Famiglia Satta

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

Satta Gaya e Satta Grixoni: considerazioni araldiche

Messaggioda Destavara » giovedì 27 maggio 2010, 0:38

Sempre contento quando trovo anche piccole novità!
Dire Flores in Spagnolo è come dire Fiori in Italiano: quando un cognome nasce da parole di uso comune in realtà sono mille cognomi, ma ad ognuno spetta il suo
[medieval.gif] !
In realtà però mi ero connesso per mettere una notazione araldica sugli stemmi Satta: quelli ufficiali sono i tre postati in precedenza, e solo a colpo d' occhio si evince che il primo ed il terzo sono legati ad un' origine comune, mentre il secondo appare molto diverso, pur essendo stato concesso ad un discendente del concessionario del secondo stemma. Avevo già scritto prima che in una chiesa di Ozieri figura uno stemma Satta col campo interamente occupato dalla perona sul cervo, ovvero la figura della prima partizione dei due stemmi "cervati [arf2.gif] " ... Ebbene mi sono accorto, mentre lo ridisegnavo in dwg, che in quello stemma con lo scudo non partito c' è il quarto di sole nell' angolo in alto a destra, esattamente come nello stemma che sembrava tanto diverso... Visto che l' origine comune in realtà, se si controlla bene si può ricavare anche da osservazioni araldiche e non solo genealogiche?! Non è interessante tutto ciò? Altra cosa: nello stemma sono blasonati due leoni controrampanti la palma: è un errore felino...Lo stemma fu concesso ad un Satta Grixoni, e alludendo a ciò in realtà sono raffigurati due gatti grisi, (ovvero grigi)!!! Un saluto!... Anzi: [zzsoft.gif]

Modifica del 9 giugno 2010: a proposito dei leoni o gatti grisi contenuti nello stemma Satta Gaya e Satta Grixoni: ho avuto modo di vedere lo stemma dei Gaya, ed in esso il campo è occupato dalla stessa palma con i due leoni d' oro controrampanti. Da ciò si evince chiaramente che questi Satta modificarono la loro arma in virtù della loro discendenza dai Gayas. Solo che tale nuovo stemma nello Spreti è blasonato esattamente gli stessi leoni dei Gaya, mentre nel Floris lo si blasona con i gatti grisi pure controrampanti... Ora non so più di quale fonte sia l' errore, visto che la modifica potrebbe veramente esser stata fatta in base allo stemma Gaya, ma col cambiamento del felino per "rendere omaggio" anche al Satta Grixoni (nipote dei due fratelli Satta Gaya)... [crybaby.gif] Qual' è l' arma sbagliata [crybaby.gif] ? Purtroppo lo potrei scoprire solo consultando l' originale del diploma, ma per ora [nonono.gif] !!
Ultima modifica di Destavara il domenica 20 giugno 2010, 16:44, modificato 3 volte in totale.
Destavara
 
Messaggi: 453
Iscritto il: mercoledì 19 maggio 2010, 20:57

Link sulla nob. sardo-catalana e altro sull' araldica sarda

Messaggioda Destavara » giovedì 27 maggio 2010, 21:47

Ho appena trovato uno scritto in rete dell' esimio Sergio Serra, che tratta brevemente ma efficaciemente del ruolo delle famiglie catalane in Sardegna, e della nascità della nobiltà sardo-catalana: spero sia di vostro gradimento: http://194.146.226.144/academie//San_Marin/249-SM.pdf ( ma come [dev.gif] si fa a mettere un link??????)

Evvai ci sono riuscito... non era poi così colossale [bangin.gif] !
e ora che ho preso il via: un altro interessante articolo sull' araldica e la nobiltà della Sardegna: http://giornaleonline.unionesarda.ilsol ... lo=1140167
Ultima modifica di Destavara il domenica 20 giugno 2010, 17:35, modificato 4 volte in totale.
Destavara
 
Messaggi: 453
Iscritto il: mercoledì 19 maggio 2010, 20:57

Genealogie Satta dalla I ed.ne del Floris

Messaggioda Destavara » venerdì 28 maggio 2010, 22:20

Ciao. Si, avevo letto le notizie sui Dedoni, ma non li conosco particolarmente. Quale cognome generato da sopranome me ne viene in mente uno dei più curiosi: Palimodde, che deriverebbe da: (idividuo) dalle spalle molli, ovvero "pigro". Mi pare sia la spigezione del Pittau.

