. Anche la situazione politica dei Comuni rurali ridotti a feudo dagli spagnoli è interessante: la loro antica indipendenza, in effetti, ha portato ad una netta separazione tra parte feudale e parte comunale. La comunità è sempre detta magnifica, così come i suoi deputati che, senza meraviglia, appartenevano sempre alle famiglie di nobiles loci del Quattrocento.

Altro non saprei dire, in quanto la documentazione è scarsa. Posso ripetere questo: anche i Veneziani, potenza straniera e conquistatrice per soli 10 anni del territorio, avevano riconosciuto come nobili quelle famiglie. Penso sia interessante per corroborare la tesi che tali famiglie siano state nobili e considerate tali senza alcun dubbio.


Davvero grazie.
Io ho trovato i miei avi diretti che erano chiamati "messeri" e uno di loro ha addirittura commissionato un affresco ad un pittore lombardo molto famoso.
Questo è agli inizi del 1500, quindi già sotto il dominio veneziano. La podesteria di Treviso fu la prima ad essere annessa, già alla fine del 1300.
Negli estimi del 1518 appaiono come proprietari terrieri, così come nelle carte dei Provveditori alle Acque e ai Fiumi 10 anni prima la caduta della Repubblica.
Io ho solo un atto di matrimonio, visto che la linea del Piave è stata completamente distrutta dalla prima guerra mondiale, e su questo atto, il mio avo sposava una cittadina importante di Oderzo. Come testimone di nozze, parlo del lato maschile, vi era un nobile locale, che portava il titolo di Illustrissimo, ma questo avvenne nella seconda metà del 1600 quando ormai avevano perso tracce del loro passato.

Grazie anche per la bibliografia



Si figuri, ci mancherebbe. Per la questione del messere, Le rispondo nell'altra discussione dedicata.

Comunque, per riallacciarmi al primo intervento, molte famiglie erano sicuramente nobili generici ab immemorabili ma, purtroppo, hanno davvero perso ogni cognizione della propria nobiltà. Già nel corso del Seicento, i discendenti di tali nobiles loci, sebbene sempre al governo delle rispettive comunità, non hanno più collegamenti con i nobili titolati. Gli Spagnoli hanno dato loro il colpo di grazia. Del resto, nella mia zona non c'era neppure una netta separazione tra nobili e non nobili: entrambi pagavano le tasse ed erano gravati da oneri rurali. Solo in alcuni casi c'erano famiglie che non pagavano nulla, perché la magistratura di deputato e/o di console permetteva l'esenzione delle tasse sulla persona, mentre il possesso di terre sine oneribus permetteva di non pagare tasse sulla ricchezza.
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Re: Vi ringrazierò consigli su come proseguire

Messaggioda FerCoronato » lunedì 19 luglio 2021, 20:43

Salve NicoB,
Lei mi chiede se la famiglia Coronat ha lasciato l’albergo Pallavicini dopo le Leges Novae del 1575.
Sì, affermativo, non si parla più dei Pallavicino-Coronato dopo quel anno. Appunto, allora un Bartolomeo Coronato ed un Gottardo Coronato appaiono rispettivamente nel Consiglio minore e nel maggiore, senza qualsiasi altro appellativo. Mentre che lo stesso Gottardo ne aveva il doppio qualche anno prima :

11 Luglio 1548. (nell’elenco ripartizione delle spese per la lastricatura delle strate di Sampierdarena.
Memoria Digitale Ligure. ASCGe. Fondo Padri del Comune. #22:219.

Comunque, ho trovato solo un riferimento posteriore (1583) della doppia denominazione, ma ritengo sia stato per “inerzia”.
“atti relativi all'acquisto di una villa in Albaro 2 da parte di Bendinelli q. Agostino, da Peretta Grimaldi Cebà Pallavicini q. Nicolò, moglie di Giovanni Pallavicini di Coronata (1583)” Marco Bologna. “L’Archivio della famiglia Sauli di Genova” , Ministero per i beni e le attività culturali. Roma, 2001.

Direi che l’appartenenza all’albergo Pallavicini fosse stata una vicenda molto breve nella lunga storia del cognome (le cui tracce risalgono fino al 1200, sempre nell’area della Val Polcevera e Genova-Ovest). Grazie, NicoB per suggerirmi la biblioteca Berio. Niente mi piacerebbe di più che poter recarmici, però -come lo dicevo nel primo post- non abito vicino e, per giunta, il mondo è ormai assai rinchiuso…. Speriamo le cose vadano meglio in un futuro.

