Conte Palatino del S.R.I.

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Messaggioda MVC » martedì 11 marzo 2003, 13:24

Caro Pierfelice,
intanto ti ringrazio per la risporta.
La mia modestissima opinione, però, è che se si volesse criticare il titolo di Conte palatino, allora bisognerebbe criticare anche l'uso dello stemma araldico dell'Università (che ha una corona Reale) e persino l'uso del "noi".
Difatti, lo dice la definizione stessa, il NOi in questione è "Plurale Maiestatico".

Se poi è una questione di "diritto" nel senso che prima del periodo repubblicano non se ne faceva legittimo uso, allora non discuto.
Ma finchè la cosa NON va contro la Legge, non vedo perchè non valorizzare queste tradizioni storiche.

Un carissimo saluto
MVC
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Messaggioda pierfe » martedì 11 marzo 2003, 15:33

MVC ha scritto:Caro Pierfelice,
intanto ti ringrazio per la risporta.
La mia modestissima opinione, però, è che se si volesse criticare il titolo di Conte palatino, allora bisognerebbe criticare anche l'uso dello stemma araldico dell'Università (che ha una corona Reale) e persino l'uso del "noi".
Difatti, lo dice la definizione stessa, il NOi in questione è "Plurale Maiestatico".

Se poi è una questione di "diritto" nel senso che prima del periodo repubblicano non se ne faceva legittimo uso, allora non discuto.
Ma finchè la cosa NON va contro la Legge, non vedo perchè non valorizzare queste tradizioni storiche.

Un carissimo saluto
MVC


Lo stemma araldico è un diritto indiscutibile dell'Università anche se ha la corona reale (che sicuramente sempre usò). In Italia ci sono Enti che usano corone nobiliari ad esempio la Città di Torno usa la corona da conte e la mia città di Casale Monferrato quella di marchese, ma nessuna delle 2 è conte o marchese del luogo.
L'uso di un trattamento nobiliare va contro la legge proprio perchè non rispetta la legge...
Sai in confidenza in ambito universitario i titoli nobiliari li lascerei agli Ordini Goliardici che hanno il pieno diritto d'uso :D
E poi a dire il vero nel XXI secolo mi sembra proprio ridicolo in uno stato repubblicano che non riconosce i titoli nobiliari voler usare un titolo per giunta concesso da un Sacro Romano Impero non più esistente da quasi 200 anni...
Inoltre l'Università quando lo poteva fare MAI chiese il riconoscimento del titolo alla Regia Consulta Araldica, fatto evidente che non ha mai avuto il rispetto della legge anche in passato... :D :D :D
Usare un titolo ora... ha del bastian contrario :oops:
L'uso di trattamente nobiliare non toglie e non aggiunge nulla alla scientificità di un ente culturale...
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Messaggioda Elassar » giovedì 20 marzo 2003, 22:10

La notizia che ci sarebbero dei Rettori universitari che, al momento della loro elezione, assumono il titolo di Conte Palatino del S.R.I. mi ha lasciato perplesso. Ritengo, infatti, che ci sarebbero gli estremi per considerare “irregolari” (se non peggio) i diplomi di laurea rilasciati dall’Università di Camerino. È vero, infatti, che in base alla XIV disp. trans. e fin. della Cost. la Repubblica non riconosce i titoli nobiliari, ma ciò non significa, a mio modesto parere, che un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni potrebbe far uso di un titolo nobiliare su un atto pubblico.
Come ha precisato la Cassazione nella sentenza 16/07/1951, il disconoscimento dei titoli nobiliari significa che la Costituzione non pone alcun divieto all’uso dei titoli da parte dei privati, mentre un vero e proprio divieto sarebbe imposto ai pubblici ufficiali, i quali hanno il dovere di omettere ogni indicazione del titolo nobiliare negli atti da essi formati.
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Messaggioda Messanensis » giovedì 20 marzo 2003, 23:41

Elassar ha scritto:Come ha precisato la Cassazione nella sentenza 16/07/1951, il disconoscimento dei titoli nobiliari significa che la Costituzione non pone alcun divieto all’uso dei titoli da parte dei privati, mentre un vero e proprio divieto sarebbe imposto ai pubblici ufficiali, i quali hanno il dovere di omettere ogni indicazione del titolo nobiliare negli atti da essi formati.


Ma quali sanzioni sono previste per i pubblici ufficiali che fanno uso di titoli nobiliari durante l'esercizio delle loro funzioni?
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Messaggioda Elassar » domenica 23 marzo 2003, 20:47

Ritengo che qualora un pubblico ufficiale dovesse inserire il suo titolo nobiliare in un atto pubblico questi sarebbe soggetto a possibili sanzioni disciplinari, avendo dato luogo ad un atto irregolare sotto il profilo amministrativo. Ritengo che questa affermazione sarebbe valida sia nel caso in cui il titolo inserito fosse del pubblico ufficiale in quanto appartenente ad una particolare famiglia, sia nel caso in cui tale titolo fosse accordato al pubblico ufficiale tenuto conto delle funzioni espletate (come nel caso in esame). Eluderei altre forme di sanzioni a carico del pubblico ufficiale, dal momento che il destinatario dell’atto non subirebbe alcun danno (dal momento che il provvedimento sarebbe irregolare e non già nullo o illegittimo), né sarebbero ipotizzabili sanzioni penali, visto che l’inserimento di un titolo nobiliare in un atto non mi risulta configuri alcun reato.
A presto,
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Messaggioda Ardashir » domenica 28 settembre 2003, 20:23

Gentilissimi Signori,
al di là dell'opportunità o meno dell'utilizzo da parte del Rettore dell'Università di Camerino del titolo di Conte Palatino del S.R.I. , non vedo come questo atto potrebbe annullare la validità dei documenti da lui emessi. Premettendo che ciò che segue è solo la mia opinione e non ha pretesa alcuna di ufficialità, mi sembra utile precisare nuovamente ciò che qui tutti sanno meglio di me, cioé che la Costituzione italiana, nel non riconoscere i titoli nobiliari, non arriva però in alcun modo a proibirli. Il Sig. Elassar giustamente cita la sentenza della Corte di Cassazione che precisa la questione proibendo ad ufficiali pubblici di apporre titoli nobiliari nei documenti legati alla loro funzione. Diventa utile operare, allora, un piccolo distinguo: se il Rettore avesse apposto un suo titolo personale (legato cioé alla sua famiglia o alla sua persona per cause esterne all'attività universitaria) sarebbe scattato in effetti, a mio giudizio, il divieto imposto dalla Corte di Cassazione. Dato che però il titolo di Conte Palatino non è legato alla persona del Rettore in quanto tale ma solo al suo ufficio di Rettore, fino a che punto si può considerare la sentenza sopracitata pertinente per il caso in esame?
Il Prof. Ignazio Buti non ha posto nella titolatura un suo titolo: ha posto un titolo che, per tradizione (questa si da verificare), appartiene al rettorato dell'università di Camerino.
Credo che sarebbe di un certo interesse, in ogni caso, come già sottolineava il Prof. Degli Uberti, controllare la continuità storica del titolo vedendo se, ad esempio, sia stato adoperato anche nel secolo scorso o se, invece, sia stato artificiosamente ripescato in tempi recenti.
Ardashir
 
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