Attendibilità Araldico-genealogica opera Pacichelli

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Attendibilità Araldico-genealogica opera Pacichelli

Messaggioda Giovanni83 » martedì 17 novembre 2009, 9:49

Gentili amici,
sapete dirmi se l'opera di G. Pacichelli Il regno di Napoli in prospettiva può essere considerata attendibile sotto il profilo araldico-genealogico.
Grazie
Giovanni83
 
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Re: Attendibilità Araldico-genealogica opera Pacichelli

Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 19 novembre 2009, 10:42

Caro Giovanni,
non conosco direttamente l'opera, ma per quanto ho appreso circa essa posso solo dire che deve essere di respiro molto ampio, occupandosi di 148 città con i territori nelle 12 provincie che costituivano al tempo della pubblicazione il Regno di Napoli. Dalla narrazione delle vicende storiche attraverso i più diversi personaggi (tra cui certamente anche personalità titolate) si passa agli aspetti politico-militari, e quindi agli aspetti economici, ai dati circa l'urbanistica, alle opere letterarie e alla pratica religiosa. Quindi immagino che se non manchino note di interesse storico-genealogico queste non possano certo costituire esposizioni esaustive. Non posso dirti nemmeno parlando a livello di probabilità quale possa essere invece lo spazio dedicato alla descrizione delle armi di famiglia o se ci siano rappresentazioni di stemmi nel testo o nelle tavole che lo corredano. Certamente però nelle incisioni riportate per ciascun nucleo urbano sono rappresentati anche gli stemmi civici.
Comunque mi permetto di spostare questo argomento nella sezione idonea.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
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Re: Attendibilità Araldico-genealogica opera Pacichelli

Messaggioda da Fiore » giovedì 19 novembre 2009, 13:16

Io conosco benissimo l'opera del Pacichelli che, per chi si occupa del passato delle regioni meridionali, è uno dei testi base da utilizzare; ancor di più per chi si occupa di monumenti e città oggi scomparse o stravolte, in quanto essa spesso è l'unica o una delle pochissime fonti iconografiche esistenti.

Posso dire, da quanto mi consta per i centri di cui mi sono occupata, che ho avuto riscontri di assoluta attendibilità sia per gli aspetti nobiliaristici, sia per quelli araldici.
Le liste delle famiglie nobili e notabili riportate per ogni singolo centro, possono essere magari integrate, ma mai smentite, così come l'esistenza o meno dei sedili di nobiltà.
Gli stemmi riprodotti sulle vedute delle città sono assolutamente veritieri, e in genere sono quelli delle Universitates, come diceva giustamente Antonio, e/o quelli delle casate feudali dominanti nei vari centri tra fine '600 e inizi '700 (l'opera venne edita nel 1703, ma il viaggio si svolse allo spirare del secolo precedente, prima del 1695).

Poi è ovvio che, come ogni fonte bibliografica, va confrontata ed incrociata con altre fonti per poter essere al 100% ritenuta certa.
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