Famiglie della piccola nobiltà sarda

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Pes e Stara

Messaggioda Destavara » mercoledì 1 febbraio 2012, 18:54

Guardi,
continuo a controllare, abbiamo risolto varie questioni,
ma il solo "senor" (e non cavalier) Francesco Stara Tola presente era sposato con una nobile Pinna, non si evince alcun legame dell'uomo con la Pes Riccio, se non una possibile affinità attraverso sua moglie, già imparentata con i Pes. Inoltre il figlio adottivo della Pes Riccio aveva un altro cognome e non risulta figlio adottivo del sig. Stara-Tola-Satta.
Probabilmente i due Francesco Stara erano parenti, ma uno non visse nemmeno là di sicuro (da adulto almeno).
Il termine "senor" poi negli atti in questione è usato sia per i nobili che i borghesi più influenti (o forestieri), ma più spesso per i nobili, in quanto ceto signorile. L'etichetta nei piccoli centri era ignota ai più, e anche ai curati...e spesso anche ai nobili medesimi.
...Questo per quanto possa desumere io, poi non so se lei abbia informazioni in più...
Ultima modifica di Destavara il giovedì 2 febbraio 2012, 15:39, modificato 1 volta in totale.
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Cognomi Spensatello, Gabriel, Peis

Messaggioda Salvennor » mercoledì 1 febbraio 2012, 19:59

Tutto molto interessante.
Nell'altro topic Vincenzo Carta aveva citato anche le famiglie galluresi Spensatello e Gabriel. Mi chiedo se esse si erano imparentate anche con le famiglie citate nel presente topic; secondo me a volte si.
A proposito, mi sono ricordato che tempo fa mi era capitato un estratto documentale in cui era citato un personaggio di cognome Peis, Ufficiale di Giustizia se non sbaglio nel nord Sardegna (non ricordo se in Gallura o in Anglona), nel periodo prima metà 500 mi pare.
Il cognome Peis è una variante di Pes.
Se ritrovo il riferimento controllo meglio.
Ultima modifica di Salvennor il lunedì 27 febbraio 2012, 15:13, modificato 1 volta in totale.
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GABRIEL di Tempio

Messaggioda leone passante » giovedì 2 febbraio 2012, 1:47

Per Destavara
Evidentemente dobbiamo concludere per l'esistenza di due Francesco Stara in Buddusò nella seconda metà del '700.
La mia esperienza mi insegna che il titolo di senor (col tilde), oltre che ai borghesi, veniva dato ai soli cavalieri di spada che non avevano diritto al trattamento del don ma mai ai nobili.
Per Salvennor che saluto.
I Gabriel o Gabrielle o Gabriellu o Gabrieddu -come sono citati indifferentemente nelle fonti- non erano affatto francesi come sostenuto da Manconi e da qualche altro bensì di origine corsa, al pari dell'80% delle famiglie attestate a Tempio nel '600. Le forme Gabriel e Gabrielle sono evidentemente ispanizzate, quelle Gabrieddu e Gabriellu le originarie sardo-corse o corso-sarde, come si preferisce. Il cognome è ancora attestato in Corsica nella forma toscanizzata Gabrielli.
In Tempio sono documentate dal '600 al '900 diverse famiglie Gabriel, in condizione sociale molto differente e di cui non è agevole ricostruire i nessi genealogici. Una sola si nobilitò mentre gli altri ceppi rimasero in condizione borghese o addirittura piccolo borghese, ovvero di estrazione mercantile o artigianale, come i Gabriel Grossu, spesso appellati maistru o mestre.
I rami borghesi erano tradizionalmente dediti al notariato e da una di queste linee di notai, attraverso un Lorenzo che aveva coperto la carica di ufficiale del Partito di Gallura, discende il ceppo nobiliare.
Quanto alla Leocadia Gabriel, moglie del Capitàn a guerra Filippo Carta Salaris, da voi citata, è trattata nelle fonti da signora ma non era nobile al momento delle nozze col militare e non mi pare neppure che fosse strettamente imparentata col ramo che si nobiliterà. Il nome personale, in onore della patrona di Toledo, era tipico nella famiglia. Non si comprende se sia l'esito di una cultizzazione di una forma originaria Ducaria ovvero se quest'ultima sia una corruzione della prima. Propendo per la prima ipotesi data la particolare bizzarria di molti nomi personali di origine corsa.
Gli Spensatello o Spinsateddu sono anch'essi di origine corsa e vale per loro lo stesso discorso quanto alla varietà di condizioni sociali con la sola differenza che non si nobiliteranno mai, sebbene abbiano avuto nel ramo socialmente più elevato un'alleanza matrimoniale con la famiglia Pes.
Ultima modifica di leone passante il lunedì 27 febbraio 2012, 18:05, modificato 1 volta in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Destavara » giovedì 2 febbraio 2012, 14:24

