Famiglia Satta

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 3 febbraio 2012, 23:31

Francamento non ritengo di essere ingeneroso .
Forse sono io a non capire o sei Tu a non spiegarti , non so [hmm.gif]
Se siamo parlando di origine toponomastica ( da luogo ) siamo abbondantemente fuori strada .

Da "Il dizionario ragionato dei cognomi italiani" di Michele Francipane:

Satta:
Cognome tipico e specifico della Sardegna. Dal logudorese s'atta o atza ( dal tardo latino acia : punta o spada, il filo di lana del coltello, ma anche della scure o della spada ( in metafora persona ardita o coraggiosa , inteso anche come persona dalla parlantina acuta o lingua tagliente.

Ho consultato, con risultati nulli : "Origine storica delle località e antichi cognomi della Repubblica di Genova:
Comuni, frazioni, parrocchie e loro eventuali controversie dal 958 al 1797 (3033 località, 12839 cognomi, 27451 riferimenti)"

Se ci sono, sono apertissimo ad altre ipotesi , perbacco ! :D
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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SATTA etimologia

Messaggioda leone passante » sabato 4 febbraio 2012, 0:02

ecco ora si spiega tutto... sei legato e citi come un tempo si faceva per Aristotele testi che in fatto di cognomi sardi sono a dir poco inattendibili. Invero nessuna fonte ha finora restituito una occorrenza "s'atta/atza" di talché ogni ipotesi etimologica che parta da una tale forma soltanto ipotizzata ma mai documentata è priva di fondamento. E' espressione di una impostazione priva di qualunque base scientifica e fortunatamente archiviata, che, data la esclusività o la particolare frequenza di un cognome in Sardegna, conclude automaticamente per la sua sardità e ne riconduce l'etimologia ad un termine più o meno omofono presente nel lessico di una delle varianti linguistiche isolane. Insomma è la scuola di Pittau, oggi fortunatamente soppiantata da quella di Maxia.Le proposte etimologiche devono essere formulate partendo sempre da forme attestate.
Ultima modifica di leone passante il martedì 28 febbraio 2012, 13:28, modificato 1 volta in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » sabato 4 febbraio 2012, 0:19

egualmente un fuor d'opera cercare un toponimo corso in quel testo...devi attingere ai registri della taglia, ai repertori degli abitati estinti divisi per pievi, ad antiche carte geografiche. L'isola gemella tra medioevo ed età moderna aveva una popolazione diffusa in centinaia di piccoli e piccolissimi aggregati oggi in gran parte estinti che hanno prodotto una quantità elevatissima di cognomi sardo-corsi, parecchi rilevanti ai fini della storia della nobiltà sarda. Da un piccolo centro chiamato Paliaggio è derivato il cognome Paliaccio, portato dalla celebre famiglia dei marchesi della Planargia, da Cuccia il cognome Cugia portato dalla illustre stirpe dei marchesi di Sant'Orsola, e così per i cognomi portati dalle nobili famiglie di estrazione feudale dei Tavera, dei Petretto ecc.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda GENS VALERIA » sabato 4 febbraio 2012, 0:28

GENS VALERIA ha scritto:
Se ci sono, sono apertissimo ad altre ipotesi

che, supportate da appropriata bibliografia o ( molto meglio ) da prove documentarie, vanno ovviamente, vagliate

...maxiamente , ovviamente.
A te l'onore e l'onere delle prove a supporto delle tue ipotesi toponomastiche.

In ogni caso dubito che questo dialogo porti a qualcosa di particolare interesse né al topic né al forum .
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » sabato 4 febbraio 2012, 0:45

Il dialogo a mio giudizio è rilevante ai fini del forum giacché attiene all'origine di un gran numero di famiglie della nobiltà sarda, per l'esattezza la massima parte di quella sassarese e gallurese ed aiuta a sconfessare legami genealogici fasulli con famiglie nobili della penisola portanti cognomi similari. Esiste un celebre manoscritto seicentesco della Biblioteca Universitaria di Sassari, se non erro il BUS 655,che celebra gli allori delle famiglie sassaresi appartenenti alla nazione corsa che ebbero riconoscimenti nobiliari in Sardegna

siccome però sono un ospite e le regole le dettano i moderatori, prendo atto, evito di intasare il forum e resto in attesa di conoscere i limiti entro i quali devo ricondurre la discussione, sperando che qualcuno si compiaccia di indicarmeli
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Satta

