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Le scomode frasi di Carlo d'Inghilterra

Inviato:
lunedì 22 novembre 2004, 22:13
da FP
Cari amici,
ultimamente Carlo d'Inghilterra ha detto che la scuola inglese illude i propri allievi promettendogli più di quanto può dargli. Ha riferito ad un'impiegata che voleva ottenere una promozione "che ognuno deve rimanere al suo posto". Molti attaccano le scomode affermazioni del principe. Viene detto che "non tutti siamo nati per essere Re". Voi cosa ne pensate? E' un comportamento rispettoso e degno del Principe del Galles quello di Carlo?
Ciao e a presto.

Inviato:
lunedì 22 novembre 2004, 23:29
da T.G.Cravarezza
Gentile Conteschweinfurt,
non ho sentito le frasi e bisognerebbe inserirle nel contesto, in quanto è facile creare equivoci estrapolando affermazioni dai loro contesti originari, cosa che accade spesso.
Sicuramente non tutti devono pretendere di divenire amministratori delegati di Telecom Italia o della Fiat. E' normale un po' di selezione naturale che deriva anche da quei talenti che il Signore ha donato a ognuno di noi non per forza uguali. Questo non significa che non bisogna darsi da fare e che eventualmente le umili origini o la poca capacità in un determinato settore ci debbano farci arrendere nella nostra quotidiana scalata. Però allo stesso tempo la scuola e la società non dovrebbero nemmeno illudere tutti di poter arrivare a livelli esagerati che magari, per vari motivi, dall'istruzione, a proprie caratteristiche et cetera, non saranno mai raggiungibili per determinate persone. Bisogna stare con i piedi per terra, avere presente le proprie capacità ed i propri obiettivi.
Insomma, non reputo "classista" la frase di S.A.R. Carlo d'Inghilterra. Cordialmente
Se l'Inghilterra piange, l'Italia non ride.

Inviato:
martedì 23 novembre 2004, 0:41
da antonio_conti
Confesso di non sapere molto di questo problema nel Regno Unito.
Mi permetto di rilevare un aspetto italiano.
Non c'è alcun dubbio che il sistema dell'istruzione stia evolvendo ormai da un po' di tempo a questa parte in questo nostro Paese.
Non mi riferisco tanto, e solo, alle riforme proposte ed attuate, in tutto o in parte, dagli ultimi Ministri di quello che oggi si chiama sinteticamente MIUR.
Mi riferisco ad un quadro sociale ben più complesso.
I nostri nonni ed anche i nostri genitori che hanno frequentato l'Università ai loro tempi , una volta conclusi gli studi, hanno avuto buone possibilità di avere un futuro lavoritivo confacente agli studi compiuti. Oggi non è più così.
Non mi riferisco ai corsi di laurea fabbrica disoccupati (come Conservazione dei Beni Culturali... in Italia!), ma al fatto che il mercato del lavoro (paradossalmente) non è in grado di assorbire le qualificazioni prodotte dal sistema d'istruzione.
Laureate commesse, laureati al call-center, laureati in fabbrica, laureati a fare i finti cococo (d'un tempo), laureati a spasso...
Che dire delle lauree brevi d'un tempo, e del tre più due di oggi... vien da piangere. L'Università è diventata un super liceo. Dopo la laurea, lavori da liceo.
Non credo che ognuno debba rimanere al suo posto, anzi, chi ha le capacità corra! Ma è indubbio che la scuola italiana sta sfornando un gran numero di delusi. Tralascio l'aspetto della cosiddetta formazione professionale per non tramutare questo Forum in una pagina di cronaca giudiziaria (ancora tutta da scrivere...).
Antonio Conti
PS
Mi spiace, ma non conoscendo il caso sollevato da Carlo d'Inghilterra, non ho potuto esprimere un voto.

Inviato:
martedì 23 novembre 2004, 13:41
da FP
Cari Antonio e Tomaso,
vi ringrazio per gli interventi. Cercherò di trovare il contesto di tali frasi per aiutarvi a decidere in modo equo. Purtroppo ieri la mia ricerca su internet è stata infruttuosa..Vedrò di fare del mio meglio

.
Un caro saluto a tutti.

Inviato:
giovedì 25 novembre 2004, 12:40
da Alessio Bruno Bedini
Le brutte figure del Principe Carlo e di suo padre ormai credo rientrino nella leggenda. Ciò nonostante per questa occasione concordo con lui, anche se probabilmente la frase detta in questo modo è poco felice. La realtà è che la scuola (sia inglese sia italiana) non prepara al mondo del lavoro (ed è questa storia vecchia) e sono sempre più i semi analfabeti che escono dalle scuole superiori.
D'altronde abbiamo voluto "uguaglianza di opportunità educative per tutti e per ciascuno" e questo ha portato ad un livellamento al ribasso della qualità dell'istruzione creando i famigerati diplomifici già dagli anni '80.
Ora siamo già ai laureifici. Un amico avvocato mi raccontava che un suo tirocinante non sa nemmeno scrivere una lettera