Grazie ancora a Nessuno per quello della “decadenza fino alla dimenticanza”. Ritengo sia vero nel caso dei Coronato... è per questo che sto cercando di ricordare.

Saluti cordiali
FerCoronato
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Re: Vi ringrazierò consigli su come proseguire

Messaggioda NicoB » martedì 20 luglio 2021, 14:44

FerCoronato ha scritto:Salve NicoB,
Lei mi chiede se la famiglia Coronat ha lasciato l’albergo Pallavicini dopo le Leges Novae del 1575.
Sì, affermativo, non si parla più dei Pallavicino-Coronato dopo quel anno. Appunto, allora un Bartolomeo Coronato ed un Gottardo Coronato appaiono rispettivamente nel Consiglio minore e nel maggiore, senza qualsiasi altro appellativo. Mentre che lo stesso Gottardo ne aveva il doppio qualche anno prima :

11 Luglio 1548. (nell’elenco ripartizione delle spese per la lastricatura delle strate di Sampierdarena.
Memoria Digitale Ligure. ASCGe. Fondo Padri del Comune. #22:219.

Comunque, ho trovato solo un riferimento posteriore (1583) della doppia denominazione, ma ritengo sia stato per “inerzia”.
“atti relativi all'acquisto di una villa in Albaro 2 da parte di Bendinelli q. Agostino, da Peretta Grimaldi Cebà Pallavicini q. Nicolò, moglie di Giovanni Pallavicini di Coronata (1583)” Marco Bologna. “L’Archivio della famiglia Sauli di Genova” , Ministero per i beni e le attività culturali. Roma, 2001.

Direi che l’appartenenza all’albergo Pallavicini fosse stata una vicenda molto breve nella lunga storia del cognome (le cui tracce risalgono fino al 1200, sempre nell’area della Val Polcevera e Genova-Ovest). Grazie, NicoB per suggerirmi la biblioteca Berio. Niente mi piacerebbe di più che poter recarmici, però -come lo dicevo nel primo post- non abito vicino e, per giunta, il mondo è ormai assai rinchiuso…. Speriamo le cose vadano meglio in un futuro.

Grazie ancora a Nessuno per quello della “decadenza fino alla dimenticanza”. Ritengo sia vero nel caso dei Coronato... è per questo che sto cercando di ricordare.

Saluti cordiali
FerCoronato


Contatti la biblioteca Berio per via telematica, di solito sono sempre molto gentili e disponibili.
Un tentativo lo farei.
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Re: Vi ringrazierò consigli su come proseguire

Messaggioda pierluigic » venerdì 24 settembre 2021, 1:32

.
Un paio di anni fa, ho commissionato a un genealogista ligure che ho contattato tramite un sito di genealogia, che tracciasse il più possibile il ramo della famiglia Coronat- partendo da mio bisnonno, nato a Pegli nel 1839. Questo signore risali la ricerca (ne ho la documentazione) fino ad un Nicolo (oppure Nicolo Gerolamo) Coronat-, nato attorno 1570, e che avrebbe avuto due figli, Simone (n. 1589) e Oberto (n.1599 a Sampierdarena), del quale io discendo.
Tuttavia, pur essendo pressoché allo stesso posto (Sampierdarena) e tempo (Seicento) dei predetti Nicolo e Gothardo, non sono ancora riuscito a trovare un qualsiasi legame familiare tra il “mio” ramo Coronat- e i Coronat- della storia.


Andrebbero comunque esplorate le difficolta' incontrate dal genealogista ( causa dell'interruzione del filo genealogico nel 1589 ) e quale cognome ha seguito e trovato nei battesimi di Sampierdarena : CORONATA o CORONATO ?

Do per scontato che il genealogista abbia seguito il cognome CORONATA ( prova che questo era il cognome originario ) o abbia trovato una Variazione burocratica nel percorso
Quesito molto interessante
io premetto non conosco pero' sufficientemente la storia di Genova per indirizzarla con precisione

cosa puo' utilizzare ?
A I battesimi : a Genova in che anni e dove cominciano ad essere raccolti i battesimi ?
B alberi genealogici cinquecenteschi.seicenteschi cioe' sarebbe interessante trovare o ricostruire una genealogia dei CoronatA storici e vedere se si possono dedurre collegamenti col padre di Simone e di Oberto : Nicolo CoronatA presumo
L'Archivio di Stato di Genova o qualche storico specializzato negli studi su quel periodo di Genova potrebbe aiutare gratuitamente ( universita' Genova )
C Essendo i Coronata una famiglia del ceto dirigente e' possibile figurino in elenchi repubblicani ( oltre i 15 nomi nel Liber Nobilitatis Genuensis ) e si puo' tentare di ricostruire un albero genealogico ove non esistesse e controllarlo ove esistesse


