Famiglie della piccola nobiltà sarda

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Aquenza

Messaggioda leone passante » mercoledì 13 giugno 2012, 1:04

Saluti
Molto interessante quanto riferisci circa una concessione equestre in favore di un Sebastiano Aquenza del Monteacuto: da dove trai la notizia?
Ad oggi gli unici dati certi erano la partecipazione per procura al Parlamento Montellano di un Juan Diego Aquenza, donzell di Berchidda e la successiva diffida (1738) agli Aquenza di Ozieri dal fregiarsi del titolo di cavaliere.
Ultima modifica di leone passante il giovedì 26 luglio 2012, 19:51, modificato 1 volta in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Destavara » domenica 24 giugno 2012, 15:26

La fonte è il nuovo dizionario del Floris, che evidentemente aggiorna gli Aquenza dividendoli in due ceppi. Quello di Berchidda ed Ozieri (menzionato nell'elenco sabaudo del 1720) è quello del Sebastiano e si ha notizia anche di un Diego e di un Giovanni Diego.
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Aquenza

Messaggioda leone passante » martedì 26 giugno 2012, 0:25

Nessuna novità allora sul fronte concessioni. Insomma resta sempre e soltanto il cavalierato del 1695 al Dr. Pietro Aquenza di Tempio.
Il Juan Diego e il Diego sono forse la stessa persona. Quanto a Juan Diego, visto che al parlamento Montellano è detto donzell di Berchidda si tratta certamente di figlio o discendente di soggetto armato cavaliere e non già di primo insignito. Tutto farebbe pensare che si tratti di un figlio del Dr. Pietro anche se si ha notizia di un trasferimento a Sassari ma non anche nel Monteacuto.
Quel Sebastiano del 1720 mi sa tanto che è il maggiore di giustizia di Ozieri degli anni dei torbidi. Non ricordavo che fosse incluso nell'elenco dei nobili sardi riconosciuti al passaggio dell'isola ai Savoia e non ho con me la fonte. Tu saresti in grado di confermarmelo?
Ultima modifica di leone passante il giovedì 26 luglio 2012, 19:52, modificato 1 volta in totale.
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Re: Pes e Stara

Messaggioda Destavara » venerdì 6 luglio 2012, 16:12

Destavara ha scritto:Guardi,
continuo a controllare, abbiamo risolto varie questioni,
ma il solo "senor" (e non cavalier) Francesco Stara Tola presente era sposato con una nobile Pinna, non si evince alcun legame dell'uomo con la Pes Riccio, se non una possibile affinità attraverso sua moglie, già imparentata con i Pes. Inoltre il figlio adottivo della Pes Riccio aveva un altro cognome e non risulta figlio adottivo del sig. Stara-Tola-Satta.
Probabilmente i due Francesco Stara erano parenti, ma uno non visse nemmeno là di sicuro (da adulto almeno).
Il termine "senor" poi negli atti in questione è usato sia per i nobili che i borghesi più influenti (o forestieri), ma più spesso per i nobili, in quanto ceto signorile. L'etichetta nei piccoli centri era ignota ai più, e anche ai curati...e spesso anche ai nobili medesimi.
...Questo per quanto possa desumere io, poi non so se lei abbia informazioni in più...


Salve, prima che mi scordi di nuovo: devo correggere quanto affermavo, in quanto nonostante i QL facciano arguire quanto sopra, risulta comunque che il citato Stara Tola fu marito di una certa Donna Teresa Pes Riccio (probabilmente in seconde nozze dunque; per ora ritengo che l'adozione sia stata successiva alla morte del coniuge).
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Re: Sui Pilo di Sardegna