Messaggioda Destavara » sabato 4 febbraio 2012, 1:13

Carissimi tutti, buona sera!
io non ho sufficienti competenze nel campo dell'onomastica per intervenire da sapiente, e me ne scuso anticipatamente.
Ad ogni modo credo che eviscerare l'origine dei cognomi ci stia portando ad uscire dallo scopo del presente argomento... E aggiungo che è una questione troppo complessa che non porterà nessuno di noi a dimostrare nulla;
leone passante, per rispetto di tutti noi la inviterei pertanto ad aprire un altro argomento in cui riassumere il "Dizionario dei cognomi sardo-corsi", se ritiene opportuno farlo... Per favore non lo faccia qui, è inutile:pare che lei continui a sentirsi attaccato da chi non ha nessuna intenzione di farlo. Qui dovremmo citare fonti documentali, non solo teorie bibliografiche... Sminuire gli interventi degli altri non serve a nessuno.
Non mi fraintenda, anche io ho le mie riserve su alcune ipotesi del Pittau (ma lui è uno studioso della materia ed io no; ciò non toglie che ognuno possa avere opinioni e dire la sua).
Nello specifico, riguardo al Satta: Pittau è uno che in Corsica non ci vuole andare nel modo più assoluto, e cerca altre spiegazioni, quella su citata; nulla di male proprio in questo caso: pensiamo all'attuale modo sardo di dire "quelli dell margine" (del paese), "quelli dello spigolo"(della via) et similia... Come si tradurrebbero TUTTI in logudorese? Direi così: "Sos de s'atta" "sos de s'atza"... Da s'atza a Satta il passo è breve, come fu per il cognome Metze, Metge, poi divenuto Mette. E pensiamo che in ogni villaggio ci furono famiglie che vivevano in uno spigolo, sulla punta (della collina)... Potrei farneticare per ore, se volessi trovare l'origine sarda del cognome Satta, e Pittau lo fa molto meglio di me presumo, così come altri autorevoli studiosi.
Maxia invece predilige la pista corsa, bene!
Poco tempo fa qualcuno cercò nel forum notizie sul cognome Conedda, sardo... Seguendo la pista toponomastica io sono giunto in Puglia: nulla di più sbagliato, ma lei è pronto a giurare che 400 anni fa (numero a caso) anche non un solo uomo della contrada barese di Conedda si sia trasferito in Sardegna? Si rende conto che parliamo di aria fritta?
Altrettanto potrei farneticare se prendessi le antiche carte geografiche di chissà quali regioni più o meno vicine all'isola.

Una cosa mi sfugge poi: come mai data la pure innegabile massiccia presenza di famiglie corse in Gallura fino praticamente quasi al XVIII secolo inoltrato vi si parlava sardo, e solo dopo si è affermato il gallurese, o corso del sud, lo chiami come meglio le aggrada? Questo dato lo pongo erroneamente? Riformulo: come mai le famiglie Galluresi cominciarono a "parlare corso" (improprietà voluta) proprio dopo essersi ampiamente "sardizzate"?

Torno ai Satta e chiedo, anche al moderatore, che mi pare sia esperto di araldica: secondo voi è possibile che l'origine del cognome (quella spiegata con la parola punta, et similia) sia presente anche nell'araldica DI TUTTI I SATTA NOBILI, che si caratterizza per la fanciulla che sostiene il dardo? La fanciulla inoltre cavalca un cervo in corsa (riferimento al coraggio, anche per estensione dei concetti dell'etimologia del cognome, oltre che forse per qualche azione meritoria in guerra).
Attendo...
Cordialmente, D.
Ultima modifica di Destavara il lunedì 27 febbraio 2012, 0:22, modificato 1 volta in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Destavara » sabato 4 febbraio 2012, 1:23

leone la accontento:
lo scopo principale del topic è la genealogia delle famiglie nobili sarde, non l'origine dei cognomi, ciò non toglie che si possano toccare gli aspetti connessi senza andare "fuori dal seminato" esagerando.
Cordialità, D.
Ultima modifica di Destavara il lunedì 27 febbraio 2012, 0:23, modificato 1 volta in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » sabato 4 febbraio 2012, 1:53

