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Titoli vacanti

MessaggioInviato: venerdì 21 novembre 2003, 18:24
da sebpasq
Cari amici del forum
continuando sulla scia della questione posta da Pierfelice circa la validità di titoli conferiti da sovrani ex-regnanti, volevo chiedervi secondo voi (scusate ma io non sono riuscito a trovare alcuna legge specifica a proprosito) i titoli feudali con predicati (per esempio tal dei tali conte di Mirabello, etc,) che si sono esautorati a causa dell'estinzione della famiglia che portava questi titoli, diciamo anche da circa 100 anni, che fine fanno?
Secondo voi è possibile "appropriarsene" (ovvero appropriarsi del titolo, del predicato e dello stemma) senza colpo ferire, ovvero senza contravvenire alle leggi italiane? Oppure l'ex sovrano di turno può riconferirli ad altri?

Grazie per le risposte.

MessaggioInviato: sabato 22 novembre 2003, 18:53
da sebpasq
Egregio Hans Mehr
ricordo la discussione sui vicariati imperiali: lì lei sosteneva che virtualmente quei titoli potrebbero ancora esistere e che i vicariati potrebbero ancora conferire nomine, se non erro. E' naturale che non essendoci corona come abbiamo già sottolineato non ci sono titoli da conferire, ma se per caso un Savoia o un Aosta o un altra persona dovesse ritornare sul trono di un futuro Regno d'Italia (tanto remota l'ipotesi non è, guardate in Serbia...) i titoli conferiti da Umberto II durante l'esilio, quelli conferiti (se ce ne sono) da Vittorio Emanuele IV, quelli ceduti, quelli letteralmente venduti e quelli conferiti a "subinfeudazione" da altri nobili sarebbero riconosciuti?
La mia riflessione riguarda un'altra faccenda, ovvero se io mi volessi appropriare di un titolo feudale o farlo rivivere, potrei rivolgermi al Duca d'Aosta (mi sembra di capire che è lui l'unico pretendente ad un'eventuale e quanto fantomatica corona e quindi in grado di concedere dei "titoli") per chiedere l'uso di questo titolo, magari comprando un terreno in quell'ex feudo?
O se invece una famiglia con titolo feudale mi cedesse a titolo gratuito o dietro corresponsione di danaro un feudo, il relativo titolo anesso di predicato e stemma potrei chieder di cambiare il cognome aggiungendo il suddetto predicato? Ovvero in queste ipotesi la giustizia repubblicana come si comporterebbe? Se per esempio io registrassi in Sudafrica o in Spagna lo stemma della famiglia "cedente" il titolo, il feudo, il predicato e stemma (4 al prezzo di uno...) sarei il solo possessore legale dello stemma? Non parlo di concessioni araldiche, ma proprio di appropriamento di stemmi di altre famiglie.
Mi ispiro per esempio al fenomeno dell'acquisto in Scozia (non so se è già entrato in vigore l'Abolition of Feudal Tenure Act) di superiority o barony che come sapete permette di acquistare letteralmente proprietà e titoli feudali e fregiarsene anche col relativo predicato oltre che stemma.
Voglio chiarire in modo inequivocabile che la cosa mi interessa esclusivamente da studioso e non certo per "acchiappare" dei titoli (che tra l'altro non mi interessano neanche lontanamente).

Saluti.

MessaggioInviato: domenica 23 novembre 2003, 19:47
da sebpasq
Sarei curioso di sapere se gli eventuali titoli conferiti dal vescovo di Asti sarebbero riconosciuti dal CNI o dal Libro d'Oro o dall'Annuario della Nobiltà italiana e quindi dalla repubblica italiana....

MessaggioInviato: domenica 23 novembre 2003, 20:31
da sebpasq
Per esempio pensavo anche ad una possibile attuazione contemporanea della surrogazione: cosa ne pensate?
Ripeto a me quello che interessa essenzialmente è come si comporterebbeto oltre che i soggetti suddetti (CNI, Libro d'Oro e Annuario) anche la giustizia italiana, nel senso se riconoscerebbe i titoli e predicati.

Saluti.

MessaggioInviato: lunedì 24 novembre 2003, 15:47
da Elassar
sebpasq ha scritto:Per esempio pensavo anche ad una possibile attuazione contemporanea della surrogazione: cosa ne pensate?
Ripeto a me quello che interessa essenzialmente è come si comporterebbeto oltre che i soggetti suddetti (CNI, Libro d'Oro e Annuario) anche la giustizia italiana, nel senso se riconoscerebbe i titoli e predicati.

Saluti.

Gentile Sebpasq,
per rispondere alla sua domanda, occorre inanzitutto distinguere il CNI (e il Libro d'Oro e l'Anuario) che sono soggetti privati, dalla giustizia italiana.
IL CNI, infatti, sarà sempre libero di decidere se accettare il nuovo investito del titolo tra i suoi soci.
Più complessa è la questione in ordine al riconoscimento del titolo da parte dell'ordinamento italino. Infatti, è vero che la repubblica non riconosce i titoli nobiliari, ma è altrettanto vero che è ammissbile una tutela negativa in caso di utilizzo usurpativo del titolo. In questo caso occorrerebbe verificare il rispetto di tutte le regole (non solo nobiliari, ma soprattutto amministrative) di concessione.
Solo in caso di rispetto di tali regole pottrà porsi il quesito della tutela negativa del titolo.
A presto,
Elassar