Puo' essere che Simone ed Oberto CORONATA rappresentino un ramo povero di una famiglia con rami inseriti nel ceto dirigente

NOTA Un gruppo parentale derivante da un medesimo stipite col tempo si divede in diversi rami portanti lo stesso cognome: formando un albero quasi sempre abbastanza complesso nell'arco di poche generazioni
Le ricostruzioni genealogiche cinque -- seicentesche , anche quando veritiere , non sono sempre complete
Non avendo i vari rami la stessa sorte e la medesima considerazione sociale il rischio e' che nella ricostruzione genealogica alcuni rami siano stati dimenticati per errore o volonta'
( Un tempo infatti i genealogisti e le famiglie del ceto dirigente tendevano ad eliminare dall'albero i rami piu' poveri )
Quindi la non presenza in un albero genealogico potrebbe non essere risolutivo a dimostrare una non parentela


Puo' succedere che in una grande citta' esistano famiglie con lo stesso cognome e con stipite diverso ma non e' detto sia cosi.
La sua e' una storia che merita di essere studiata a fondo

Infine. La sua ricerca assomiglia molto alla mia ricerca. purtroppo ci vuole pazienza e fortuna e purtroppo tempo
Io nel tentativo di trovare degli appigli genealogici ho implementato la ricerca genealogica con la raccolta di qualunque notizia riguardante il mio cognome ( anche distanti dalla ricerca originaria ) cercando di ricostruire l'intero mosaico genealogico utilizzando queste notizie quindi mettendo insieme piu' tessere possibili
.
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Re: Vi ringrazierò consigli su come proseguire

Messaggioda FerCoronato » lunedì 9 maggio 2022, 2:17

Salve tutti, salve PierLuigic

Innanzitutto mi dispiace di averci messo tanto a rispondere, ma ho letto la tua gentile risposta soltanto la settimana scorsa.
Cercherò dunque di rispondere con precisione punto per punto.

1) Tutti gli atti e registri che il genealogista mi ha fornito si riferiscono a dei Coronata, tranne un atto di battessimo del 1749 che scrisse con O . Tuttavia ci sono diversi documenti secenteschi che parlano dei Coronato,
fra altri il manoscritto da GB Lercari (Le turbolenze di Genova del 1575, ASCG. Collezione Molfino #37-1)
C’è persino un autore (Giacomo Giscardi) che nello stesso manoscritto ( Iscrizioni e epitafi ne luoghi sacri. ASCG. Collezione Molfino #28) mette le due forme del cognome. Indubbio c’erano allora due forme equivalenti, poiché lo stesso personaggio (il noto congiurato Bartolomeo) è chiamato in entrambi i modi.
Anche Agostino Giustiniani nella sua descrizione di Genova e dintorni (1537) , adopera il toponimo Coronato per la località che oggi è senz’altro femminile.
La località c’è, ma attualmente ci sono pochissimi Coronata in Liguria, e gli unici Coronato all’anagrafe di Genova sono me stesso e miei figli. Invece l’odierne distribuzione del cognome Coronato è soltanto nel mezzogiorno. Sembra che pur essendo di origini liguri, i Coronato si fossero stabiliti nel Regno di Napoli al tempo di Carlo d’Angiò, cioè attorno al 1270. Tutti i Coronato che ho trovato in Argentina vengono di questo ramo meridionale.

2) Tu mi suggerisci cercare nei battesimi e l’ho già fatto, o almeno, provato di farlo. Miei avi lontani erano della parrocchia di San Martino, a Sampierdarena, ma questa chiesa venne smantellata nell’epoca di Napoleone e sembra che i registri siano stati traslocati all’altra vecchia chiesa di Sampierdarena, cioè N.S. della Cella. Mi sono rivolto a uno intenditore dell’archivio di questa parrocchia, che mi ha fornito qualche informazione (un fratello maggiore di Oberto e Simone; la madre vedova chiamata Nicherosa, ma) soprattutto che nella pandetta dei battesimi c’erano i registri di Oberto e Simone!
Purtroppo, quando la pandemia ha permesso di tornare nell'archivio, il parroco era morto, e questo signore non ha più avuto accesso all’archivio. Il suo successore, molto meno gentile,
ha sostenuto che i documenti erano in pessime condizioni e che non c'era nulla del mio interesse, e che dovevo considerare questa risposta definitiva.

