Le lapidi terragne di Santa Croce

Discussioni ed informazioni sui tutti i testi che si possono reperire di araldica, genealogia, storia di famiglia, ordini cavallereschi e sistemi premiali / Discussions and information regarding all available texts on heraldry, genealogy, family history, orders of chivalry and systems of merit

Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, Lambertini, Alessio Bruno Bedini

Le lapidi terragne di Santa Croce

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 12 novembre 2012, 23:28

A. Chiti/R. Iacopino/C. Cheli
Le lapidi terragne di Santa Croce

Firenze, edizioni Polistampa 2012 (collana Testi e Studi, n° 28)

(tre volumi, pp. 788, illustrazioni b-n nel testo)

http://www.polistampa.com/php/sl.php?bc=41&idlibro=4926

Immagine
É appena uscito, per i tipi della dinamica casa editrice Polistampa, un lavoro sulla basilica di Santa Croce a Firenze, celebre punto di riferimento storico e artistico del capoluogo toscano, e testimone dell'antico insediamento francescano.
In tre volumi e 242 schede vengono catalogate le lapidi sepolcrali del pavimento della chiesa (volume I, dalla metà del Trecento al 1417 - II, dal 1418 al 1499 - III, dal 1500 al 1931).
Ogni scheda contiene l'intestazione della lapide, la posizione, i materiali, le dimensioni, l'eventuale iscrizione e l'eventuale stemma (indicando forma dello scudo e blasone), l'anno di morte del titolare e quello di realizzazione.
Queste lapidi, come ben precisato a p. 442, sono apprezzabili documenti primari che coinvolgono più discipline d'arte e di storia, fra cui l'araldica.

L'opera inizia con la presentazione del presidente dell'Opera di Santa Croce, e con un saggio del prof. Roberto Lunardi.
Il testo delle schede, breve ma esauriente, contiene numerose indicazioni e citazioni d'archivio, e viene completato dalla riproduzione della lapide.
Questo lavoro “fissa” la loro condizione odierna, talvolta già compromessa, bilanciando consunzioni e perdite (due secoli fa, chiesa e cimitero avevano oltre duemila lapidi) con un'accurata ricerca storica.
Trattandosi di testimonianze spesso pertinenti a primari esponenti della vita fiorentina, alcuni di rinomanza mondiale, i frutti di tali ricerche aprono doviziose visuali sulla Firenze dei rispettivi tempi.
Ogni volume si apre con un'introduzione specifica, vero sunto metodologico e storico-artistico dell'insieme dettagliato dalle schede, nella quale ci si sofferma sulle diverse angolazioni da cui le lapidi terragne possono essere studiate: scopi, conseguenze sociali, implicazioni esecutive, esempi paralleli, influenze artistiche e materiali.
Qui apprendiamo anche dettagli curiosi: ad esempio, lo stemma spesso coincideva con l'apertura da cui veniva calato il defunto.

L'utile e interessante lavoro non sarebbe stato possibile senza le testimonianze documentali, in particolare i sepoltuari d'epoca, ma anche le fonti araldiche e storico-genealogiche cui si dà doveroso riscontro a p. 22 (in particolare, per i blasoni delle schede si è trovato aiuto nello Spreti, nel Crollalanza e nel Tiribilli-Giuliani).
É quindi un'opera in cui la componente araldica assume particolare spicco, soprattutto in conseguenza del rilievo che l'arte del blasone ebbe nella società toscana dei secoli andati.

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