Andrea Molle ha scritto:In tutta sincerita' trovo incredibili queste vicende. Sono d'accordo nel punire il truffatore, ma vogliamo parlare anche delle cosiddette "vittime"? Personalmente ritengo che si possa anche parlare di "incauto acquisto". Non sembra anche a voi assurdo che si arrivi anche solo a pensare di poter acquisire una nobilta' non per discendenza ne per meriti ma unicamente tramite denaro? Non va questo forse contro ogni aspirazione alla reale nobilta'?
cordialmente,
Andrea Molle
Provoco
: chi è ignorante di problemi a noi ben noti, può benissimo pensare che al di là della discendenza, ci possa essere UN INIZIO, e che lo stesso incauto "acquirente" sia il primo titolato della sua discendenza.
E se l'ignorante legge centinaia di sentenze di Cassazione, Tribunali, ecc. che sanciscono che il signor X, PUO' concedere titoli nobiliari, come si fa a dargli torto?
E se coloro che scrivono che questi titoli non valgono nulla, al di là delle sentenze, non lo fanno per caso perché loro non hanno nulla in mano e che se invece avessero loro delle sentenze a proprio favore, scriverebbero che sono validissimi? Lo stesso dicasi per Cavalierati varii. Ne ho le prove!
Denaro: è sempre, ribadisco sempre questione di denaro, o almeno di servigi resi al potente. Già nei secoli passati, bastava avere cavalieri e militari, pagarli, ed offire l' operato di questi cavalieri al potente di turno, che poi si sdebitava concedendegli un titolo nobiliare.
Ieri sera al Sistina di Roma, Arbore, ha ricordato una sua frase: MEDITATE, MEDITATE, GENTE
Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano
“Per Aspera Ardua”
carfi.giuseppe@tiscali.it
“Quando arrivi in Vetta ad un Monte, non fermarti, continua a salire”



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