3) Per ciò che riguarda gli alberi genealogici dei Coronata storici per dedurre collegamenti col padre di Simone e di Oberto, ne ho fatto qualcosa. La genealogia più fitta che ho trovato è quella del congiurato Bartolomeo, ma il testo è particolarmente ostico (forse soltanto per me, che non ho l’italiano come lingua madre. Se ci fossero qui delle anime caritatevoli che vorrebbero aiutarmi con la comprensione del testo, lasciatemi sapere).

4) Anche per il lato degli storici specializzati ho fatto dei tentativi. Ho contattato a degli esperti (i cui articoli/libri mi avevano chiarito un po’ quel buio periodo della storia genovese). Mi riferisco ad Andrea Lercari, autore del Repertorio di fonti sul patriziato genovese, una miniera d’informazione (inconclusa), ma sfortunatamente è ormai fermo per mancanza di finanziamenti. Fra tanta informazione preziosa, nella scheda n°3, si legge che Orsetta Aimari, suocera del notaio Nicolo Coronato, morava in Piazza San Donato (dove morava pure Bartolomeo Coronato). Sarebbe una coincidenza? o siamo di fronte ad un legame di famiglia fra il congiurato ed il notaio Nicolo Coronato? E questo Nicolo, non sarebbe semplicemente il fratello di Bartolomeo, assieme a Domenico e Antonio?
Ho pure scritto a Carlo Bitossi, anche lui esperto nell’antico regime, ma finora non siamo riusciti a trovare qualche legame.

Lo vedi PierLuigi, capisci che talvolta mi sento in un vicolo cieco, ma i commenti della tua risposta sull'importanza della ricerca, le osservazioni sui rami poveri delle famiglie nobili, mi hanno rinnovato l'entusiasmo per questa ricerca, e ti ringrazio tanto.

Mi fermo qui per ora, non voglio diventare pesante.
Cordiali saluti a te ed a tutti.
Fernando Coronato
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Re: Vi ringrazierò consigli su come proseguire

Messaggioda pierluigic » martedì 10 maggio 2022, 11:59

.
Considerata la distanza stai facendo miracoli
sinceramente mi sembra che tu abbia provato quasi tutte le strade
Ora devi continuare con pazienza sulle stesse strade approfondendo e devi cercare di ampliare la conoscenza della cerchia dei ricercatori che si occupano di quel periodo storico e rimanere aggiornato sugli studi che pubblicano

Penso che NicoB che mi sembra ferrato sulla storia di Genova possa indirizzarti anche in questo senso ( aiutandoti a capire a quali ricercatori potresti rivolgerti )

Anche Academia.edu potrebbe esserti di aiuto

Di piu' io farei solo due cose

Cercherei di ricostruire le genealogie dei Coronat storici nel modo piu' completo possibile ( cosa non semplice davvero ) partendo almeno dalla seconda meta' del quattrocento e risalendo
Vedendo se si apre qualche spiraglio che porta ai tuoi

Metterei su un sito internet gratuito le notizie che tu hai raccolto e la documentazione
in modo da non dover tutte le volte che cerchi aiuto dover cominciar da capo ad illustrare le cose
pierluigic
 
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Re: Vi ringrazierò consigli su come proseguire

Messaggioda FerCoronato » lunedì 1 maggio 2023, 1:25

Salve tutti, bentornati a questa vecchia discussione. Spero sia vicino qualcuno di quei che mi avevano risposto una volta !

Nel frattempo la pandemia è finita e l'autonno scorso (ott/nov 2022) sono potuto recarmi a Genova un paio di mesi. Nella biblioteca Berio ho trovato lo stemma dei Coronato; nella chiesa S.Maria di Castello ho visto un paio di tombe Coronato (sec.XVI) ma senz'altro il ritrovamento più utile per la mia ricerca è stato un albero genealogico della famiglia (Archivio di Stato, Fondo Manoscritti, ms 493:147) . L'albero è abbastanza ostico, e l'autore sembra essere stato più interessato nei coniugi dei Coronato che in essi stessi. Ho fatto una versione simplificata senza la parentella dei coniugi, che allego qui sotto.

Sfortunatamente non sono ancora riuscito a trovare un qualsiasi legame tra l'alberto ed i miei avi, ma ritengo che l'albero non sia per niente completo. Ad esempio, ho potuto identificare 15 persone su 17 ascritti nel Liber Nobilitatis.

Se c'è qualcuno interessato nell'albero originale (doverò ridurrerlo per caricarlo qui) l'allegherò volentieri.
Detto ciò, è un vero piacere di ritrovarme qui con voi.
Cordiali saluti
Fernando Coronato


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