Messaggioda sinpar » lunedì 9 luglio 2012, 15:36

Caro amico,
Pilo è semplicemente Pelo in dialetto, pertanto come tanti altri cognomi derivati da parti del corpo (es. Gamba) si possono facilmente confondere tra loro.
La famiglia Pilo di Sassari conosciuta come i Pilo di Barcellona da sempre ha vantato l'origine da Raimondo Berengario III cui il figlio Ambasciatore a Genova sposò Barbara Adorno e li si stabilì, allo stesso modo dei Pilo di Capaci e Marineo del ramo siciliano.
Non esiste una genealogia comprovata riguardo l'origine dei Pilo di Sardegna da Genova e da Barcellona ma solo tradizioni famigliari.
Lo stemma araldico dei Pilo di Sicilia e Sardegna è lo stesso, i leoni rampanti all'albero, quelli di Sicilia però li incoronano.
La famiglia Pilo di Sardegna ha avuto per un breve periodo con Juan Pilo la signoria sulla Romangia, in Sardegna, ma non è una famiglia tradizionalmente feudale.
Don Matteo Pilo sponsando in seconde nozze Donna Margherita Sussarello Boyl figlia di Anna de Boyl, comprò la terra di Putifigari dal padre don Agostino Angelo Sussarello ed ebbe per via femminile la successione al titolo di Barone di Putifigari accordato al figlio Don Matteo II Pilo Boyl.
L'uso del Pilo comunque sparì e rimase solo Boyl anche dopo, in pratica Don Matteo II rifondò i Boyl in Sardegna.
Con l'unità d'Italia il Vaticano perse potere politico, lo stato italiano iniziò a celebrare matrimoni civili, mentre prima si praticava solo il religioso salvo rarità,
vista la poca importanza che probabilmente dava Vittorio Pilo Boyl alla prima parte del cognome, e al fatto che gli stessi Sardi conoscevano il Pilo Boyl come Boyl solo, tanto che si firmavano "di Boyl", i figli di Vittorio diventarono all'anagrafe "Boyl di Putifigari" perdendo il Pilo, già perso a livello tradizionale famigliare.
Una parte della famiglia nella metà del 1900 riacquistò il Pilo, l'altra parte no, in poche parole i discendenti dei Boyl portando il cognome Pilo al battesimo con Boyl, ma nell'800 fu totalmente cancellato fino a nuovo riacquisto di famigliari interessati al Pilo.
Ecco svelato un mistero.
Mentre Boyl è un cognome praticamente unico in Italia e Spagna, Pilo è estremamente sparso sia in Spagna che in Italia, Sicilia e Sardegna, come Pala per esempio.
Il cognome Boyl poi è lo stesso di Boil, nei tempi antichi gli stessi Boyl a volta si trascrivevano Boil a volte Boyl, con l'andare del tempo i loro discendenti rimasero Boyl o Boyl.


Destavara ha scritto:Buonasera,
sempre molto chiaro e convincente il nostro lernor!
Infatti (dalla stessa tua fonte credo) risulta che i Pilo sono presenti in Sardegna già dal 1100, come stirpe importante in ambito del giudicato di Torres; sin da allora gravitavano, con i loro grandi possedimenti, attorno a Sassari ed Osilo e figurano, sempre nel periodo in questione, con i cognomi Pilo, Pili, Pilìu, Pilu; quindi credo tu possa avere ragione anche relativamente al ragionamento etimologico differenziato.
E' anche vero che le loro genealogie certe risalgono a fine '400 o primo '500, e che quindi non è possibile (per ora) chiarire gli antichi legami genealogici nemmeno fra tutti i Pilo sardi.
Un saluto a tutti, D.

PS: mi piacerebe in ogni caso poter sapere quale stemma di Pilo sardi è il più antico, se quello (Pilo) col braccio che stringe la ciocca di capelli (in sardo capello si dice pilu), oppure quello (Pilo Boyl) che nell'ultimo quarto ripropone lo stemma dei Pilo siciliani...Già questo sarebbe un buon indizio ai fini della questione, ma nulla di più.
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Re: MARCELLO di SARDEGNA

Messaggioda padre chircante » giovedì 20 settembre 2012, 10:21

leone passante ha scritto:
leone passante ha scritto:Quella dei Marcello non è noto se sia un'unica grande stirpe ovvero se si tratti di nuclei familiari distinti, ipotesi quest'ultima più plausibile.
Certamente dal punto di vista del diritto nobiliare si hanno stirpi diverse, facenti capo ai seguenti concessionari originari:

1650: Carlo Marcello Sedda di Nuoro

1712: Salvatorangelo Marcello di Senis

1746: Giuseppe Marcello Tronci di Suelli con origine da Fonni

1793: Giorgio Marcello di Selegas con origine da Tiana

1799: Domenico Marcello di Ovodda



Mi sovviene soltanto ora che non ho mai verificato sulle fonti se il Salvatorangelo Marcello che ottiene i privilegi nel 1712 non sia invero di Seui anziché di Senis... il nome personale e l'epoca sono compatibili con il mio antenato...potrebbe dunque trattarsi di un errore di rilevamento del Floris... in quel caso sarebbe così spiegata la nobiltà dei Marcello di Seui



Non so se sia corretto ricomprendere tra i nobili Marcello anche don Antonio Mulas Marcello di Sarule trapiantato e sposato a Bolotana, nella seconda metà del '600.
Antonio Mulas Marcello ottenne il privilegio nel 1695 ma già dal 1692 negli atti compare col titolo nobiliare. Già i figli, che si sarebbero dovuti chiamare Mulas Urru adottano il Marcello.
Poichè questo ramo si è estinto nel 1810 nelle proprietà subentra un don Sebastiano Marcello di Bultey i cui discendenti sono presenti a Bolotana fino agli anni '60 del '900.
Voglio anche segnalare la presenza occasionale a Bolotana, nel 1688, di un Juan Paulu Carta Marcello donzel di Fonni.
Non so se il mio intervento sia tecnicamente corretto.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » giovedì 20 settembre 2012, 11:49

Il suo intervento è non solo corretto ma di grande utilità.
I Marcello di Bolotana erano un mio cruccio perché si rinvengono nelle fonti spesso imparentati con il ramo equestre dei Tola di Ozieri, ivi da secoli stabiliti, ma non avevo contezza donde traessero origine.
Ora sappiamo che è inutile cercare di ricondurli ad uno dei Marcello primi concessionari dei privilegi di cui al mio elenco da lei postato perché derivano da un mutamento di cognome. Sa mica se avessero ramo anche in Villanova Monteleone dove sono pure storicamente attestati dei cavalieri Marcello?
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda padre chircante » giovedì 20 settembre 2012, 16:11

leone passante ha scritto:Il suo intervento è non solo corretto ma di grande utilità.
I Marcello di Bolotana erano un mio cruccio perché si rinvengono nelle fonti spesso imparentati con il ramo equestre dei Tola di Ozieri, ivi da secoli stabiliti, ma non avevo contezza donde traessero origine.
Ora sappiamo che è inutile cercare di ricondurli ad uno dei Marcello primi concessionari dei privilegi di cui al mio elenco da lei postato perché derivano da un mutamento di cognome. Sa mica se avessero ramo anche in Villanova Monteleone dove sono pure storicamente attestati dei cavalieri Marcello?




Il ramo equestre dei Tola, imparentato con i Marcello era originario di Ozieri ma di fatto bolotanese a tutti gli effetti. Un Francesco Tola Boyl donzel di Ozieri era arrivato, io credo, intorno agli anni 30 del '600.
Ciò che non riesco a capire a chi fosse in realtà questo Francesco Tola Boyl non essendo nominato in quello che sembrerebbe essere il ramo di appartenenza più logico, quello di Giovanni Maria (Floris: Feudi e feudatari vol. ii pag. 508). Può aiutarmi?
I Marcello di Villanova M. provengono da Bolotana. Negli anni 60 del '700 don Emanuele Marcello sposa donna Leonarda Todde Cadoni di Villanova M. , negli anni 1825/30 un don Sebastiano Marcello di Vllanova M: sposa donna Sebastiana Marcello Angoy di Benetutti, nella seconda metà dell'800 don NIcolò Marcello di V.M. sposa una Delitala di Bolotana.
I Marcello sono anche presenti a Sindia (seconda metà dell'800), a Bono nella prima metà del '700 ci sono i Marcello Loddo.
Nel '600 sono presenti anche ad Olzai ed Ottana ma senza alcun titolo di nobiltà.
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Tola Marcello

