Matrimonio di Filiberto di Savoia

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Matrimonio di Filiberto di Savoia

Messaggioda assoro » sabato 12 luglio 2003, 10:03

NOZZE REALI
( dal quotidiano “LIBERO “del Venerdì 11/07/03 pag. 1 e pag.13 )
<Savoia,il principe sposa Clotilde attrice comunista>
“Emanuele Filiberto di Savoia si sposa con Clotilde Courau.L’attrice francese <<anarchico-comunista>> sarebbe in dolce attesa.
“La futura Savoia non ama < i ricchi e potenti >”

Il mio umile cuore è vicino in questo triste momento al dolore che il “ RE DI MAGGIO “ ha ricevuto da vivo ed ora da morto da simili eredi.
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Messaggioda RFVS » sabato 12 luglio 2003, 10:29

.....Gentile Assoro,

Come mai così tanto astio contro i comunisti? Cosa le hanno fatto di così grave da meritare il suo odio sì profondo?

Anche non amo la Real Casa e sono molto favorevole al Duca Amedeo di Savoia-Aosta..ma non ne faccio un dramma se Emanuele Filiberto si Sposa con un'attrice borghese...d'altra parte basta guardare chi ha come esempio paterno per capire che tipo sia il "Principe di Venezia".

...comunque..sono dell'idea..che ognuno si crea la vita che si merita...se lui sta bene con questa attrice non nobile..e alternativa..bhè..sono contento per lui e gli faccio i miei più grandi "in bocca al lupo" anche se non condivido molto la scelta...certo è che un odio tale verso un'ideologia mi par troppo eccessivo...

RFVS
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Messaggioda omero » sabato 12 luglio 2003, 13:53

Gentili Signori,
è possibile che si parli ancora di "comunismo"? Io credo che si viva in un'epoca che dovrebbe superare la ormai vecchia e alquanto fuori moda divisione in fascisti e comunisti. Credo soprattutto che sarebbe ora di andare avanti e lasciarci alle spalle spettri (da una parte e dall'altra...) che non propongono nulla di positivo. Per quanto riguarda il futuro matrimonio del principe Emanuele Filiberto, e qui vengo al tema di discussione, si può essere concordi o meno, ma sono convinto che il principe possa decidere in piena libertà se sposare un'anarchico-comunista (!) o una principessa. Preferisco inoltre vederlo al fianco di una "nobile di cuore" che per quanto anarchica potrebbe essere una bella persona, piuttosto che al fianco di una "snob con impeccabile pedigree". Un matrimonio dovrebbe essere costruito prima di tutto sull'amore reciproco, il contratto in quanto formalizzazione dovrebbe venire di conseguenza. Non è forse stato così anche per Vittorio Emanuele e Marina Doria?
Non mancherò quindi di porgere le mie più sincere felicitazioni ad Emanuele Filiberto di Savoia, che ho scoperto essere una persona disponibile e simpatica.

Cordialmente,
PierCarlo Omero.
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Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 13 luglio 2003, 19:23

Egregi Signori,
tanto per essere la cosiddetta "voce fuori dal coro" (che mi capita molto sovente, anche se questo non è per forza un male, anzi mi diverto), io non plaudo affatto alle nozze di S.A.R. Emanuele Filiberto. Da uomo normale, posso congratularmi con la futura coppia. Da cattolico non mi congratulo molto, visto che la futura sposa aspetta già un bambino (e non penso di dovervi ricordare gli insegnamenti della Chiesa). Da fedele di Casa Savoia, con l'affetto che provo nei confronti di questo grande casato, purtroppo non posso che essere rattristato. Logicamente i miei discorsi appariranno ai più anacronistici, ma una grande casato come quello Savoia ha il compito di mantenere, attraverso anche i matrimoni, una certa strada. Io non voglio a tutti i costi un matrimonio di "stato", ma non penso che tra tutte le fanciulle appartenenti alla nobiltà mondiale, non ve ne fosse una capace di elettrizzare il cuore del Principe. Un dinasta di una Casa Reale non può avere solo i quarti paterni di nobiltà. E' davvero assurdo. Già S.A.R. Emanuele Filiberto ha solo i quarti paterni (e già questo mi pone grandi dubbi), ma il suo futuro figli si troverà in una situazione ancora peggiore. Cioè, suo figlio non potrà nemmeno entrare nello SMOM in alcune classi. Siamo al colmo.
ripeto, non pretendo, come dalle regole dinastiche, un matrimonio con principessa reale, primo perchè ve ne sono poche disponibili e perchè forse è un obbligo eccessivo. Ma almeno con una rappresentante dell'alta nobiltà e questo penso potesse arrivarci.
Sono davvero triste.
Cordialmente
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Messaggioda omero » domenica 13 luglio 2003, 21:12

