Volume sulla storia delle Due Sicilie

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Re: Volume sulla storia delle Due Sicilie

Messaggioda L.A.S. » mercoledì 30 giugno 2010, 11:15

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Gentili membri del Forum,
Su questo storico legittimista napoletano pesa un giudizio di Croce che lo definì “storico reazionario” in virtù della sua opinione che l’unità italiana non fosse di per sé un bene e che le fosse preferibile una confederazione sul modello di quella svizzera o germanica che avrebbe preservato le diverse e secolari autonomie, leggi e autorità legittime. Invece il testo del De Sivo è un ricco compendio del mondo borbonico che aiuta una maggiore conoscenza della controversa stagione risorgimentale periodo che una storiografia finalmente libera da passati orpelli retorici ci sta restituendo nella sua verità storica.
FJVT


Uhm...Ho letto diverse volte la biografia che ne ha fatta il Croce, peraltro da primo sul De Sivo, e non vi ravvedo un "invece", nel senso che l'opera è esattamente descritta qual è, senza orpelli retorici, e il giudizio espressone va letto esclusivamente in chiave storiografica, tenendo presente il contesto in cui detta biografia è stata posta (ovvero nel volume Una famiglia di patrioti, assieme ai saggi sui Poerio e sugli esuli napoletani). Proprio per questo è stato osservato che fu Croce a conferire dignità storiografica ad un autore che mai l'aveva avuta prima.

Cordialmente,
Lorenzo
L.A.S.
 
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Re: Volume sulla storia delle Due Sicilie

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 9 luglio 2010, 18:40

Mi fa molto piacere che si rivalutino tutti gli Stati italiani pre - unitari(comunque senza alcuna nostalgia datosi come erano combinati nel cuore del XIX secolo!) e che, come segnalatoci da L.A.S. il Croce abbia, diciamo così, "lanciato" il de Sivo. Per quanto concerne il federalismo - confederalismo il Cavour non era un centralista, ma purtroppo è scomparso poco dopo la nascita dello Stato nazionale italiano. Storici monarchici sabaudi come per esempio il più volte da me citato Malnati tengono in gran rispetto le ragioni di tutti dimostrando attaccamento primario ai fatti, penso che invece gli ambienti di governo della nostra Repubblica temano che questa faccia la fine delle sorelle Iugoslavia, Cecoslovacchia, Unione(oddio, si chiamava proprio così!) Sovietica e pertanto abbiano una gran paura di una Storia non ideologizzata, preferendo una storiografia di parte, borghese - liberale o social -proletaria che sia. Una storia del nostro Risorgimento Nazionale non agiografica altrettanto che non denigratoria credo sia la cosa più auspicabile! Ciao,
fabrizio guinzio
 
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