La Cassazione sulla cognominizzazione predicati nobiliari

Inviato:
lunedì 21 luglio 2025, 21:22
da norton de neville
Si riporta il link del testo integrale della sentenza della Suprema Corte di Cassazione
https://www.notiziarioaraldico.info/DOC ... uEikoj-esQOffre spunti di riflessione
Re: La Cassazione sulla cognominizzazione predicati nobiliar

Inviato:
sabato 9 agosto 2025, 17:11
da contegufo
Paolo C.te Rossi è un titolo sul cognome che può aggiungere anche altri cognomi e/o predicati.
Paolo Rossi C.te di Poggio è invece un titolo sul predicato.
La costituzione afferma che la nobiltà non è riconosciuta, il che non vuol dire che non esista è semplicemente ignorata dall'ordnamento repubblicano-mentre prima era tutelata dalla Monarchia regnante e doveva seguire una prassi essendo la materia di natura pubblica.
I predicati prima del ''22 fanno parte del cognome. Dal 31 ottobre 1922 l'inizio del Fascismo sino al 25 luglio 1943, tutta la materia nell'arco temporale di poco più di un ventennio è macchiata per sempre.
E qui appare evidente un fatto e cioè che il predicato è riconosciuto come facente parte del cognome ma il titolo che poggia sul predicato è sradicato, attenendosi alla precedente disposizione per cui non poteva essere riconosciuto perché era la nobiltà stessa che aveva perduto valore nell'ordinamento repubblicano.
Qualcuno, ovvero in tanti, vollero interpretare il secondo punto come una sorta di concessione per cui si riconosceva il predicato (facente parte del cognome) ma il titolo sul predicato no!
Il vuoto legislativo durato fino alla nota sentenza del 1967, ha permesso con sentenze oggi ritenute nulle di accontentare una massa di nobili e non nobili che ricercavano nella giustizia quello che gli era stato tolto. Da quel 1967 la giustizia chiarisce che l'argomento non può essere dibattuto perché la materia non è esistente. Eventuali richieste verrebbero quindi non accettate dall'Ufficio protocollo.
Amen
PS. Siccome l'italiano ha la testa dura sono state studiate metodologie che incidentalmente (sentenze di tribunale per truffa, lodo arbitrale, eccetera) anche grazie alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, davano uno straccio di attendibilità alla materia che uscita dalla porta cercava di rientrare dalla finestra. Tempo e soldi buttati al vento.