Egregio Signor Cravarezza,
a dire il vero pare a me essere "voce fuori dal coro", almeno a proposito di questo argomento in questo forum: ma la cosa non mi stupisce nè disturba affatto :wink:
Capita molto sovente anche a me: ho trascorso buona parte dell'esistenza nella mia testa e non ho mai avuto timore di manifestare le mie idee, anche se a volte questo mi ha portato a divergenze e contrasti. Credo tuttavia che sia proprio la sincerità la base delle amicizie e dei rapporti interpersonali genuini: la mia è e resta una banale opinione su di un argomento che comunque non ritengo di vitale importanza all'interno di questo forum, forum questo con ben altri punti di forza!

Ad Maiora.

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Messaggioda assoro » lunedì 14 luglio 2003, 22:31

Gentile Signor RFVS,
il mio non è astio contro i comunisti,ho solo riportato la notizia dal quotidiano “LIBERO”
forse chi legge Libero è anticomunista ?....se si….….lo sono, ma a livello di ideologia e non di persone.
Concordo pienamente con il Signor Cravarezza infatti il principe ( e non S.A.R titolo mai riconosciuto dal Re Umberto II ) Emanuele Filiberto non può essere un DINASTA a causa del Matrimonio di suo padre con la Signorina Marina Doria Ricolfi.
…Ma perché… molti studiosi affermano…Vittorio Emanuele di Savoia non è il successore di Umberto II..
Infatti Essi dicono:
<<La perdita del diritto alla successione per Vittorio Emanuele di Savoia si basa su quattro punti fondamentali ed ineludibili:
1. le leggi (Regie Lettere Patenti emanate da Vittorio Amedeo III) che hanno regolato e regolano lo status dei Principi di Casa Savoia,rimaste valide sino all’ultimo Re sabaudo;
2. il Codice Civile del Regno d’Italia,tutt’ora vigente;
3. il mancato assenso al matrimonio da parte del Sovrano,Capo della Dinastia; il manifesto dissenso.
4. Motivi di opportunità,per lo stesso interesse dell’istituzione Monarchica.
Signori ho esposto le affermazioni adottate da molti studiosi,i quesiti a cui rispondere sono:
chi è il Capo di Casa Savoia?
Chi è l’erede al trono d’Italia ? (so benissimo che non c’è più in Italia La monarchia)
Se (il decreto Nr.1 del 15.12.69…. < colpo di stato > e il decreto reale nr.2 del 16.12.69 conferimento di titoli reali ) ha usurpato il titolo ed è stato riconosciuto come Re d’Italia con col nome di Vittorio Emanuele IV Re D’Italia ?
Grazie
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Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 14 luglio 2003, 23:30

Avevo aperto un topic relativo proprio all'argomenti della succesisone ( http://www.anticheopinioni.it/Forum/viewtopic.php?t=167 ), ma nesusno è intervenuto. Ripropongo qui la sintesi del mio scritto:

"Gentili e preparati Signori,
ne abbiamo già discusso in passato, se n'è parla in televisione (penso che qualcuno di Lor Signori abbia visto il programma "Porta a Porta" di ieri sera, il cui tema era proprio Casa Savoia), sui giornali, negli ambienti monarchici... Nonostante ciò, vorrei riaprire e concludere una volta per tutte, almeno su questo forum e almeno con il parere di molte persone che reputo obiettive e molto capaci, una discussione che sta davvero degenerando: la succesisone nella Real Casa d'Italia.
Le motivazioni principali per cui l'Unione Monarchica Italiana ed alcune persone (tra cui lo stesso Duca d'Aosta) ritengono come unico e vero successore della Real Casa d'Italia S.A.R. Amedeo d'Aosta sono:



Matrimonio di S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia con una broghese (S.A.R. Marina Doria) e senza il permesso di S.M. Umberto II. Qui già è il primo punto di discussione: le regole di successione della Real Casa di Savoia cosa prevedevano e prevedono? Il figlio primogentio può sposarsi con una borghese o deve sposarsi per forza con una pari o almeno nobile? E' necessario comunque il consenso paterno? Cosa succede in mancanza di ciò? Il titolo di "Principe di Venezia" è stato "creato" da S.M. Umbeto II per S.A.R.Emanuele Filiberto ad hoc oppure era un titolo che Gli spettaava? In entrambi i casi, non sarebbe già sufficiente ciò come riconoscimento del matrimonio?


