walter.sassone ha scritto:Questa teoria è riportata dal sempre disponibile Dott. P. F. Degli Uberti in un suo scritto, chi meglio di Lui può illuminarci in merito.
Personalmente, per quel che ho letto e sempre che abbia compreso il senso

, ritengo che sia una nobiltà non titolata ma derivante da un certo vivere da nobili pur non essendolo in senso stretto.
Per quando riguarda la tua domanda, ti do del tu perché mi pare che lo preferisci, concordo con il tuo scritto, anche se non del tutto.
Irrinunciabile l’aspetto morale; sarei un po’ meno drastico sugli aspetti economico e giuridico-formale.
A proposito cosa intendi per effettivo uso dello status nobiliare?
Un salutone.
Gentile Walter,
mi fa molto piacere poterci scambiare il "tu".
Si, anche se non la conoscevo, avevo comunque compreso il nocciolo della questione. Quando parlavo di"more nobilium" mi riferivo proprio a quel modo di vivere da nobili ( pur non essendolo ancora giuridicamente).
Ciò si potrebbe ricollegare a quanto scrivevo sulla definizione di nobiltà:
il fatto di OTTENERE la NOBILTA' dopo essere vissuti nobilmente, significa proprio che ERA INDISPENSDABILE avere anche un riconoscimento giuridico, e sociale di ciò che si era SOLO "ufficiosamente".
E se andiamo a ben vedere, la distinta civiltà in questione è più una condizione economica che altro.
Questo dimostra, a mio avviso, che il solo aspetto morale non è sufficiente.
Con effettivo uso dello status nobiliare, intendevo dire che l'essere nobili comportava soprattutto un impegno politico, amministrativo o militare.
E che sarebbe molto improbabile una mancata partecipazione attiva da parte di un nobile a queste cariche.
Ma sottolineo, a scanso di equivoci, che il mio è solo un giudizio storico. Non è affatto riferito a quelli che ritengo siano i VERI valori della vita e dell'animo di una persona. Per me l'ONORE, ad esempio, è un aspetto dal quale non riuscirei a prescindere, sia verso me stesso che verso gli altri.
Ritengo però che quando si parla di questi, o altri, valori fondamentali, non ci si debba necessariamente ricollegare ad una nobiltà. Chiunque poteva e può essere ispirato da questi ideali, a prescindere dal titolo.
Anche perchè considera che la nobiltà nasce con tutt'altre spinte, molto più prosaiche e meno idealistiche...Penso , ad esempio, al modo con cui i Comites Franchi ( dopo Carlo Magno) si appropriarono del diritto di trasmissione dellle terre e dei titoli.
O ai piccoli Signori o Castellani che vivevano rapinando ( letteralmente) i passanti...E che costitiuirono uno dei motivi principali dell'intervento della Chiesa per indire la PAX DEI e la TREGUA DEI , e ad indirizzare la Cavalleria verso quel concetto cristiano a partire dal 12 secolo.
Molto Cordialmente
MVC