Prendo atto che l'argomento decampa dall'oggetto del topic e mi adeguo.
Rispondo soltanto alle ultime sue domande.
Il Gallurese anche non si è mai affermato come lingua scritta negli atti pubblici era certamente parlato ben prima del '700. Le immigrazioni di corsi attestate nei QL di Tempio a partire dal 1622 sono solo poche decine mentre le immigrazioni massicce che hanno portato allo spodestamento del sardo sono avvenute tra '400 e '500.
Al momento della concessione degli stemmi, gli araldisti spesso ideavano lo stemma traendo suggerimento dal nome del casato (arma parlante) ma non si tratta certo di etimologie con valore scientifico. Nessuno crederà che i nobili Cardia di Tortolì che hanno un cuore nello stemma vedano il loro cognome derivare dal vocabolo latino cor- cordis o che gli Zonza di Sassari che avevano nello stemma una civetta, in sardo zonca, vedano il loro cognome derivare da quel volatile.
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Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » sabato 4 febbraio 2012, 13:20

offro un ragguaglio e pongo una domanda su questi due individui da voi postati:

SATTA MINUTILI MARIETTA morta il 09 novembre 1893 a 61 anni in SASSARI, sposata SORO
era figlia del nobile Avv. Luigi Satta Minutili, Prefetto
sposò il Prof. Avv. Carmine Soro Delitala (1852-1914), professore di Diritto Amministrativo nell'Università di Sassari, esponente del partito cattolico (discendo da una di lui sorella)
credo che la zia Marietta appartenesse al ramo di Anela

SATTA TOLU FRANCESCA morta il 05 dicembre 1896 a 32 anni in NULVI, sposata a IGNAZIO FRASSETO
I Satta di Nulvi ancora oggi fiorenti in Sassari non apparterrebbero alla storica famiglia indigena dell'Anglona, famosa per i suoi membri facinorosi e banditi dal regno, ma a un ramo dei Satta di Galtellì. Le vostre ricerche danno conferma della circostanza?
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SATTA di NUORO

Messaggioda leone passante » sabato 4 febbraio 2012, 13:38

Destavara ha scritto:Gentile dpascale, Salvatore Satta fu illustre giurista e scrittore, e la famiglia descritta nel capolavoro da lei citato è proprio la sua: infatti i Sanna Carboni del romanzo sarebbero i Satta Galfrè, reale famiglia di notabili (nobili?) nuoresi del tempo. Salvatore era figlio di un Salvatore (notaio) e di una Galfrè (che nel romanzo sarebbe di origini francesi). Personalmente credo che potesse discendere dai Satta Guiso, famiglia che visse tra l' altro a Bitti, Orosei (luogo di proliferazione della potente stirpe dei Guiso) e Nuoro. Se così fosse sarebbe parente anche di altri due "famosi" Satta: Sebastiano e Giacinto (dottor Pamfilo). La famiglia di don Giacinto Satta è quella dei Satta Guiso (Orosei) e si trova cambiata di nome in un altro noto romanzo della Deledda... ovviamente il più famoso: Canne al vento! Il romanzo narra le vicende di una famiglia nobile ormai decaduta e in estinzione, quella dei Pintor, rappresentata nel piccolo paese di Galte (in realtà Galtellì) da poche sorelle superstiti, le dame Pintor appunto, che hanno un nipote...indovinate il nome di questo nipote!?
Giacinto! Coincidenza? Non credo, i Satta vissero realmente anche a Galtellì. Accidenti, mi rendo conto che anche questa domanda da lei postami può avvalorare la mia opinione sui Satta: ne possono esistere molti di più di quelli "ufficiali"!! Del resto non mi risulta che i suddetti Salvatore, Sebastiano, Giacinto appartenessero a rami ufficialmente esistenti e registrati... eppure le loro appartenenza al ceto dei cavalieri e nobili era ed è notoria..Mah! Grazie per lo spunto offertomi. Dstvr



il padre dello scrittore e giurista Salvatore era il notaio Salvatore Satta Carroni, figlio di uno dei due don Luigi Satta residenti a Nuoro riconosciuti nobili nell'elenco ufficiale nel 1822, certamente cugini primi. La madre era la figlia dell'architetto piemontese Galfrè e di una Satta borghese. La nobile famiglia Satta in questione era originaria di Galtellì. I Satta Galfré, cioè scrittore e fratelli, dovrebbero avere ancora discendenza
Ultima modifica di leone passante il lunedì 6 febbraio 2012, 0:47, modificato 2 volte in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda vincenzo carta » sabato 4 febbraio 2012, 15:06