Esisterebbe un atto notarile (considerato dall'UMI decreto regio) secondo cui S.A.R. Vittorio Emanuele avrebbe deposto S.M. Umberto II e avrebbe "acquisito" le prerogative rege, nominando inoltre S.A.R. Marina Doria "contessa di Valdieri...". E' possibile?


S.A.R. avrebbe sciolto, sempre con "regio decreto", la Consulta dei Senatori del Regno, istituita da S.M. Umberto II. Secondo l'UMI il Principe non avrebbe potuto sciogliere tale Consulta perchè...(non ho compreso le motivazioni, si parlava di decreti del padre, di statuti...).


L'affermazione "nostro Presidente Ciampi" fatta da S.A.R. Vittorio Emanuele sarebbe un riconoscimento della Republica in disprezzo al pensiero paterno che non la riconosceva. Oltre anche alla visita al Quirinale che loro dicono che S.M. Umberto II non avrebbe mai compiuto.



Insomma Signori, le motivazioni adottate, almeno quelle che conoscevo, Le ho esposte. I quesiti sono semplici:
chi è il capo di Casa Savoia?
chi è l'erede al trono d'Italia?(so benissimo che non c'è la monarchia in Italia e pregherei di astenersi al commentare tale fatto. La mia è solo un'ipotesi)
se e sottolineo se, le motivazioni sopra riportate fossero corrette, S.A.R. Amedeo d'Aosta sarebbe solamente l'erede al trono e quindi scalzerebbe la Real Casa di Savoia dal trono portando la Casa di Savoia-Aosta sul trono o diventerebbe Lui stesso Capo della Real Casa di Savoia, sostituendo S.A.R.Vittorio Emanuele?

Vorrei precisare che questa discussione non ha fini propagandistici o personali, ma unicamente l'intento di dipanare una matassa che sta facendo ridere molte persone, repubblicane e monarchiche. "

Bene Signori, chi ha voglia, partecipi alle discussioni, rimanendo ocmunque nella serenità e obiettività delle vedute.
Cordialmente
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Messaggioda assoro » venerdì 25 luglio 2003, 19:19

Gentile Signor Cravarezza,
in questi giorni sono rientrato provissioriamente in città ed ho letto quello che chiede, noto che i “ gentili e preparati Signori”non rispondono, questo silenzio a che cosa è dovuto? forse alla poca conoscenza della questione dinastica ? per me… chi abbia un minimo di conoscenza del diritto nobiliare e del diritto dinastico,o per chi sia sinceramente monarchico un minimo di risposta la deve dare. Se la totale dei “ gentili e preparati signori” è repubblicana,capisco il silenzio.
Cercherò di dire qualcosa, non sono un studioso e a malapena ho letto in questi giorni degli studi fatti da studiosi monarchici e non,è precisamente da un studio intitolato “” IN MOME DEL RE”” del Dottor Angelo Squarti Perla.Membro Effettivo del Collegio Araldico Romano.

Per il matrimonio di S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia le Regie Lettere Patenti di Vittorio Amedeo III il 7/9/1780 – 13/9/1780 e 20/9/1780 e Codice Civile(quest’ultimo ancora vigente) parlano chiaro:

Art. I: >non sarà lecito a Principi del Sangue contrarre matrimonio,senza prima ottenere il permesso Nostro o i reali Nostri Successori, e mancando alcuni di essi a questo indispensabile dovere,soggiacerà a quei provvedimenti,che da Noi o dai Reali Successori si stimeranno adatti al caso <

Art. II: > se nell’inadempimento di questa obbligazione si aggiungesse la qualità di matrimonio contratto con persona di condizione e stato inferiore,tanto i contraenti che i discendenti da tale matrimonio si intenderanno senz’altro decaduti dal possesso dei beni e dei diritti provenienti dalla Corona e dalla ragione di succedere nei medesimi,come pure da ogni onorificenza e prerogativa della Famiglia <.