Messaggioda leone passante » giovedì 20 settembre 2012, 18:29

I Tola semplici cavalieri discenderebbero da un Nicola Tola figlio di Gioachino, fratello del celebre Leonardo, che godeva della generosità concessa allo stesso Leonardo.
Nel saggio sul testamento di Leonardo Tola di recente pubblicato da Gian Gabriele Cau (ma con il contributo in materia genealogica del Tola Grixoni) si legge infatti:
Al canonico Nicola Cassada Leonardo lascia un puledro domato, il migliore tra quelli in possesso di suo nipote cavalier Nicola Tola (Sassari 1498 ca. – 1551 ca.) all’epoca minorenne, figlio di Gioacchino fratello minore di Leonardo, sposato in prime nozze con Maria Angela Satta e in seconde con Maria Giuseppa Satta, da cui discende la linea ultragenita di Bolotana, oggi rappresentata dall’anziana Margherita .

La ringrazio per aver dato certa conferma alla mia supposizione circa la discendenza dei Marcello di Villanova Monteleone dai Marcello di Bolotana.
Il cognome Marcello è attestatissimo in molti centri della Barbagia ma non sempre portato da famiglie di ceto nobile e/o equestre e niente porta a ritenere che si tratti di una stessa stirpe molto articolata.
D'altronde le concessioni nobiliari ai Marcello sono state parecchie e in favore di soggetti con diversa provenienza.
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Marcello Todde

Messaggioda leone passante » giovedì 20 settembre 2012, 18:49

per padre chircante
L'unica Leonarda Todde che conosca è quella Leonarda Todde Solinas figlia del marchese Antonio.
La Leonarda Todde Cadone di cui parla lei dovrebbe essere in realtà una Cadone Todde, figlia della nobile donna Maria Francesca Todde (1720-1790) che, rimasta vedova di don Giuseppe Pes Tola, sposò un Giovanni Angelo Cadone.
Me lo conferma?
La cosa mi sta particolarmente a cuore quale discendente diretto di donna Angela Todde sposata ad Antonio Marramaldo e madre di Nicolò, primo Conte della Minerva.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda padre chircante » venerdì 21 settembre 2012, 11:16

per leone passante
Marcello Todde
Preciso che Leonarda più correttamente si chiamava Maria Leonarda. Per quanto riguarda il cognome, alla nascita dei 10 figli viene indicata 1 volta Cadoni Todde, 7 volte Todde, 2 volte Cadoni.
Nell'atto di morte (1787) è indicata come donna Maria Leonarda Cadoni.
Potrebbe aver avuto un fratello Antonio Cadoni residente a Illorai ed ucciso a Bolotana.

Tola Marcello
Rimango un po' perplesso perché se la persona che sposa Maria Angela Satta è Nicola (1498 - 1551), mancano almeno due generazioni per arrivare a Francesco Tola Boyl che un secolo dopo anche lui sposa una Maria Angela Satta
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Re: Famiglia Roger della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Roger » venerdì 21 settembre 2012, 13:41

Carissimi,

in riferimento alle famiglie della piccola nobiltà sarda mi farebbe piacere se qualcuno
avesse maggiori informazioni sulla famiglia Roger, della quale ho recuperato un pò di
dati da vari testi senza riuscire però a stendere un minimo di albero genealogico.
Nel testo “ Famiglie Catalane e Spagnole in Sardegna “ di Sergio Serra è riportato che tra le famiglie nobili di origine catalana presenti in Sardegna, come Amat, Aymerich, Canelles, Roich, (in catalano Roig), Sanjust, Santa Cruz, Simon, Vacquer c’era anche la famiglia Roger.

Francesco Floris nel suo “Storia della nobiltà in Sardegna” (ed. Della Torre) ci informa che tra le 6 famigli nobili della Baronia, parte meridionale del Regno di Gallura, compare la famiglia Roger, che era largamente cointeressata all’amministrazione del feudo.
Dalla Enciclopedia della Sardegna a cura di Francesco Floris a pag 107 del volume 8 risulta:
“Roger = Famiglia di probabile origine catalana (secc.XV –XVIII). Proveniva dalla Baronia. Le notizie risalgono al secolo XV, quando i suoi membri risiedevano a Orosei, dove si imparentarono con i Guiso, antica famiglia che possedeva un vasto patrimonio immobiliare e che nel 1449 con un Salvatore acquistò il feudo di Orosei”.