Posto alcuni dati genealogici sui cinque ceppi Satta menzionati in: "Storia della nobiltà in Sardegna.Genealogia e araldica delle famiglie nobili sarde", di F. Floris e S. Serra (I edizione), con l' intenzione di confrontarla in seguito con quella proposta in "Dizionario delle famiglie nobili della Sardegna", sempre da parte di F. Floris

Satta 1 (Cagliari): I) Dionigi (o Dioniso) Satta, originario di Orani, sposato con una Pichoni (o Piccioni, o Pitheoni)-sec.XVII
II) ...
III) Dionigi, suo nipote. Parte di tale genealogia si può verificare e integrare sul sito araldicasardegna nella sezione sui quinque libri di Cagliari

Satta 2 (Gallura): 0) Angelo, vivo nel 1502... capostipite?
...
...
I-a) Antonio (Tempio) cav.1599. Figli: Giovanni Antonio, Giovanni Maria. Dal 1626 questi Satta partecipano a tutti i parlamenti.
II-a) Giovanni Antonio (Tempio). Figli: Giov. Battista, Giov. Maria.
III-a) Giov. Battista (Tempio)
III-b) Giov. Antonio (Nulvi)
II-b) Giovanni Maria. Figli: Francesco
III-c) Francesco Satta Sotgiu, Bitti; cav.1642; nob.1646. Figli: Pietro, Francesco, Carlo.
IV-a) Pietro (Buddusò), da cui i Satta Gaya e Satta Grixoni di Pattada.
IV-b) Francesco (Bitti), da cui i Satta Apelu (Bitti, Mamoiada, Gavoi).
IV-c) Carlo, da cui i Satta Marchi, diramati a Bottida, Bolotana, Cagliari.

Satta 3 (Tempio): I) Stefano Satta Aquenza. Figlio: Stefano.
II) Stefano, cav.1640; nob.1644. Figli: Giov. Antonio, Giov. Agostino
III-a) Giov. Antonio, da cui i Satta Minutili (Anela e Galtellì)
III-b) Giov. Agostino (Tempio)

Satta 4 (Ozieri): Francesco Satta Del Mestre, da cui varie linee tutte di Ozieri.

Satta 5 (Codrongianos): Giuseppe Satta Nurra ottiene il cav. ered. e la bob. nel 1815.
Ultima modifica di Destavara il sabato 25 febbraio 2012, 23:25, modificato 4 volte in totale.
Destavara
 
Messaggi: 453
Iscritto il: mercoledì 19 maggio 2010, 20:57

Satta Guiso, Bitti, metà sec. XVIII

Messaggioda Destavara » sabato 29 maggio 2010, 13:17

Ciao, mi permetto di nominare un personaggio che non ho ancora trovato su bibliografie generali in cui compaiono dei Satta: Don Francesco Satta Guisu di Bitti, che ho trovato invece nominato in un diploma di cavalierato di un' altra persona. Da ciò ho a capito che anche a Bitti (sec. XVIII) vissero dei Satta Guiso... In altra fonte ho trovato un Satta Obino, sempre a Bitti (de Bitzi).
Per Salvennor e chiunque fosse interessato: qui si parla dei Gallisay: http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardeg ... SN303.html
P.S.: a partire da stasera sarò via per qualche giorno e credo che non potrò stare in rete...Un saluto, e a presto!
Ultima modifica di Destavara il sabato 25 febbraio 2012, 23:26, modificato 2 volte in totale.
Destavara
 
Messaggi: 453
Iscritto il: mercoledì 19 maggio 2010, 20:57

Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Salvennor » sabato 29 maggio 2010, 14:32

