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leone passante ha scritto:Non credo affatto che la comunanza di stemma tra due o più famiglie costituisca un argomento decisivo per provare legami genealogici tra le stesse.
Non vorrei deluderti, ma non stiamo parlando di un leone rampante, un'aquila bicipite, o delle stelle a tot punte, o di una sbarra, o una partizione in decousse: è una raffigurazione troppo peculiare per essere casuale, e casuale in tutti i casi (Destavara)
Allo stato delle ricerche da me compiute la più antica raffigurazione dello stemma dei Satta è quella che appare nella lapide tombale di Caterina Satta, figlia di Giorgio, moglie di un Garuzi (originaria forma di Garruccio), deceduta nel 1653. Detta lapide si trova in Tempio nella chiesa di San Francesco, un tempo chiesa conventuale dei Minori Osservanti, murata nella parete destra.
Allora, senza andare ad Ozieri, anche se dal vero la cosa è più emozionante, cerca su google per immagini "stemma satta": vedrai lo stemma dell'altare ligneo della chiesa della Madonna del Monserrato risalente a fine '500-primo '600 dei Satta di Ozieri.
Puntualizzazione: se anche non fosse di datazione precedente a quello che conosci, comunque la raffigurazione è quella su campo unico, senza partizioni d'alleanza, e dunque riprooduce lo stemma originale dei Satta.(Destavara)
Dispongo di materiale fotografico dettagliato di detta lapide e vorrei mettervelo a disposizione ma non so come allegarlo e soprattutto non so se sono autorizzato a farlo.
Saremmo lieti tutti delle tue proposte, grazie in anticipo!![angelo [angel]](./images/smilies/angel_not.gif)
leone passante ha scritto:DESTAVARA ha scritto:
Allora, senza andare ad Ozieri, anche se dal vero la cosa è più emozionante, cerca su google per immagini "stemma satta": vedrai lo stemma dell'altare ligneo della chiesa della Madonna del Monserrato risalente a fine '500-primo '600 dei Satta di Ozieri.
Non capisco donde mutui la datazione dello stemma Satta scolpito alla base dell'altare della Madonna del Monserrato.
Nel sito emerge chiaramente che quell'altarino è frutto di assemblaggio, un pastiche per l'appunto, e che le parti originarie sono settencentesche. Parimenti settecentesco è detto lo stemma con stendardo e balestra.
Premesso che alcune foto in quella pagina sono slegate dal contenuto scritto e che l'insieme è poco chiaro (compresa l'appartenenza originaria dello scudo dei Satta), il pastiche, che nell'articolo si definisce gradevole, non è un "pastiche" (termine che ha una pretenziosità tecnico-stilistica), bensì un pasticcio, ovvero una terrificante schifezza che ad Ozieri furono sicuramente obbligati a fare con i resti degli ormai praticamente irrecuperabili antichi altari di S. Francesco: la datazione (a parte che prima ho scritto chiesa e non CAPPELLA del Monserrato) che ho ipotizzato discende non tanto dalle improbabili memorie orali citate nell'articolo, quanto dal fatto che in quell'obbrobrio si distinge perfettamente cosa è barocco spagnolo e cosa no. Lo scudo mi sembra di fattura precedente agli anni del '700 lì menzionati (dettagli, superfici, finitura diversa e semplice rispetto al cromatismo degli altri elementi (tardo)secenteschi; dovrebbe essere più probabilmente del '600, ma se consideriamo che il culto di Monserrato in un certo senso si deve a Leonardo Tola che sciolse voto dopo le imprese belliche che compì col suo futuro genero Angelo Satta nel 1492, lo stemma potrebbe essere un rimasuglio precedente (forse appunto fino al '500). (DEstavara)
Insomma, mi sa tanto che lo stemma della lapide tempiese non solo è il più antico di Gallura ma il più antico in senso assoluto, a parte quelli originali dipinti nei diplomi di concessione. A proposito, il diploma con la rappresentazione dell'arma concessa a Dionigi Satta nel 1640, è ancora reperibile nell'ASC ?
leone passante ha scritto:Torniamo ai Satta...
...Innanzitutto è ragionevole ipotizzare che -contrariamente a quanto afferma il Floris- il Francesco Satta Sotgiu di Bitti che riceverà i privilegi nel 1642 (cav.) e 1646 (nob.) con tutta probabiltà discenderà da uno di questi Satta attestati a Bitti già nella prima metà del precedente secolo ed interessati all'amministrazione del feudo piuttosto che da quell'Antonio da cui discendono i Satta galluresi, privilegiato del cavalierato nel 1599, quando cioè i nostri erano già ampiamente radicati nelle Barbagie di Bitti ed Ollolai.
D'altronde se quel Francesco Satta Sotgiu fosse stato nipote diretto di Antonio, sarebbe stato a sua volta figlio di uno dei tre figli (Giovanni Maria, Giovanni Antonio e Sebastiano) ammessi al Parlamento Bayona (1626) ciò che rende improbabile un rinnovo del cavalierato a soli 43 anni dalla concessione in capo all'avo, considerato che sarebbe stata condizione sufficiente per il riconoscimento la semplicissima prova della paternità.
E' altamente probabile comunque che tra i predetti rami bittese e tempiese vi fosse un legame di sangue, come indiziano alcune omonimie e soprattutto il fatto che anche i Satta di Bitti nell'attività di amministrazione del feudo si recassero a Tempio e a Terranova.
Tutto farebbe pensare dunque ad un trasferimento in senso opposto, dalle Barbagie alla Gallura interna, passando per Terranova. D'altronde che l'Antonio cavaliere nel 1599 discenda da quell'Antonio che ebbe la podestaria del Coghinas nel 1502 è semplice illazione di Floris non confortata da documento alcuno.
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