Elmar Lang ha scritto:infatti, battute ed ironia a parte, concordo che tutte queste confraternite sono una sorta di ordini cavallereschi "vorìa ma no posso"; una specie di non-ordini-farlocchi insomma.
Quasi quasi, mi verrebbe un'idea: liberalizzare l'appartenenza ad ordini cavallereschi "non nazionali", "privati", ecc., ma con un'aggiunta: per essi, i decorati paghino allo stato italiano una tassa, diciamo, di 2.000,- Euro l'anno. Tassa da cui sono esclusi gli ordini conferiti dallo Stato Italiano e dai governi di stati riconosciuti dall'Italia, più SMOM e Santo Sepolcro.
Come per incanto, il problema sarebbe risolto.
E.L.
Adesso non esageriamo. Le confraternite hanno una storia lunghissima fatta di servizio alla Chiesa locale ed ai bisognosi. La provenienza sociale dei membri è quasi sempre stata trasversale, con la presenza di molti ceti, dai più umili sino alla nobiltà. Accusare quindi le confraternite di voler sfruttare il loro nome per divenire ricettacolo di coloro che non possono accedere agli ordini cavallereschi, non mi pare corretto. Anche gli abiti storici indossati dalle confraternite, in linea generale sono molto differenti da quelli cavallereschi e lo stesso dicasi per le simbologie, gli accessori, le denominazioni dei vari incarichi interni. Quindi, salvo casi particolari (come per il discusso privilegio di cui stiamo trattato circa il cavalierato di Malta ad honorem), non ci sono equivoci che possano far passare un membro di confraternita per un cavaliere così come possano far passare una confraternita per un ordine cavalleresco. Che poi ci possano essere confraternite e membri di confraternite poco seri e che quindi giocano, con gli ignoranti, su possibili equivoci, beh, il mondo è paese, mele marce ci sono ovunque. Però ci terrei a non generalizzare eccessivamente e a screditare una realtà spirituale come quella delle confraternite molto importante, piena di storia e di sostegno alla Chiesa.





