Testi sull'araldica massonica

Discussioni ed informazioni sui tutti i testi che si possono reperire di araldica, genealogia, storia di famiglia, ordini cavallereschi e sistemi premiali / Discussions and information regarding all available texts on heraldry, genealogy, family history, orders of chivalry and systems of merit

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Testi sull'araldica massonica

Messaggioda Ardashir » domenica 4 gennaio 2004, 16:38

Gentilissimi Signori,

recentemente ho avuto modo di visionare alcuni stemmi in uso da parte di logge massoniche inglesi di rito scozzese antico ed accettato o associati ad un particolare grado iniziatico del summenzionato rito.
Tralasciando la mia personale (ed intuibile) opinione sulla massoneria, da appassionato di araldica la cosa mi ha incuriosito e mi farebbe molto piacere se qualcuno di Voi potesse segnalarmi qualche testo (non importa la lingua) che discetti della storia e della prassi dell'araldica massonica in modo scientifico.

Scusandomi per la bizzarria del quesito, Vi saluto cordialmente
Ardashir
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 5 gennaio 2004, 16:51

Egregio Signor Ardashir,
nessun quesito è bizzarro, casomai possono esserlo alcuni aspetti della nostra scienza (cosa che capita a tutte le scienze, del resto...): e la cosiddetta araldica massonica, a mio parere, tecnicamente lo è in pieno.

Sottolineo l'avverbio tecnicamente, giacchè la stragrande maggioranza degli "stemmi" massonici altro non sono che la trasposizione, in forme più o meno vagamente araldiche, di emblemi e figure specifiche e speciali della Massoneria.

Emblemi e figure che già godono, all'interno di tali organizzazioni, di una propria e rilevantissima dignità simbolica, tanto che (sempre a mio parere) non è azzardato definirle come una vera e propria forma di para-araldica, cioé di una disciplina formale e sostanziale affine all'araldica, ma dotata di criteri e scopi differenti.

Emblemi e figure che, in buona sostanza, riescono ad assumere valenza araldica solo nei rari casi in cui sono utilizzati con spirito araldico (e quindi non per creare :wink: stemmoidi, sebbene con la massima buona fede da parte dei loro ideatori...) il che, secondo me, càpita per l'appunto solamente nei pochissimi stemmi appositamente creati allo scopo da logge massoniche inglesi di rito scozzese antico ed accettato, e che lei evidentemente già conosce (potrebbe dirmi da quale fonte?); insomma, creati da chi vive in un ambito socioculturale dove l'araldica non viene ( :twisted: normalmente) maltrattata...

Tutta questa chiacchiera, per esplicarle perché ritengo che buone opere sull'araldica massonica non ne esistano. Esistono, è vero, testi sull'argomento, ma nessuno di essi (secondo me) può dirsi "...che discetti della storia e della prassi dell'araldica massonica in modo scientifico...", per usare le parole della sua giustissima esigenza.

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Messaggioda MMT » lunedì 5 gennaio 2004, 18:34

Mi sembra che sul numero 54-55 (Maggio-Agosto) di Nobiltà ci sia un articolo dedicato all'Araldica massona: appunti su emblemi araldici della Libera Muratoria pagg. 221-227 di Sergio Lenzi.
L'articolo cita anche un libro di S.Farina Gli emblemi araldici della Libera Muratoria, Ed. Atanor, Roma 1973.

Sperando d'esser stato utile,
Michele Tuccimei di Sezze
MMT
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 5 gennaio 2004, 18:38

Grazie, caro Michele; credo che tu abbia identificato la fonte cui ha attinto l'amico Ardashir...

Bene :wink: vale
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Messaggioda Ardashir » lunedì 5 gennaio 2004, 20:34

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Tutta questa chiacchiera, per esplicarle perché ritengo che buone opere sull'araldica massonica non ne esistano. Esistono, è vero, testi sull'argomento, ma nessuno di essi (secondo me) può dirsi "...che discetti della storia e della prassi dell'araldica massonica in modo scientifico...", per usare le parole della sua giustissima esigenza.