Art. III: > Quando però il riflesso di qualche singolare circostanza determinasse Noi, od i Reali Nostri successori a lasciare che si contragga matrimonio disuguale,riserviamo in tale caso alla Sovrana Autorità di prescrivere per gli effetti di esso le condizioni e cautele,che dovranno osservarsi < .

Art. X: > I maritaggi dei Principi della Nostra Corona ed il bene dello Stato,non potranno perciò contrarsi senza la permissione Nostra odei Reali Successori e mancando alcuni di essi Principi a questo indispensabile dovere soggiacerà a quei provvedimenti,che all’occorrenza dei casi,sì dà Noi,che da Reali Successori verranno ordinati, anche a tenore delle Petenti Nostre del 13.9.1780,con riserva pure di accompagnare le permissioni con le condizioni che si giudicheranno proprie e convenienti < .

Per quanto concerne l’art. 92 del Codice Civile,circa il matrimonio dei Principi Reali : < Per la validità dei matrimoni dei Principi e delle Principesse Reali, è richiesto l’assenso del Re Imperatore >.
Quest’articolo del vigente codice,riprendendo testualmente l’art, 69 del Codice Civile del 1865,che a sua volta richiamava precedenti atti sovrani ( 7/4/1829 e 12/3/1836 ) riporta l’istituto dell’assenso regio alle nozze dei Principi della Casa Reali.
Sua Maestà il Re Umberto II, Sovrano mai abdicatario,non ha mai rinunciato alle regie prerogative derivante dell’aver, di fatto, regnato con pienezza di giurisdizione territoriale.
E,sino a prova contraria,S.M. Umberto II,non ha mai concesso l’assenso formale, né tanto meno pubblico, visto che non solo non ha voluto essere presente alle nozze del figlio Vittorio Emanuele, ma indicò – termine confacente ad un Monarca dalla riserbatezza e dignità esclusive del Primo dei Gentiluomini,ma equivalente,per l’autorevolezza al termine “” vietò “” < A noi Savoia Aosta e ai Savoia Genova di non intervenire né al matrimonio a Teheran,ne al successivo ricevimento a Ginevra.Sua Maestà ne soffrì moltissimo e l’Unione Monarchica Italiana venne consigliata da Cascais a non inviare auguri e regali agli sposi [/color][/color]>. ( da una intervista del giornalista Gigi speroni al Duca d’Aosta comparsa sul libro “ In Nome del Re “ , Rusconi editore,1986,pagg.9/10/11.
Innumerevoli ed inequivocabili le manifestazioni di volontà dissenziente da S.M.il Re Umberto II, la lettera scritta al figlio,conferma del diniego ed avversità al matrimonio “”Io che sono il quarantaquattresimo Capo della Casa non intendo e non ho diritto di mutare,nonostante l’affetto per te, la legge della nostra Casa vigente da 29 generazioni e rispettata da 43 capi famiglia miei predecessori succedutisi,secondo la legge salica,attraverso matrimoni contratti con Famiglie di sovrani “”.
(questo scritto,secondo Gabriele Villa,redattore dell’articolo sulla Famiglia comparso sul settimanale Gente di Ottobre 2002, sembra che sia sfuggito al rastrellamento dei documenti contenuti nell’archivio di famiglia prima della consegna da parte di Vittorio Emanuele alla Repubblica Italiana, secondo le disposizioni testamentarie paterne.)