Ma quante notizie nuove e interessanti! Bene...
Interessante anche sapere le differenze di trattamento delle persone e famiglie negli atti dei vari luoghi, ma comunque se ne è già parlato... Ribadisco solo che come in numerosi altri centri (es. Orani, Mamoiada...) anche a Buddusò persone appartenenti alla stessa famiglia, allo stesso tempo e col passare delle generazioni sono indicate come: noble, noble don/na, eques, cav., senor/ra, oppure con semplice nome e cognome, eppure sono i membri che discendono da un capostipite del quale è pervenuto il diploma di cavalierato. La famiglia, delle più antiche del nord Sardegna, era ufficilamente riconosciuta come di cavalieri, nobili, don... titoli a singhiozzo presenti tutti nei quinque libri, assieme al senor... e al nulla.

Per leone passante
: ho qualche riferimento su Berchidda, se le interessa mi faccia sapere cosa sa già e di cosa ha bisogno, così vedo se è utile trasmetterle il poco che so oppure no in quanto magari lo sa già.
Sicuro del nome Damiana per la Soliveras?
Saluti, D.

PS: oggi modifico alcuni messaggi inserendo il titolo relativo a ciò che contengono (come sapete ogni tanto lo faccio per molti miei post del topic, così da facilitare le ricerche pagina per pagina)
Ultima modifica di Destavara il venerdì 3 febbraio 2012, 13:01, modificato 1 volta in totale.
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Commento sui Pes. Quesito sui Deliperi e su Marini galluresi

Messaggioda Salvennor » giovedì 2 febbraio 2012, 15:59

Per leone passante: Salve. Grazie per le informazioni che ha esposto.
Penso anche io che probabilmente esistevano omonimie nelle zone in questione, anzi all'interno dei vari centri, non necessariamente di rami strettamente imparentati (ma con ogni probabilità discendevano da ceppi comuni, a prescindere dal fatto che oggi si possa o meno dimostrarlo con precisione).
Avrei un piccolo quesito che non c'entra molto con le famiglie di questi post più recenti, ma che comunque è pur sempre legato alla storia delle famiglie sarde.
È nota l'origine dei De Liperi e dei Marini presenti nei secoli passati nel nord Sardegna? Compresa la Gallura.
Secondo alcune fonti i De Liperi (o Liperi), documentati nell'isola almeno dal 400, erano originari della Corsica. La loro zona di elezione era compresa principalmente tra Sassari e Alghero, e qualche centro limitrofo, ma anche in vari altri centri (un certo numero anche a Cagliari, ma venivano dall'altro Capo).
Poi, vari Marini erano presenti a Tempio e forse altri centri galluresi almeno dal 700.
Ultima modifica di Salvennor il lunedì 27 febbraio 2012, 15:17, modificato 2 volte in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda vincenzo carta » giovedì 2 febbraio 2012, 17:19