Salve. Destavara, molte Grazie per l'indicazione del sito con notizie dei Gallisay, e per le ulteriori novità su vari individui Satta.
Interessante anche la variante grafica Guisu.
Infatti avevo notato che Guiso a volte veniva scritto anche come Ghiso e anche come Ghisu (variante questa abbastanza diffusa).
Allora a presto e ai prossimi interventi sul forum.
Saluti
Avatar utente
Salvennor
 
Messaggi: 1079
Iscritto il: giovedì 1 gennaio 2009, 17:19
Località: CAGLIARI

Genealogie Satta da "La grande enciclopedia della Sardegna"

Messaggioda Destavara » venerdì 4 giugno 2010, 20:41

Ciao a tutti, sono tornato...
volevo qui postare la genealogia Satta proposta da F. Floris in "La grande enciclopedia della Sardegna", poichè presenta differenze rispetto a quella che ho sintetizzato in precedenza (che per altro è ugualmente del Floris)
Satta 1 (origine: Gallura) Il capostipite è Angelo, che nel 1492 segue Leonardo Tola nella conquista di Granada.
Il suo discendente Antonio genera: Giovanni Maria e Giacomo.
Ramo di Giovanni Maria (Ozieri): egli sposa una del Mestre e genera: Francesco e Salvatore.
Da Francesco discendono i Satta Gaya di Pattada e Bonorva
Da Salvatore, che sposò una Aquenza, nacque Stefano Satta Aquenza, da cui i Satta Minutili di Anela e i Satta di Nulvi.
Ramo di Giacomo: sposato con una Falabriano, ha numerosa discendenza in zone Tempio ed Ozieri.

Satta 2 (Codrongianos)-famiglia poco descritta attraverso il solo Giuseppe Satta Nurra, vissuto tra fine XVIII e inizio XIX sec. Gli risulta estinta nell' 800.

Satta 3 (origine: Orani, diramata a Bitti e Cagliari)
Famiglia nota dal secolo XVI, nel '600 si divide un due rami di cui non si sa l' esatta genealogia; si fa espresso riferimento all' araldica della famiglia, che rivela lo stesso ceppo per Dionigi Satta e Francesco Satta Sotgiu.
1-ramo di Dionigi: è lo stesso che avevo citato prima. Dionigi apre una lite con i Salazar per la scrivania di Iglesias intorno alla metà del '600, che si conclude nel 1804 solo quando i Salazar rinunciano. I discendenti vissero a cagliari e Quartu S.E. ricoprendo importanti incarichi pubblici.
2-ramo di Francesco Satta Sotgiu (Bitti): da lui discese stirpe numerosa divisa in più rami, tra cui è fiorente quello di Gavoi.

Come vedete le genealogie non coincidono, i ceppi sono ridotti a tre e ci sono omonimie che "confondono". La citazione di rami sconosciuti lascia intendere che la storia dei Satta è un libro ancora da scrivere.
Ultima modifica di Destavara il domenica 20 giugno 2010, 16:52, modificato 1 volta in totale.
Destavara
 
Messaggi: 453
Iscritto il: mercoledì 19 maggio 2010, 20:57

Re: famiglie piccola nobiltà sarda?

