La Domenica di Sangue: ripristinata la verità storica
Premetto che non vuole essere la difesa di un sistema politico e sociale, quello zarista, che comunque era destinato a scomparire.
Il 5 gennaio 1905 passo' alla storia come Domenica di Sangue.
Una manifestazione di operai (in realtà un processione a poche ore dal natale ortodosso) si trasformo' in un bagno di sangue davanti al palazzo imperiale di Pietroburgo.
Per un secolo la versione ufficiale fu che - improvvisamente - il cordone della polizia a difesa del palazzo apri' il fuoco sulla folla e senza alcun motivo. Secondo le versioni tramandate le vittime furono circa un migliaio.
La manifestazione (che recava ritratti dello zar e immagini religiose) era guidato dal pope Gapon, personaggio ambiguo e legato all'Ohrana (la polizia segreta zarista).
In data odierna il primo canale russo ORT ha mandato in onda un interessante documentario storico relativo ai quei fatti.
Innanzitutto il numero reale delle vittime oggi è definitivamente noto: 127.
Gli storici hanno ricostruito gli eventi recuperando una grossa mole di documenti.
Il principale contributo sono stati lettere e diari di testimoni oculari. Tutti concordano che i colpi d'arma da fuoco partirono dal cuore della manifestazione, la polizia non ricevette alcun ordine di far fuoco sui manifestanti. Inizialmente le guardie reagirono sparando in aria, dietro indicazioni improvvisate da parte degli ufficiali e il panico che si creo' nella piazza si trasmise ad alcuni agenti.
Queste testimonianze appartenevano a persone che, nel 17, si schierarono da entrambe le parti in lotta, e nonostante questi schieramenti sui fatti del 1905 concordano tra loro.
Altri documenti acquisiti mostrano un intervento dei servizi segreti nipponici, che avrebbero finanziato gruppi estremistici. Si consideri che eventuali agenti giapponesi tra i dimostranti sarebbero passati inosservati, dato che parliamo di un paese dove sono presenti nazionalità con caratteri somatici tipici del paese del sol levante.
Escono completamente assolti i governanti dell'epoca, almeno per quel fatto storico. Restano loro solo le colpe di aver colpito duramente il malcontento che segui' a quegli eventi e forse di non aver posto rimedio alle contraddizioni sociali del paese. Fermo restando che il sistema era irriformabile e oramai fuori dalla storia e dal tempo.
Di tutto questo probabilmente tennero conto i tedeschi nel 17.
Gli storici continueranno il loro lavoro per giungere ad una definitiva versione storica, priva di mistificazioni o piegata alle esigenze politiche (per quanto questo possa essere realizzabile).
Cordialmente
michele
Il 5 gennaio 1905 passo' alla storia come Domenica di Sangue.
Una manifestazione di operai (in realtà un processione a poche ore dal natale ortodosso) si trasformo' in un bagno di sangue davanti al palazzo imperiale di Pietroburgo.
Per un secolo la versione ufficiale fu che - improvvisamente - il cordone della polizia a difesa del palazzo apri' il fuoco sulla folla e senza alcun motivo. Secondo le versioni tramandate le vittime furono circa un migliaio.
La manifestazione (che recava ritratti dello zar e immagini religiose) era guidato dal pope Gapon, personaggio ambiguo e legato all'Ohrana (la polizia segreta zarista).
In data odierna il primo canale russo ORT ha mandato in onda un interessante documentario storico relativo ai quei fatti.
Innanzitutto il numero reale delle vittime oggi è definitivamente noto: 127.
Gli storici hanno ricostruito gli eventi recuperando una grossa mole di documenti.
Il principale contributo sono stati lettere e diari di testimoni oculari. Tutti concordano che i colpi d'arma da fuoco partirono dal cuore della manifestazione, la polizia non ricevette alcun ordine di far fuoco sui manifestanti. Inizialmente le guardie reagirono sparando in aria, dietro indicazioni improvvisate da parte degli ufficiali e il panico che si creo' nella piazza si trasmise ad alcuni agenti.
Queste testimonianze appartenevano a persone che, nel 17, si schierarono da entrambe le parti in lotta, e nonostante questi schieramenti sui fatti del 1905 concordano tra loro.
Altri documenti acquisiti mostrano un intervento dei servizi segreti nipponici, che avrebbero finanziato gruppi estremistici. Si consideri che eventuali agenti giapponesi tra i dimostranti sarebbero passati inosservati, dato che parliamo di un paese dove sono presenti nazionalità con caratteri somatici tipici del paese del sol levante.
Escono completamente assolti i governanti dell'epoca, almeno per quel fatto storico. Restano loro solo le colpe di aver colpito duramente il malcontento che segui' a quegli eventi e forse di non aver posto rimedio alle contraddizioni sociali del paese. Fermo restando che il sistema era irriformabile e oramai fuori dalla storia e dal tempo.
Di tutto questo probabilmente tennero conto i tedeschi nel 17.
Gli storici continueranno il loro lavoro per giungere ad una definitiva versione storica, priva di mistificazioni o piegata alle esigenze politiche (per quanto questo possa essere realizzabile).
Cordialmente
michele