Salve
Per Leone Passante
Anche da parte mia un caloroso benvenuto nel forum.
Delle mie lontane origini Tempiesi conosco,purtroppo,solo le seguenti notizie.In daqta del 7-8-1655 il mio avo diretto Filippo Carta Salaris di Bolotana,capitano di Guerra della Gallura,sposa Leocadia Gabrielle (Gabriel),in data del 1 -5.1660 nasce a Tempio la figlia Jana,in data del 5-10.1662 il figlio Nicolau Franciscu ed in data del 30-3-1670 il figlio Giovanni Battista il quale in data del 25-4.1694 sposa a Siniscola Giovanna Evangelista Porcu Ruiu Puggione figlia di Stefano Porcu,notaio.Sono interessato ad avere ulteriori notizie Tempiesi,scusa se chiedo troppo.
Per quanto riguarda gli Spensatello,sicuramente erano imparentati con i Carta e con i Pes.Signor Giovanni Battista Carta Spensatello funge da padrino di battesimo in data del 30-1-1702 a Siniscola.Parlamento Montellano (1698-1699) in data del 14-9-1698 Don Giuseppe Pes Spensatello e Don Michele Pes Spensatello delegano a rappresentarli al Parlamento Don Sebastiano Garrucho;dalla fede battesimale di Don Michele risulta essere nato il 2-9-1677 da Don Miguel Pes e Donna Magdalena Spensatello.Ma forse sono notizie che conoscevi già.
Secondo il Floris; Spensatello famiglia di Sassari di probabile origine Corsa,le sue origini risalgono al XVI secolo,Giovanni Battista giurato capo di Sassari,il pronipote Vincenzo si stabili' a Tempio,Federico continuò la linea di Sassari ed il figlio di costui Vincenzo,docente universitario,nel 1678 ottenne il cavalierato ereditario.
Saluti a tutti
Vincenzo
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Tolu, Mamoiada-Lula; Pes, Goceano

Messaggioda Destavara » giovedì 2 febbraio 2012, 17:43

Per Vincenzo Carta:
nel salutarti dopo un sacco di tempo, ti ringrazio per averci informato degli atti presenti in familysearch, a me sono molto utili.
Siccome so che ti sei occupato dei Tolu, volevo farti sapere, sperando che ti sia utile, che nel 1886 a Lula moriva Don Antonio Tolu, cinquantenne, agricoltore; era figlio di fu Giuseppe, proprietario di Mamoiada, e di Lia Mele. Era coniugato con Maria Marras... Potrebbe essere della stessa stirpe di quelli di Oliena...
Saluto tutti,D.

PS: la famiglia Pes ebbe legami oltre che col Monte Acuto anche col Goceano: vedasi topic "Minutili confronto stemmi".
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DELIPERI e MARINI

Messaggioda leone passante » giovedì 2 febbraio 2012, 18:20

L'origine corsa dei de Liperi è assolutamente assodata. Il cognome è attestato storicamente altresì nella forma Aliperi, derivata da un errato scioglimento del nesso da Liperi in de Aliperi, come per numerosi altri cognomi corsi di origine detoponimica, quali da Quenza> de Aquenza, da Mugà> de Amugà, da Corrà> de Accorrà. Si tratta di località della Corsica tuttora vitali (Quenza, Mocà, Corrà).
Più raramente ricorre la forma conservativa de Li pera/Alipera, con il tipico neutro plurale del dialetto corso, di cui più celebre esempio è da Li Talla, odierno Delitala, che indica origine da Tallà.
Il cognome è attestato in tutte le zone corsofone del Capo di Sopra (Sassari, Sorso, Castelsardo, Gallura) ma anche in molte ville sardofone (es. Villanova Monteleone). La frequenza e diffusione in uno con l'origine detoponimica fa pensare che tra i vari ceppi che si trasferirono in Sardegna -probabilmente in tempi diversi- non esistessero necessariamente legami di sangue ma la comune origine dallo stesso villaggio.
Il lignaggio più illustre fu quello sassarese discendente dal dr. Simone de Liperi che ottenne i privilegi nel 1599 e nel 1600, sirpe che godrà per un paio di generazioni della Baronia di Sorso. Altro ceppo sassarese che si nobiliterà nella seconda metà del '600 sarà quello dei Liperi Villino.
Quanto alla famiglia Marinu, Marino, Marini di Tempio posso dire che è attestata sin dal 1622 (data di inizio dei QL pervenutici), che è di estrazione artigianale, che alcuni suoi membri otterranno sin dal '600 piccoli benefici ecclesiastici, che nell'800 sono pienamente inseriti nel ceto borghese della cittadina gallurese, dopo il conseguimento della laurea da parte di tre suoi membri nell'università di Sassari: Nicolò Marini Lorenzoni in teologia nel 1799, Tomaso in giurisprudenza nel 1827 ed altro Nicolò Marini Mundula in medicina nel 1840.
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SPENSATELLO