Messaggioda Salvennor » venerdì 4 giugno 2010, 23:02

Salve. Anche questa genealogia riportata sopra è molto interessante, e conferma che la discendenza del citato Angelo è stata notevole, e nello stesso tempo conferma come sia difficile descrivere in modo semplice le varie ramificazioni, delle quali un certo numero furono nobilitate. Anche il fatto di considerare, per periodi anteriori a metà 500, separati i vari ceppi Satta (quello di Angelo, quello di Orani ecc..) rispecchia il fatto che probabilmente già nella seconda metà del 400 si verificarono varie diramazioni a partire dalla Gallura. Ma l'analisi precisa di tali rami risulta difficile perché ancora non esistevano i registri parrocchiali.
Secondo me a inizi 500 esistevano più di tre o quattro rami Satta (oggi nel mondo esistono circa 1400 nuclei familiari Satta).
Anche quell'Angelo Satta avrà avuti fratelli, cugini di vario grado, sia a Tempio che in centri vicini. E si saranno diramati sia nel sassarese e sia nel nuorese, zona di Bosa compresa.
Interessante anche la partecipazione di Satta e Tola a imprese belliche a Grenada.
Dunque finora come guerrieri al servizio di Aragona ho notato Manca, Tola, Satta, Carta. Non è escluso che oltre ai capi partecipassero a imprese esterne come guerrieri di rango minore anche altre persone con lo stesso cognome, di parentela più o meno vicina, e forse anche altri sardi.
Ancora non ho capito se i guerrieri sardi e iberici presenti in Sardegna portassero quel tipo di armature esposte nei Castelli-museo della penisola.
Purtroppo ben pochi manufatti dei secoli scorsi sono giunti fino ai nostri giorni, anche per le famiglie feudali più importanti dell'isola.
Saluti
Avatar utente
Salvennor
 
Messaggi: 1079
Iscritto il: giovedì 1 gennaio 2009, 17:19
Località: CAGLIARI

Re: famiglie piccola nobiltà sarda?

Messaggioda Destavara » sabato 5 giugno 2010, 1:07

Per Salvennor: A parte Angelo, col suo discendente Antonio siamo già a fine del '500 (era vivo nel '99). A partire da lui siamo in epoca documentabile, solo che la ricerca è difficile, sia per la diffusione nel territorio, che per le omonimie: comunque ho letto alcune info che hai postato su Orani, e vi ho trovato un Satta Gaya: questo mi fa pensare che la famiglia oranese sia in effetti la stessa del Monteacuto (cosa che già sospettavo)... ma purtroppo non è detto [crybaby.gif] ! PS: credo proprio che i cavalieri in campo si proteggessero anche col "vestiario" opportuno. L' armatura a cavaliere prima era anche fatto "fisico"...solo più tardi divenne mera cerimonia.
Ultima modifica di Destavara il sabato 5 giugno 2010, 18:08, modificato 1 volta in totale.
Destavara
 
Messaggi: 453
Iscritto il: mercoledì 19 maggio 2010, 20:57

Cenni sui caratteri della nobiltà giudicale

Messaggioda Destavara » sabato 5 giugno 2010, 12:56

Cari lettori, tempo fa scrivendo alcune righe sul carattere della nobiltà giudicale, riferendomi alla condizione di "famiglia nobile di fatto" ho erroneamente definito questo aspetto tipico (in antichità) dell' isola come unico nel suo genere: si tratta di un' inesattezza che forse mi è sfuggita solo perchè intendevo sottolineare le differenze fra la nobiltà sarda e quella italiana in genere, e mi spiego meglio:
le origini della nobiltà sarda sono diverse da quelle della nobiltà italiana, che era di concessione da parte dei signori-sovrani. Il ceto nobiliare sardo si originò invece da caratteristiche:
1)proprie dell' era bizantina (ad es. in questo ambito la nobiltà si aveva per discendenza da famiglia sia paterna che materna - aspetto che esisteva anche in Sardegna, e ne abbiamo già parlato anche a proposito della trasmissione del cognome);
2) simili a quelle della Spagna altomedievale, ove esisteva la condizione della nobiltà di fatto (e non di concessione); ovvero elementi quali ricoprire importanti funzioni pubbliche, essere ricchi di censi e godere della pubblica considerazione determinavano l' appartenenza di fatto ad un certo rango, quindi se si vive da nobili si è nobili in sostanza!
Tali usanze per cui non nascono in Sardegna, ma vi atticchiscono per questioni storiche: l' alternanza di dominatori in seguito farà il resto. Saluti
Ultima modifica di Destavara il domenica 20 giugno 2010, 16:53, modificato 1 volta in totale.
Destavara
 
Messaggi: 453
Iscritto il: mercoledì 19 maggio 2010, 20:57

Re: famiglie piccola nobiltà sarda?

