Famiglie della piccola nobiltà sarda

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Misorro

Messaggioda Destavara » martedì 6 marzo 2012, 13:28

Buongiorno,
grazie per la descrizone di certi aspetti della Gallura: allora tu sai qualcosa riguardo al presunto sbaglio di identità relativo al sopra citato Misorro?
Su internet infatti avevo reperito anche questo:

Il piccolo oratorio dov’è custodito il prezioso dipinto presenta una facciata a capanna sormontata da un campanile a vela con al centro un portale architravato e un finestrone centinato[1]. La sua erezione si deve, secondo una non verificata leggenda, al potente Giacomo Misorro – le cui iniziali compaiono nell’acquasantiera marmorea a destra della porta d’ingresso – che nel 1670, nello stesso luogo, uccise a sangue freddo durante la notte 18 dei suoi nemici sorpresi in un agguato. Successivamente, recatosi a Roma per il Giubileo indetto da Clemente X nel 1675, si pentì dei delitti compiuti e rientrato in patria costruì la piccola chiesetta alla periferia di Tempio entro il 1679, data incisa sull’architrave del portale[2]. In effetti dalle ricerche archivistiche effettuate da Giuseppe Mele relative alla famiglia Misorro non risulta alcun Giacomo vissuto alla fine del XVII secolo, quanto piuttosto un Gavino Misorro morto il 9 settembre 1706[3]. Di fatto, il Jaime del quale Salis trovò l’atto di morte, risulta defunto il 4 giugno 1748[4], data certamente incompatibile con le vicende narrate nella leggenda ambientata tra il 1670 e il 1679. Il committente quindi della chiesa del Purgatorio di Tempio e del dipinto in questione, potrebbe essere più propriamente Gavino Misorro “il più grande degli allevatori tempiesi e l’ultimo a sfruttare una condizione così favorevole”[5], convocato al Parlamento Solís Valderrábano il 10 gennaio 1698[6]. Tuttavia nella medesima convocazione risulta un Giacomo Rizio Misorro, sempre della villa di Tempio, ma abitante a Castel Aragonese, il quale nominò suo procuratore proprio don Gavino Misorro l’11 gennaio 1698[7], che a sua volta fu rappresentato da Sebastiano Garrucho il 22 febbraio 1698[8], in forza di una procura del 18 gennaio 1698[9].

Magari si tratta in realtà di don Gavino oppure di don Giacomo Riccio Misorro!? Sarei curioso...

PS: La famiglia noblie si è estinta? Ne esistono di omonime? E' un cognome un pò strano.
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Misorro

Messaggioda Salvennor » martedì 6 marzo 2012, 16:26

Domanda:
Chi era costui citato nel seguente documento?


Archivio di Stato di Cagliari

Fondo: REGIE PROVVISIONI - [F442378] Serie: 12 - M Codice Unità:2
Unità di conservazione: 13

Descrizione: S.M. avoca a sè la cognizione della causa compilatasi per esser stato il detto Misorro, tolto dalle mani dei dragoni leggieri che lo tenevano arrestato, da alcuni uomini armati di schioppo nel villaggio di Luras, e la commette alla Reale Udienza a sale unite
Anno di inizio: 1784
Cognome e nome: MISORRO Pietro MARRONEDDU


Risposta:
Probabilmente anche quest'altro Misorro ebbe a che fare con la "Giustizia".


Per Destavara: Da una analisi del web sembrerebbe che tutti i Misorro si siano estinti, a prescindere da linee titolate o meno. In assenza di risultati di ricerche "sul campo" per ora credo si possa affermare questo.
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Re: MISORRO

Messaggioda leone passante » mercoledì 7 marzo 2012, 2:08

Rispondo congiuntamente a Destavara e Salvennor.