Messaggioda leone passante » giovedì 2 febbraio 2012, 18:32

Sugli Spensatello tempiesi originari di Sassari posso dire che certamente è detta sassarese la Maddalena Spensatello che andrà in sposa a don Miguel Pes Misorro figlio di don Gavino e di Juana Misorro ma a Tempio già nel primo '600 vi sono diverse famiglie Spensatello indigene ed in condizione assolutamente plebea.
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Messaggioda leone passante » giovedì 2 febbraio 2012, 18:32

1
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Ancora brevi cenni ai Deliperi e ai Marini

Messaggioda Salvennor » giovedì 2 febbraio 2012, 19:42

Per leone passante: Grazie per le risposte al mio quesito. Informazioni molto interessanti.
Avevo chiesto anche dei Marini galluresi perché anche se dal punto di vista personale sto svolgendo ricerche in particolare sui Marini di Cagliari (cioè i rami presenti a CA nel periodo precedente al 1830/1840), ho notato che almeno un Marini di Tempio si trasferì a Cagliari già prima del 1850, ma questo credo che non abbia legami con i "miei Marini", alcuni rami dei quali si sono ripetutamente imparentati con donne e uomini del mio ramo discendenti in linea paterna diretta dal mio avo giunto a CA.
Insomma, per passione mi interessa studiare tutti i Marini sardi; avevo espressamente aperto anche un topic
viewtopic.php?f=3&t=11325&p=156405&hilit=marini+cagliari#p156405

I De Liperi mi interesserebbero perché nella seconda metà del 600 una Liperi di Alghero sposò un Zaccaria Costa del Regno di Napoli.
Per quanto riguarda i Liperi, dunque il dott. Ambrogio De Liperi di Sassari (è documentato anche nell'estratto online http://www.araldicasardegna.org/genealo ... unti04.htm ), condannato a morte e decapitato a Cagliari nel 1611, non necessariamente era imparentato con il ramo nobilitato nel 500 (non ha neanche il don davanti al nome), perché ormai forse il grado di parentela era lontano, oppure perché era di un ramo originario di quella località corsa, non necessariamente con legami genealogici diretti.
Ultima modifica di Salvennor il lunedì 27 febbraio 2012, 15:19, modificato 1 volta in totale.
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CARTA SALARIS

Messaggioda leone passante » venerdì 3 febbraio 2012, 1:48

per Vincenzo Carta.
Ho reperito un appunto preso durante le mie incursioni nei QL della Parrocchia di San Pietro Apostolo di Tempio.
Vol.1(battesimi e matrimoni), pag. 94/189, 1° agosto 1655: matrimonio tra "philipe carta et salaris de sa villa de buloteno et ducaria grabiille"
Ultima modifica di leone passante il lunedì 27 febbraio 2012, 17:56, modificato 1 volta in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » venerdì 3 febbraio 2012, 2:50

