Notaio legalizza la nobiltà

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Notaio legalizza la nobiltà

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 22 luglio 2025, 19:01

Cari amici vi riporto un articolo di cronaca che stamattina sotto l'ombrellone mi ha incuriosito ;) https://corrierefiorentino.corriere.it/ ... 5xlk.shtml


Lucca, notaio «legalizza» la nobiltà di un conte su un atto pubblico, la Cassazione annulla tutto: «Questi titoli in Italia non hanno valore»
Inchiesta Perfido, Morello sconfitto in Cassazione: l’imprenditore aveva preso 10 anni

di Vincenzo Brunelli
21 lug 2025 | 07:51
L'uomo che ci teneva così tanto al titolo per trasmetterlo poi anche agli eredi, può continuare a farsi chiamare conte o marchese o principe se vuole, ma non su un atto pubblico o su un documento. Notaio sospeso e multato

Ci teneva così tanto alle sue origini nobili da andare da un notaio per farsele certificare, ma alla fine le cose non sono andate come sperava. Un cittadino lucchese nel 2022 era riuscito a farsi certificare da un notaio della provincia di essere un conte, e producendo una serie di documenti e testimonianze, all'inizio era riuscito pure a ottenere la certificazione al diritto all’uso legale del titolo nobiliare, con tanto di legittimazione alla trasmissibilità ereditaria a figli e nipoti.

Ma i suoi sogni si sono presto infranti e il notaio a cui si era rivolto è finito nei guai. Nel 2023, infatti, il consiglio notarile del distretto di Lucca, a seguito di un'ispezione, si è accorto della irregolarità e lo ha prima sanzionato e poi sospeso per un certo periodo.

La vicenda però prosegue e finisce in Tribunale, e nei giorni scorsi la corte di Cassazione ha pubblicato la sentenza definitiva, sul singolare e anacronistico contenzioso, e relative motivazioni, con la quale sul punto specifico si è pronunciata contro il notaio lucchese, per motivi costituzionali. Gli ermellini hanno anche spiegato con dovizia di particolari come deve essere interpretata la Costituzione, per quanto riguarda i titoli nobiliari, all'epoca affrontati in modo generico, per evitare confusione sia sul caso lucchese sia per eventuali contenziosi futuri in materia.

«Se certo non si può attribuire valore giuridico a qualcosa che non lo ha, e pacificamente i titoli nobiliari nel nostro ordinamento repubblicano non lo hanno, tuttavia è assolutamente incontestabile che la dizione usata dal notaio lucchese afferma il contrario cioè la validità legale del titolo nobiliare».

La quattordicesima disposizione transitoria della Costituzione che non riconosce i titoli nobiliari, e sopprime la consulta araldica, per i giudici di Piazza Cavour va intesa come «una norma non già di apertura, ma di chiusura. Pertanto, resta smentita ogni sia pur residua ipotesi di protezione legale del titolo nobiliare».

Per non lasciare dubbi, la Cassazione ha preso anche in considerazione le occasioni in cui un titolo nobiliare viene utilizzato, nell’ambito di libere finalità associative, lavorative, ludiche e simili, «che non implica minimamente un suo sia pur residuo uso legale, non dovendo confondersi ciò che è lecito con ciò che dall’ordinamento riceve tutela, e in relazione al quale soltanto può configurarsi l’attività certificativa».

La certificazione nobiliare eseguita a Lucca, dunque, non ha nessun valore legale e sul punto la Cassazione ha confermato i provvedimenti disciplinari del consiglio notarile. La valutazione disciplinare compiuta dal consiglio notarile lucchese, «basata sulla considerazione che una siffatta certificazione è idonea a trarre in inganno sulla rilevanza giuridica dei titoli nobiliari», è stata assolutamente corretta.

L'uomo che ci teneva così tanto al titolo per trasmetterlo poi anche agli eredi, può continuare a farsi chiamare conte o marchese o principe se vuole, ma non su un atto pubblico o su un documento, non essendo consentito dalla Costituzione.

Dalla sua entrata in vigore nel gennaio del 1948, per l’Italia, infatti, i titoli nobiliari hanno perso qualunque rilevanza pubblica: non sono vietati, semplicemente non sono riconosciuti, cioè non sono tutelati né disciplinati, sono giuridicamente irrilevanti.
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Re: Notaio legalizza la nobiltà

Messaggioda contegufo » mercoledì 23 luglio 2025, 8:52

La Cassazione ha ribadito quello che già si sapeva, meraviglia semmai su quali basi quel Notaio abbia "certificato" la "Nobiltà" del suo cliente, il quale gli chiederà una probabile restituzione di ciò che ha avuto !
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Re: Notaio legalizza la nobiltà

Messaggioda contegufo » mercoledì 23 luglio 2025, 17:03

Quello che resta della Nobiltà lucchese stà per primo nel Libro d'oro del 1826 e precedenti, nel Libro d'oro della Consulta Araldica del Regno e poi nei vari almanacchi ben noti.
Quindi la certificazione passerebbe da queste fonti.
Non si capisce quindi se la richiesta di certificazione notarile si riferisca ad un nobile già conosciuto (cosa strana) oppure si tratti di manovre occulte da riferirsi a lodi arbitrali o roba simile.

Saluti
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Re: Notaio legalizza la nobiltà

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 23 luglio 2025, 20:11

La seconda presumo ;)
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Re: Notaio legalizza la nobiltà

Messaggioda contegufo » mercoledì 23 luglio 2025, 21:17

Si', gli indizi tirano da una certa parte !
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Re: Notaio legalizza la nobiltà

Messaggioda contegufo » giovedì 24 luglio 2025, 1:08

L'argomento era stato precedentemente sollecitato nel topichttps://www.iagiforum.info/viewtop ... =6&t=25684
Qui si capisce meglio circa i motivi che hanno portato la Corte di Cassazione ha chiarire l'argomento.
Se si è scomodata la Cassazione è segno che nonostante tutto pare ci siano molte persone che cercano in ogni modo possibile e immaginabile un'avallo ufficiale !
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Re: Notaio legalizza la nobiltà

Messaggioda RFVS » venerdì 25 luglio 2025, 10:51

a leggere l'articolo però non sembra lo stesso personaggio della "aggregazione familiare" mansiana, oppure è lo stesso che ora cerca di accollarsi un titolo di conte?
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Re: Notaio legalizza la nobiltà

Messaggioda contegufo » venerdì 25 luglio 2025, 23:22

.......non aggiungo altro ma il personaggio in questione Domenico Morello non è lucchese e il neppure il notaio, quindi Lucca non centra per niente.
Altro non dico perché l'argomento non merita niente di più quel che non sia stato già detto.
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