Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini
MVC ha scritto:Gentili amici,
vorrei porre una questione che spero mi chiarirete.
Ci sono dei Rettori universitari che, al momento della loro elezione, assumono il titolo di Conte Palatino del S.R.I.
vedi l'esempio di Camerino: nel 1753 un diploma imperiale di Francesco I di Asburgo-Lorena estende la validità delle lauree camerti a tutto il territorio del S. R. Impero e conferisce ai rettori il titolo di conte palatino.
E tra l'altro vi è un pacifico uso pubblico di tale titolo, poichè sulle stesse lauree rilasciate è riportata la dignità di Conte Palatino del SRI, insieme alla qualifica di Rettore.
IL TITOLO DI CONTE PALATINO SIA DEL SRI CHE DELLA SANTA SEDE E' UN TITOLO BEN DIVERSO DA QUELLO DI CONTE. USUALMENTE ERA PIU' CHE ALTRO UN TRATTAMENTO DI CARATTERE NOBILIARE A BENEFICIO DI CERTE PARTICOLARI CATEGORIE (OLTRE AI RETTORI ANCHE IN ALCUNE UNIVERSITA' GLI STESSI PROFESSORI, I LAUREATI E GLI APPARTENENTI AI CERTI CORPI ACCADEMICI O PROFESSIONALI)
VENIVA ANCHE CONCESSO DA ALCUNE FAMIGLIE COME I CESARINI SFORZA PER DELEGA.
IL TITOLO POTEVA ESSERE ANCHE TEMPORALE E NON SEMPRE EREDITARIO. GLI STESSI CAVALIERI DEL SANTO SEPOLCRO ERANO CAVALIERI PALATINI.
NEL CASO SPECIFICO QUI A MADRID NON HO POSSIBILITA' DI CONTROLLO MA E' POSSIBILE VEDERE IN UNA STORIA DELL'UNIVERSITA' COME VENIVANO DETTI I RETTORI AL TERMINE DELLA CARICA.
In questo caso, dunque, come si dovrebbe intendere la cosa?
il Rettore in questione rimane Conte anche dopo aver finito il mandato di carica? Ed il titolo, dunque, assumerebbe anche un valore ad personam, oltre che verso la carica?
O, invece, il titolo ( essendo legato alla carica) si estinguerebbe con
la fine delle funzioni ricoperte? E, dunque, il Rettore non sarebbe più Conte?
Ma in quest'ultimo caso, sarebbe una cosa corretta?
Infatti, come può un titolo nobiliare essere "pro tempore"?
ESISTONO DEI TITOLI NOBILIARI PRO TEMPORE PENSATE AI VESCOVI DELLE DIOCESI ALLE QUALI SONO UNITI TITOLI NOBILIARI... FINITA LA CARICA FINITO ANCHE IL TITOLO.
I VESCOVI EMERITI NON POTREBBERO CONSERVARE IL TITOLO NOBILIARE PERCHE' E' DI USO ESCLUSIVO DEL TITOLARE.
Una carica può esserlo, ma la nobiltà non credo.
Si può, infatti, perderla per molte ragioni, ma è lecito stabilire a priori la sua durata, già all'atto della sua concessione?
Ma proprio sulla concessione si aprirebbe un altro dubbio:
il diploma di S.A.I. Francesco d'Asburgo-Lorena può essere considerata una vera e propria concessione di titolo?
E, infine, come lo dobbiamo intendere il titolo di Conte Palatino?
Un titolo nobiliare concedibile anche per nobilitare ex novo una persona, oppure una specie di "promozione" riservata a chi già possedeva lo status nobiliare ( magari Conte)?
LEGGERE QUANTO SPIEGO SOPRA. MA RICORDARE BENE CHE IL TITOLO DI CONTE PALATINO ERA GENERALMENTE LEGATO AD UNA DIGNITA'
PIER FELICE DEGLI UBERTI
In attesa di Vosti graditissimi interventi e pareri
saluto cordialmente
MVC
T.G.Cravarezza ha scritto:Gentili Sigg.ri,
ho ricevuto l'immagine dell'attestato di laurea da parte del caro Mauro Valerio e la inserisco di seguito:
Voglio però precisare che io non sono assolutamente contrario al fatto che il Rettore dell'Università di Camerino utilizzo il titolo che giustamente gli spetta e voglia mantenere le tradizioni della Sua università. Io ho solo voluto precisare come, secondo la mia opinione, per quanto la Repubblica non consideri i titoli nobiliari e quindi non ne condanni nemmeno l'utilizzo, su un attestato pubblico, da parte di un pubblico ufficiale, l'utilizzo di un titolo nobiliare non dovrebbe essere accettato. Detto questo, io sono il primo pronto a fare un referendum per ripristinare i'autorizzazione all'uso dei giusti titoli nobiliari (così si eviterebbero i vari "mercati neri" della nobiltà che popolano il nostro Paese).
Cordialmente
Torna a Piazza Principale / Main Square
Visitano il forum: Nessuno e 3 ospiti