Messaggioda Salvennor » sabato 5 giugno 2010, 14:15

Destavara, Grazie per le precisazioni e per le considerazioni aggiuntive relativamente al concetto di nobiltà giudicale.
Senza dubbio tale concetto per l'isola era legato anche alla precedente dominazione bizantina, e esisteva anche in altre parti d'Europa, come la penisola iberica, perlomeno in epoca remota.
A proposito dei bizantini, sarà attendibile l'ipotesi che vuole i ceppi Serra discendenti da funzionari bizantini del VIII sec.?
Io ho almeno tre rami di antenati Serra.
Per quanto riguarda i Satta, inserisco anche quì i riferimenti relativi alle loro presenze nelle zone di Orani e Mamoiada.
Per il marchesato
http://orani.it/relazione-tore.php

Per uno dei documenti del marchesato
http://www.mamoiada.net/Sentenza%20sui% ... moiad1.doc

Come si nota le presenze Satta in tali zone erano precedenti al 1550 e forse al 1500, ma hanno in comune il fatto che anche quì vari rami erano appellati con Mossen, e cmq in generale tutti i rami avevano una posizione sociale elevata o buona, a meno di decadenze successive.
Saluti
Avatar utente
Salvennor
 
Messaggi: 1079
Iscritto il: giovedì 1 gennaio 2009, 17:19
Località: CAGLIARI

Satta di Orani. Leonardo Cubello

Messaggioda Destavara » sabato 5 giugno 2010, 15:13

Grazie per le notizie su Orani! Il doc su Mamoiada lo conoscevo anche io, bellino ma ricordo che era anche scritto male (scansione e riscrittura automatica?? [bangin.gif] )
Nel sito su Orani a cui hai rimandato si dice:
"...La qualità e la natura dei beni posseduti evidenzia un livello di vita che va al di là di quello attribuibile ad un “prinzipale”.Se una parte è costituita da vigne e frutteti e da tanche la presenza di vasi e candelabri d’argento segnala il fatto che siamo di fronte a famiglie di antica agiatezza. Anche Demetrio Satta Gaya e la moglie Angela Pirella appartengono a due gruppi familiari che acquisiscono il cavalierato e la nobiltà nel XVII secolo.Essi posseggono un solido patrimonio in terre (chiuse), case e denaro che fornisce loro un’elevata rendita fin dai primi anni del loro matrimonio.
L’accumulo di beni immobili e di tanche, per questo ristretto ceto sociale, non inizia dunque in età sabauda ma risale al Seicento".

Sarebbe bello sapere se Demetrio Satta Gaya fosse uno dei Satta Gaya di Pattada, o se si tratta di un altro ramo... spero di poter indagare presto.
Sarebbe anche interessante sapere le motivazioni di così tanti legami fra le famiglie della contea d' Oliva, del Monteacuto e il marchesato d' Orani: si notano legami molto stretti e ripetuti tra le famiglie: Angioy, Satta, Carta, Pirella... Cosa ne pensate, avete notizie?
Per quanto riguarda i Serra: se consideri che l' ipotesi più plausibile sullo sviluppo dei giudicati è fondata sul fatto che le dinastie giudicali siano la propagine delle famiglie dei funzionari bizantini (arconti-ne avevo già accennato), l' ipotesi che proponi mi sembra verosimile...ovviamente poi sono i documenti che danno certezze. In ogni caso i Serra fanno parte delle dinastie dei LACON-GUNALE, dei LACON-SERRA e dei BAS-SERRA.
La giudicessa Eleonora stessa era una Bas-Serra. Personalmente non ritengo che sia un' ipotesi campata in aria, anzi! Un saluto.
Ultima modifica di Destavara il domenica 20 giugno 2010, 16:54, modificato 1 volta in totale.
Destavara
 
Messaggi: 453
Iscritto il: mercoledì 19 maggio 2010, 20:57

Leandro Torres e la sua stirpe: cenni.