Saluti

Roger
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ROGER

Messaggioda leone passante » venerdì 21 settembre 2012, 17:20

Per roger
Discendo in linea femminile diretta da una donna Maria Roger di Orosei, sposata intorno al 1670 a don Ignazio Guiso.
Posso dirLe che l'origine catalana della famiglia non è affatto sicura, anzi. La veste iberica del cognome non prova niente in fatto di provenienza geografica: in Sardegna vi sono tanti cognomi scritti alla spagnola che con tutta evidenza spagnoli non sono. Lo stesso Guiso è grafia spagnola del cognome corso-ligure Ghiso.
Comunque si tratta di famiglia che pur in posizione sociale elevata nelle Baronie sin dall'inizio dell'era moderna -dove i suoi esponenti coprivano ereditariamente le cariche di saliniere e maggiore di porto a Posada- pervenne alla nobiltà abbastanza tardi, a metà '600, con la linea Roger y Masones dopo il trasferimento a Cagliari e dopo che i cugini Masones divenivano Baroni di Posada e Conti di Montalvo. Quivi dovrebbero essersi estinti.
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Re: Roger

Messaggioda Roger » venerdì 21 settembre 2012, 20:03

Grazie,

Fornisco altre informazioni sulla famiglia Roger in ordine cronologico:
A partire dal 1512 alcuni Roger ebbero ereditariamente gli uffici di Maggiore del Porto ( si ricorda un Giovanni Roger) e di Saliniere di Posada. Accumularono un discreto patrimonio ed acquisirono molta considerazione sociale;
• nel 1566 l’Arcivescovo di Cagliari Antonio Parragués de Castillejo nominava Antonio Roger capitano della Baronia di Posada e Commissario dei beni ecclesiastici;
• nei Capitoli Matrimoniali del 14 maggio del 1571 un Ferdinando Roger sposa Apollonia Serra (ASC , Notai di Cagliari, Atti legali, notaio G.Ordà, vol.1501, cc.57-59 v);
• I Roger risultano tra le famiglie abilitate nel Parlamento Avellano (1642-1643) convocato a Cagliari dal viceré Fabrizio Doria duca d’Avellano.
• Nel 1641 Pietro Roger è uno dei 5 Consiglieri Governativi della Città di Cagliari.
Pietro, residente nel quartiere La Marina di Cagliari, sposò Violante Gallo di Alghero e morì il 3 gennaio 1652, ebbe ufficio pontificale insieme alla moglie perché genitori di canonico ed entrambi furono sepolti in San Francesco.
• Agli inizi del XVII secolo i Roger si divisero in 2 rami:quello di Ferdinando Roger ottenne il riconoscimento della nobiltà il 15 settembre 1645 , quello discendente da Pietro Roger ottenne il riconoscimento della nobiltà nel 1647, ma si estinsero poco tempo dopo.
• nel 1642 al completamento dei lavori della chiesa di Santa Maria a Donigala il canonico era Lussorio (o Luxorio) Roger.
• I Roger vennero ammessi allo Stamento Militare durante il Parlamento Lemos (1654-1656) convocato a Cagliari dal vicerè Francesco de Castro Andrade conte di Lemos e risultano tra le famiglie abilitate nello stesso Parlamento.
• Il 28 luglio 1652 Francesco Roger ( figlio del fu Pietro e Violante Gallo ) sposò Donna Clementa Sanna ( figlia di Don Giovanni Battista Sanna di Castelvì cavaliere dell’Ordine di Calatrava , quinto Signore delle cittadine di Gesico e Goni e della fu Donna Magdalena Anna Serra) ( Dal libro dei matrimoni della Cattedrale di Cagliari). Le nozze, celebrate dal canonico Francesco Gallo, zio dello sposo, ebbero per testimoni il marchese di Palmas, don Antonio Galbes e Don Antonio Sanjust. Il suddetto Dn.Francesco fu Procuratore Reale del Regno per in commenda, cioè per nomina viceregia dal 1669 forse fino al 1681.
• I Roger risultano tra le famiglie abilitate nel Parlamento Camarassa (1665-1668) convocato a Cagliari dal viceré Emanuele de los Cobos marchese di Camarassa.