Bene :D vale




Gentilissimo Signor da Ocre,

purtroppo Lei mi conferma in ciò che temevo... del resto, l'araldica massonica è uno di quegli argomenti riguardo ai quali lo scadimento nel simbolismo facile o, peggio, nell'occultismo è davvero fin troppo facile. Peccato che argomenti come questi siano difficilmente trattati col pragmatismo scientifico che meriterebbero.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 5 gennaio 2004, 20:50

...non solo, caro amico: ritengo che, per sua natura, la cosiddetta araldica massonica patisca di un vizio di fondo, che le deriva dall'essere il punto d'incontro fra la scienza dell'identificazione divulgata (l'araldica) e un organismo che indulge alla segretezza (la Massoneria).

Il problema, quindi, non è nella mancanza di scientificità in chi accosta gli stemmi massonici, ma nel fatto che essi sono dei paradossi fatti materia, poiché tendono a divulgare l'indivulgabile.

E in ciò, forse, è la chiave che ne spiega l'ascientificità blasonica (il che prescinde ed anticipa ogni buona volontà di noi studiosi): il loro aspetto anaraldico, alla fin fine, potrebbe anche essere volutamente tale...

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Messaggioda Ardashir » martedì 6 gennaio 2004, 0:34

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...non solo, caro amico: ritengo che, per sua natura, la cosiddetta araldica massonica patisca di un vizio di fondo, che le deriva dall'essere il punto d'incontro fra la scienza dell'identificazione divulgata (l'araldica) e un organismo che indulge alla segretezza (la Massoneria).

Il problema, quindi, non è nella mancanza di scientificità in chi accosta gli stemmi massonici, ma nel fatto che essi sono dei paradossi fatti materia, poiché tendono a divulgare l'indivulgabile.

E in ciò, forse, è la chiave che ne spiega l'ascientificità blasonica (il che prescinde ed anticipa ogni buona volontà di noi studiosi): il loro aspetto anaraldico, alla fin fine, potrebbe anche essere volutamente tale...

Bene :D vale



Gentilissimo Sgnor da Ocre,

condivido il Suo pensiero in modo pressochè totale: credo anzi che questa Sua considerazione colga bene alcuni motivi per cui questa branca dell'araldica sia, di fatto, difficilmente assimilabile alle altre.
Tuttavia, invocando il pragmatismo scientifico intendevo riferirmi ad un'opera (ahimè inesistente) che, senza pretese di completezza esegetica riguardo ai lati occultistici, si limitasse a spiegare, ad esempio, quando furono stabilite in modo definitivo le armi dei 33 gradi iniziatici e quale fu la loro evoluzione diacronica, chi per primo instaurò la prassi degli stemmi delle logge (e quale sia questa prassi :roll: , se c'è), come furono normati i sistemi araldici (o pseudoaraldici, come Lei fa notare) delle sette di diretta derivazione massonica ma non più riconosciute dal rito scozzese antico ed accettato (solo per citare alcuni quesiti aperti).

Dopo di che, non ritengo molto interessante un testo che mi spieghi le ragioni simboliche, ad esempio, per cui nello stemma (o almeno in quello da me visionato) del cavalierato d'oriente e d'occidente (diciassettesimo grado) vi sono due spade a croce di Sant'Andrea ed una bilancia sormontata da un teschio poste in palo con un agnello(anche perchè su questi argomenti gli stessi massoni offrono spiegazioni differenti qualora non antitetiche, come già notava il bavarese Adam Weishaupt, il fondatore dei famigerati Illuminati), ma il sapere quando si sia imposta storicamente questa simbologia e che evoluzione abbia avuto.
Fra l'altro, questa mancanza di documentazione scientifica è ancor più strana visto lo sviluppo della massoneria nel Regno Unito, uno dei Paesi tradizionalmente più sensibili agli argomenti araldici.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda Fabrizio Druda » martedì 6 gennaio 2004, 11:17

Egr. Signor Forlanini
Le mie informazioni sono sinceramente poco esautive, ma credo che il particolare rito-branca ( non sono in grado di definirlo), che utilizza dell'araldica intesa come una rappresentazione grafica del cognome sia "massoneria criptica", forse una delle più antiche, ma credo che per la sua natura stessa sia poco conosciuta.
E' molto probabile che nel Web riesca a trovare qualcosa.
Il mio è un piccolo contriubuto che spero le sia di qualche utilità
Fabrizio Druda
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Messaggioda Ardashir » martedì 6 gennaio 2004, 12:29

