Definizione di Nobiltà Civica

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Re: Definizione di Nobiltà Civica

Messaggioda contegufo » mercoledì 11 gennaio 2012, 22:54

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Francesco Zorzi Muazzo (1732-1775), un bizzarro patrizio veneziano del Settecento, era noto agli studiosi non solo per la sua vita sregolata, che avevano spinto i parenti a farlo ricoverare in manicomio, dove morì, ma anche come autore di un vocabolario sui generis, che, prendendo l’avvio da una parola dialettale, scelta come lemma, ne dichiarava i significati e, soprattutto, se ne serviva per ampie digressioni sulle esperienze e sugli incontri personali dell’autore e per varie considerazioni sui costumi veneziani dell’epoca. Eppure, malgrado la sua evidente importanza, l’opera è rimasta inedita fino ad oggi, sia per la sua mole, sia per le oggettive difficoltà di lettura di molti passi e per i continui interventi necessari a chiarire situazioni oramai lontane e legate alla vita quotidiana di Venezia nel XVIII secolo.
La biografia e il manoscritto del Muazzo furono fatti conoscere nei loro particolari nel 1969 da Paolo Zolli, il quale però, dopo matura riflessione, rinunciò all’idea di provvedere alla difficoltosa edizione della «raccolta de’ proverbi, detti, sentenze, parole e frasi veneziane». Ora il linguista Franco Crevatin, dell’Università di Trieste, anche per ricordare l’amico scomparso nel pieno della sua stimata attività, ha ripreso con coraggio l’impresa e l’ha portata egregiamente a termine. Basterà sfogliare l’opera per avere subito l’idea della massa di informazioni d’ogni genere in essa contenuta.

Autore: Francesco Zorzi Muazzo
Curatore: Franco Crevatin
Raccolta de' proverbii, detti, sentenze, parole e frasi veneziane, arricchita d'alcuni esempii ed istorielle
formato 16x24 cm, 1224 pagine
Collana: Cultura popolare veneta
Isbn: 978-88-89527-10-8
Prezzo: € 69

http://www.angelocollaeditore.it/libri- ... ?id_lib=62

saluti
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Re: Definizione di Nobiltà Civica

Messaggioda Franco Benucci » giovedì 12 gennaio 2012, 0:40

Esatto, proprio questo. Lì troverai tutti i termini adatti per blasonare l'arma Colleoni di cui all'altra pagina... ;-) basta aver pazienza di cercarli nelle 1224 pagine sostanzialmente senza indice :-(
Franco Benucci
 

Re: Definizione di Nobiltà Civica

Messaggioda LeSaboteur » giovedì 12 gennaio 2012, 15:36

Gentili Amici forumisti,
vorrei porgerVi un altro quesito : Chi gode di nobiltà civica era riconosciuto con tale status dalla monarchia italiana? Inoltre : Oggi potrebbe essere riconosciuto dal Corpo della Nobiltà Italiana (con valore, chiaramente, meramente privato) ?

Cordialmente,
G.T.
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Re: Definizione di Nobiltà Civica

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 12 gennaio 2012, 16:14

Mi autocito :
Conoscendo , anche solo in parte , l’attività ricognitiva della già citata Consulta araldica (1889) affiancata dalle dodici Commissioni Araldiche Regionali non si può far a meno di notare la superficialità e la parzialità delle scelte operate , nonché la scarsa chiarezza ed uniformità interpretativa in materia di famiglie appartenenti a patriziati , nobiltà civiche e decurionali . Intere regioni vennero pressoché tralasciate in altri casi simpatie, antipatie personali, parentele , amicizie , relazioni politiche falsarono non poco l’elenco nobiliare.

Gioacchino Quadri di Cardano in “- Le Aristocrazie Cittadine - L’Aristocrazia cittadina dopo l’unità nazionale-” cita Carmelo Arnone ( rivista araldica 1947 ) , secondo il quale “ vennero riconosciute duecentoundici nobiltà civiche ma sarebbero esistiti altri novantasei patriziati che non furono riconosciuti dalla Consulta Araldica vuoi per mancanza di chiare fonti d’archivio vuoi per lo scarso interesse delle Commissioni regionali ”, inoltre , come non concordare con lo stesso autore quando ci ricorda che “ almeno fino alla pubblicazione in via definitiva degli elenchi nobiliari regionali ( ma anche successivamente ), la continuata attribuzione di titoli e trattamenti nobiliari anche negli atti pubblici dovette far sembrare poco appetibile l’idea di dover perder tempo a raccogliere documenti per ottenere ciò che di fatto già si aveva , ossia il possesso pubblico e pacifico di uno status particolare , ancorché solo onorifico”.

Mi risulta veramente difficile circoscrivere tra i limiti angusti delle pagine degli elenchi nobiliari del Regno d’Italia tutto ciò che per secoli ha rappresentato una realtà ben più ampia , non riconoscendo quello “status particolare” a quelle famiglie che possono vantare da secoli la condizione, attributo e qualità di nobile .


Il C.N.I. utilizza, privatamente, gli stessi ( discutibili ) criteri ricognitivi che furono della Consulta Araldica.

Cordialmente
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Definizione di Nobiltà Civica

Messaggioda LeSaboteur » giovedì 12 gennaio 2012, 16:55

GENS VALERIA ha scritto:Mi autocito :
Conoscendo , anche solo in parte , l’attività ricognitiva della già citata Consulta araldica (1889) affiancata dalle dodici Commissioni Araldiche Regionali non si può far a meno di notare la superficialità e la parzialità delle scelte operate , nonché la scarsa chiarezza ed uniformità interpretativa in materia di famiglie appartenenti a patriziati , nobiltà civiche e decurionali . Intere regioni vennero pressoché tralasciate in altri casi simpatie, antipatie personali, parentele , amicizie , relazioni politiche falsarono non poco l’elenco nobiliare.

Gioacchino Quadri di Cardano in “- Le Aristocrazie Cittadine - L’Aristocrazia cittadina dopo l’unità nazionale-” cita Carmelo Arnone ( rivista araldica 1947 ) , secondo il quale “ vennero riconosciute duecentoundici nobiltà civiche ma sarebbero esistiti altri novantasei patriziati che non furono riconosciuti dalla Consulta Araldica vuoi per mancanza di chiare fonti d’archivio vuoi per lo scarso interesse delle Commissioni regionali ”, inoltre , come non concordare con lo stesso autore quando ci ricorda che “ almeno fino alla pubblicazione in via definitiva degli elenchi nobiliari regionali ( ma anche successivamente ), la continuata attribuzione di titoli e trattamenti nobiliari anche negli atti pubblici dovette far sembrare poco appetibile l’idea di dover perder tempo a raccogliere documenti per ottenere ciò che di fatto già si aveva , ossia il possesso pubblico e pacifico di uno status particolare , ancorché solo onorifico”.

Mi risulta veramente difficile circoscrivere tra i limiti angusti delle pagine degli elenchi nobiliari del Regno d’Italia tutto ciò che per secoli ha rappresentato una realtà ben più ampia , non riconoscendo quello “status particolare” a quelle famiglie che possono vantare da secoli la condizione, attributo e qualità di nobile .


Il C.N.I. utilizza, privatamente, gli stessi ( discutibili ) criteri ricognitivi che furono della Consulta Araldica.

Cordialmente


Gentilissimo e preciso come sempre. [cheers.gif]
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