Salve
Per Destavara
Il 23-11-1744 a Orosei Matrimonio fra il Cav.Gabriele Satta Sedda(figlio di Don Giovanni Satta e Donna Margherita Sedda) di Mamoiada e Donna Maria Giovanna Pinna Pilurzi(figlia di Don Tommaso Pinna Manca e Donna Francesca Pilurzi Deliperi) di Orosei.
Il 4-5-1746 le Dame Anna Francesca in Tolo,Maria Petronilla e Maria Giuseppa Satta figlie ed eredi del fu Cav.Gavino Satta,tenutarie della cumbessia di San Cosimo (santuario campestre in territorio di Mamoiada)e della festa del Vestiario della S.ma Vergine dell'Assunta,vengono contestate del diritto escusivo dagli eredi del fu Cav.Giovanni Satta,Giuseppe Felice,Maria Vincenza e Giovanni Domenico.
Il 22-9-1748 per testamento Donna Vincenza Satta Sedda,nomina curatori dei beni il marito Don Diego Meloni e i fratelli Giovanni Domenico e Gabriele Satta Cavalieri;miradores dell'anima il Rev.Don Giovanni Francesco Satta,suo zio rettore e Gavino Antonio Carta,curato suo cugino.
Saluti a tutti
Vincenzo
vincenzo carta
 
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Satta, risp al precedente

Messaggioda Destavara » sabato 4 febbraio 2012, 16:37

Grazie mille per gli ultimi contributi! [arf2.gif]
Vincenzo: Il cognome Sedda che citi è quello nobile o si tratta di titolo dovuto al matrimonio con un nobile? Vorrei aggiornare il post degli imparentamenti dei Satta aggiungendo Tolo(u) ed eventualmente Sedda; grazie.

Per le domade di leone passante:
1) i Satta si imparentarono coi Minutily molte e molte volte, non solo ad Anela, in tempi e luoghi diversi: la sua domanda è molto difficile; so solo che Floris li estingue tra 600 e 700, e la cosa non dovrebbe essere vera, in quanto la nonna di un mio vecchio amico che ho conosciuto in Toscana era una Satta di Anela, discendente dai cosiddetti Satta Munutili di quel villaggio.
2) Nulvi fu un centro molto ricco di casati antichi e nobili, è altamente probabile che nei vari periodi si siano verificate presenze di nobili Satta anche "differenti" (usiamo questa parola anche se alla fine sono sempre tutti gli stessi ab antiquo a parte forse quelli più recenti di Codrongianos). Bisognerebbe mettere piede a Nulvi... e restarci un pò [stretcher.gif]
Saluti
Ultima modifica di Destavara il lunedì 27 febbraio 2012, 0:23, modificato 2 volte in totale.
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SATTA di GALLURA

Messaggioda leone passante » domenica 5 febbraio 2012, 12:06

per Destavara che afferma:
2) Nulvi fu un centro molto ricco di casati antichi e nobili, è altamente probabile che nei vari periodi si siano verificate presenze di nobili Satta anche "differenti" (usiamo questa parola anche se alla fine sono sempre tutti gli stessi ab antiquo a parte forse quelli più recenti di Codrongianos)


Da quanto affermi parrebbe che le tue ricerche siano molto avanzate. Personalmente non sono riuscito a rinvenire -se esiste- il nesso genealogico tra la stirpe gallurese Satta originaria di Terranova e trasferita in Tempio, ammessa per prima alle Cortes (Bayona 1626) con i fratelli Giovanni Antonio, Giovanni Maria e Sebastiano e la stirpe discendente da quello Stefano Satta che ottenne i privilegi nel 1640-44, ammessa al Parlamento Avellano del 1643. Purtroppo i QL di Tempio partono soltanto dal 1622 e credo che trovare il legame genealogico in quegli atti sia una pia illusione e ci si debba rivolgere ad altri fondi archivistici.
La prima famiglia sembra sparire definitivamente prima della metà del '600 e la seconda sembra parimenti non arrivare al '700.
Sin dall'inizio del primo volume sono poi presenti a Tempio stirpi Satta di bassa condizione sociale come confermano anche gli apparentamenti e dalla metà del '600 si registrano anche apporti esterni come un "Joanne Satta de ottieris" che sposa in Tempio una "martina mogareddu", sempre di umile condizione.
Ultima modifica di leone passante il sabato 25 febbraio 2012, 1:43, modificato 2 volte in totale.
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Satta