Traspare spesso dalle parole di chi scrive su questo topic l'intento di apparentare stirpi individuate da un medesimo antroponimo sul presupposto della loro discendenza da uno stesso stipite. Mi è parso di cogliere tale dichiarazione d'intenti con riferimento a cognomi, quali Pischedda, Carta, Satta, di antica attestazione e di ampia diffusione e frequenza in Sardegna. L'impresa è destinata a fallimento sicuro perché parte da un presupposto scorretto, ovvero che il cognome sia insorto come soprannome per distinguere una compagine familiare laddove si tratta molto spesso di antroponimi di origine toponimica, ciò che ne spiega l'ampia diffusione.
Molte famiglie nobili sarde per attribuirsi maggiore lustro e "prendere le distanze" da omonime famiglie in condizione plebea inventarono leggende e miti su origini iberiche o peninsulari. Le leggende familiari più note sono quella sull'origine senese dei de Sena, che è destinata a naufragare sugli scogli perigliosi della presenza del cognome Dessena a Sassari e Orosei portato da famiglie plebee; quella dell'origine spagnola dei Quesada, che le fonti più antiche denunziano invero come dei corsissimi Casata evoluti in Casada e poi ispanizzati in Quesada; quella coltivata dai Manca di Sassari che alimentarono la leggenda della discendenza dagli iberici Talamanca, a fronte di migliaia di poveri sardi che portavano il loro cognome; quella dei Tola di Ozieri che vantano un'origine iberica mentre il cognome riflette un toponimo corso ed ha un'ampia diffusione nella Sardegna centro-settentrionale. L'ultima, più ridicola leggenda, è stata propinata dai nobili Capece di Tempio che si apparentavano ai Capece Minutolo senza poter spiegare però come il loro cognome in origine avesse la forma Capeccia (Capecha), Cabeccia e sia stato portato in Gallura da famiglie di bassa condizione. I casi più eclatanti sono stati però quelli che hanno ricevuto addirittura un riconoscimento ufficiale, quello dei Grixoni e quello dei Minutili, riconosciuti appartenenti a illustri stirpi del regno di Napoli. Sennonché anche il cognome Grixoni è stato portato nel Monteacuto da famiglie di bassa condizione e riflette il toponimo corso di Griscione; ed i fratelli Minutili erano alternativamente detti de Minuta. Si tratta anche in questo caso di un etnico da toponimo corso, peraltro presente nelle fonti sassaresi con riferimento a soggetti non in condizione nobiliare.
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nobile Tolu a Lula

Messaggioda Destavara » venerdì 3 febbraio 2012, 13:35

Buongiorno,
per Vincenzo Carta: del sopra citato Don AntonioTolu si reperisce anche l'atto di matrimonio; resto in attesa di sapere se ti interessa, nel caso possa essere legato ai Tolu di Oliena. Sua madre forse era una Melis, non Mele (Atto di morte: Mele; atto di matrimonio: Melis).
Saluti, D.

leone passante: le dispiace cancellare un messaggio di ognuno di quelli che ci ha mandato in duplice copia? Allungano il topic inutilmente, grazie.

PS:dice bene quando afferma "mi è parso" riferendosi a legami qui ipotizzati (secondo lei forse?) praticamente senza fondamento riguardo alla famiglia Satta: in proposito so il fatto mio e ne ho scritto di conseguenza... Non credo che qui siano per nessuna famiglia presenti intenti accorpatori di stirpi (per cosa, poi, per andare a caccia dei titoli nobiliari degli altri?),specie da parte di chi frequenta abitualmente; spesso magari si aprono delle ipotesi nella piena consapevolezza che soltanto indagini concrete potranno smentircele o confermarcele, e questo per quanto riguarda sia me che altri. Escludo alcuni interventi-meteora (e mi dissocio), per i quali ho dubitato anche io (anche se sono conscio che non sono nella testa degli altri per valutarne in modo certo i loro intenti).
Saremo poi lieti di conoscere i toponimi di origine dei Carta e dei Satta, interessante: ci illumini! Venivano dalla Corsica?
Degli altri aspetti di cui scrive: grazie delle puntualizzazioni varie, la cosa è interessante, e infatti se ne è già discusso anche in precedenza, sia in topic che in privato; in termini generali nulla di nuovo dunque... Tirammo in ballo anche i Delitala, per le medesime ragioni? Non ricordo bene, ma il topic è troppo lungo anche per me ormai, dovrei rileggerlo :(
Saluti, D.
Ultima modifica di Destavara il sabato 25 febbraio 2012, 21:26, modificato 1 volta in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 3 febbraio 2012, 14:59

