da Elmar Lang » martedì 16 agosto 2016, 23:21
Toccare l'argomento della resistenza è sempre ancora doloroso per molti: per coloro che furono veri partigiani combattenti e, non dimentichiamolo, Soldati del Corpo Italiano di Liberazione e per coloro che, innocenti, subirono la furia omicida di chi, in nome della resistenza, si abbandonò, quasi sempre impunito, alla ben ordita orgia di sangue che colpì vari luoghi dell'Italia specie del Nord.
Che poi si sia lasciato il monopolio dell'"epopea resistenziale" ad una ben precisa parte politica in Italia, questa è un'altra responsabilità storica che come vediamo ha ancora delle conseguenze.
Benché io -per valide e comprovate ragioni, credetemi- abbia la tendenza ad accalorarmi in tali discussioni, ultimamente la prendo più serenamente. Coloro che vissero attivamente quei giorni ormai lontani, stanno scomparendo per ragioni semplicemente anagrafiche, anche se temo debba ancora invecchiare definitivamente, pure la generazione successiva, dei figli (o nipoti) di protagonisti degli eventi, cui io nel mio piccolo, appartengo.
In fondo, anche il signore d'ingravescente vecchiezza che partecipò all'eccidio di Schio, avrà avuto il tempo per pensare a ciò che fece, alla fortuna di vedere la sua condanna a morte (emessa da un tribunale non certo fascista) commutata in ergastolo, poi provvidenzialmente amnistiato dopo un periodo di carcerazione proporzionalmente mitissimo. Suoi più fortunati complici, riuscirono a riparare a Praga, grazie alla rete di protezione messa in atto dai vertici del PCI, che mise "in salvo" anche altri responsabili di delitti commessi in nome della resistenza.
Egli è ancora qui tra noi, mentre le sue vittime -innocenti- videro le loro vite ed il loro futuro stroncato per sempre. Da un lato, sono lieto che non gli sia stata conferita la "Medaglia della Liberazione", ma dall'altro, gli auguro di vivere ancora lucidamente numerosi anni, accompagnato dal ricordo di quel che compì da giovane.
Lascerei quindi che gli ultimi protagonisti -illustri e meschini, valorosi e sanguinari- di quegli eventi possano trascorrere serenamente quel che resta loro da vivere e che poi il periodo della guerra civile 1943-1945 divenga un settore della ricerca storica e non di tonitruanti, superate retoriche.
E.L.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)