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Don Torriani Arcivescovo di Crotone-Santa Severina

MessaggioInviato: venerdì 13 dicembre 2024, 21:20
da Guido5
Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo di Crotone-Santa Severina il rev. don Alberto Torriani, del clero dell’Arcidiocesi Metropolitana di Milano, finora rettore del Collegio San Carlo di Milano.
Don Torriani è nato il 3 novembre 1971 a Bollate (Milano). Entrato nel Seminario arcivescovile di Milano, ha conseguito il baccalaureato in teologia ed è stato ordinato presbitero il 10 giugno 2000. Ha ricoperto i seguenti incarichi: vicario parrocchiale di San Biagio, assistente e vicepreside della Scuola parrocchiale San Biagio a Monza (2000-2011); vicario per la pastorale giovanile della comunità “Ascensione” (2003-2011); membro del Consiglio presbiterale diocesano (2010-2011), rettore del Collegio Rotondi a Gorla Minore (2011-2016). Dal 2016 al 2017 è stato prorettore del Collegio arcivescovile San Carlo di Milano, e dal 2017 ne è il rettore. (dal Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede dell’11 dicembre 2024).

Re: Don Torriani Arcivescovo di Crotone-Santa Severina

MessaggioInviato: mercoledì 5 febbraio 2025, 10:52
da danilo.ruberto
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Quattro cuori in omaggio al cardinale Martini ed ai luoghi del ministero sacerdotale. E’ questo uno dei segni distintivi dello stemma episcopale scelto da monsignore Alberto Torriani, vescovo eletto di Crotone. Lo stemma, realizzato da Marco Foppoli (uno dei più importanti araldisti italiani), è stato reso noto domenica 12 gennaio sul sito della Diocesi di Crotone.
Lo stemma scelto dall’arcivescovo Alberto Torriani è diviso in quattro parti e lo scudo è distinto dagli usuali contrassegni arcivescovili, ovvero accollato alla croce astile d’oro a due braccia e sormontato dal galero con 20 fiocchi verdi.

I luoghi di vita
Al vertice dello scudo quattro cuori (come già nello stemma episcopale del Card. Martini, omaggio ai maestri e pastori conosciuti) ciascuno dei quali rappresenta i quattro luoghi di vita del ministero sacerdotale del prossimo vescovo di Crotone. Simboleggiano le quattro città dove lo Spirito, con imprevista creatività, si è reso presente: Novate Milanese, luogo sorgivo di nascite umane e vocazionali; Monza, nelle stagioni degli entusiasmi giovanili e delle iniziali appartenenze ministeriali; poi Gorla Minore nelle età delle prime responsabilità e poi Milano nella stagione della maturità umana e della creatività pastorale e del legame più stretto con la Diocesi e i suoi pastori. “Su tutti questi luoghi – scrive la Diocesi – la comunanza della passione educativa per i ragazzi e i giovani che ‘timbra’ in modo indelebile le esperienza e la carne”.

Milano e Capocolonna
Al di sotto dei cuori, lo scudo si colora di azzurro: un richiamo alla madre di Gesù venerata a Milano come ‘Maria Nascente – Madonnina del Duomo’ e a Crotone come la Madonna di Capo Colonna. Su questo azzurro sono riportati altri tre simboli: una moneta d’oro evoca il talento evangelico da trafficare e da riconoscere come dono di Dio nella singolarità e unicità di ciascuno, in particolare nei giovani e nella scuola, luogo privilegiato dove ricevere e donare quella Vita che chiede di essere ‘espansa’ e ‘condivisa’.
La mano aperta che si protende verso l’altro è l’umanità trasfigurata dal Vangelo che è capace di carezza, di custodia e sostegno, di compagnia e affidabilità, di promessa e di incoraggiamento. Nel gesto sacramentale della Misericordia è ‘mano che scioglie gli affanni’: luogo privilegiato dove don Alberto ha ‘toccato con mano’ lo Spirito all’opera in cuori feriti e in volti trasfigurati dalla grazia.
Sulla banda al centro dello scudo, un pesce barbo che si pescava nel lago di Tiberiade ai tempi di Gesù. Il rimando è al capitolo 21 del Vangelo di Giovanni, vera casa del cuore da abitare e a cui fare spesso ritorno. Lì è descritto un incontro tra Gesù e alcuni suoi discepoli sulla riva del mare di Galilea, ignari costoro che Lui fosse il loro maestro Risorto che li saluta chiedendo loro da mangiare e promettendogli futuro con reti sovrabbondanti. Gesù si interessa di loro, alle loro vite concrete e loro si sentono da Lui conosciuti. Si sperimenta cosi la passione dell’incontro fino a farla divenire lo stile del vivere.

Il motto
Il motto scelto dal vescovo Torriani per il suo episcopato è ‘Si sentano da lui conosciuti’. Un motto che monsignor Torriani aveva già spiegato in una intervista su Arkanews.
“Sentirsi conosciuti da qualcuno – si legge nel comunicato della Diocesi – è l’esperienza di chi sa di essere amato e voluto, desiderato e custodito e per questo capace di sguardi di futuro di promettenti e fecondi”. Il motto è tratto da un testo di Madeleine Delbrel, e sono una parte dei voti augurali che scrive in occasione dell’ordinazione sacerdotale di un amico, poi divenuto Cardinale di Parigi.

Fonte: https://www.ilcrotonese.it/2025/01/12/stemma-del-nuovo-vescovo-di-crotone-milano-capocolonna-e-lesperienza-dellincontro/1709433/