Fabrizio Druda ha scritto:Egr. Signor Forlanini
Le mie informazioni sono sinceramente poco esautive, ma credo che il particolare rito-branca ( non sono in grado di definirlo), che utilizza dell'araldica intesa come una rappresentazione grafica del cognome sia "massoneria criptica", forse una delle più antiche, ma credo che per la sua natura stessa sia poco conosciuta.
E' molto probabile che nel Web riesca a trovare qualcosa.
Il mio è un piccolo contriubuto che spero le sia di qualche utilità
Fabrizio Druda


Gentilissimo Signor Druda,

devo ammettere di non aver mai sentito che la Massoneria Criptica, che fa parte della comunione di riti che si riconoscono nel Rito di York, avesse uno spiccato interesse araldico. Bisogna dire che gli aspetti simbolici, all'interno del Rito di York, sono ancora più complessi che nella massoneria di rito scozzese antico ed accettato, con cui pure vi sono molti collegamenti.
Il rito di York (o dell'Arco Reale), infatti, combina i tre gradi simbolici comuni a tutti i riti (i gradi della Loggia blu), quattro gradi di massoneria operativa (detti capitolari), tre cosiddetti criptici e tre cavallereschi (Ordine della Croce Rossa, di Malta e del Tempio) tutelando tradizioni ritualistiche particolari ed alternative a quelle scozzesi (che poi scozzesi non sono affatto :roll:, dato che il rito scozzese si è sviluppato in America e negli Stati europei).
In effetti dopo i primi tre gradi (i cosiddetti gradi simbolici) il rito scozzese presentava inizialmente altri ventidue Alti Gradi (costituendo così i 25 gradi del cosiddetto Rito di Perfezione), poi incrementati a trenta nei primi anni dell'800 (creando così i famosi trentatre gradi del rito scozzese antico ed accettato).

Potrebbe fornirmi, se avrà tempo e se non costituirà per Lei un problema, la fonte da cui ha tratto questa informazione sull'araldica della massoneria criptica?

La ringrazio e Le porgo i miei più cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda sebpasq » martedì 6 gennaio 2004, 19:00

Egregio signor Forlanini
non sono purtroppo un esperto di araldica massonica (anche se affascinante è molto particolare come "branca") e l'unico aiuto che mi sento di darle è segnalarle un libro che ho archiviato nella mia bibliografia e cioè "Misteri massonici" di Imbriaco - Napoli, 1921. Ci tengo a precisare che non l'ho letto e quindi non so se tratti di araldica, ma in ogni caso ci sono molti riferimenti simbolici.
Per il resto anche su internet come sa può trovare molto materiale sulla massoneria inglese e non.
Come già detto da Fra Eusanio la stragrande parte dell'araldica massonica non è altro che la trasposizione della simbologia massonica negli stemmi: se poi questo tipo di araldica fa uso di regole diverse da quelle usuali non lo so, ma sarebbe interessante scoprirlo.
Come sarebbe un giorno interessante approfondire il tema dell'araldica nelle società e nelle sette segrete, chissà che non si riescano a scoprire altre forme di araldica.

Saluti.
sebpasq
 
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Messaggioda omero » martedì 6 gennaio 2004, 19:40

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:... E in ciò, forse, è la chiave che ne spiega l'ascientificità blasonica (il che prescinde ed anticipa ogni buona volontà di noi studiosi): il loro aspetto anaraldico, alla fin fine, potrebbe anche essere volutamente tale...


Caro Fra' Eusanio,

mi vedi concorde soprattutto in quest'ultima affermazione: l'aspetto anarlaldico e sicuramente poco "analizzabile" da un profano della simbologia massonica è sicuramente voluto. La segretezza ed un'ermeneutica che procede per chiavi di lettura differenti sono indice di un retaggio tipico di "riservatezza" all'interno della filosofia massonica, che si applica anche e soprattutto alla rappresentazione dei blasoni (che io credo solo apparentemente ascientifici). Ricordiamoci che "ogni concessione araldica in Scozia è sempre ottenuta tramite apposita sentenza del Lord Lyon King of Arms dopo il rigoroso vaglio della Lyon Court of Edinburg", credo sia interessante a questo scopo confrontare il testo di Bernard Jones, "Stones Review of Freemansonry" (come suggerito su Nobiltà dal Dott. Lenzi) dove sono citati gli statuti di Schaw del 1598 e le regole per la registrazione dei marchi dei muratori.
Pier Carlo Omero Bormida
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 7 gennaio 2004, 18:06

Giusto, caro Pier Carlo: un conto è che il cultore di una qualsiasi disciplina ne utilizzi i simboli in forme più o meno velatamente para-araldiche, un altro conto è che egli li usi secondo criteri correttamente blasonici e blasonabili...

