da Lidia Carta » sabato 11 febbraio 2012, 17:23
Al fine di accertare quali rami Carta nobili si perpetuino ad oggi, sarebbe opportuno prendere le mosse dall'Elenco ufficiale della nobiltà sarda stilato nel 1822, all'indomani della salita al trono di Carlo Felice.
Invero tale elenco ufficiale difficilmente avrà tralasciato di considerare soggetti aventi diritto, giacché è stato redatto sulla base di informative dettagliate assunte capillarmente sul territorio. Per giunta ci troviamo ancora in epoca feudale, in cui allo status nobiliare erano connessi privilegi di natura fiscale nonché il godimento del foro riservato, ciò che costituiva forte motivazione alla richiesta di iscrizione. E' prova della sua completezza la circostanza che in esso sono ricompresi numerosi soggetti che avevano soltanto la nobiltà personale per essere membri della più alta magistratura (cfr. Bruscu, Azuni) ovvero per essere stati insigniti del cavalierato mauriziano (Pruner, Brontu), nonché soggetti che erano nobili da secoli nella pubblica opinione senza mai avere conseguito riconoscimenti ufficiali (Pilursi).
In più sono stati iscritti cavalieri certamente aventi diritto all'iscrizione ma in condizioni economiche precarie e financo di degrado sociale (Dettori, Pinna), il che comprova che sia la consapevolezza della propria nobiltà sia la considerazione pubblica della loro nobiltà non erano venute meno nonostante la evidente decadenza.
Orbene, in tale elenco ufficiale sono iscritti 2 cavalieri Carta residenti in Cagliari, 1 in Oristano, 3 in Ozieri, 2 in Benetutti, 10 in Ardauli,1 in Neoneli, 2 in Sorradile, 2 in Ortueri, 4 in Atzara, 4 in Fonni.
Si tratta di soggetti nati al 90% in data successiva al 1750 e dunque le ricerche sui QL dovrebbero essere particolarmente agevoli.
Quasi certamente le maggiori soddisfazioni e sorprese dovrebbero riservarle le ricerche da svolgersi nei comuni del Guilcer, Barigadu, Mandrolisai, per la maggiore probabilità di successo, stante il maggior numero di soggetti iscritti.
leone passante
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Iscritto il: domenica 29 gennaio 2012, 1:19
In riferimento a quanto sopra citato da leone passante ricordo di aver a suo tempo citato in questo forum l'elenco delle famiglie sarde in legittimo possesso di titolo nobiliare sulla base dall'elenco prefettizio del 1822-25 di Carlo Felice. Ora anche a me risultavano gli stessi Centri nominati da passante per il cognome Carta, ma la mia grande sorpresa é stata quella di apprendere che ad Ardauli erano iscritti ben 10 cavalieri Carta......credo che la cosa m'interessi davvero da vicinissimo e poiché io ero disinformata proprio su Ardauli ( forse mi era sfuggito ?), chiederei se possibile a leone passante maggiori lumi per poter accedere alla sua fonte d'informazione di riferimento.
Casualmente ho anche individuato, da atti dell'archivio di stato di Oristano, i due titolati di Aidomaggiore ( Cav. Antonio Vincente Carta e Cav. Gavino Carta ); del Cav. Don Elia Carta di Sorradile già sapevamo , quello di Neoneli era sicuramente Don Nicolò Carta citato anche in quanto sindaco del paese nei primi decenni del 1800 e forse discendente del ramo Ardaulese. Ad Ardauli I Carta si sono moltiplicati in un modo incredibile fin dai primi decenni del 1700, tanto che il paese risulta credo ancora oggi quello con la più alta densità di tale cognome. Io, esplorando la mia genealogia, mi ero imbattuta in un capostipite della fine del 1600 che ha esercitato la sua professione di notaio per circa 40 anni e i cui atti si trovano ancora nell'archivio di Stato di Cagliari. Un personaggio davvero interessante... di cui non ho ancora esplorato molto. Certamente la famiglia é andata in decadenza nella seconda metà del 1800, ma come dice passante, con la consapevolezza "delle glorie passate", pur escludendo la consapevolezza del cavalierato. A testimonianza di queste glorie restano oggi delle belle case in basalto ( una é diventata sede della biblioteca comunale), tipiche dell'archittettura del Barrigadu dei primi del novecento, case funzionali alla conservazione dei prodotti agricoli e delle derrate alimentari di gente che si tramandava il mestiere del saper scrivere insieme a quello della proprietà terriera.