La mancata concessione del Collare della Santissima Annunziata al nipote Emanuele Filiberto,con contestuale conferimento, per di più anomalo in quanto in deroga all’età minima canonica richiesta, ad Aimone di Savoia, Duca delle Puglie, figlio di Amedeo Duca di Aosta,non si presta che ad univoca interpretazione.
“”Al fine d’indicare inequivocabilmente che con la Sua scomparsa si verificava l’estinzione della linea genealogica della Famiglia,Umberto II ha preteso che i regi sigilli a secco,tramandati per generazioni nella Famiglia e di spettanza del Re o del suo legittimo successore,fossero con lui sepolti.Gli Aiutanti di Campo di Sua Maestà,protetti in contenitori di cuoio,li avrebbero posti sotto le ascelle del defunto Sovrano””.
Parimenti per volontà testamentaria ha disposto che i Collari della Santissima Annunziata,fossero donati,unitamente al glorioso vessillo del Savoia Cavalleria all’Altare della Patria.
Tale disposizione testamentaria è stata da Vittorio Emanuele disattesa, giungendo sino al punto di autominarsi Gran Maestro dell’Ordine e dar luogo a,ovviamente invalide ed illegittime,novelle concessioni.
Come può Vittorio Emanuele che non è stato,non è, e per le note leggi dinastiche,non sarà mai Re,emettere un “”Regio Decreto””come, ad esempio ,quello datato del 30/1/1984 ?
Come può arrogarsi il diritto di nominare se stesso Duca di Savoia?
Da dove viene la formula inusitata “ per Grazia di Dio e Diritto Ereditario” ?

Sufficiente da solo a togliere ogni diritto ereditario ad un Principe, il tentativo di sostituire il padre.
“”il Regio Decreto datato 15.12.1969,depositato presso il notaio Duport E. Lucine,a firma anche,oltre che da Vittorio Emanuele( per l’occasione,vivente il Re Umberto, autodefinitosi Re d’Italia),dell’ex Gran Maestro della Massoneria Italiana Giordano Gamberini. Al punto 6 del citato documento :””per effetto dell’avvenuta successione,Ci competono anche i diritti di Capo legittimo della Dinastia Sabauda e tali Diritti eserciteremo d’ora innanzi,solo temperati dalla discrezione che lo stato fisico e morale di S.M. l’ex Re Umberto II detta alla Nostra coscienza di figlio””.

Grazie signor Cravarezza , per il Suo topic,
avermi dato la possibilità di ricercare documenti e studiare qualcosa del nostro passato e forse…del nostro futuro.
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Messaggioda MVC » domenica 27 luglio 2003, 4:53

Gentili signori,

ho trovato un articolo on line de "Il Mattino", datato 15 marzo 2003, si tratta di un'intervista rilasciata da SAR Vittorio Emanuele, nella quale ammette di aver incontrato Achille Lauro, delegato da re Umberto per convincerlo a NON contrarre quel matrimonio....

"LA VIGILIA A GINEVRA TRA RICORDI, CONFESSIONI E ANEDDOTI
DALL'INVIATO A GINEVRA
Si incontrarono alla fine degli anni '60, a Ginevra. Vittorio Emanuele aveva appena compiuto trent'anni, l'uomo che aveva chiesto di parlargli era da tempo un pezzo grosso del Partito Monarchico. Non voleva discutere di politica, però. Più semplicemente, doveva convincerlo a non sposare Marina Doria, campionessa di sci nautico e figlia di un banchiere svizzero ma «colpevole» di non avere sangue nobile nelle vene. Fu allora che il giovane figlio dell'ultimo re d'Italia conobbe Achille Lauro.
L'intervento del Comandante rappresentava l'ennesimo tentativo messo in atto dai consiglieri di Umberto II per far naufragare la relazione tra i due ragazzi.
Un atteggiamento ostile, peraltro imperniato su accuse false perché la famiglia Ricolfi Doria si fregia del titolo di marchese, che i cortigiani mantennero a lungo nell'intento di condizionare sempre e comunque le scelte dell’anziano sovrano in esilio
. Adesso, alla vigilia del ritorno in Patria, Vittorio Emanuele accetta di rievocare con il Mattino questo episodio rimasto a lungo inedito.
Se lo ricorda, quell'incontro?
«Ho bene in mente quel giorno. Lauro venne nel mio ufficio a Ginevra e cominciò a parlare. Solo che non sapeva da che parte iniziare e così tergiversò per qualche momento. A me veniva quasi da ridere. Poi ruppe gli indugi e scelse più o meno queste parole: ”Sono stato mandato da suo padre per impedirle di sposare Marina Doria”.
Aveva un tono fermo. Io però gli risposi che non era possibile: è una donna meravigliosa, aggiunsi, e stiamo assieme ormai da tanti anni».
Che impressione le fece il Comandante Lauro?
«Devo riconoscere che si trattava di un uomo realmente affascinante, si vedeva chiaramente che aveva le qualità del trascinatore, le doti di chi sa come si può far leva sul pubblico. È un peccato che in quegli anni siano maturate profonde divisioni in seno al Partito Monarchico. Quel movimento aveva un seguito popolare molto forte e invece finì con il perdere rapidamente molti consensi e anche i rappresentanti che era riuscito ad eleggere in Parlamento».
Dopo l'incontro di Ginevra ha più incontrato il Comandante?
«Una volta sola, mi sembra in Francia, per lavoro. Ma non parlammo più di quel colloquio che comunque si era concluso in modo amichevole. Ci eravamo capiti, ci fu intesa fra di noi anche se su quell'argomento le nostre posizioni erano diametralmente opposte»
Lei ha sposato ugualmente Marina Doria e il matrimonio regge ormai da oltre trent'anni. Non solo i cortigiani di casa Savoia ma neppure il carisma del «trascinatore» Achille Lauro riuscì a farle cambiare idea.
«E' vero. Ma io ho la testa dura, sa».
d.d.p. "