leone passante ha scritto:Traspare spesso dalle parole di chi scrive su questo topic l'intento di apparentare stirpi individuate da un medesimo antroponimo sul presupposto della loro discendenza da uno stesso stipite. Mi è parso di cogliere tale dichiarazione d'intenti con riferimento a cognomi, quali Pischedda, Carta, Satta, di antica attestazione e di ampia diffusione e frequenza in Sardegna. L'impresa è destinata a fallimento sicuro perché parte da un presupposto scorretto, ovvero che il cognome sia insorto come soprannome per distinguere una compagine familiare laddove si tratta molto spesso di antroponimi di origine toponimica, ciò che ne spiega l'ampia diffusione.
Molte famiglie nobili sarde per attribuirsi maggiore lustro e "prendere le distanze" da omonime famiglie in condizione plebea inventarono leggende e miti su origini iberiche o peninsulari. (...)

Gentile amico,
concordo pienamente con Te sul pessimo e per molti versi risibile vezzo di attribuirsi nobili natali basandosi su omonimie , tale vezzo è fonte di lucro per molti finti genealogisti che si dividono il “mercato” dei gonzi vanesi.
E' noto , tuttavia, che l'origine dei cognomi sia da attribuirsi ad un nome di battesimo, un luogo geografico oppure da un soprannome e non sono sicurissimo che tutti i cognomi che Tu riporti siano di certa origine toponimica.

Occorre inoltre ricordare che quando si formarono i cognomi, nell'alto medioevo la densità della popolazione era bassissima ed i clan ( gruppi clanici ) erano realtà radicate in un territorio circoscritto.

E' applicabile anche per la Sardegna e direi soprattutto per la Sardegna in quanto isola, quanto scritto da von Trotta in altro topic.

«Le dinamiche storico-genealogiche di questi grandi ed antichi consortili (…) sono piuttosto note ed anche comparabili direi. Sono infatti stirpi che presentano un'origine molto antica che nei secoli ha ramificato di molto la famiglia rendendola un ampio "gruppo clanico", per lo più in un ambito geografico abbastanza circoscritto e omogeneo, più provinciale e regionale (pur non mancando qualche rametto sciamato più lontano naturalmente), con la permanenza di alcune linee in contesti socio-economici più alti e la decadenza di molte altre in àmbiti più comuni. Ma anche "risalite e discese". È ragionevole supporre (...) una dinamica di questo tipo e l'origine dall'unico ceppo originario della stirpe. Per pochi rami si può supporre l'appartenenza al consortile tramite l'assunzione del cognome per linea materna, accadimento non poi così occasionale almeno sino al XVI s.

Ma la ricerca genealogica non può non partire che dalla base a ritroso, appoggiandosi magari a genealogie già strutturate, studiate e pubblicate per i rami più rilevanti, che spesso fotografano un quadro abbastanza definito per le epoche più risalenti. È un lavoro lungo ma neppure così complesso se si usano metodi storiografici, che spesso vale la pena di condurre da soli, per soddisfazione personale e per evitare di gettare somme ingenti a studi commerciali sui cui risultati e metodi non è così infrequente avere un qualche dubbio.»


Cordialmente
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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