Alessio Bruno Bedini ha scritto:
Chiediti: Il titolo di "dotto' " dato a tutti dal posteggiatore napoletano avrebbe un valore diverso se i dottori veri lo riconoscessero per vero?
Il problema sta tutto qua. Se i dottori di oggi potessero decidere in autonomia chi ammettere nell'Albo dei medici, è ovvio che sei i dottori ammettono il primo Pinco Pallino che passa tra di loro, quel Pinco Pallino è un dottore, ma appunto, è ammesso nell'Ordine dei medici da chi ha autorità per farlo ed è quindi l'Ordine dei medici a decidere, non il Pinco Pallino che si autoconsidera dottore o perché il parcheggiatore lo chiama dottore.
E' ovvio che in una città gestita dal ceto nobiliare, se i membri di quel ceto considerano la famiglia Cravarezza una di loro, la famiglia Cravarezza sarà una di loro, ma perché essi rappresentano l'Autorità, la fons honorum e quindi fanno un atto (anche non scritto) per cui la famiglia Cravarezza è ammessa al ceto nobiliare (e da qui discendono anche tutta una serie di diritti, privilegi e doveri per cui la famiglia Cravarezza godrà nel futuro, dal momento in cui sarà ammessa al ceto e solo da quel momento ne godrà, non prima e solo se i nobili locali avranno deciso così: quindi c'è sempre un atto di chi detiene la sovranità. Quell'atto può essere il brevetto del Re che concede un titolo a Pinco Pallino per cui da quel titolo, per legge, discendono diritti e doveri, oppure sarà la semplice ammissione nel ceto nobiliare decisa dai nobili locali e da quel momento la famiglia pinco Pallino godrà di tutti i privilegi e doveri spettanti a chi è ammesso al ceto nobiliare locale.
Anche perché, scusa, come faceva a sapere il deputato che quella famiglia era nobile e quindi non doveva pagare una determinata tassa? Solo perché in città i compaesani la tenevano in conto? O perché un pomeriggio aveva sentito un nobile che la salutava con ossequio? Penso che gli servisse un qualche dato dell'autorità locale che indicasse che quella famiglia apparteneva al ceto nobiliare e che quindi quella tassa non la doveva pagare.