Ho affermato che con certezza quel Giacomo Misorro non era nobile per il semplice fatto che la linea Misorro più antica ottiene la nobiltà con un Gavino soltanto nel 1694 e i figli di Gavino -tra cui non vi è peraltro alcun Giacomo- nascono in data di gran lunga successiva al 1670.
Sull'identità dell'autore del celebre episodio delittuoso non ho fatto studi particolareggiati ma posso senz'altro dire che non è affatto vero che non si rinvenga un Giacomo Misorro in quel periodo: nei QL di Tempio è attestato un Jacobus Franciscus Misorro battezzato il 04.10.1626, nascita ben compatibile con la cronologia dei fatti.
Escluderei poi che si tratti di quel Giacomo Riccio Misorro convocato alle Cortes Montellano del 1698 giacché trattasi certamente di un Riccio, Misorro per parte di madre, e d'altronde a quella data l'unico Misorro che avesse titolo a partecipare al parlamento era per l'appunto don Gavino.
Il nostro Giacomo Misorro potrebbe essere quello di cui si parla nel sito sposato con una Riccio e padre di un Proto, di un Pedro e di una Mannena, il quale era con tutta probabilità fratello di don Gavino.
Certamente non è compatibile il Giacomo Misorro che muore nel 1748. Egli, Serafino per parte di madre, era figlio di altro fratello di don Gavino. Sposò nel 1700 donna Costanza Valentino Pes e fu sindaco di Tempio nel 1739.
La famiglia mentre è notissima nella linea nobiliare, poco articolata, lo è meno in quelle rimaste borghesi, particolarmente articolate. Di pessimi elementi che ebbero a che fare con la giustizia ce ne sono a bizzeffe e quello di cui all'arresto è uno dei tanti.
La famiglia Misorro nobile si dovrebbe essere estinta in Torino nel 1889 con una donna Ignazia Misorro Musso sposata al nobile Augusto Buglioni di Monale o con il di lei fratello Pietro se le è sopravvissuto.
L'ultimo Misorro delle linee non nobili è deceduto poverissimo in Tempio negli anni '80 del XX secolo. Quella trasferita a Cagliari nel '700 trattata abusivamente di nobile (linea Misorro Cardia) dovrebbe essersi estinta parimenti nell'800.
Sfido l'ira dei moderatori e sconfino nell'onomastica. Il cognome non è affatto d'origine iberica. Subisce un'evoluzione Missoru> Misorru analoga a quella di Pittoru > Pittorru ed appare derivato da una base Misso che si riscontra in fonti coeve.Insomma il solito etnico sardo-corso.
Ultima modifica di leone passante il mercoledì 7 marzo 2012, 13:34, modificato 1 volta in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Destavara » mercoledì 7 marzo 2012, 9:10

Salve,
grazie per le delucidazioni e la dovizia dei particolari; strano pareva che il sacerdote nel video inventasse dei dati biografici così concreti sul Giacomo che secondo il Mele non visse mai... Dunque si è proprio estinto il cognome: peccato!
Un saluto, D.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Salvennor » mercoledì 7 marzo 2012, 22:57

Grazie anche da parte mia a leone passante per le ulteriori interessanti notizie.
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TOLO MARCELLO di SEUI

Messaggioda leone passante » sabato 10 marzo 2012, 12:40

per Vincenzo Carta e per tutti coloro che si sono occupati dei Tolu di Oliena

E' consegnato alla storia un cavaliere nobile don Giulio Tolu originario di Mamoiada ma residente in Esterzili, rimasto vittima di celebre errore giudiziario che portò gli inquirenti a ritenerlo coinvolto nell'assalto a casa Capece e a condannarlo a morte mediante decapitazione nella piazza del Carmine di Cagliari nel 1840. Fu -come noto - l'ultimo nobile sardo condannato alla pena capitale con gli onori e la cerimonia prevista per il rango. Il di lui preteso complice era il cugino don Salvatore Tolu, originario di Seui che non pare però sia stato decapitato ma giustiziato per impiccagione. Entrambi sono detti congiunti delle vittime della grassazione e dell'accusatrice Francesca Capece, certamente per via della madre di questa, donna Giuseppa Muntoni, moglie del tempiese don Salvatore Capece, delegato di giustizia della Barbagia di Seulo.
Escludo con una certa sicurezza una parentela da parte dei Capece, trattandosi di famiglia tempiese purosangue.

Posto che non esistono altri riconoscimenti nobiliari se non quelli a favore di Monserrato Tolo di Oliena e dei suoi figli, ipotizzo che, come provato per i Tolu di Mamoiada, anche i Tolu di Seui discendessero da quelli di Oliena, a meno che non si tratti di un caso di possesso dello status nobiliare scompagnato da titolo. Chiedo agli amici del forum ragguagli in merito.

Ho un particolare interesse a sciogliere il nodo dei Tolu di Seui perché tra le mie ascendenze dirette figura una Giuseppa Tolo Marcello di Seui (1738-1820) figlia di don Manuele Tolo e di donna Maria Antonia Marcello Carta.
Il padre Manuele era figlio di Francesco Tolo e di Giuseppa Aquenza; la madre Maria Antonia era figlia di Salvator Angelo Marcello e di Anna Carta.

