da da Fiore » giovedì 19 novembre 2009, 13:16
Io conosco benissimo l'opera del Pacichelli che, per chi si occupa del passato delle regioni meridionali, è uno dei testi base da utilizzare; ancor di più per chi si occupa di monumenti e città oggi scomparse o stravolte, in quanto essa spesso è l'unica o una delle pochissime fonti iconografiche esistenti.
Posso dire, da quanto mi consta per i centri di cui mi sono occupata, che ho avuto riscontri di assoluta attendibilità sia per gli aspetti nobiliaristici, sia per quelli araldici.
Le liste delle famiglie nobili e notabili riportate per ogni singolo centro, possono essere magari integrate, ma mai smentite, così come l'esistenza o meno dei sedili di nobiltà.
Gli stemmi riprodotti sulle vedute delle città sono assolutamente veritieri, e in genere sono quelli delle Universitates, come diceva giustamente Antonio, e/o quelli delle casate feudali dominanti nei vari centri tra fine '600 e inizi '700 (l'opera venne edita nel 1703, ma il viaggio si svolse allo spirare del secolo precedente, prima del 1695).
Poi è ovvio che, come ogni fonte bibliografica, va confrontata ed incrociata con altre fonti per poter essere al 100% ritenuta certa.
Carmina litterae non dant panem...
...sed...
Deus nobis haec otia fecit (Verg. Buc. I)