Inviato:
giovedì 25 novembre 2004, 12:53
da michele d'arasmo
Buon giorno a tutti,
concordo con quanto detto sopra.
La voglia di dare uguali opportunita' a tutti (cosa del resto giusta) si e' tradotta nel dare opportunita' a tutti coloro che non ne hanno i requisiti.
Personalmente lo vedo girando per mezzo mondo, quando incontro gente che occupa posizioni (comunque irrilevanti per lo sviluppo degli affari italiani, ma decisive per comprometterli) che sanno a malapena un inglese scolastico e non si impegnano nell'apprendere almeno qualche rudimento della lingua locale. In compenso hanno sempre amici o protettori di tipo politico.
Il piu' folkloristico fu un funzionario italiana in Kazahstan, che si lamentava che al ristorante non riusciva a leggere il menu', mentre a Roma era comprensibile!
E poi l'Italia pretende essere la quinta potenza economica!
cordialmente
michele

Inviato:
giovedì 25 novembre 2004, 15:26
da FP
Cari Alessio e Michele,
debbo dire che mi identifico con le vostre opinioni

, avete capito il senso della mia domanda. E' giusto dare pari opportunità a tutti, ma non per questo occorre abbassare il livello di preparazione degli studenti. Ciò non toglie, tuttavia, che persone seriamente motivate allo studio riescono a coprire le loro lacune scolastiche anche da sole; quindi, alla fine, anche se la scuola è diventata una
palliata 
, per dirla alla latina (se la si vede nel verso della comicità) o, fate voi, una
cothurnata 
(se si guarda all'aspetto tragico..), la situazione va nella maggior parte dei casi a sfavore dei fannulloni cronici. I diplomifici servono a ben poco, del resto..
Un caro saluto a voi tutti e...VOTATE!

Inviato:
sabato 27 novembre 2004, 10:55
da Michele Baroncini
Otttima idea questo sondaggio, Francesco...
...certamente, come già acutamente sottolineato, i più alti livelli degli studi non sono per tutti... e questo non certo per una forma di classismo... tanto è vero che l'inidoneità allo studio è fenomeno "interclassista"... di somari ve ne sono a tutti i livelli della scala sociale!
Ora, come sosteneva il caro Tomaso, è piuttosto difficile, sondare le intenzioni con cui la frase è stata pronunciata da HRH .
Sono tuttavia propenso a ritenere, vista la tradizione di grande civiltà e giustizia sociale dell'Inghilterra (ricordiamo il caso della prima Lady nera -ex giudice- nominata dalla Regina alla Camera dei Lords) che non vi fossero intenti di discriminazione classista, ma semplicemente un robusto invito al buon senso....
... del resto, come lo stesso principe ha poi precisato sull'onda delle polemiche, non vi sono lavoratori con meno dignità di altri. Fare l'avvocato è un'impresa... come del resto è un'impresa fare l'idraulico o il cuoco... ciò che conta è la dedizione che ognuno ci mette!
cordialmente
Michele BARONCINI

Inviato:
sabato 27 novembre 2004, 12:37
da antonio_conti
Giusto sulla scuola... ma che dire delle corporazioni?
Se è vero che negli ultimi (dieci anni circa?) il numero di avvocati è pressoché raddoppiato, è anche vero che si è dovuto metter mano ad una riforma per gli esami di abilitazione per l'accesso all'albo, viste le clamorose differenze nelle percentuali dei promossi da distretto a distretto...
Più preparazione e meno corporativismo, questa, forse, è la ricetta.
Ma di abolire gli Ordini, in Italia, neanche a parlerene!!!
Con le nuove norme (o con nuove proposte, non saprei dire) sull'autonomia universitaria, i fondi dovrebbero essere ripartiti anche grazie alla valutazione dei risultati... Quali? La percentuale dei Laureati?
Conosco Facoltà dove si rifiutano i 28 e i 29 (perché i trenta fioccano) ed altre dove si ringrazia il docente a mani guinte per un 27!
Esistono in Italia Università esamifici dove i professori devono valutare in poche ore centinaia di studenti, Università dove ci si puù vantare di aver avuto per professore il tal luminare, luminare che non si è mai incontrato perchè, impegnato a fare altro, e che delega ai vari portaborse (speranzosi di far carriera) il compito di far lezione, di tenere esami e di seguire le tesi di laurea...
Davvero il sistema è messo maluccio e lo studente, o il postulante per un posto di lavoro, è spesso l'unico anello debole del sistema.
Cordialmente
Antonio Conti

Inviato:
sabato 27 novembre 2004, 16:22
da FP
Ringrazio i nuovi venuti per le loro osservazioni. Ho trovato sul sito della BBC le informazioni che cercavamo:
Riporto direttamente il pezzo dell'articolo che ci interessa:
[...] Earlier this month, Education Secretary Charles Clarke accused him of being "out of touch". This followed the revelation of a memo in which the Prince had written: "What is wrong with everyone nowadays? "Why do they all seem to think they are qualified to do things far beyond their technical capabilities? "People think they can all be pop stars, high court judges, brilliant TV personalities or infinitely more competent heads of state without ever putting in the necessary work or having natural ability." But the Prince defended his comments, adding: "Ambition should never be constrained by a person's starting point in life." The Prince's spokesman pointed out that the inquiry was carried out in September - two months before the row - and that the subject matter of the memo was unrelated to teacher training or curriculum content.
Il sito è
http://news.bbc.co.uk/1/hi/education/4046063.stm
Ciao e grazie!