Messaggioda Destavara » sabato 5 giugno 2010, 17:47

Per Salvennor: tempo fà avevi citato un Leandro Torres che fu fatto cavaliere dopo aver partecipato ad un parlamento; ciò è vero, ma comunque la sua famiglia compare già nei parlamenti di quasi un secolo prima, ed era Spagnola (araldicasardegna.org). Fu fatto cavaliere per riconoscimento dell' antichità della famiglia, non perchè intruso popolano... un saluto.
Ultima modifica di Destavara il domenica 20 giugno 2010, 16:54, modificato 1 volta in totale.
Destavara
 
Messaggi: 453
Iscritto il: mercoledì 19 maggio 2010, 20:57

Re: famiglie piccola nobiltà sarda?

Messaggioda Salvennor » sabato 5 giugno 2010, 20:14

Per Destavara: Si, in effetti quel Leandro Torres apparteneva a una stirpe iberica documentata già dal medioevo, e con rami già nobilitati, e lui stesso aveva antenati e/o rami con parentela vicina ammessi alle Cortes, ma appunto la nobilitazione ufficiale avvenne posteriormente (per il suo ramo).
Certamente non era un popolano, se non altro perché ricoprì vari incarichi e cmq discendeva da stirpe antica.
Anche se occorrerebbe analizzare il concetto di popolano. Io per esempio a volte nel forum ho definito plebei o popolani anche ricchi mercanti, notai e funzionari, Familiar del Sant'Uffizio ecc..., per il solo fatto che non erano stati insigniti di titolo nobiliare tramite diploma ufficiale.
A rigore x es anche quelle otto famiglie di Cavalieri Satta del 700, non solo molto povere ma anche mi pare prive di notai e funzionari in quel periodo, dopo i mancati riconoscimenti successivi sarebbero da considerarsi dal punto di vista giuridico popolani, e per tempi più recenti, dopo il 900, rami per così dire proletari (a meno di rami che hanno nuovamente acquistato una certa posizione sociale in seguito).
Anche se non è facile dare delle definizioni precise e nette per i vari status sociali, a prescindere dalla stirpe a cui si appartiene e dallo status dei rami più antichi.
Saluti.
Avatar utente
Salvennor
 
Messaggi: 1079
Iscritto il: giovedì 1 gennaio 2009, 17:19
Località: CAGLIARI

Nobiltà e povertà. Fam. Pilo (olim Minutili) e Satta

Messaggioda Destavara » sabato 5 giugno 2010, 21:54

[jump.gif] [jump.gif] Per me intruso popolano era solo un modo scherzoso per dire "non appartenente alla classe nobiliare", nulla di più: infatti, siccome era di stirpe antica e nobile fu ammesso allo stamento e poi fu creato cavaliere anche in prima persona.
Come tu stesso affermi poi ricchi mercanti, notai et similia, pur di condizione estremamente agiata, se non appartenenti a famiglia nobile, aristocratici non furono. quindi vale il viceversa: chi discende da un nobile è tale per nascita indipendentemente dal censo. Un nobile, che come tutti è soggetto alle vicende della vita, e se ricco può incorrere anche nella povertà estrema perdendo tutto (cosa che a chi già non ha nulla non può accadere), può dunque diventare "proletario" (per usare le tue parole), restando comunque un nobile "proletario".
Mi hai fatto venire in mente un fatto "simpatico" avvenuto nel 1833: tal don Giacomo Pilo (che in realtà discendeva dai Minutili) viveva "tranquillo e pacifico" in stato di povertà estrema e fu chiamato in giudizio per dimostrare la sua nobiltà (forse denunciato da uno spocchioso per nobiltà abusiva) e ovviamente ne uscì a testa alta perchè nessuno poteva levargli pure quella.
Se i Satta di Chiaramonti erano poverissimi quindi erano cavalieri poverissimi, e come tali furono citati per diritto dal Mameli, che poteva perfino ometterli, ma non lo fece. Piuttosto credo che come altre famiglie (Satta, Carta, Pinna...) si siano disinteressati di mantenere privilegi che in virtù della decadenza di fatto non sarebbero loro serviti a nulla. Figuriamoci poi al giorno d' oggi, che la nobiltà è solo un fatto di costume!!
Io comunque ribadisco che sono fautore della ricerca ai fini della semplice conoscenza della storia familiare, non della caccia a titoli inutili. Una storia possono vantarla tutte le famiglie, anche quelle che non hanno avuto titoli, possessi e sfarzi.Chissà poi quei Satta di Chiaramonti, se ancora esistono (cosa che per altro credo), magari sanno benissimo chi sono e ne vanno segretamente fieri, oppure no, magari ridono anche del loro passato remoto "glorioso", come altri di mia conoscenza ( [jump.gif] ma non è un problema mio, io non sono un Satta, mi sono solo appassionato a questa stirpe, come a tante altre). Un saluto.
Ultima modifica di Destavara il sabato 25 febbraio 2012, 23:27, modificato 3 volte in totale.
Destavara
 
