Stimatissimi signori,
probabilmente non sono il solo ad essersi ricordato che oggi è il CCL anniversario della nascita del conte Ferdinando Marescalchi, nato a Bologna il 26 febbraio 1754 (nonostante i molti autori che lo dicono nato il 1764, come anche il "Dictionnaire Napoléon"; si veda l'estratto dell'atto di battesimo conservato in ASMi, Araldica, p. m., b. 132 - sfuggito anche alla pur attentissima biografa del Marescalchi, Teresa Muzzi). Di antica famiglia bolognese (il Révérend, incredibilmente, la dice originaria di Vicenza), insignita del titolo comitale palatino, il Marescalchi fu tra l'altro ambasciatore della Repubblica cisalpina a Vienna (1798), membro del Direttorio esecutivo della Repubblica cisalpina (26 dicembre 1798 - 17 giugno 1800), ministro plenipotenziario a Parigi (3 dicembre 1800) e ministro delle Relazioni estere della Repubblica italiana e del Regno italico (27 gennaio 1802 - maggio 1814). Napoleone I lo nominò conte del Regno (ai sensi dell'art. 5 del settimo statuto costituzionale, con lettere patenti 12 aprile 1809), cancelliere dell'Ordine della Corona di ferro (16 febbraio 1806), gran dignitario del detto Ordine (20 febbraio 1806) e comandante della Legion d'onore (17 luglio 1804).
Arma antica: D'azzurro, al leone d'oro tenente colle branche anteriori un ferro da cavallo d'argento, col capo d'Angiò; alias: D'azzurro, al leone rampante d'oro, impugnante il ferro di cavallo d'argento. Col capo di Angiò, abbassato sotto il capo dell'Impero. Con lo scudetto in cuore d'oro, alle due fasce doppio-nebulose di nero; alias: D'azzurro, al leone rampante d'oro, impugnante il ferro di cavallo d'argento. Col capo di Angiò, abbassato sotto il capo dell'Impero. Con lo scudetto in cuore d'argento, alle due fasce doppio-nebulose di nero.
Arma napoleonica (blasonatura ufficiale tratta dalle suddette lettere patenti): Inquartatura: primo quarto franco, di verde alla testa di leone strappata d'oro; secondo, d'azzurro con un dispaccio semispiegato d'argento; terzo, d'azzurro con una sbarra d'argento; quarto, di verde con un suggello d'argento. Ornati esteriori: di conte. Livree: bianco, verde, e rosso.
Fonti e bibl.: ASMi, Araldica, p. m., b. 132, e Araldica, registri, reg. 6, n. 9; Révérend, III, p. 184; Comandini, I, p. 634; Enciclopedia storico-nobiliare italiana, IV, p. 375; Le insignia degli anziani del comune [di Bologna], II, p. 155; Bascapè - Del Piazzo, p. 808.
Aggiungo una nota poco professionale: personalmente provo molta simpatia per il Marescalchi, perché fu studiandone la biografia per realizzare la mia tesi di laurea, nei lontanissimi 1992 e 1993, che mi accostai per la prima volta all'araldica napoleonica. (All'epoca ero così inesperto in materia da credere che la testa di leone nel 1° quarto dell'arma concessa da Napoleone al Marescalchi fosse un riferimento all'antica arma di questo; mentre si tratta, come ben sapete, del segno distintivo dei conti ministri.)
Con i miei più cordiali saluti.
Emanuele Pigni