Queste dichiarazioni, rilasciate direttamente dall'interessato, mi pare che possano fugare ogni dubbio ( se mai ce ne fossero) sul fatto che il Re NON approvava le imminenti nozze del figlio con la ? Marina Ricolfi Doria..

Metto il punto interrogativo davanti al nome, poichè vorrei chiedevi lumi su come nasce Marina Ricolfi Doria ..
Qualcuno sostiene che sia di antica famiglia di nobiltà non titolata....
In questo articolo, pare che la sua famiglia possa fregiarsi del titotlo marchionale..
Molti altri, invece, sostengono che NON possa vantare NESSUNA nobiltà...

Ecco, forse c'entra poco con l'oggetto in questione, ma sarei grato a chiunque potesse darmi lumi sui veri natali della Principessa Marina Ricolfi Doria.

Molto cordialmente
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Messaggioda MMT » domenica 27 luglio 2003, 20:11

Questa mi sorge nuova!!! Non sapevo che Marina Ricolfi Doria potesse fregiarsi di titolo suo di famiglia :? , alcune voci, invece, parlavano di una "concessione" da parte del marito.. :shock: .. ma non so quanto si debba dar credito a queste voci!

Cordialmente,
Michele M. Tuccimei di Sezze
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Messaggioda sparavieri » mercoledì 24 settembre 2003, 10:59

gentili Signori, purtroppo non posso portare alcuna prova di questa mia affermazione, ma è certo che Marina Doria (nome più adatto a una nave che a una principessa :lol: ) non ha nobili natali...

In più vorrei assicurare il signor Cravarezza che si troverà sicuramente un modo per fare entrare il futuro figlio di Emanuele Filiberto nello SMOM... Se e qualora cio' accadesse potrò dire di averne viste di ogni colore :twisted:
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Messaggioda MVC » lunedì 29 settembre 2003, 10:16

Gentili amici,
volevo sottoporre al Vs parere un quesito.

Se non vado errato, Emanuele Filiberto di Savoia, mancando totalmente del quarto materno NON potrebbe essere ammesso nella categoria di Onore e Devozione del S.M.O.M. ( stessa situazione per i suoi futuri figli).

Orbene, un suo avo diretto, precisamente Amedeo VIII Duca di Savoia, detto “il Pacifico”, ( il fondatore dell'Ordine Militare di San Maurizio, che diventerà in seguito l'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, l'attuale Mauriziano) fu eletto Papa il 5 Novembre 1439 a Basilea con il nome di Felice V.
O meglio: Felice V fu un Antipapa, poiché l’altro Papa, Eugenio IV, rimase comunque al suo posto a Roma, e tutt’oggi l’Annuario Pontificio annovera il Savoia come il 37esimo e ultimo degli Antipapi.

Il Sovrano Militare Ordine di Malta, nella Seduta Consiliare del 20 Marzo 1959 emette, attraverso il Venerabile Luogotenente del Gran Maestro e il Sovrano Consiglio, un Decreto ( il Numero 4598 di Rep. Gen.) per disciplinare le sanatorie sui requisiti nobiliari in merito alla ricezione nell’Ordine sia dei cavalieri di Onore e Devozione, sia di Grazie e Devozione.

