Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini
Destavara ha scritto::D Bene, terzo giretto nel forum di oggi prima della nanna!
La questione è piuttosto complicata, ferme restando le differenze di "codice" sardo rispetto al resto d' Italia (non scordiamoci intanto che storicamente la Sardegna è stata più spagnola che sabauda).
Sembra un cane che si morde la coda: uno può partecipare allo stamento militare se appartenente all' aristocrazia del Regno di Sardegna (uno dei regni riuniti sotto un' unica corona), però se vi partecipa tre volte di fila "vince" il titolo...:mi si passi l' ironia
!
Inoltre le concessioni successive alla prima (nb: la concessione è diversa dal riconoscimento) secondo me si rendevano necessarie proprio nei casi di ramificazioni pronunciate: immaginiamo cosa poteva succedere quando tre Luigi Satta, sei Antonio Satta,quattro Diego Satta si presentavano allo stesso parlamento!!( i nomi sono di fantasia, ma con gli stessi nomi di famiglia era proprio quello che succedeva)...allora alcuni chiedevano una nuova concessione solo per fungere da capostipiti del proprio ramo, del resto per definizione dietro un riconoscimento c' erano le prove genealogiche, mentre pagando una nuova concessione si risultava come primi insigniti della famiglia (cioè la propria discendenza da quel momento in poi). Questo può essere plausibilissimo, visto che si sa che in epoca spagnola si compravano le concessioni (malcostume a cui iniziarono a porre fine i Savoia quando con i decreti del '48 cambiarono le secolari modalità spagnole usate nell' isola da essi stessi tra l' altro, ad esempio vietarono la trasmissione dei feudi per linea femminile). La consuetudine della vendita dei titoli è stata dichiarata da F. Floris, ahimè l' unico grande esperto in proposito:perchè non si iscrive a questo forum
?!
Prendiamo poi in esame lo stralcio dei Satta postato da De Battisti e cerchiamo di seguire la logica: se un Satta è già stato creato cav, nob, don nel 1643 e quindi i suoi discendenti "sono al sicuro" dal punto di vista dei titoli, perchè un suo discendente chiede una concessione nel 1777? Forse ha bisogno di un riconoscimento ma ha bisogno di accelerare i tempi!
Inoltre, per tornare al discorso intrapreso in precedenza su figli legittimi e non, nelle due paginette postate si fa espresso riferimento di trasmissibilità sia ai figli leggittimi che naturali. In un diploma di concessione in mio possesso (non dei Satta, ed è una copia ovviamente) invece si parla di "eius proles et posteritas, tam nata quam nascituram per virilem sexum descendens" senza specificare se legittima o meno (anche se per la famiglia cui si riferisce non è affatto rilevante la specificazione:non ci sono mai stati figli illegittimi).
![angelo [angel]](./images/smilies/angel_not.gif)
: a cosa si erano ridotti!!!), Gonnario Gambella e forse qualche altro. In genere avevano il titolo di generosità (più tardi arriverà il cavalierato).
... Non credo che a nessuno di noi interessino particolarmente i figli illegittimi non riconosciuti, ci mancherebbe! Comunque la concessione nel caso dei figli naturali dei Satta parla chiaro: il background giuridico è ovvio e scontato mi pare!![cry [cry.gif]](./images/smilies/cry.gif)
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