Messaggi: 453
Iscritto il: mercoledì 19 maggio 2010, 20:57

Nobiltà sarda e privilegi secenteschi

Messaggioda Destavara » mercoledì 9 giugno 2010, 23:43

Grazie mille Lernor, ha colto nel segno: quello che ho omesso di precisare erano proprio le ragioni politiche del cambiamento di cui discutiamo; lo scopo degli spagnoli fu infatti quello di limitare i privilegi del ceto in questione nel Regno di Sardegna (ma azioni simili furono condotte anche in terraferma nello stesso periodo, e riguardano anche la generosità, che in Spagna scompare come titolo contestualmente a quanto in Sardegna-vedasi il sopracitato capitolo del Floris).
Il discorso si riallaccia a tutto quanto abbiamo scritto nei messaggi precedenti, 1) a proposito della maggiore facilità (per le famiglie sarde) di ottenere nuove concessioni (che spesso nascondevano lo scopo di rimpinguare gli erarii) proprio nel '600 (cosa detta da Loddo Canepa prima e ribadita da Floris poi), concessioni che quindi non dovevano essere troppo "importanti" soprattutto a livello di privilegi ed esenzioni in concreto; 2) nell' ottica degli Spagnoli di voler sempre tutelare il primato delle famiglie iberiche e di origine iberica; 3) nell' ottica di tenere sotto controllo il numero di aventi diritto alla partecipazione alle cortes, che stava divenendo esorbitante rispetto ai due secoli precedenti...
Non scordiamo infine che il '600 è il secolo in cui definitivamente si chiude anche in Sardegna il capitolo delle "famiglie nobili di fatto", di antichissima tradizione e fondato sul concetto di Gens romana (ovvero appartenenza ad una unica stirpe): tante, e oserei dire quasi tutte le famiglie di antichissima nobiltà sarda nel '600 furono costrette a chiedere riconoscimenti e nuove concessioni (rieccoci con l' erario bisognoso), perchè senza il diploma regio non si aveva più diritto nemmeno di partecipare allo stamento militare (e qui mi raccordo a quanto scrivevamo sui criteri di ammisione).
Vi siete accorti che moltissime famiglie sarde (o rami di esse), anche se ben più antiche, sono a tuttora riconosciute nobili "ufficialmente" solo dal '600? Questo è legato proprio all' obbligatorietà dei diplomi, cioè delle concessioni sovrane, che in quell' epoca soppiantò definitivamente i costumi precedenti. Ovviamente certe famiglie antiche si lasciarono sfuggire questo passaggio (vuoi per avvenuta decadenza, per disinteresse, o perchè non capirono in tempo l' importanza delle nuove concessioni e riconoscimenti per il loro futuro... e dovettero accontentarsi di restare fra le famiglie "migliori" del proprio paesino).
Grazie Lernor per l' intervento.

Per Salvennor: tutto questo si riallaccia anche a quanto scrivevamo sul come mai chi discendeva da antica e nobile stirpe sarda ottenesse un "nuovo" privilegio.
Vi saluto: [zzsoft.gif]
Ultima modifica di Destavara il sabato 25 febbraio 2012, 23:28, modificato 4 volte in totale.
Destavara
 
Messaggi: 453
Iscritto il: mercoledì 19 maggio 2010, 20:57

PrecedenteProssimo

Torna a Storia di Famiglia e Genealogia / Family History and Genealogy



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 7 ospiti