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si arriva in cielo
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:Tutta questa chiacchiera, per esplicarle perché ritengo che buone opere sull'araldica massonica non ne esistano. Esistono, è vero, testi sull'argomento, ma nessuno di essi (secondo me) può dirsi "...che discetti della storia e della prassi dell'araldica massonica in modo scientifico...", per usare le parole della sua giustissima esigenza.
Benevale
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:...non solo, caro amico: ritengo che, per sua natura, la cosiddetta araldica massonica patisca di un vizio di fondo, che le deriva dall'essere il punto d'incontro fra la scienza dell'identificazione divulgata (l'araldica) e un organismo che indulge alla segretezza (la Massoneria).
Il problema, quindi, non è nella mancanza di scientificità in chi accosta gli stemmi massonici, ma nel fatto che essi sono dei paradossi fatti materia, poiché tendono a divulgare l'indivulgabile.
E in ciò, forse, è la chiave che ne spiega l'ascientificità blasonica (il che prescinde ed anticipa ogni buona volontà di noi studiosi): il loro aspetto anaraldico, alla fin fine, potrebbe anche essere volutamente tale...
Benevale
Fabrizio Druda ha scritto:Egr. Signor Forlanini
Le mie informazioni sono sinceramente poco esautive, ma credo che il particolare rito-branca ( non sono in grado di definirlo), che utilizza dell'araldica intesa come una rappresentazione grafica del cognome sia "massoneria criptica", forse una delle più antiche, ma credo che per la sua natura stessa sia poco conosciuta.
E' molto probabile che nel Web riesca a trovare qualcosa.
Il mio è un piccolo contriubuto che spero le sia di qualche utilità
Fabrizio Druda
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:... E in ciò, forse, è la chiave che ne spiega l'ascientificità blasonica (il che prescinde ed anticipa ogni buona volontà di noi studiosi): il loro aspetto anaraldico, alla fin fine, potrebbe anche essere volutamente tale...
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:E, per replicare all'amico Ardashir, è ovvio che nell'ambito di qualsiasi disciplina avente a che fare con i simboli, non possono non esistere testi che ne spieghino gli aspetti ed i diversi usi formali: in questo senso, sono persuaso che testi sulla simbologia massonica ne esistano a josa, ma chiaramente qui si parla di una branca della semeiotica parallela all'araldica...
Benevalete
Ardashir ha scritto:...(omissis)...di testi sulla simbologia massonica, buoni e meno buoni, ce ne sono fin troppi... (omissis)...però, quasi nessuno (e nessuno fra quelli di cui dispongo)considera la simbologia nella fattispecie araldica tipica di certa massoneria anglosassone. Forse che gli stessi massoni considerino codeste armi come pseudo-stemmi assimilati all'araldica per un puro gusto estetizzante riguardo alla modalità espressiva dei simboli iniziatici?
Penso proprio di sì.
Questo discorso funzionerebbe per gli stemmi relativi ai gradi iniziatici del rito scozzese (e per alcuni gradi del rito di York), ma come si classificherebbero allora gli stemmi delle loggie vere e proprie? Non credo infatti li si possa assimilare a comuni stemmi di associazioni, dato che, almeno ad un analisi superficiale ed intuitiva come può esserlo la mia, sembrano rispondere a criteri propri.
Che gli stemmi di associazioni siano normalmente realizzati reimpiegando criteri propri delle rispettive attività è più che normale. E sotto questo punto di vista, gli stemmi delle logge scozzesi non sfuggono affatto a questa prassi...
Cordiali saluti
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