E, per replicare all'amico Ardashir, è ovvio che nell'ambito di qualsiasi disciplina avente a che fare con i simboli, non possono non esistere testi che ne spieghino gli aspetti ed i diversi usi formali: in questo senso, sono persuaso che testi sulla simbologia massonica ne esistano a josa, ma chiaramente qui si parla di una branca della semeiotica parallela all'araldica...

Bene :D valete
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Messaggioda Ardashir » giovedì 8 gennaio 2004, 2:39

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:E, per replicare all'amico Ardashir, è ovvio che nell'ambito di qualsiasi disciplina avente a che fare con i simboli, non possono non esistere testi che ne spieghino gli aspetti ed i diversi usi formali: in questo senso, sono persuaso che testi sulla simbologia massonica ne esistano a josa, ma chiaramente qui si parla di una branca della semeiotica parallela all'araldica...

Bene :D valete


Gentilissimo Signor da Ocre,

di testi sulla simbologia massonica, buoni e meno buoni, ce ne sono fin troppi... (buoni, ad esempio, i due volumi di "Esoterismo della massoneria antica" di Eugenio Bonvicini pubblicati da Atanor).
Ahimè, però, quasi nessuno (e nessuno fra quelli di cui dispongo)considera la simbologia nella fattispecie araldica tipica di certa massoneria anglosassone. Forse che gli stessi massoni considerino codeste armi come pseudo-stemmi assimilati all'araldica per un puro gusto estetizzante riguardo alla modalità espressiva dei simboli iniziatici? Questo discorso funzionerebbe per gli stemmi relativi ai gradi iniziatici del rito scozzese (e per alcuni gradi del rito di York), ma come si classificherebbero allora gli stemmi delle loggie vere e proprie?
Non credo infatti li si possa assimilare a comuni stemmi di associazioni, dato che, almeno ad un analisi superficiale ed intuitiva come può esserlo la mia, sembrano rispondere a criteri propri.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda Maria Luisa Alasia » venerdì 9 gennaio 2004, 17:54

Gentili Signori,
sembra che sempre stuzzicate il mio desiderio del sapere, allora su questo link ho trovato ' La crittografia dei Templari "
Spero d'essere utile :oops:
http://digilander.libero.it/Marisau/Agf ... se_1_1.jpg
Saluti Maria Luisa
Alasia Maria Luisa alasia44@yahoo.com 3 Edson Lane Old Brookville,N.Y. 11545 516-759-4392
Maria Luisa Alasia
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 10 gennaio 2004, 18:49

Ardashir ha scritto:...(omissis)...di testi sulla simbologia massonica, buoni e meno buoni, ce ne sono fin troppi... (omissis)...però, quasi nessuno (e nessuno fra quelli di cui dispongo)considera la simbologia nella fattispecie araldica tipica di certa massoneria anglosassone. Forse che gli stessi massoni considerino codeste armi come pseudo-stemmi assimilati all'araldica per un puro gusto estetizzante riguardo alla modalità espressiva dei simboli iniziatici?

Penso proprio di sì.

Questo discorso funzionerebbe per gli stemmi relativi ai gradi iniziatici del rito scozzese (e per alcuni gradi del rito di York), ma come si classificherebbero allora gli stemmi delle loggie vere e proprie? Non credo infatti li si possa assimilare a comuni stemmi di associazioni, dato che, almeno ad un analisi superficiale ed intuitiva come può esserlo la mia, sembrano rispondere a criteri propri.

Che gli stemmi di associazioni siano normalmente realizzati reimpiegando criteri propri delle rispettive attività è più che normale. E sotto questo punto di vista, gli stemmi delle logge scozzesi non sfuggono affatto a questa prassi...

Cordiali saluti


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