La mia antenata Giuseppa Tolo Marcello fece matrimonio borghese, sposando il notaio ogliastrino Luca Pisano Demuro (1733-1799) di Ilbono, figlio e nipote di notai, molto benestante che farà sposare le figlie, dotandole adeguatamente, a esponenti di famiglie nobili d'Ogliastra (Cardia e Mameli).

Ringrazio anticipatamente chi vorrà fornirmi notizie su questi Tolo di Seui e sull'eventuale nesso genealogico con quelli di Mamoiada e Oliena.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda vincenzo carta » domenica 11 marzo 2012, 16:28

Salve
Per Leone passante,che vedo connesso.
In data del 7-9-1732 Don Emanuele Tolo di Oliena,figlio di Don Francesco e donna Giuseppa Achenza,sposa Donna Maria Antonia Marcello di Seui di Don Salvatore Marcello (non conosco il nome della madre).Il matrimonio ,col permesso del curato più anziano,(cura mas antiguo)fu celebrato da Don Ligi Satta,canonico di Alghero.In data del 18-4-1739 Don Luigi Lucifero Satta di Galtellì,figlio di Don Francesco e Donna Dorotea Achenza,sposa la sorella di Donna Maria Antonia,Donna Vincenza.Quasi certamente cugino di Don Emanuele.In data del 12-10-1747 Don Gabriele Tolo di Oliena,fratello di Don Emanuele,sposa a Seui Donna Caterina Marcello,sorella di Donna Maria Antonia.Di conseguenza i Tolo oltre ad essere fratelli,sono anche cognati.I simili,dice il proverbio"con i propri simili,finchè è possibile".Per quanto riguarda la parentela con i Capece,tieni presente che Don Salvatore Marcello era cugino del Sadalese Don Salvatore Locci,il quale all'epoca era a Barcellona,reggente del Supremo Consiglio Aragonese.La mamma di Don Salvatore Locci,Michela Marcello,era sorella di Gioacchino marcello,nonno di Don Salvatore Marcello.Ecco dimostrata la parentela fra i Locci,i Tolo ed il fratello del Vescovo di Tempio.Penso di essere stato chiaro ed esauriente.
Saluti a tutti Vincenzo.
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Tolo e altri di Seui

Messaggioda Salvennor » domenica 11 marzo 2012, 17:54

Per Vincenzo Carta: Tutto molto interessante. Nella citata zona se non ricordo male è esistito un'ecclesiastico Pietro Giuseppe Marcello Carta, che ricoprì anche il ruolo di parroco, se non sbaglio nel 700. Vicino a Mandas, non ricordo il nome del centro, invece è documentato un parroco Guiso Carta nato a Orani, nel 600.

Per leone passante: Ma esistono ancora i vari atti giudiziari relativi alla vicenda del citato Giulio Tolu?
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Ecclesiastico Marcello Carta

Messaggioda Salvennor » domenica 11 marzo 2012, 18:27

Ho trovato un'altro, o forse il medesimo, ecclesiastico Marcello Carta, citato nel seguente testo, ma sembrerebbe che la questione del nome e cognome esatto non sia chiara