All’articolo 1 di questo Decreto, specificamente nella categoria di Onore e Devozione, al comma “d”, si legge ( cito testualmente ):

“I discendenti di famiglie che abbiano dato alla Chiesa un Vicario di Cristo, purché discendenti per linea diretta mascolina da un fratello consanguineo o nel più largo dei casi dall’avo del Sommo Pontefice, potranno essere ricevuti come Cavalieri di Onore e Devozione, senza alcuna prova di nobiltà o di antichità, con un provvedimento di carattere eccezionale, da prendersi caso per caso dal Capo dell’Ordine col Sovrano Consiglio, quando ne sia dimostrata l’opportunità.”

Ora, considerate le vicissitudini storiche molto particolari che videro l’elezione di Amedeo VIII di Savoia al Soglio (l’elezione avviene nell’ambito del Concilio di Basilea, Concilio al quale si arrivò con la sussistenza in contemporanea di ben tre Papi/Antipapi), e considerato che tra gli elettori favorevoli al Savoia ci fu anche colui che sarà il futuro Papa Pio II ( Enea Silvio Piccolomini, che fu anche segretario particolare di Felice V )

mi domando e Vi domando:

stando a quanto espresso dal Decreto del S.M.O.M., sarebbe un evento “tecnicamente” possibile ( nonché moralmente accettabile) se Emanuele Filiberto e la sua prole decidessero, un giorno, di voler accedere alla categoria di Onore e Devozione invocando la discendenza dall'avo Felice V, "aggirando" in tal modo l’obbligo delle consuete prove nobiliari per i quarti ?

Un cordiale saluto

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Messaggioda MVC » lunedì 29 settembre 2003, 11:20

Gentile Borella,

la ringrazio dell'informazione che ( ovviamente) NON possedevo.
:oops: :oops: :oops:

Ho esordito dicendo "se non erro", e in effetti ho errato :( me ne scuso.


A questo punto ripropongo il quesito già esposto, naturalmente solo relativamente ai figli di Emanuele Filiberto.

Grazie e ancora scuse per la gaffe

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Messaggioda Andrea Orgnani » martedì 7 ottobre 2003, 22:12

Come sempre rimango indietro con i vostri discorsi :)

Quali sono le regole per diventare cavaliere di Onore e Devozione?

Cosa sono i quarti materni e perchè sono necessari per diventare cavaliere di Onore e Devozione?

Grazie
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Messaggioda Ardashir » mercoledì 8 ottobre 2003, 13:23

Gent.mo Signor Mehr,

non ho il piacere di conoscerLa e per questo La prego di perdonarmi se per caso ho equivocato quanto da Lei scritto.
Innanzitutto: mi pare che questo forum sia dedicato ad araldica e genealogia e non a sterili polemiche politico-religiose. Il Suo commento, per quanto Lei volesse ironizzare su alcuni aspetti del cavalierato che possono essere discutibili, risulta offensivo alla religione cattolica in modo gratuito e, se mi permette, un poco superficiale. Il sottoscritto, cattolico romano, crede sia corretto in un forum di questo genere mantenersi sopra alle basse polemiche senza attaccare la religiosità o le scelte ideologiche altrui. Qualora poi dovesse sorgere un dibattito su questioni sostanziali come quelle religiose, sarebbe comunque il caso di occuparsene in modo più responsabile evitando luoghi comuni un poco buonisti ( "i civili ed i bambini nei Balcani uccisi ... lì niente ditino?")
e semplificazioni che stridono con la competenza che Lei ha più che dimostrato in altri interventi. Arrivare ad offendere la Santissima Vergine è poi un' azione realmente disdicevole, specie perrché la Vergine non esortò a pregare a Lei, ma attraverso di Lei. I Santi sono intercessori nei confronti di Dio, non semidivinità oggetto di una propria venerazione, ma questo credo che Lei lo sappia benissimo. La Vergine, poi, ha un ruolo talmente particolare e forte che in molti casi è Lei al centro della preghiera, ma non ci si deve mai dimenticare che in ultima analisi essa è diretta a Dio.
Se poi per Lei le apparizioni mariane e la religiosità cattolica sono "pirlate" (così Lei dice) , può sempre non crederci. Non credo che frotte di cattolici La obbligheranno a cambiare idea.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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