Cav.OSSML ha scritto:Sarà anche una semplificazione, ma come correttamente osservava l’economista Bruno Amoroso: «La moneta, da facilitatore neutro dello scambio dei beni e veicolo di scambio, si camuffa essa stessa in merce, con l’obiettivo unico dell’esproprio del lavoro, dei beni e dei risparmi degli altri a fini di arricchimento».
Perfetto!
Inoltre, trasformando il denaro da strumento al servizio della
res publica in fonte d'inestinguibile debito, si fa perdere il senso dello stesso, non comprendendo che il valore e la forza di uno stato non risiedono in quel possesso, ma prima di tutto nell'intelligenza e nelle virtù del popolo che rappresenta. Del resto è fatto noto come, in tantissimi casi dei cosiddetti paesi del terzo mondo, non ci sia iniezione di denaro che tenga in grado di farli decollare. E' per questo che la perdita della sovranità monetaria, intesa questa in senso pieno, ovvero nella possibilità della totale emissione di moneta di stato, costituisce un incredibile freno allo sviluppo e alla prosperità, mentre crea una potentissima élite di perenni creditori in grado di monitorare in costanza sia crescita, sia indirizzi, ma anche di punire e rovinare il debitore sgradito.
Quanto al lavoro schiavistico dei cinesi, pur avendo un'altra personale idea di stato, non sono d'accordo nel senso che, in contesti molto diversi da quelli cui siamo abituati (sino ad adesso ...) quella popolazione, da questo incredibile sviluppo, ha avuto vantaggi visibilissimi a chiunque abbia visitato il paese.