“Un antico parroco di Baunei, il Rettore Marcello, è
stato il primo a raccogliere una certa
quantità d’idoletti in bronzo nel
territorio di sua parrocchia; questa
collezione venne in seguito collocata
nel Museo particolare del Viceré, il Duca del Genovese (Rif. Carlo Felice /
Duca del Genovese, dal 1799 al 1821 -
di fatto, solo fino al 1816- resse la
Sardegna come Viceré).Essa ha servito
d’incominciamento alla bella e
numerosa serie degli idoli sardi, che attualmente formano il più ricco
ornamento del R. Museo d’Antichità di
Cagliari”. Trovo interessante la teoria
di Angelino Usai, primo storiografo
d’Ogliastra, in merito alla vera identità
del parroco in questione. Ancora da ‘Baunei’, 1968: “Finora si era ritenuto
che il benemerito Rettore fosse Don
Pedro Josef Marcello Carta che nel
registro dei battesimi amministrati l’8
novembre 1768 si firma ‘Vicario
Parrocchiale della villa di Baunei y su annexa Triei’, mentre il 5 luglio
1790, nell’atto di nascita di Maria Efisia
Murru, si firma ‘Rettore’. In data 28
dicembre 1793 troviamo Vice Rettore
di Baunei don Francesco Marcello, che
firma l’atto di battesimo di Giovanni stefano Incollu, mentre il 15 febbraio
1795, l’atto di nascita di Maria Grazia
Murru è firmato dal Rettore don Brontu
Cadello. Il Lamarmora ha certamente
commesso un errore, perché se la
raccolta degli idoletti fu fatta dal Rettore di Baunei egli avrebbe dovuto
scrivere ‘Don Carta’ o ‘Don Pedro Josef
Marcello Carta’ e non ‘Don
Marcello’ (che era uno dei tre nomi e
non il cognome del Rettore); se invece
voleva riferirsi a ‘Don Francesco Marcello’ avrebbe dovuto scrivere ‘dal
Vice Rettore Don Marcello’. A meno che
non si tratti addirittura di Don Juan
antiogo Pau Marcello, che fu curato di
Baunei nel 1740. Nella relazione del
primo battaglione, formato dallo stamento Militare e comandato dal
Marchese Rippoll Neoneli, è detto :’
oltre ai suddetti Capitani ed Assistenti
di Campo si presentarono
spontaneamente in qualità di volontari
senza menomo soldo … Don Francesco Tolu di Seni (forse Seui –NU-), il quale
presentò seco 15 uomini di Baunei,
spesati dal M.to R.do Don Pietro
Marcello, suo zio Rettore di detto
villaggio, coi quali prestò servizio
finchè esistì il battaglione’. Anche qui si è ripetuto l’errore di scrivere ‘Don
Pietro Marcello’ anziché ‘Don Pietro
Josef Marcello Carta’. A questo punto
sorge il dubbio se sia stato Don Carta a
modificare il proprio cognome o altri
che preferivano chiamarlo ‘Don Marcello’ … . Il Reverendo don Pedro
Josef Marcello Carta, fu il primo a
comprendere il reale valore storico ed
artistico degli idoletti in bronzo e, a
differenza di altri religiosi che per
toglierli alla vista dei convertiti al cristianesimo li sotterrarono nelle
chiese o li fusero per farne campane,
ne raccolse alcune diecine … fra questi
bronzetti, che ebbero illustrazioni
anche all’estero, il geologo e
paleontologo tedesco Georg Munster riconobbe le figure del ...”.

(fonte http://digilander.libero.it/blucieloema ... arte_2.htm )
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » domenica 11 marzo 2012, 18:58

vincenzo carta ha scritto:Salve
Per Leone passante,che vedo connesso.
In data del 7-9-1732 Don Emanuele Tolo di Oliena,figlio di Don Francesco e donna Giuseppa Achenza,sposa Donna Maria Antonia Marcello di Seui di Don Salvatore Marcello (non conosco il nome della madre).Il matrimonio ,col permesso del curato più anziano,(cura mas antiguo)fu celebrato da Don Ligi Satta,canonico di Alghero.In data del 18-4-1739 Don Luigi Lucifero Satta di Galtellì,figlio di Don Francesco e Donna Dorotea Achenza,sposa la sorella di Donna Maria Antonia,Donna Vincenza.Quasi certamente cugino di Don Emanuele.In data del 12-10-1747 Don Gabriele Tolo di Oliena,fratello di Don Emanuele,sposa a Seui Donna Caterina Marcello,sorella di Donna Maria Antonia.Di conseguenza i Tolo oltre ad essere fratelli,sono anche cognati.I simili,dice il proverbio"con i propri simili,finchè è possibile".Per quanto riguarda la parentela con i Capece,tieni presente che Don Salvatore Marcello era cugino del Sadalese Don Salvatore Locci,il quale all'epoca era a Barcellona,reggente del Supremo Consiglio Aragonese.La mamma di Don Salvatore Locci,Michela Marcello,era sorella di Gioacchino marcello,nonno di Don Salvatore Marcello.Ecco dimostrata la parentela fra i Locci,i Tolo ed il fratello del Vescovo di Tempio.Penso di essere stato chiaro ed esauriente.
Saluti a tutti Vincenzo.


Ti ringrazio infinitamente per la data del matrimonio del mio avo don Emanuele Tolo e soprattutto per la prova della sua nascita ad Oliena che svela l'approdo dei Tolo a Seui che reputavo più risalente nel tempo. Grazie anche per la segnalazione del fratello don Gabriele che ignoravo totalmente.

