FINALMENTE UN BUON LIBRO...
Carissimi,
sull'ultimo (?) numero di Nobiltà (che peraltro ho avuto la graditissima sorpresa di trovare sugli scaffali delle pubblicazioni periodiche poste in consultazione dal Centro Bibliotecario Interdipartimentale di Storia dell'Università degli studi di Udine
) appare la recensione di un romanzo pubblicato nel 2003 da Franceso Mimmi, dal titolo "Cavaliere di Grazia".
Narra dell'avventurosa esistenza d'un gentiluomo cui il suo amore per una fanciulla ebrea gli fruttò l'espulsione dall'Ordine di Malta...
Non è mia intenzione gettarmi (dall'alto dello sterminato numero di pubblicazioni a mio nome...
) in una personale recensione dll'opera.
Soltanto poche parole...
Perchè leggere un libro del genere? Di romanzi storici, o pretesi tali, ve n'è una sporade in circolazione ed il genere non conosce mai crisi (a discapito degli aberranti risultati spesso partoriti
)...
...direi semplicemente che proprio per questo è oramai raro imbattersi in lavori capaci di coniugare un buon valore letterario ad un soddisfacente rispetto del dato storico... insomma, in un romanzo storico non privo della sua essenza, ch'è non già e non sempre la verità, ma più correttamente la verisimiglianza!
Morale della favola? LEGGETEVELO!
un saluto
Michele
sull'ultimo (?) numero di Nobiltà (che peraltro ho avuto la graditissima sorpresa di trovare sugli scaffali delle pubblicazioni periodiche poste in consultazione dal Centro Bibliotecario Interdipartimentale di Storia dell'Università degli studi di Udine
Narra dell'avventurosa esistenza d'un gentiluomo cui il suo amore per una fanciulla ebrea gli fruttò l'espulsione dall'Ordine di Malta...
Non è mia intenzione gettarmi (dall'alto dello sterminato numero di pubblicazioni a mio nome...
Soltanto poche parole...
Perchè leggere un libro del genere? Di romanzi storici, o pretesi tali, ve n'è una sporade in circolazione ed il genere non conosce mai crisi (a discapito degli aberranti risultati spesso partoriti
...direi semplicemente che proprio per questo è oramai raro imbattersi in lavori capaci di coniugare un buon valore letterario ad un soddisfacente rispetto del dato storico... insomma, in un romanzo storico non privo della sua essenza, ch'è non già e non sempre la verità, ma più correttamente la verisimiglianza!
Morale della favola? LEGGETEVELO!
un saluto
Michele