• Tra il 1637 e il 1672 a Don Francisco Roger (fratello del canonico Lussorio Roger) fu attribuito dal Viceré l’ufficio di Procuratore Reale.Questa notizia è riportata nel “Storia Cronologica del Regno di Sardegna- dal 1637 al 1672- Jorge Aleo Ed. Ilisso” ed anche nel “ Origen del Cavalierato y la Noblesa de varias Familias del Reyno de Cerdeña” a cura del Marchese Vincenzo Amat.
• Pietro Roger (del quartiere de La Marina di Cagliari) fu testimone al matrimonio tra Antonia Esquirro y Cassiano ed il Magnifico Antioco Meli Murteo , vedovo, Consigliere Civico in 4° a Cagliari celebrato il 25 aprile 1647.
• Lorenzo Roger marito di Giovanna Ponti è presente il 3 maggio 1643 al battesimo di Tomaso Agostino Masones y Coco , del quale la moglie è madrina.
• Nel Discorso Politico di Don Alexandro De Ros (Canonico della Santa Chiesa di Tortona) al Re del 1 gennaio dell’anno 1646 compare un certo Fr Francisco Roger nella lista dei Vassalli del Re.
• Don Francesco Roger fu testimone al matrimonio tra Grazia Meli Murteo y Esquirro ed Antonio Tuttisanti Catala y Mullone, celebrato il 31 dicembre 1666 nella chiesa di Santa Chiara sita nel quartiere Stampace di Cagliari dal dottor Serafino Esquirro, canonico e decano capitolare.
• Nel 1671 Sua Maestà fece “merced “ del Vescovado di Alghero al Dottor Lussorio Roger , nativo di Cagliari (1616), Canonico della sua Santa Chiesa, che mantenne fino al 1674, per poi passare alla diocesi di Teruel fino al 1682. Lussorio, nato a Cagliari nella prima metà del XVII secolo, fu vescovo di Alghero dal 1672 fino alla morte, che avvenne in Alghero nel 1676. Divenuto sacerdote, si laureò in utroque a Bologna. In seguito a partire dal 1645 fu parroco a Guasila, quindi nominato canonico della Cattedrale di Cagliari. Da vescovo operò con grande energia.
• Risulta che Don Francisco Roger fu incaricato ancora dal Viceré di portare gli atti di un processo a Madrid partendo da Cagliari con una nave della Armada Real insieme all’Arcivescovo di Oristano Cotoner e l’Arcivescovo di Cagliari Signor Don Pedro Vico, approdando a Cartagena e proseguendo poi per via terra (Storia Cronologica del Regno di Sardegna- dal 1637 al 1672- Jorge Aleo Ed. Glisso).
• un Procur. Reale Don Francesco Roger emette sentenze in materia di successione feudale (21 Marzo 1691 e 13 luglio 1696- Archivio di Stato di Torino- Villacidros e Palmas pag 58 fascicolo 55 & 56 mazzo 6).
• Nel 1689 Don Francesco Roger, Procuratore Reale, è ancora richiamato nel “Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli Stati di S.M.il Re di Sardegna” di Goffredo Casalis , a pag 172 (testo completo su CD) e nello stesso testo risulta che il Procuratore Reale Giovanni Roger il 14 giugno del 1696 emette una sentenza sulla investitura del Marchesato di Villacidro.
• I Roger risultano tra le famiglie abilitate nel Parlamento Montellano (1698-1699) convocato a Cagliari dal viceré Josè de Solis conte di Montellano.
• il 23 giugno 1707 muore Don Francesco Roger (è riportato Roager) ( Libro dei Defunti della Cattedrale di Cagliari).
• il 2 gennaio 1708 muore Donna Clementa Sanna , moglie di Don Francesco Roger ( Libro dei Defunti della Cattedrale di Cagliari).
•[size=85] I Roger si estinsero agli inizi del 1700.




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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » venerdì 21 settembre 2012, 20:21

Vedo che ha raccolto quasi tutti i personaggi che figurano nelle fonti edite.
La linea cagliaritana tutto sommato è abbastanza documentata mentre delle linee rimaste nelle Baronie non vi sono ancora genealogie edite.
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