Alcune riflessioni.
1) che fosse un assurdo, giuridico e
tout-court, nessuno lo nega. Eppure l'atto sovrano esiste (a differenza del "
todos caballeros" algherese che é diceria di dubbia veridicità e di nulla dimostrabilità) e, nei territori del Regni di Napoli e Sicilia (cui anche Malta formalmente apparteneva) aveva valenza legale (sono i paradossi dell'assolutismo, darling...

)
2) nel diploma imperiale dato da Carlo V (come Re di Sicilia) a Castelfranco Emilia il 24 marzo 1530, in cui si stabiliva che "
le città, i castelli, le isole di Tripoli, Malta e Gozo, con tutti i territori e le loro giurisdizioni, sono concesse, in feudo perpetuo, nobile, libero e franco con mero imperio al Gran Maestro ed all’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme", venivano mantenute chiare clausole di inalienabilità e di sovranità perpetua dei Re di Sicilia (ergo la presunta completa sovranità dell'Ordine sulle isole maltesi non é mai stata tale, non
de jure, quantomeno): "
si contingerit ipsam Religionem recuperare Insulam Rhodum, et ea ratione, aut alia ex causa ipsam Religionem ab huiusmodi Insulis, et locis infeudatis discedere, et alibi mansionem, et sedem eorum stabilire, non liceat ipsis huiusmodi infeudata in aliam quamvis personam quovis titulo sino expresso ipsius directi domini feudalis transferre, seu alienare; sed potius si sine licentia, et consensu alienare praesumpserint, ad Nos, nostrosque Successores praedictos pleno iure revertantur".
La difesa del territorio contro il nemico (islamico e non: tanto eroica fu la difesa nel Grande Assedio, quanto miserevole fu la disfatta, anzi, peggio, la
resa senza pugna, contro in francesi... e non si tiri in ballo la scusa miserevole che si volle evitare di combattere contro altri cristiani: all'epoca i francesi erano rivoluzionari senza dio, peggio dei musulmani (sul piano squisitamente teologico).... la difesa del territorio, dicevo, faceva parte del pacchetto.
Ai soldati tocca di fare la guerra, ogni tanto (in passato più che oggi, a onor del vero).
3) temo che l'argomento di questa Confraternita scateni passioni incontrollabili che portano a livelli di aggressività non consoni. Invito
tutti a moderare i toni. La questione "Confraternita" fa storcere il naso anche ame, ma eccessi verbali da "caccia alle streghe" non sono tollerabili.
Vogliono nomarsi "cavalieri di Malta"?
Hanno più di un argomento per poterlo fare.
Non sono, non sono mai stati né mai saranno Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme etc etc etc.
PS: che la presenza di un singolo Donato possa essere intesa come una sorta di
riconoscimento é cosa talmente infondata che meglio sarebbe stato se fosse rimasta inespressa nella testa di chi questa cosa l'ha sperata.
Ma, a onor del vero, meglio farebbero certi Donati a fare più attenzione alle cerimonie cui partecipano: se infatti può non esservi nulla di formalmente censurabile, il solo fatto che esista la presente discussione é indice di come buon senso e innumerevoli ragioni di opportunità tutti sconsigliassero una tale partecipazione.