Messaggioda Destavara » domenica 5 febbraio 2012, 21:53

Ciao a tutti,
leone passante: mi dispiace non aver una risposta sui Guiso, chissà in futuro! :D

Per quanto in precedenza: Nulvi, come saprai fu uno dei centri della sua zona in cui svariate famiglie concentrarono i loro interessi agrari; le quali famiglie, anche per le ragioni che tu stesso esponi, coltivarono amicizie ma soprattutto parentele anche con famiglie lontane (più o meno), da cui la mobilità sociale (in seno proprio anche alla classe nobiliare) di cui sappiamo; parentele coi Nulvesi ricorrono anche nel Monteacuto fino al '700, e non mancano casi di rami familiari che per determinati periodi vi si trasferivano (poiché avevano parenti e terre), anche per sfuggire a delle pestilenze(per esempio).

Sui Satta: non credere che io sappia tutto o moltissimo, ho aperto il topic anche (e soprattutto) per apprendere, trovare sia conferme che smentite a quanto conoscevo già.
Sai bene che sono consapevole della quasi impossibilità delle ricerche genealogiche prima di certi anni, ma per fortuna nel caso di questa famiglia l'araldica parla chiaro, alla faccia delle concessioni secentesche... e settecentesche... E rimarchiamo un altro fatto: i Satta nel '200 non sembrano documentati in Sardegna, lo sono invece nel '300 (e che fossero corsi o del Burkina Faso non ci interessa più (spero) e già alla fine del '400 (1498?) ai Satta viene riconosciuta la generosità, e questo dovrebbe farti capire qualcosa. Già nel 1502 Angelo Satta ha la podesteria del COGHINAS.

Ad ogni modo i Satta di Olbia non sono ancora riuscito ad inquadrarli rispetto agli altri: sono stati gli ultimi di cui sono venuto a conoscenza, non sono molto sicuro della "sparizione totale" effettiva prima del '700 (ovviamnete ci furono svariati rami che si estinsero però, un pò ovunque, come è normale!). Purtroppo non posso consultare a breve le ammissioni alle cortes: i Satta di Olbia i primi ad essere ammessi? Cosa vorresti dire, gli unici in quella ammissione? Non ricordo questo dato. E la fonte da cui risulta che da quelli di Olbia discesero quelli di Tempio e non il contrario?
Saluti, D.

AGGIUNTA: dimenticavo di precisare che dei Satta di Condrongianos ('800) dubito perchè un Satta Mundula di zona Codrongianos residente a Buddusò fu ammesso allo stamento militare (siamo nel '600 ovviamente), ma il divario temporale tra i due è troppo ampio e ignoro (possibili) legami.
Devo inoltre precisare che esiste un altro stemma (oltre quello dei Satta Grixoni) diverso da quelli canonici, ma non troppo: un giovinetto è a cavallo e oltre al dardo sostiene uno stendardo rosso. Vi sembra incompatibile con o indipendente da quello degli altri Satta? Ambo gli stemmi differenti fanno capo ai Satta di Ozieri ( e Pattada).
Ultima modifica di Destavara il lunedì 27 febbraio 2012, 0:24, modificato 1 volta in totale.
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SATTA di GALLURA

Messaggioda leone passante » lunedì 6 febbraio 2012, 0:08

per Destavara

Innanzitutto, quando nel post precedente parlavo di sparizione intendevo ovviamente dai QL di Tempio.
Quanto alle fonti da cui traggo le informazioni sull'origine olbiese, sono costituite gli atti ufficiali del Parlamento Bayona del 1626, nella edizione del Consiglio Regionale.
Nelle due procure, rogate in Tempio, rilasciate da Sebastiano e Giovanni Antonio Satta in favore dott. Antonio Cabodoro, affinché intervenisse al Parlamento e votasse a loro nome, i medesimi Satta si qualificano entrambi come "domicellus loci de Terranova, in opido de Tempio domiciliatus". Il terzo fratello Giovanni Maria nella procura redatta in Sassari in favore di Bernardino Cervellon si qualifica "vezino della villa de Tempio, morador en esta ciudad de Saçer, cavaller".
leone passante
 
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