marcello semeraro ha scritto:Nello stemma citato da Bardo, l'arma Pacelli è addestrata dalle insegne della Chiesa. Non conosco le motivazioni di questa concessione. Rilevo però che spesso tali insegne furono concesse a personaggi che ricoprirono una carica particolare oppure a individui (o famiglie) che si distinsero per i servigi resi alla Santa Sede. La famiglia Pacelli era molto addentro agli uffici giuridici della Curia Romana.
Nel 1929, in riconoscimento della loro parte alla stipulazione dei Patti Lateranensi, Eugenio Pacelli fu creato cardinale, e suo fratello fu reso marchese dal Papa (poco dopo principe dal Re). Al principe fu concesso di completare la sua arma con l'emblema del Vaticano, ma nella composizione dell'addestrato, a differenza dell'usuale forma con il palo. Si tratta pertanto di un 'palo' di concessione, e non di un palo commemorativo di un membro della famiglia asceso al soglio pontificio. Per questo altro uso - che fa la sua comparsa all'inizio del XVII secolo, e che effettivamente conoscerà, tra le altre, anche espressioni simili a quelle del palo di Gonfaloniere - possiamo ricordare in tempi vicini a noi il caso dei principi Morra (creati nel 1885) innalzanti nella loro arma un palo caricato di due emblemi papali (tiara e chiavi decussate) uno sull'altro.
Quanto allo stemma di Eugenio Pacelli e alla sua evoluzione non vorrei qui soffermarmi per non andare off-topic.
Mi limito a rispondere circa il blasone, visto che gentilmente marcello chiede un mio intervento, motivo per cui lo ringrazio.
Sono anch'io dell'idea che il blasone proposto dallo Spreti sia migliorabile e condivido quanto detto sulla preferenza da accordare al termine addestrato, e circa la necessità di blasonare a partire dal campo principale (in modo simile a quanto avviene per il capo, del resto).
Sono meno d'accordo circa queste affermazioni:
marcello semeraro ha scritto:E poi...la pezza che sostiene di monti all'italiana non mi pare una pianura (non è quella la sua posizione ordinaria) ma una divisa (fascia diminuita) abbassata e posta su un mare.
Il termine divisa è desueto per indicare una fascia diminuita. In passato si indicava pure genericamente, con la locuzione in divisa, ogni pezza diminuita. Meglio limitare il termine al motto quando questo è scritto in un breve posto non al di sotto ma al di sopra dello scudo, a volte facente parte del cimiero.
Il sito Araldica Vaticana, nella blasonatura dello stemma di Pio XII, propone per questa pezza il termine burella, ma è improprio, perchè le burelle, pur essendo delle fasce diminuite, sono sempre in numero.
In passato si parlava addirittura di un burellato, quando i pezzi del fasciato erano almeno dieci. Ma siamo sempre lì: termini desueti che è meglio lasciare al Crollalanza e al suo secolo.
In definitiva penso si possa dire tranquillamente che la pezza di verde è una pianura, ideata e raffigurata con chiaro intento naturalistico: fa da base naturale al monte (sia pure stilizzato), emerso dalle acque. E' vero, non si trova nella posizione ordinaria. Ma si tratta, in molte raffigurazioni se non in tutte (anche nel disegno dello Spreti), di una pezza assimilabile alla campagna erbosa, diminuita di circa la metà rispetto la altezza di questa. Pianura verdeggiante. Semplicemente.