Quanto dici invece per la parentela Capece-Locci è erroneo. Il don Francesco Locci che sposa donna Francesca Capece non ha niente a che vedere col Reggente Locci giacché era un Locci Cardia di Tortolì trasferito in Esterzili e posso garantirtelo perché discendo direttamente dal fratello don Giuseppe rimasto in Tortolì. La compresenza di due stirpi nobiliari Locci ad Esterzili ha ingenerato numerosi equivoci ma oggi grazie al saggio di don Luigi Orrù di San Raimondo in AAGS è stata fatta chiarezza.
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Re: Ecclesiastico Marcello Carta

Messaggioda leone passante » domenica 11 marzo 2012, 19:06

Salvennor ha scritto:Ho trovato un'altro, o forse il medesimo, ecclesiastico Marcello Carta, citato nel seguente testo, ma sembrerebbe che la questione del nome e cognome esatto non sia chiara [...]

E se si trattasse proprio di un fratello della mia antenata donna Maria Antonia Marcello Carta figlia del seuese don Salvator Angelo Marcello e di donna Anna Carta? Tra l'altro il nome Marcello come personale in Sardegna non sembra attestato.
Ultima modifica di leone passante il lunedì 30 aprile 2012, 20:26, modificato 1 volta in totale.
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Re: Tolo e altri di Seui

Messaggioda leone passante » domenica 11 marzo 2012, 19:20

Salvennor ha scritto:Per leone passante: Ma esistono ancora i vari atti giudiziari relativi alla vicenda del citato Giulio Tolu?

Ecco gli estremi archivistici della causa criminale:

Fondo: REALE UDIENZA DEL REGNO SARDEGNA - [F441422]
Serie: 03 - Classe III - Cause Criminali
Sottoserie: 03 - Pandetta 17
Codice Unità: 6843
Anno di inizio: 1822 Anno di fine: 1844
Cognome e nome: Tolu don Giuliu ed altri
Origine: Esterzili
Reato: Omicidio, grassazione ed altri reati
Località: Esterzili
Stato di conservazione: m.s.c.
Note:
Prec. Reg. Arc. - 1844/25 - Anche i numeri dal 6844 al 6852
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Salvennor » domenica 11 marzo 2012, 19:29

Per leone passante: Grazie per i dati archivistici relativi alla vicenda giudiziaria del Giulio Tolu.
Non saprei se il personaggio citato nel testo di cui sopra possa essere fratello del suo antenato. Anche perché nel passato esistevano molti Marcello, specie nelle zone barbaricine, ma anche nel sassarese, e anche nell'oristanese. Uno dei Capitani di Cavalleria che inseguì l'Angioy era un Marcello di Cuglieri, che secondo me era di un ramo originario di Austis. Anche in molti centri compresi tra nuorese occidentale e alto oristanese esistevano doppi cognomi contenenti Marcello, tipo Carta Marcello (non solo i già citati personaggi di Fonni), Serra Marcello, etc.. E ovviamente anche a Cagliari.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda vincenzo carta » domenica 11 marzo 2012, 19:37

Salve
Aggiungo:il Don Pietro Giuseppe Marcello,rettore di Baunei dal 1771 al 1794,che dono' i bronzetti a Carlo Felice è ii figlio di Don Salvatore Marcello di Seui,quindi cognato di Don Emanuele e Don Gabriele Tolo,di Don Luigi Lucifero Satta,di Pietro Antonio Dearca di Tonara figlio di Michele e Grazia Musiu,che in data del 13-5-1742 sposa Donna Rosa Marcello.Purtroppo,come ho scritto nel post prece4dente,non conosco il cognome della madre,probabilmente era una Carta.Le notizie postate le ho desunte da "Dati relativi alla storia dei paesi della Diocesi D'Ogliastra" di Flavio Cocco.
Saluti Vincenzo
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MARCELLO di SARDEGNA

Messaggioda leone passante » domenica 11 marzo 2012, 19:53

Quella dei Marcello non è noto se sia un'unica grande stirpe ovvero se si tratti di nuclei familiari distinti, ipotesi quest'ultima più plausibile.
Certamente dal punto di vista del diritto nobiliare si hanno stirpi diverse, facenti capo ai seguenti concessionari originari:

1650: Carlo Marcello Sedda di Nuoro

1712: Salvatorangelo Marcello di Senis

1746: Giuseppe Marcello Tronci di Suelli con origine da Fonni

1793: Giorgio Marcello di Selegas con origine da Tiana

1799: Domenico Marcello di Ovodda
Ultima modifica di leone passante il lunedì 12 marzo 2012, 0:05, modificato 1 volta in totale.
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