Anch'io come già ribadito più volte in altra sede, giustifico gli pseudonimi. I motivi già li ho elencati e non posso quindi che concordare con quanto scritto dall'amico fra' Eusanio e dal sig. Forlanini.
Pongo una domanda a tutti in generale: cosa cambia se si scrive ad uno pseudonimo o ad un nome proprio, se comunque non si conosce di persona l'interlocutore? Assolutamente nulla, a mio avviso.
Ricordo a me stesso che quando prima scrivevo rivolto a fra' Eusanio da Ocre (e ancora non avevo l'onore

di conoscerlo di persona) usavo lo stesso stile, attenzione, modo, interesse con cui "parlavo" con -ad esempio- il sig. Cravarezza. Ovviamente poi la confidenza è cambiata.
Questo è la mia opinione: se si discute in modo educato e civile non serve sapere il nome dell'interlocutore, lo si conoscerà gradualmente. Non c'è cosa più divertente poi, a mio avviso, che incontrare la persona realmente, sciogliendola dal nick. Ma questo deve avvenire con la volontà di entrambi.... e finiamo poi per parlare di altre cose e di andare fuori discussione.
Ardashir ha scritto:mi chiedo che senso abbia il recente polverone legato agli pseudonimi generato, ricordiamolo, dal nulla, dato che non vi è stata alcuna provocazione da parte di questi utenti.
In effetti, caro sig. Forlanini, è quello che mi domando anchi'io, spero che la causa non si debba andare a ricercare lontana nel tempo.....
Ribadisco la domanda per mera curiosità: cosa vi cambia parlare con un nick o con un "nome proprio"?
Un saluto cordiale a tutti, buone feste,
Michele Tuccimei di Sezze